Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Quasi tutti hanno sentito parlare di Stonehenge, il monumento preistorico nel Wiltshire, in Inghilterra composto da enormi pietre megalitiche, disposte a forma circolare. Ma non tutti conoscono la spettacolare e misteriosa 'losanga d'oro' che è stata trovata nella tomba di un capo all'interno del complesso di Stonehenge. Nel 1808, William Cunnington, uno dei primi archeologi professionisti della Gran Bretagna, ha scoperto quello che sono diventati noti come i gioielli della corona del 'Re di Stonehenge'. Sono stati trovati all'interno di un grande tumulo dell'età del bronzo lontano appena mezzo miglio da Stonehenge, conosciuto oggi come Bush Barrow. In una lettera all' archeologo Sir Richard Colt Hoare, Cunnington ha scritto: "Abbiamo trovato lo scheletro di un uomo robusto e alto. Vicino al petto dello scheletro abbiamo trovato un bel piatto di oro. Questo oggetto della forma di una losanga era stato fissato a un pezzo sottile di legno, sui bordi del quale l'oro era stato avvolto. " Questa piastra d'oro, insieme ad altri reperti rinvenuti nel tumulo e nella zona circostante, sono stati chiusi a chiave in un caveau di una banca. Da allora è stato mostrato soltanto in casi eccezionali. Ma ora questa reliquia intrigante si unirà al Wiltshire Heritage Museum a Devizes . Ciò che rende questo manufatto così importante e così unico è la sua decorazione fatta da linee impresse, che rivela una conoscenza incredibilmente avanzato di matematica e geometria. L'analisi dettagliata del progetto ha dimostrato come la forma ed i pannelli decorativi siano stati creati ripetendo esagoni all'interno di una serie di tre cerchi concentrici. La precisione e l'accuratezza visualizzata dal lavoro dimostra l'esistenza un kit di strumenti sofisticati e una buona conoscenza della forma geometrica. David Dawson, direttore del Museo del Wiltshire, descrive l'arte come "il lavoro degli dei". La losanga d'oro fu trovata appoggiato sul petto dell'uomo e c'era una grande cintura dorata che si trovava sui fianchi, che è stato decorato con linee lineari impresse con un disegno delicato. Lo scopo della losanga d'oro rimane un mistero, anche se alcuni ritengono che fosse uno strumento astronomico. L'astronomo Gerald Hawkins ideò una teoria che Stonehenge stessa sia stata utilizzata come un'enorme strumento astronomico che potrebbe misurare con precisione i movimenti solari e lunari, così come le eclissi. Ci sono ancora molte domande senza risposta su questo sito maestoso e sconcertante.
Un oggetto particolare spiccava sul petto del defunto: una losanga d'oro (fig. a). "Sul petto dello scheletro era un grande piatto d'oro, sotto forma di una losanga che misura 7 pollici per 6 pollici" la cui superficie è caratterizzata da losanghe concentriche che diminuiscono di grandezza gradualmente verso il centro. Un disegno a zig-zag è inciso finemente lungo il contorno esterno e presenta due piccole aperture che lasciano intendere che l'oggetto fosse portato come un pettorale dal suo proprietario e ne decretasse lo status. Un'altra losanga (fig. c), più piccola, costituita da un sottile foglio d'oro, era situata vicino al corpo, dalla parte destra. Anche la presunta fibbia (fig. b) è costituita da un disegno a quadrati concentrici.
a
b
c
Le misure della losanga più grande (nota oggi come Bush Barrow lozange) le abbiamo già fornite poco sopra; abbiamo però una stima più precisa che proviene da una fonte sicura come è il curatore del Museo, il dr. Paul Robinson: 18, 5 cm x 15, 6 cm. Lo spessore è di 0, 5 mm. Il quadrato che presenta le minute incisioni a zig-zag misura 18 cm x 15,3. Ciascuna losanga è decorata con quattro linee parallele molto ravvicinate (che costituiscono la cornice di ciascuna, se così si può dire) e devono aver richiesto un lavoro di artigianato orafo molto preciso (tenendo conto dell'epoca di esecuzione, tra l'altro). L'esame particolareggiato del reperto denota che i vertici delle losanghe sono leggermente fuori asse e uno dei lati è lievemente più largo, forse a causa della curvatura del metallo (le immagini a disposizione non consentono grossi calcoli).
Alcuni vedono sulla losanga delle ulteriori incisioni o perfino caratteri che non sono mai stati convalidati.
Quando era ancora conservato al British Museum, lo splendido reperto subì un incidente (di cui ignoriamo le circostanze) e pare sia stata riparato -secondo alcuni- arbitrariamente (le sarebbe stato conferito un profilo "a cupola"). Non sappiamo se questo sia vero o meno, ma secondo alcune fonti in origine la losanga era piatta.
