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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Orbs: un fenomeno che divide la loro reale natura

Occasionalmente vengono rilevate sulle immagini fotografiche, eseguite con macchine fotografiche tradizionali o digitali, macchie di natura inspiegabile, luminose e circolari che assomigliano a veri e propri globi luminosi. Oggetti che vengono definiti con il nome di "Orbs", ovvero "globi di luce".
Alcuni ricercatori hanno paragonato il fenomeno degli Orbs a quello delle sfere luminose che sono viste in prossimità dei crop circles.

Foto

 

 

Il fenomeno degli "Orbs" presenta una serie di condizioni e di caratteristiche peculiari:

 

  • sono rilevati essenzialmente con l'uso del flash

  • all'aspetto sembrano essere sfere trasparenti di varie dimensioni e di varia densità, mostrano sempre una corona e un tenue nucleo che li fa assomigliare a diafane diatomee circolari

  • vengono rilevati sia da macchine tradizionali con pellicola che da macchine fotografiche digitali

  • in laboratorio sono stati rilevati nello stesso posto e con le stesse dimensioni pur usando contemporaneamente due differenti macchine fotografiche

  • è possibile percepire gli Orbs e riprenderli fotograficamente guardando nella loro direzione (esistono foto di persone che guardano nella direzione degli Orbs percepiti al momento della foto)

  • risultano più numerosi in presenza di più persone

Sull'origine della natura degli Orbs vengono fatte, da parte di vari ricercatori e sui siti Web dedicati al fenomeno, numerose ipotesi:

  • macchie di polvere sull'obiettivo fotografico
    (tesi non valida poichè anche dopo la pulitura dell'obiettivo gli Orbs continuano ad essere rilevati)

  • difetti specifici imputabili alle macchine fotografiche digitali (tesi non valida poichè gli Orbs compaiono anche su pellicola tradizionale)

  • difetti o problemi di densità captativa dei sensori digitali
    (tesi non valida poichè gli Orbs compaiono indifferentemente sia su sensori a bassa che ad alta sensibilità. La ripresa fotografica degli Orbs non dipende dal numero di pixel del sensore poichè sono stati fotografati da sensori di varia potenza in pixel - da 3,5 Mpixel a 8 Mpixel con gli stessi risultati di immagine)

  • particelle di polvere in sospensione nell'aria, gocce di pioggia o insetti illuminati dal flash
    (tesi non valida poichè le fotografie prese durante la pioggia hanno rivelato le gocce d'acqua come una immagine piena e in movimento. La stessa cosa avviene per gli insetti: anche in questo caso le immagini sono luminose, piene e in movimento. Nessuna di queste immagini ha somiglianza con le caratteristiche di base degli Orbs. Rimane l'ipotesi che possano essere particelle altamente riflettenti in stato di sospensione nell'aria)

  • sfere di plasma energetico che si illumina alla luce del flash, così come accade per l'effetto di luminescenza dato dal neon

  • particelle energetiche catturate dall'atmosfera terrestre nel passaggio della Terra attraverso la coda tenue delle comete

  • entità extradimensionali
    (intese come entità prodotte dall'attività tellurica del pianeta, entità disincarnate o creature di altre dimensioni)

  • creature viventi di natura aliena che si sono trattenute nell'atmosfera del nostro pianeta dopo che questo ha incrociato la coda tenue di una qualche cometa

