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Le mummie del Perù e i loro misteri

Un gruppo di ricercatori che stavano svolgendo un’indagine su manufatti e mummie rinvenuti in un sito archeologico chiamato La Real, in Peru, si sono imbattuti nelle prove di un rito alquanto inusuale. Gli studiosi hanno infatti scoperto che, qualcosa come 1.400 anni fa, queste persone appartenenti alla civiltà precolombiana avvolgevano con molta cura i loro morti utilizzando dei sacchi, delle stoffe, degli spaghi e dei copricapo. Poi, dopo aver svolto queste operazioni con la massima precisione, strappavano il tutto.

“Le bende delle mummie sono state strappate” ha affermato il dottor Justin Jennings del Royal Ontario Museum di Toronto, Canada, che è anche il vicedirettore del gruppo che si sta occupando dello studio di questi resti. “Non abbiamo trovato una sola mummia intatta, che non sia stata strappata.”

Più che un atto dissacratorio, in ogni caso, la distruzione delle mummie avrebbe potuto essere parte di un processo multi-stadio che serviva a trasformare un individuo vivente in un appartenente a una morte collettiva.

Il sito archeologico di La Real, situato nella Valle Majes, consiste in una grotta sigillata che contiene le mummie e una struttura periferica che contiene quelle che sembrano essere delle offerte votive. Più di un centinaio di mummie sono state sepolte nella grotta insieme a uno strato di resti animali, tra cui una zampa di puma, teste di cani e di pappagalli, lama e anche i resti di un condor.

“Quasi settecento contenitori in ceramica e 1.200 esemplari tessili sono stati ritrovati nel sito insieme a resti di offerte alimentari, ad esempio noccioline. Sono stati ritrovati anche diversi esemplari di merci esotiche, tra cui placche in rilievo in oro e in argento, tessuti piumati e, ritrovamento abbastanza crudo, sette trofei rappresentati da teschi umani, ognuno dei quali aveva una corda alla sommità da utilizzare come gruccia.

Il sito archeologico di La Real è stato scoperto nel 1991, quando un gruppo di operai che lavorava agli scavi per la realizzazione di un campo da calcio si è imbattuto nella grotta sigillata. Sono subito stati chiamati gli archeologi ed è stato allestito uno scavo con l’obiettivo di recuperare, catalogare e conservare tutto il materiale ritrovato. Recentemente, una squadra di archeologi guidata da Justin Jennings e Willy Yépez Alvarez hanno riaperto le ricerche per analizzare i resti umani e gli artefatti, per cercare di determinare cosa sia successo in quel luogo, qualcosa come 1.400 anni fa.

Jennings ha discusso i risultati della squadra nel corso di una conferenza archeologia indetta a Toronto lo scorso fine settimana. Quando gli studiosi hanno analizzato i resti degli scheletri e delle mummie hanno scoperto che, mentre le persone erano ancora vive, avevano subito delle violenze di livello estremo.

Perù, La Real. Il mistero delle mummie dalle bende strappate

“A La Real, dei 104 crani adulti ritrovati, 32 presentavano almeno una ferita situata nella volta cranica” scrive la dottoressa Tiffiny Tung del Dipartimento di Antropologia della Vanderbilt University in una pubblicazione sull’ American Journal of Physical Anthropology. Dopo aver analizzato gli scheletri ed averne determinato il sesso si è potuto giungere alla conclusione che, ai tempi (così come ancora adesso), gli uomini erano più portati a morire di morte violenta rispetto alle donne; dei crani ritrovati, il 41% di quelli maschili e il 19% di quelli femminili riportavano delle severe lesioni. Questi risultati sono stati commentati anche da Jennings: “La cosa più interessante è che in molti casi sono stati ritrovati i segni di percosse multiple, suggerendo che se la vittima fosse sopravvissuta a un colpo, la ferita sarebbe guarita, e poi sarebbero stati colpiti altre volte. Lo scopo, infatti, non era quello di uccidere.”

Stranamente, gli archeologi hanno anche scoperto che gli uomini erano più facilmente colpiti in fronte, mentre le donne erano colpite alla nuca, a dimostrazione che gli uomini potevano essere coinvolti in combattimenti faccia a faccia.

La Tung ha anche ricordato che nei secoli successivi, quando gli Europei raggiunsero le Ande riferirono di un tipo di combattimento ritualistico chiamato Tinku, “una battaglia dove gli uomini, e qualche volta anche le donne, si affrontano con pugni o mazze, e si lanciano delle pietre utilizzando delle fionde”. Questa, ad esempio, è una delle pratiche che potrebbe causare delle serie e ripetute fratture craniche.

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