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Spesso, mi chiedo, dove la scienza medica possa arrivare a guarire dei pazienti che hanno delle patologie così gravi, da ritenersi ''senza speranza''. Me lo chiedo perchè in tutti questi anni, di esaltanti risultati ufficiali come per esempio, una cura per guarire definitivamente da qualche grave forma di malattia o stato di salute terminale, ne ho sentite proprio poco o nulla. In questi ultimi anni invece ho iniziato a sentir parlare di cure molto interessanti su pazienti terminali e con nessuna possibilità di ''spendere soldi'', ove il termine, «permesso per cure compassionevoli» ha ridato delle speranze a delle persone che oramai non ne avevano più.
Parlo di speranza perchè in determinate condizioni di salute, dove tutti i medici danno per scontato che le cure mediche non portino a nulla se non una continua e lenta agonia, è l' unica cosa a cui si ci aggrappa e si spera in un miracolo.
Un nome come il prof. DAVIDE VANNONI, a molti non dirà niente perchè non è molto conosciuto, ma è un personaggio medico che la speranza ha iniziato a diffonderla con il proprio lavoro a livello medico-paziente.
la onlus fondata dal prof. Davide Vannoni, per sostenere la ricerca sul trapianto di cellule staminali mesenchimali e diffondere in Italia la cultura della medicina rigenerativa.( Stamina Foundation )
“Si è aperta per la medicina una porta incredibile, che lascia una speranza nel futuro di allungare la vita di tutti, di far vivere meglio le persone anziane, di curare malattie importanti come la malattia di Gioele o di Celeste, che oggi non hanno soluzioni“, continua il Professore, che spiega: “Per quali malattie può essere efficace il metodo? Oggi abbiamo un’esperienza su 60 malattie diverse, tutte malattie gravissime, tutte malattie che non hanno alternativa di cura. Tipo la sclerosi laterale amiotrofica (Sla), la Sma, il Parkinson…tutte le malattie dell’osso, quindi la rigenerazione della cartilagine, dell’anca, tutte le malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla, il lupus…Con 1 o 2 iniezioni di staminali queste malattie vengono completamente fermate, debellate per anni. In alcuni casi dopo alcuni anni ci possono essere delle piccole recidive. Si fa un’altra endovena…Con le staminali si guarisce da tante patologie… Le staminali non fanno miracoli, sono una cura, una terapia, e come ogni terapia, funziona a seconda della gravità della malattia, da quanto tempo c’è la malattia, da quanto è veloce. Parliamo, però, di malattie che non hanno nessun’altra possibilità di cura…“.
Alcune persone sono morte, ma “non per la terapia. Ci sono persone che, purtroppo, sono morte in seguito all’interruzione della terapia che è stata fatta in Italia. Persone che sono state trattate nel 2008, che avevano avuto consistenti miglioramenti con malattie neurodegenerative molto importanti, quando le terapie sono state interrotte e non è stato più possibile curarli, dopo un anno hanno cominciato a peggiorare e la malattia ha fatto il suo corso. Le terapie sono state interrotte perché non produciamo in un laboratorio farmaceutico, quindi non produciamo le cellule staminali come se fossero dei farmaci, le produciamo come se stessimo facendo un trapianto e questo, secondo una legge della Comunità Europea, non è fattibile in Italia, tranne che in casi compassionevoli che sono permessi dalla legge italiana… L’Europa ha stabilito nel 2008 che le cellule staminali sono dei farmaci, quindi non sono cose vive, sono delle molecole e vanno prodotte in un laboratorio farmaceutico, come per fare dei farmaci iniettabili, con le regole di un laboratorio farmaceutico. Le staminali, però, non sono molecole e se le tratto come tali alla fine o muoiono o diventano inefficaci e questo, purtroppo, è quello che sta succedendo a fronte di una rigidità eccessiva, che impedisce alle terapie con staminali di diffondersi in tutta Italia. Ogni ospedale italiano dovrebbe avere un centro di cura con cellule staminali e lo potrebbe fare con un allestimento bassissimo se fossero, come sono, effettivamente considerate come trapianti. Invece, essendo considerate dalla legge come farmaci siamo costretti a produrre dentro dei laboratori farmaceutici che costano milioni di euro, per autorizzare i quali ci vogliono anni“.
