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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Barcellona:tra leggenda e storia

 Un aspetto occulto di Barcellona riguarda la presenza massonica: durante la dittatura di Franco si cercò di eliminare ogni simbolo della massoneria, ma ancora oggi è possibile ravvisarne i segni: ad esempio la Caja de Reclutas del Convento Sant Agustí conserva bassorilievi massonici sulle porte, ma non solo: la facciata al civico 11 in calle Portaferrisa è ricca di simboli massonici, come anche a Pla Palau, sulla facciata dei Porxos d’en Xifré. Barcellona è anche la città delle strane coincidenze architettoniche, troppe perché si possa parlare di coincidenze: allineamenti e linee che uniscono diversi monumenti, come accade per la Avenida Diagonal, che si allinea con il sole in due giorni dell’anno, il 27 aprile e il 15 agosto. O per la linea che parte dall’Hospital Sant Pau che passa per la la Sagrada Familia fino al al Palau Güell. Caso o indice di attività misteriche legate a culti solari? E poi Barcellona conserva inquietanti stazioni in disuso della metro. Ma anche il Barrio Gotico possiede angoli in cui il mistero sembra gravare con tutto il suo peso, come ad esempio Piazza San Felipe Neri, che nel cuore della notte si popola di strani personaggi.

Culti Solari e massoneria a Barcellona

Leggenda e storia non sono sempre discordanti: alla falde del monte sono state ritrovate infatti vestigia di una popolazione Ibera (Celtiberi) che viveva in villaggi disseminati attorno alla pianura che si estendeva tra i fiumi Besos e Llobregat. Questa popolazione si occupava di agricoltura e risale a vari secoli prima della nostra era, ma di essa si sa poco, commerciavano con i Fenici e poi con i Greci. E' solo grazie alle fonti che certi autori latini raccolsero dai Greci che sappiamo qualcosa di loro: ad esempio nel IV sec. Avieno ci parla di villaggi circondati da muraglie e situati nel territorio corrispondente alla "Llaietania".

Al tempo dell'imperatore Augusto fu colonia romana con il nome di COLONIA JULIA/ FAVENTIA AUGUSTA /PATERNA BARCINO. Pare che Barcino fosse il nome latinizzato dell'indigeno Barkeno; i primi coloni ( di origine faventina )si raggrupparono alle falde del Montjüich. Romani e Iberici pare vissero pacificamente insieme prosperando e allargando la città, fino al 260 - 270 d.C. quando, sotto Valeriano, la zona fu invasa dai Germani e distrutta. Venne subito riconquistata e ricostruita. La città fu divisa in quattro parti da due vie principali perpendicolari al centro, cioè a forma di croce, e venne costruita una muraglia in forma di circuito turrito. Ognuno dei quattro vertici della croce aveva una porta. Dell'epoca romana sono state ritrovate condutture di acqua e una piscina. E'oggi possibile vedere la torre dell'antica porta romana(in Piazza Nuova, Plaza Nueva, vicino alla cattedrale) e le rovine del tempio di Augusto, che sono inglobate nel Centro Escursionista della Catalogna, un edificio che sorge in Via Paradiso (Calle Paradís), così chiamata perchè per lungo tempo esistette un giardino che doveva essere 'edenico'!.

 

I Visigoti costruirono, nel medesimo luogo un Acropoli e una basilica paleocristiana, scoperta negli anni Ottanta durante gli scavi. Era stata distrutta probabilmente nel 986 dalla terribile incursione araba di Almanzor; sono pervenuti resti di pavimenti, colonne marmoree e altri materiali, e verosimilmente i due capitelli che sostengono la mensa d'altare nella cattedrale. Nel 1046 venne cominciata la cattedrale romanica in luogo di quella antica basilica e si costruirono altri edifici, tutti in stile romanico sobrio però con influenze moresche e francesi. La città si estese oltre le mura nel XII sec., e vi sorgeva un ospedale molto importante, quello della Santa Croce. Nella parte fuori le mura, sorsero monasteri e si costituirono distinti nuclei urbani periferici al Barrio.

 

La città era a quel tempo una Contea; si trasformerà in Casa Reale in epoca gotica, con il matrimonio del Conte Ramon Berenguer IV con la principessa Petronilla d'Aragona.

