Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Il tempo non basterà mai per salvare quante più giovani vite possibili, solo dando uno scrollone unito la situazione potrà cambiare in positivo. Il professor Umberto Veronesi e' intervenuto sulla questione delle staminali ai margini di un convegno in corso all'Istituto nazionale dei tumori: "Ci sono due aspetti diversi - ha detto Veronesi sulla questione dell'impiego delle staminali - il primo e' quello scientifico, il metodo non e' provato e cio' e' stabilito da tutti coloro che hanno guardato a fondo. L'altro aspetto e' un problema psicologico, la persona che non ha speranze di guarigione e' certamente autorizzata a recarsi ovunque, anche a cercare farmaci estratti dallo scorpione, o impiegare le cellule staminali. Si tratta di un discorso diverso". "Non possiamo opporci - ha concluso Veronesi - possiamo dire che e' un errore scientifico, ma non possiamo togliere la speranza alle persone". (AGI) .
Se da una parte, qualche medico esprime la sua solidarietà a riguardo, su un altro caso di un bimbo di 26 mesi si prendono la briga 3 magistrati, di intervenire con la cura delle cellule staminali. Dal tribunale di Pesaro il reclamo presentato dalla famiglia di Federico, il bimbo fanese, affetto dal morbo di Krabbe, i cui genitori chiedono che venga sottoposto all’infusione di staminali secondo il metodo Stamina all'ospedale Civile di Brescia viene accettato.
In precedenza il giudice del lavoro aveva concesso la cura con le staminali, ma a patto di usare una delle 13 Cell-Factory italiane autorizzate dall’Aifa.
La decisione del collegio giudicante del tribunale di Pesaro, composto dai magistrati Nitri, Preziosi e Storti, ha effetto immediato. L’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, non si è costituita in questo procedimento, pur avendo una posizione «ondivaga» nei confronti della cura Stamina, come ha evidenziato la Procura della Repubblica, che aveva espresso parere favorevole all’infusione delle staminali, così come richiesto dalla famiglia del bambino.
Ora per Federico, 26 mesi, si aprono le porte dell'ospedale Civile di Brescia: le sue condizioni erano peggiorate negli ultimi giorni, secondo quanto aveva annunciato la mamma, per la quale la cura Stamina rappresenta «l’ultima possibilità» per il suo bambino.
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«Aspettiamo per martedì una telefonata dalla direzione dell'ospedale Civile di Brescia per la data del ricovero di Federico che, ce lo auguriamo, possa essere già questa settimana». Lo ha detto Vito Mezzina, padre di Federico. Papà Vito si è detto «contento» per la decisione dei magistrati pesaresi, «ma assolutamente scontento per chi non ha la possibilità di far valere le ragioni di queste creature, che hanno il diritto di curarsi». «La terapia ha effetti positivi e nessun danno collaterale è stato mai segnalato - ha aggiunto -. Bisogna tenere in considerazione che stiamo parlando di una malattia recessiva, che porta alla morte in breve tempo, e che si tratta di una cura compassionevole». Se il professor Vannoni è già riuscito a dare speranza e vita a dei bambini, rendendo noto una cura che funziona, la scienza dimostra la sua forza e futuristico impegno proprio riguardo alle cellule staminali:
Per la prima volta gli scienziati hanno trapiantato cellule neurali ottenute dalla pelle di una scimmia nel suo cervello, osservando il loro sviluppo in molti tipi i cellule cerebrali mature. Lo studio della University of Wisconsin-Madison e' stato pubblicato su 'Cell Reports'. Dopo sei mesi, le cellule sembravano completamente normali ed e' stato possibile riconoscerle solo perche' erano segnate con una proteina fluorescente. Le cellule non hanno dato luogo ad alcun rigetto, non c'era nessun segno di cancro (ossia di proliferazione incontrollata) e rappresentano una dimostrazione di principio molto efficace per il concetto di medicina personalizzata. Le cellule sono state applicate nel cervello di una scimmia con danni cerebrali che causavano la malattia di Parkinson: le cellule erano state riprogrammate per diventare staminali cellulari pluripotenti e, poi, convertite in progenitrici delle cellule neurali. Lo stadio finale di maturazione e di specializzazione in neuroni e cellule gliali e' avvenuto all'interno dell'animale. L'esperimento, per ora, e' pero' solo una prova di principio, dato che gli scienziati non hanno trapiantato abbastanza neuroni da rimpiazzare le cellule che fabbricano dopamina nel cervello e il comportamento animale non e' migliorato. (AGI)
Ma adesso potrebbe arrivare una svolta: sembra infatti che il ministero della Salute stia lavorando per trovare una soluzione, attraverso un atto concreto, per consentire alla piccola Sofia - e dunque a tutti quelli che si trovano nelle stesse condizioni - di continuare la terapia a base di cellule staminali con il metodo Stamina.