Il Ministero della Salute boccia definitivamente il “metodo Di Bella delle staminali”, la presunta terapia proposta dalla Stamina Foundation al centro di una querelle scientifica e giudiziaria per le cure somministrate su due bambine affette da gravissime malattie degenerative. Secondo quanto riferito da La Repubblica, l’ultima decisione è contenuta nella relazione della Commissione ministeriale redatta da uno dei massimi esperti di biologia delle cellule staminali in Italia, Massimo Dominici. Le sue conclusioni, sottolinea Nanni Costa dell’ISS (e presidente del Comitato trapianti del Consiglio d’Europa), spiegano che “il metodo Stamina è pericoloso per la salute perché a volte ai pazienti è inoculato materiale biologico prelevato dallo stesso malato. Ma altre volte vengono iniettate cellule prelevate da terze persone, con il rischio di contagio batterico e virale che ciò comporta”. “Le metodologie di preparazione dei preparati – aggiunge – sono grossolane, con errori marchiani, e del tutto fuorilegge”. (Notizia su La Repubblica)
La relazione della Commissione ministeriale, redatta da Massimo Dominici, esperto biologo, boccia definitivamente il metodo utilizzato dal Dott. Andolina con il supporto della Stamina Foundation di Davide Vannoni. Secondo il Ministero si tratta di una terapia pericolosa, che prevede che ai pazienti sia inoculato sia materiale biologico prelevato dallo stesso paziente, sia cellule prelevate da terze persone, con rischio di contagio batterico e virale.
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Per quanto invece riguarda la Stamina Foundation, sottoposta a un’inchiesta coordinata da ISS, NAS e AIFA, il responso è severo: non è una struttura idonea a erogare una terapia simile, saranno in molti i rinviati a giudizio. “Le metodologie di preparazione utilizzate da Stamina Foundation – ha spiegato Nanni Costa dell’ISS – sono grossolane, con errori marchiani e del tutto fuorilegge. I laboratori sono in luoghi non adatti, i metodi di conservazione delle cellule sono approssimativi”.Ma poi c’è anche un problema di metodologia e aderenza alle procedure dettate dalla legge. “Le metodologie di preparazione dei preparati – ha specificato Costa - sono a dir poco grossolane, con errori evidenti e pratiche del tutto fuori da ogni legge. I laboratori, per esempio, sono in luoghi non adatti e inoltre sui vasetti che conservano i tessuti prelevati ci sono etichette scritte addirittura a matita. Inoltre, non è stato mai pubblicato un risultato delle ricerche nelle pubblicazioni scientifiche”.
Ancora più dure le parole del procuratore torinese Guariniello, che ha concluso l’indagine preliminare. “Il laboratorio era ricavato in uno scantinato abusivo gestito da due ucraini – scrive il procuratore – nell’intento palese di sfuggire dalle autorità italiane”. Pare inoltre che la Stamina convincesse i pazienti a sottoporsi alle loro costose terapie con l’inganno, promettendo risultati miracolosi. Il documento di Dominici consente ora al procuratore Guariniello, che ha chiuso l'indagine preliminare, di procedere al rinvio a giudizio dei 12 indagati che avevano proposto le loro cure a una settantina di persone.Il sito di Stamina Foundation informa, con un’intervista al padre della piccola (risalente a 15 mesi fa) dei miglioramenti della «bimba di otto mesi» dopo la cura, ma alla procura torinese non è mai stata presentata alcuna documentazione che incoraggiasse Guariniello a vedere le cose in modo diverso.
