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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Keshe foundation: a che punto siamo?

Svelato il reattore Keshe

 l’ing. Keshe aveva indicato la data del 21 aprile 2013 come data ultima entro la quale, in assenza di firma da parte dei propri leader di stato, tutti i cittadini del mondo erano invitati a sottoscrivere il Trattato di Pace Mondiale in qualità di uomini liberi, nella stessa data, a Brescia, è stato svelato, al termine della presentazione del Trattato di Pace Mondiale, il primo reattore Keshe realizzato, dopo circa 30 anni di studi e ricerche, dalla Fondazione Keshe.

keshelogoL’ideatore del progetto, l’ing. Mehran T. Keshe, dopo le tappe italiane del 15 – 16 e 17 dicembre 2012, ha scelto ancora una volta il nostro Paese per la presentazione, in collegamento streaming con 102 nazioni, del generatore in grado di cambiare le sorti mondiali.

 

A fronte delle rimostranze di diversi utenti sul forum della Keshe Foundation, il 26 febbraio scorso l’ing. Keshe ha rilasciato una dichiarazione sulle cause del forte ritardo nella consegna dei generatori di corrente elettrica ad uso domestico. Va precisato, per dovere di cronaca, che sono circa 150 i generatori Keshe finora ordinati al prezzo complessivo di 5.000 euro più imprecisate spese di trasporto, tasse e oneri doganali, più 100 euro l’anno di manutenzione e concessione d’uso e un anticipo di 500 euro all’ordinazione.

Leggendo il contratto d’acquisto dei generatori domestici colpisce l’inserimento di clausole quantomeno inusuali che obbligano l’acquirente a non trasferire il generatore ad altro indirizzo civico rispetto a quello dichiarato e a non vendere il surplus di energia prodotta a comunità, all’ente fornitore di origine (ad esempio, l’ENEL, n.d.a.) o ad altra entità, pena l’annullamento del contratto stipulato e l’obbligo di restituzione del generatore (senza citare alcun tipo di rimborso pecuniario, n.d.a.). L’eventuale vendita di energia a terze parti va preventivamente inoltre autorizzata dalla fondazione e, in tale eventualità, il 50% dei proventi derivanti da tale vendita andranno versati alla Keshe Foundation che dichiara di volerli destinare ad attività nel campo della salute e dell’educazione nel paese in cui opera il generatore.

La consegna dei generatori, originariamente prevista per entro la fine del 2012, secondo la dichiarazione di Keshe non è ancora avvenuta per due principali motivi:

  • Le restrizioni subìte dalla fondazione nella fornitura della precedente serie di generatori, per il funzionamento dei quali era necessario utilizzare materiale nucleare;
  • Un malfunzionamento del meccanismo di tenuta del vuoto dei generatori di nuova produzione, rilevato in fase di test finale e che ha richiesto il ridisegno delle guarnizioni e l’approvvigionamento di nuovi materiali.

I generatori originali prodotti a partire dal 2011, infatti, sono stati oggetto di confisca e distruzione ordinate da funzionari ed enti governativi del Belgio. Ciò ha costretto la fondazione a disegnare un nuovo tipo di reattore basato sulla tecnologia al plasma, definito da Keshe “reattore di settima generazione”, che è stato messo in funzione alla fine di settembre 2012 e per il quale era stata prevista la produzione in serie entro l’inizio del 2013. I test finali hanno purtroppo evidenziato problemi nel meccanismo di tenuta del vuoto e la fondazione ha impiegato più tempo del previsto per risolvere il malfunzionamento. Dopo il ridisegno delle guarnizioni si è anche verificato un ritardo nella consegna di alcune componenti dai fornitori dei nuovi sistemi di tenuta, di cui è prevista la ricezione entro la seconda settimana di marzo 2013.

Qualora venisse rispettata la nuova data di consegna dei materiali attesi, dopo ulteriori 15-30 giorni di collaudo, quindi verso metà aprile, la fondazione dovrebbe essere in grado di avviare le prime consegne. Keshe si è detto ottimista sull’esito delle operazioni entro la nuova scadenza dichiarata, ma ha concesso la possibilità agli ordinanti di annullare l’ordine e ottenere la restituzione dell’anticipo versato entro 30 giorni dalla data di recesso.

 

 

 

 

Certo, manca ancora la parte essenziale; quella relativa alla dimostrazione pratica del funzionamento del generatore. Solo quando lo vedremo all’opera potremo finalmente affermare che il progetto Keshe non rappresenta la solita bufala della tanto attesa Free Energy.

L’ingegner Keshe non è stato di grande aiuto nel cercare di dirimere l’annosa questione: molti dei partecipanti, dopo aver pagato dai 30 ai 50 euro per assistere agli eventi, si aspettavano una dimostrazione pubblica del mitico reattore, o almeno qualche documentazione concreta dei suoi esperimenti, e sono rimasti piuttosto delusi nel sentire e vedere materiale perlopiù disponibile in rete ormai da settimane, se non da mesi, o vedersi propinare alcune sequenze filmate che non mostravano nulla di conclusivo, generando ancor più confusione. Per non parlare poi del “modellino” (o presunto tale) di un reattore, platealmente maneggiato dallo scienziato iraniano con tanto di guanti in lattice…

Paradossalmente, proprio dopo la sua esposizione più riuscita e convincente, almeno secondo me, di quella che è l’infrastruttura teorica della fisica da lui proposta (a Bologna), Keshe si è palesemente innervosito quando gli ho gentilmente fatto notare quanto sopra esposto, evocando le minacce subite dalla sua persona e dai suoi familiari e i pericoli che sta correndo, ricordando i sequestri di materiale subiti dalle autorità del governo belga e della sua stessa persona da quelle canadesi, durante uno scalo in un suo viaggio verso il Messico.

Questo il video integrale della conferenza.

 

 

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