  • sonde di esplorazione di natura aliena

  • sonde di esplorazione temporale inviate dal futuro

  •   Ogni orb ha una struttura esterna comune paragonabile ad una membrana cellulare.
    Il disegno esterno che vi si osserva è un falso disegno perché prodotto dal sensore interno alla digitale. Mi sono accorta di questo particolare nello scattare una foto ponendo la macchina fotografica prima in orizzontale e successivamente, in occasione di un secondo scatto, in verticale. Possiamo notare così che il disegno presente nel perimetro esterno dell’orb si sposta e ciò prova che tale disegno è determinato dalla macchina stessa.
    Il cuore di una digitale è il suo sensore CCD dall’inglese Charge Coupled Device. Esso è un rivelatore bidimensionale a stato solido di tipo quantico e sta alla base di tutte le ottiche moderne, telescopi compresi. Il principio sul quale si basa è l’effetto fotoelettrico. La caratteristica di un buon CCD è l’elevata efficienza fotoquantica che è data dal numero dei Fotoeventi rilevati diviso il numero di fotoni incidenti.
    Quando ci troviamo in presenza di cariche fotoniche elevate, può capitare che più pixel non vengano rilevati o che vengano espressi con valore errato.
    Le cause possono essere imputate, oltre che alla forte esposizione fotonica, anche ai raggi cosmici od ai lunghi tempi di esposizione (foto astronomiche).
    Le aziende costruttrici delle digitali hanno ovviato a questo inconveniente installando nelle fotocamere un sistema di auto correzione; vengono utilizzati i valori mediati da 4 o più pixel adiacenti al “foro d’immagine” in modo da coprire la parte mancante.
    Parrebbe semplice affermare che la presenza degli orbs è data da un difetto della macchina e che quindi  essi  non esistano.
    Io credo invece che ciò dimostri che la macchina non sia all’altezza di leggere ciò che le appare innanzi ma che catturi e  fissi un “evento”, elaborandolo nel suo errato modo di comprendere. E' erroneo pensare che gli orbs si impressionino soltanto con apparecchi digitali: vi sono interessanti fotografie realizzate con macchine tradizionali a rullino ed anche senza l' ausilio del flash. La verità è che la tecnologia digitale ha aumentato il numero degli scatti realizzati dalle persone con il risultato di avere un maggior numero di foto che ritraggono sfere luminose. Si può ipotizzare che l' orb viaggi sulla lunghezza d' onda dell'infrarosso troppo lunga per essere visibile dall'occhio umano, perlomeno dalla maggior parte degli individui. Personalmente ritengo che un occhio allenato possa percepire la variazione di campo visivo all'estremità della propria visuale, operata dal movimento della sfera luminosa. Ecco perché alcuni individui hanno più successo di altri nel catturare gli orbs. Si è notato che macchine fotografiche alle quali è stato applicato un filtro I.R.  anti- infrarosso, non permettono di catturare le sfere luminose. Ciò porterebbe ad individuare il Campo ove esse danzano. Ma esiste  una qualità ancor più singolare che interessa il fenomeno ed è quella che viene chiamata “interazione finalizzata”.Gli orbs appaiono numerosi secondo la volontà dell'individuo, spesso fuori da contesti mistici e spirituali. Le forme globulari risultano addirittura sensibili all'intenzione dell'individuo che le osserva e rispondono ad esso assumendo tratti idonei alla Coscienza dello stesso e alla sua esperienza evolutiva. Ho avuto prova di questo fenomeno cedendo richieste di “disposizioni” e ricevendone l' immediata  risposta.
    La natura “quantica” del fenomeno è attestata dal fatto che esso un momento esiste ed il momento successivo non è più.
    La sua Non Località lo colloca tra i fenomeni soggetti alle leggi della fisica dei quanti e quindi al mondo subatomico. La teoria del plasma può al momento spiegare sia il movimento quantico che il fenomeno di luminescenza che investe le sfere di luce ma non spiega al momento gli aspetti della finalità consapevole manifestata da essi.
    Esistono riscontri che provano che gli orbs cambiano colore o sono di diversa natura a seconda degli individui coinvolti: i bambini ad esempio sono frequentemente correlati a sfere di colore rosa o azzurro. Chi scrive ha notato inoltre un effetto “specchio” all'interno delle sfere di luce. Questa indagine è ancora in embrione e merita ulteriori studi ma  induce a mettere in relazione il fenomeno con le Forme -Pensiero.
    Se per un momento ipotizzassimo che la natura di queste “lucenti particelle” delle quali in maniera alquanto singolare ne parlava già nell' 800 il pittore William Blake,  sia energia libera pronta ad organizzarsi in grandi sistemi, potremmo pensare di essere in presenza di luce non ancora collassata in forme materiali.
    In altre parole, l’orb o ciò che esso nasconde, potrebbe essere l’embrione della materia, ma una materia-coscienza in olomovimento .
    Siamo in presenza di un livello subatomico ed ogni tentativo che facciamo per conoscerlo altera lo stato al punto che ciò che osserviamo non è più la forma energetica che era ma diviene la forma energetica sottoposta al nostro metodo d’indagine.
    Quindi, se queste forme energetiche non hanno vera forma, non si muovono nello spazio e nel tempo, non possiedono massa, non sono misurabili in relazione ad eventuale energia o carica, che cosa realmente sono?
    Citando Gary Zukav:”Chi sono i danzatori e qual è la danza? Essi non hanno altri attributi se non la danza”.
    Lo spazio non è vuoto ma vibrante di energia e noi vibriamo insieme ad esso in una eterna mutevole ed intensa danza oltre i nostri illusori confini fisici.
    Qualche volta abbiamo la fortuna di osservare al di là la nostra illusoria indipendenza ed è in quel momento che ci sentiamo parte del tutto vivente od inanimato che sia.
    Dovremmo spesso rammentarci che ci sono cose che non si possono conoscere nella loro complessità in una volta sola, perché è la loro complementarietà che ne svela volta per volta il loro comportamento.
    Max Planck scrisse: ”Scienza….significa sforzo incessante e sviluppo in continua progressione verso uno scopo che l’intuizione poetica può comprendere, ma che l’intelletto non afferrerà mai completamente.”