«Pronti a erogare cure a Celeste, a Sofia e chi ne abbia bisogno purché ci siano le necessarie autorizzazioni». E adesso anche la Regione di mette a disposizione per la piccola Sofia e Celeste, oggi il presidente del Veneto Luca Zaia si è espresso in questi termini: «In Veneto il Centro dell'Ospedale San Bortolo di Vicenza è in attesa da lungo tempo dell'autorizzazione e le terapie con cellule staminali sono erogabili anche nelle Aziende Sanitarie Universitarie di Padova e Verona».
Zaia ricorda il caso di Celeste: «Una piccola "Sofia" sta vivendo lo stesso calvario anche nel mio Veneto: si chiama Celeste e abbiamo seguito con attenzione e altrettanta riservatezza la sua vicenda -sottolinea -. Sull'utilizzo delle cellule staminali per curare queste patologie è in atto un acceso dibattito ad alto livello scientifico nel quale - afferma - non mi permetto di entrare. Come presidente della Regione mi sento però responsabile delle condizioni di vita di ogni cittadino veneto e in questa veste dico che è nostro dovere tentare ogni terapia possibile per curare o lenire le sofferenze di queste piccole pazienti, a condizione che sia accertata la non nocività di questa terapia».
Un Paese che voglia essere civile e all'avanguardia «ha il dovere di fare il massimo perché questo tipo di cure sia erogato». «Le cellule staminali - aggiunge Zaia - sono una nuova frontiera della medicina, ed in quanto tale il dibattito nella comunità scientifica continuerà a lungo. Nel frattempo però mi metto nei panni di un papà e di una mamma e non posso che sentirmi al loro fianco nel chiedere che sia fatto tutto il possibile per curare, se del caso anche con le staminali, i loro figli». Il presidente ricorda che c'è in ballo anche una questione squisitamente tecnica: l'Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) considera le cellule staminali alla stregua di farmaci ed i centri che erogano le cure alla stregua di produttori. «Non sta a me dire se sia giusto o sbagliato - commenta - ma se questa è la norma chiedo all'Aifa di accelerare al massimo le proprie verifiche che possano portare al più presto all'autorizzazione dei centri che saranno ritenuti idonei».
Il ministero della Salute al lavoro per trovare una soluzione e garantire le cure ai pazienti. È quanto apprende l'Adnkronos Salute da fonti del ministero della Salute, dopo che gli Spedali Civili di Brescia hanno comunicato allo stesso dicastero, all'Aifa, alla Regione Lombardia, ai genitori della piccola e ai suoi legali, di poter assicurare a Sofia solo una seconda infusione di cellule staminali prodotte con il metodo Stamina. Dopo di che, ha spiegato la struttura, si dovranno trovare altre soluzioni per portare a termine tutti i cicli di trattamento. Una presa di posizione che, per il dicastero di Lungotevere Ripa, non rappresenta una chiusura, ma anzi una sollecitazione a formalizzare al più presto una soluzione. Secondo il ministero della Salute, infine, il principale nodo che blocca la vicenda legata a questa terapia è che finora Vannoni - fondatore della Stamina Foundation - non ha voluto produrre protocolli relativi al metodo.(fonte)
La vita dei bambini non è una guerra sulle quali combattere: bisogna smettere di rimanere ancorati a vecchi metodi e lenti progressi. Se ci sono metodi nuovi, bisogna seguire i metodi nuovi, salvare delle vite e successivamente, attribuire meriti e onore a chi porta nuova medicina a questo mondo infetto da troppe malattie.
è meglio un bimbo che esulta ed è felice, no?