 

Sappiamo molto poco della cattedrale romanica che era di stile" lombardo "; si pensa fosse ubicata in parte sul luogo dell'attuale cattedrale e in parte nella piazza antistante la facciata principale. Si sa che il 1° Maggio del 1298 si collocò la prima pietra della nuova cattedrale di cui resta la lapide che lo attesta ( regnavano Jaime II e la moglie Bianca d'Angiò ). I monumenti gotici finirono a poco a poco per celare i precedenti.In città vivevano molte confraternite(ordini Mendicanti) e l'Ordine Cistercense aveva tre importanti monasteri nella Catalogna 'nuova', quella della Reconquista:quello del Poblet, Santa Croce e Villabona de las Monjas. Si iniziarono le opere delle cattedrali di Tarragona e Lerida (Llejda) e a ripopolare le 'marche spagnole'.Furono anni di febbrile lavoro per le attività costruttive, che si fondavano su tre principali elementi:i monasteri con le loro proprietà,come antichi signori feudali;le cattedrali,organizzate in un modo molto simile ai monasteri e,finalmente,il popolo,concentrato in piccoli villaggi che andavano acquisendo sempre maggiore importanza al riparo della Carta de Poblacion y Privilegios de Franquicia che le concesse i loro re.

 

Barcellona conobbe tre secoli d'oro dal XII al XIV, in cui di integrarono il potere militare, ecclesiastico e popolare,che si riflettè innegabilmente sull'arte. Fu nel Barrio Gotico che si concentrarono gli organismi rettori della città: civili, reali e religiosi, così come le loro corrispondenti residenze personali.Un aneddoto dice che Cristobal Colon fu presentato a sua maestà nella Sala Maggiore dell'antico palazzo reale,perchè nella città risiedeva la corte e proprio nella cattedrale venne Cristobal Colon (noto come Cristoforo Colombo) al ritorno dalle Americhe e vi si battezzarono gli Indios che aveva portato con sè.   Con i re cattolici il Barrio Gotico entra in un periodo di decadenza perchè la corte si sposta da Barcellona. Il palazzo reale diventa sala di udienze, residenza del Santo Uffizio e archivio della cancelleria del re.

 Nel XVI sec. il Barrio ritrova un certo splendore con la creazione di edifici in stile rinascimentale e in seguito attraversa le vicende storiche che accompagnano la Catalogna.Nel XIX sec. subì le bombe lanciate dal Montjüich, in cui vennero distrutte alcune parti della già devastata muraglia e altri edifici. Dopo il 1850 si aprirono nuove vie e nel XX sec. il Barrio conosce una grande popolarità assumendo grande valore, soprattutto all'Esposizione Internazionale.Si restaurano vecchi edifici e si rivalorizzano le antiche vestigia, curandosi dell'urbanizzazione archeologica.

 

Il Barrio oggi ci appare un pò nascosto tra una rete di strade che conservano il loro percorso antico, sinuoso, stretto e che contrastano con le linee rette e le vie perpendicolari della Barcellona moderna.

 

Barcellon.jpg (36506 byte)

 

Dal monumento a Cristoforo Colombo ( foto sopra ) situato alla fine della Ramblas che sfocia verso il mare, si raggiunge Placa de Cataluña e da qui si imbocca la Av. Puerta del Angel che condurrà nel cuore del Barrio, non tralasciando di osservare sul percorso i simboli della " Barcellona ermetica ".

 

In questa sede ci limiteremo a descrivere sommariamente la cattedrale e, in una pagina apposita, la chiesa di Santa Maria del Mar,seppure essa non faccia veramente parte del 'Barrio'.   Prima di entrare,uno sguardo sopra il portale.Troverete una scritta nota..."Domus Dei et Porta Coeli":casa di Dio Porta del Cielo. Tra le parole, tre puntini...(a lato, l'immagine)

La cattedrale è dedicata a Sant' Eulalia, la martire dodicenne il cui corpo è conservato nella cripta in un sarcofago sorretto da otto colonne dal fusto diverso e lavorato, realizzato nel 1327 da uno scultore italiano ignoto. Nella parete di fondo è incassato il primitivo sepolcro del IX sec. Tra le figure alla base del sarcofago di Sant'Eulalia, si trova Ercole coperto con la pelle del leone di Nemea, possibile allusione all'origine mitica della città di Barcellona. Non si può entrare nella cripta ma ci avremmo molto tenuto poichè sapevamo esservi una Triplice Cinta incisa verticalmente (o due).

