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Di il conte rovescio
In Cina all’improvviso è sparita internet ed è stata via per un po’. Non si sa esattamente perché, a parte una generale stretta repressiva contro blogger e siti colevoi di diffondere “voci” incontrollate come quelle che sono girate nei giorni scorsi. O forse per nascondere la grande manifestazione che si è tenuta a Chongqing, la città che è la culla del potere di Bo Xilai, l’alto esponente del PCC caduto in disgrazia insieme alla moglie, addirittura accusata di aver ucciso un cittadino inglese.
LE FOTO – Sia come sia, quelle che seguono sono le foto delle manifestazioni e della repressione governativa, non particolarmente cruenta, ma massiccia. Immagini di folle schierate contro i militari e di auto della polizia date alle fiamme, proprio il genere d’immagini che il governo cinese non vuole veder pubblicate, perché un tale dissenso non deve esistere e perché potrebbero scatenare fenomeni d’emulazione.
BO XILAI – Le proteste di ieri, a differenza delle decine di migliaia che ogni anno si tengono in Cina, non sono infatti motivate da richieste economiche, ma esprimono dissenso politico per la caduta in disgrazia di Bo Xilai. E questo per le autorità cinesi è un’intollerabile ferita all’unità politica, una minaccia per l’esistenza stessa del sistema monopartitico.
DIECIMILA – Sfortunatamente per il governo cinese queste foto sono sfuggite alla censura, attaverso un genere di canale che i censori non hanno pensato di monitorare. Secondo il governo cinese i manifestanti erano diecimila e sono stati dispersi con l’uso dei lacrimogeni, ma le immagini dicono di più.
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