Alle due estremità longitudinali il gioiello d'oro presenta due fori dove era quasi certamente inserita la cordicella per appenderlo al collo. Sembra che quando venne trovato sul petto del Tall Stout Man, i due fori risultassero a destra e a sinistra. Le sue grandi dimensioni hanno fatto supporre che fosse parte di una corazza (era situata a livello dello sterno, da quanto si sa), ma ciò sembra essere stato totalmente escluso. Così come è da scartare un uso puramente decorativo. Il lavoro a zig - zag presente tra la terza e quarta losanga forma dei triangoli, esattamente 9 per ciascun lato (per un totale di 36), alternativamente con il vertice verso l'alto e verso il basso. Sugli stessi angoli dei fori, si notano due segmenti divergenti (d) di questo decoro, mentre agli altri due angoli il segmento è singolo (e). In entrambi i casi non muta il numero di triangoli, tuttavia nel secondo caso (come mostra la fig. e) parrebbe che il segmento divida il triangolo "maggiore" in due triangoli rettangoli mentre nei vertici che hanno il foro (fig. d) questo non si può verificare e si ha invece una sorta di "cuneo". Tutto ciò ha un significato?
d
e
Alcuni ipotizzano che il doppio segmento sia uno sbaglio di lavorazione, cioè l'artigiano non sarebbe stato in grado di dividere la lunghezza per soddisfare un numero esatto di triangoli e ha dovuto apportare questa piccola modifica su due dei quattro lati proprio per questo (far rimanere costante il numero di triangoli, 9 per lato cioè 36 in totale). In realtà a noi non pare si possa chiamare errore, perchè non costava niente, all'artigiano, fare un singolo segmento anzichè due (come si vede benissimo specialmente nel disegno della losanga, fig. h, più che dalle foto). Quel "cuneo" poteva costituire un dettaglio che, nel simbolismo conferito all'oggetto, aveva la sua importanza (in via dubitativa, perchè nessuno può saperlo).
Nel centro il reperto presenta nove quadratini, una sorta di "scacchierina" (f) che ricorda un Tic-Tac-Toe, una forma del gioco del tris. Tuttavia potrebbe essere interpretato come un "quadrato magico" anche se, in assenza di numeri o lettere, ciò è azzardato proporlo. E' una ripartizione dello spazio centrale, la losanga più piccola, e come "centro" dello schema può assumere un valore importante.
f
Qual'era la funzione della losanga d'oro che il Tall Stout Man portava sul petto?
In proposito, sono state partorite molte idee, come spesso succede quando mancano prove incontrovertibili. Essendo praticamente un unicum, il reperto non ha ancora una spiegazione consolidata e ufficiale. Vediamo di fare un elenco di alcune delle teorie che sono state proposte e che sono state anche pubblicate in alcuni libri o articoli, dai loro rispettivi autori:
Calendario astronomico. Alcuni ricercatori (come A.S. Thom) hanno analizzato la sua simmetria, credendo di individuarvi una correlazione con i quattro punti cardinali, ma non solo: le linee a zig-zag vengono interpretate come indicatori solari e lunari nei giorni astronomicamente significativi, il che sarebbe da considerare come un arcaico sistema calendariale. I resti dei rivetti in bronzo trovati sparsi nella sepoltura costituirebbero un'alidada, utilizzata con la losanga (debitamente posizionata) per osservare alba e tramonto per tutto l'anno alla latitudine di Stonehenge. In sostanza, la losanga costituiva un mezzo con cui osservare e registrare le misure angolari (azimut) senza usare la scrittura: essa stessa era un libro di testo per costruire il calendario, un'enciclopedia di riferimento (5). Di parere contrario a questa ipotesi è il prof. Adriano Gaspani che, da noi interpellato in merito (proprio in qualità di archeoastronomo), ci ha informato che sono speculazioni prive di fondamento scientifico perchè alla prova dei fatti non reggono (approfondiremo l'argomento in un prossimo aggiornamento).
Matura riflessione dei principi geometrici sviluppati dai progettisti neolitici che avevano usato per generazioni gli stessi semplici e raffinati metodi di costruzione per i monumenti in legno e pietra. La losanga sarebbe basata su una geometria studiata rigorosamente e fondata sull'esagono, realizzata con strumenti perduti da tempo. Alla base però c'era la geometria del quadrato e del cerchio. A sostenerlo è l'archeologo Anthony Johnson (6) che rafforza così la sua idea che Stonehenge sia stato progettato utilizzando niente di più che chiodi (o paletti) e corde. Lo studioso pone il problema che questi reperti a losanga (la più grande, fig.a, e la più piccola, fig. c) possano essere stati in circolazione ben prima della datazione del tumulo in cui furono ritrovati (circa 1.600 a.C.). Infatti egli dice che nessuno ha in realtà mai datato la losanga di Bush Barrow. Recentemente quest'ultima è stata accostata ad un altro reperto ritrovato in un tumulo funerario nel 1882 da Edward Cunnington (7). Si tratta di un'altra favolosa losanga d'oro emersa dal tumulo di Clandon Barrow, che domina il villaggio di Martinstown, nei pressi di Dorchester, nel Dorset. Sembra pacifico che questi reperti abbiano in comune una geometria studiata rigorosamente. Quella di Bush Barrow, sostiene Johnson, sarebbe basata sull'esagono e quella di Clandon sul decagono.
g
h
Le due bellissime quanto misteriose losanghe d'oro a confronto: a sinistra quella ritrovata nel tumulo di Clandon Barrow e a destra quella di Bush Barrow. Il pezzo g misura 15, 5 cm x 11 cm (è quindi più piccolo del pezzo h), lo spessore della foglia d'oro è di 0, 08 cm.