 La cattedrale è immensa! Presenta uno stile gotico che, specialmente in facciata, ricorda una cattedrale francese di Note Dame.Noi l'abbiamo trovata, purtroppo, coperta da impalcature ma nella foto n.1 è possibile ammirarla in tutta la sua bellezza. C'è da dire che il 'gotico' Catalano non è come quello europeo, avendo uno stile personale e unico che se ne discosta. Così, all'interno delle cattedrali spagnole, è frequente trovare la navata centrale occupata da un enorme coro (Toledo,Valencia per quel che abbiamo potuto vedere, ne hanno uno).

 

La visita alla cattedrale di Barcellona deve essere personalizzata:ciascuno deve e può trovarvi il fascino che emana,passando dal fragore e dalla luminosità dell'esterno al silenzio e alla penombra dell'interno, a tre navate (misure 79 x 25 m). Nei suoi contrafforti sorgono una quarantina di cappelle (40 cappelle!), tra cui quella dedicata a Nostra Signora del Pilar, a N. S.di Monserrat, a Maria Maddalena. Sotto il presbiterio si trova la cripta, cui si accede tramite una scalinata le cui pareti presentano sculture parietali interessanti, come una serie di teste femminili.

 

Il ciborio non si alza sopra la crociera fino sopra i piedi della croce,alla entrata della cattedrale per la porta principale. Simbolicamente, questa situazione è relazionata con la figura di Cristo, dal momento che forma un triangolo con le due torri-campanile. Questo è un'allegoria alle tre chiavi:le due torri rappresentano le mani, e il ciborio, i piedi. Sembra di intravedere l'intenzione di dare all'edificio un' aria di mistero che le è peculiare.

 

Il chiostro è un gioiello e l'abbiamo trovato assolutamente 'unico' nel suo genere.Mai prima d'ora avevamo visto nulla di simile:anzichè superficie pavimentale, nel centro c'è un laghetto in cui vengono allevate per 'trazione'delle oche e dei cigni attualmente. Crescono palme altissime nel chiostro, che è contornato da una serie di cappelle chiuse da inferriate, come quelle dell'interno! Una di esse è adibita a rivendita di ricordini, libri, etc. Il pavimento del chiostro è costellato di lapidi(probabilmente tombali) incise di vari periodi, alcune devono essere particolarmente antiche(solo per vedere adeguatamente queste, bisognerebbe sostare ore).Dei quattro lati del chiostro, solo tre hanno cappelle; il quarto è la continuazione della facciata principale della chiesa, e vi stava l'antica Sala Capitolare.

 

Un elemento facciamo solo notare, in questa superficiale descrizione, una raffigurazione che in terra spagnola abbiamo incontrato almeno due volte e che per la sua rarità è straordinario, infatti se ne contano solo cinque esempi al mondo:la morte di Adamo. Abbiamo trovato l'iconografia con la storia della sua morte qui e nella cattedrale di Toledo. La morte di Adamo è un tema trascurato nel Vecchio Testamento, il quale ci dice che il padre dell'umanità morì a 930 anni di vecchiaia. E' solo in Testi apocrifi che si danno maggiori dettagli e si innesta tutta un'allegoria simbolica che collega la tradizione del peccato originale con la Croce della Redenzione.

 

La cattedrale di Barcellona non è soltanto un'opera architettonica splendida e che ha visto i lavori susseguirsi fino ai nostri giorni,quasi,ma rappresenta uno dei massimi tesori della Catalogna e anche luogo di sepoltura di svariati personaggi che hanno caratterizzato la sua storia,a partire dal conte Ramon Berenguer I e sua moglie Almodis,i principali protettori della cattedrale romanica che precedeva l'attuale.

 

Ogni domenica mattina, sul sagrato della cattedrale, si svolge la tipica danza catalana, la Sardana, che si esegue in cerchio tenendosi per mani, le cui origini sono molto antiche, e che è divenuta popolarissima (tutti possono unirsi a ballare) come inno di fratellanza. Sulla collina del Montjüich c'è un monumento ad essa dedicato.

fonte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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