Il laboratorio torinese di Vannoni, sul quale potrebbe pendere un rinvio a giudizio ed un’accusa di associazione a delinquere e truffa, stando al Procuratore Guariniello “era ricavato in uno scantinato abusivo gestito da due ucraini”. Ma si avvalevano anche di un altro scantinato nella repubblica di San Marino "nell'intento palese di sfuggire ai controlli delle autorità italiane". L’Onlus Stamina, infatti, si faceva pagare dai 7 ai 50mila euro, inoltre i suoi esperti, per convincere i pazienti a servirsi delle terapie a base di cellule staminali, mostravano video di sorprendenti guarigioni come, ad esempio, quello di un ballerino russo affetto da Parkinson che si alzava dalla carrozzella e tornava a ballare. Le staminali sono cellule dette “immature” in quanto la loro peculiarità consiste nel potersi specializzare, ossia possono diventare qualunque tessuto e organo del nostro corpo, ma non tutti i tessuti del corpo umano sono forniti di zone ove si producono staminali. Lo studio delle staminali può far comprendere meglio sia la prevenzione sia il trattamento dei difetti genetici, ma il maggior rischio consiste in una proliferazione incontrollata di cellule, che possono diventare tumorali.
Di mio personale parere, trovo molto interessanti i casi letti qui, dove si riportano dei casi di notevole miglioramento su dei pazienti.
Quello che a noi interessa maggiormente sono gli interventi del prof. Vannoni, del dott. Merizzi e del dott. Andolina che, come sappiamo dalla recente cronaca, stanno effettuando a Celeste Carrer, affetta da SMA I, la terapia compassionevole a base di cellule staminali mesenchimali.
Vannoni ha spiegato ai presenti come avviene l’infusione di cellule nei pazienti e che caratteristiche hanno quelle da loro prodotte.
Dopo un piccolo prelievo di un pezzettino di osso dell’anca e del suo stroma, le cellule vengono messe in cultura 30 giorni in ambiente sterile e quando hanno raggiunto una quantità sufficiente vengono preparate e divise in provette, che verranno utilizzate nel ciclo terapeutico. Il loro punto di forza si basa sul fatto che sono riusciti a differenziare le cellule nella linea neuronale, producendo neuroni perfettamente funzionanti in grado di rimanere nei tessuti dove vengono iniettati, rigenerandoli. Le loro coltivazioni sono completamente prive di contaminazioni, non solo di batteri, ma anche di altre cellule staminali, come quelle di sangue e pelle. Il dott. Merizzi ha poi spiegato che queste cellule non pongono nessun problema etico, possono essere utilizzate per sé e per altri, senza bisogno di compatibilità, non sono risultate pericolose per la salute, sono facili da ottenere e soprattutto potrebbero curare oltre 100 patologie.
Nel pomeriggio, poi, c’è stato il tanto atteso intervento del dott. Andolina.
«Nel 2008 ho eseguito il primo trapianto di staminali senza che fossero testate prima su animali, senza sapere se avrei fallito o meno, in quanto il midollo era di un padre non compatibile, e l’esperimento andò bene. Per quanto riguarda Celeste, io al padre non diedi mai nessuna garanzia, né speranza, ma oggi la realtà ci dimostra che la piccola, a cui i medici avevano dato pochi mesi di vita, oggi è qui, sta bene e continua ad avere lievi, ma costanti miglioramenti.»
Oltre alla parte medica è stato dato ampio spazio anche alla parte legale, grazie all’intervento degli avvocati del Foro di Venezia Dario Bianchini e Marco Vorano e dalla ricercatrice dell’Università degli studi di Catania Desirèe Sampognaro. Nei loro interventi hanno spiegato in cosa consiste la Legge Turco-Fazio del 2006, con cui Celeste e altri pazienti possono usufruire delle infusioni di staminali e quali sono i passi necessari da fare per poter ottenere questa Legge.
Credo ci sia una parte legata alla sperimentazione medica, che debba essere rivista e ammodernata, con nuovi progetti e nuove idee, nuove proposte e diverse metologie per noi stessi o se preferiamo chiamarli diversamente...per i pazienti. Abbiamo le possibilità da tanti anni di poterci migliorare in diversi settori, ma... sembra proprio che qualcosa voglia ancorarci a una situazione di stallo, dove il paziente paga e si fà quel che si può: una svolta per le cure mediche è possibile o siamo di fronte a demagogie dal quale non si può uscire?
Dopo tutte le notizie che riassumono una situazione molto interessante per guarire da diverse forme senza speranza di malattie, qualcosa blocca tutta la procedura che aiuta le persone, mettendo in discussione se questa speranza sia tale o un altro caso di lucro e falso.