  •  

  •   ARTICOLO SCRITTO DA CLAUDIA CINQUEMANI CON LA COLLABORAZIONE DEL CENTRO RICERCHE PRATO,NELL' ANNO 2006-APPARSO SUL NUMERO 17 DI SCIENZA E CONOSCENZA-QUESTA RIPORTATA E' LA VERSIONE TRATTA DA TRASCRIZIONE DI UNA CONFERENZA SVOLTA DALL' AUTRICE NEL DICEMBRE 2012   

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C
<br /> LA TRASCRIZIONE SI TROVA A QUESTO LINK:https://sites.google.com/site/gruppomisteroamiata/phoenomena/in-lucenti-particelle<br />
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C
<br /> nON CI SONO PROBLEMI.Basta che metta "IN LUCENTI PARTICELLE"ARTICOLO SCRITTO DA CLAUDIA CINQUEMANI CON LA COLLABORAZIONE DEL CENTRO RICERCHE PRATO,NELL' ANNO 2006-APPARSO SUL NUMERO 17 DI SCIENZA<br /> E CONOSCENZA-QUESTA RIPORTATA E' LA VERSIONE TRATTA DA TRASCRIZIONE DI UNA CONFERENZA SVOLTA DALL' AUTRICE NEL DICEMBRE 2012- Grazie<br />
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I
<br /> <br /> fatto!<br /> <br /> <br /> <br />
C
<br /> L' articolo pubblicato su questo blog è di mia proprietà. Scritto dalla sottoscritta per la Rivista Scienza e conoscenzaepubblicato nel settembre 2006 . Almeno la grazia di citare la fonte. Non è<br /> corretto tutto ciò:di poco rispetto e assoluta mancanza di serietà. <br />
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I
<br /> <br /> ha ragione, mi scusi; può cortesemente citarmi l' articolo in modo da inserire la fonte? mi basta il link. Se ritirne di voler vedere cancellato l' articolo, provvedererò, qualora sia il caso. L'<br /> articolo in questione lo avevo preso da un altro sito che non citava la fonte, dato che ce ne sono moltissimi. <br /> <br /> <br /> <br />