Osservando i due esemplari possiamo fare delle considerazioni personali. Il pezzo g, Clandon Barrow, è costituito da sei losanghe concentriche mentre ci è ormai familiare che quello di Bush Barrow ne ha quattro (ricordando che ciascuna losanga ha una cornice di 4 linee parallele). La misura dei lati non è uguale Le singole losanghe, nel primo caso (g), sono più ravvicinate di quanto siano nel secondo (h) e lo spazio centrale è più ampio. Quest'ultimo (il cui lato esterno più lungo misura 5.92 cm e quello più corto 4,32 cm) presenta un bellissimo disegno, enigmatico, impostato su una croce centrale (indicatore di direzioni cardinali?) che divide il rettangolo in quattro ulteriori quadranti, ciascuno contenente dei triangoli (o semiquadrati), in numero di 4 nel primo e nel terzo, e di tre nel secondo e nel quarto (tenendo presente il disegno della fig. g). Se non considerassimo la croce, allora i semiquadrati diventerebbero uno in più per ciascuno, ma scomparirebbe la ripartizione. A seconda di come lo si osserva, il disegno sembra dare delle illusioni ottiche (l'oggetto andrebbe visto com'è realmente). Il reperto non è in ottime condizioni: è deformato e piegato su tutta la superficie; è presente un foro lungo un punto del perimetro tra la quarta e la quinta losanga (orientativamente per far capire, si veda questa immagine). Tuttavia i ricercatori hanno tentato di valutare, con discreto successo, le sue caratteristiche geometriche. La vicinanza dei tumuli in cui le losanghe sono state scoperte e la loro somiglianza morfologica ha fatto ipotizzare, ad alcuni studiosi, che l'artigiano fosse unico (8).
Ci piace aggiungere che in un tumulo adiacente a quello del Tall Stout Man sono stati rinvenuti oggetti d'oro molto belli, tra cui quello mostrato nella figura sottostante, secondo chi scrive particolarmente interessante per il motivo geometrico che riporta:
Dispositivo di memoria. Sono state avanzate teorie che individuano nella losanga di Bush Barrow gli stessi numeri aurei e rapporti matematico-geometrici insiti nei grandi monumenti di antiche civiltà come quella che ha costruito Stonehenge (naturalmente), quella Sumera, Egizia, Greca e Romana (9).
Un potente talismano o un accumulatore di energia, una sorta di circuito radionico utilizzato dal proprietario e che ne contraddistingueva il rango o il potere. E' stata anche interpretata come possibile oggetto rituale e cerimoniale, di cui però non è stata data ulteriore spiegazione.
Un prototipo della "nostra" Triplice Cinta. A questo punto anche noi ci permettiamo di formulare un'associazione morfologica e con cosa se non... con lo schema del quadrato concentrico (Triplice Cinta)? Molti lettori avranno già probabilmente notato la somiglianza. Anche perchè esistono esemplari a tre, quattro, cinque e anche più...cinte! Sono rarissimi ma ne abbiamo documentati. Dai nostri assidui studi, sfociati nell'anno 2012 in un nuovo, corposo libro, sappiamo che la Triplice Cinta così come la conosciamo oggi e assimilata al gioco del filetto (che è solo uno dei suoi aspetti), non compare nelle incisioni su pietra o roccia prima della fine dell'Età del Ferro e l'inizio del periodo romano. I graffiti del Tempio di Kurna (1.350 a.C. circa) in Egitto, sono con ogni evidenza da datarsi al periodo copto se non dei Crociati (medioevo) e non possono costituire una prova di antichità così remota. Il caso di Bush Barrow (e di Clandon Barrow) rimette indietro la lancetta del tempo, sebbene un collegamento diretto con lo schema di una TC non è possibile, al momento, documentarlo con scientificità. Come abbiamo già ipotizzato e rimarcato nelle nostre ricerche, però, va perseguita la strada che porta ad una genesi simbolica di questo schema, sul cui significato abbiamo dedicato ampio spazio nel citato volume (10). Ci rammarichiamo del fatto che, al momento di pubblicarlo, non avevamo notizie sull'esemplare presentato in questo articolo.
Probabilmente la risposta all'enigma della losanga di Bush Barrow va cercata nel suo altrettanto misterioso proprietario, il "gigante" sepolto vicino a Stonehenge, e alla sua stirpe. Forse madre di quel druidismo che non aveva bisogno della scrittura per trasmettere e veicolare conoscenze riservate a pochi.