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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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MORTI APPARENTI:TEORIA SCIENTIFICA E TEORIA DELLA FEDE

Sulle morti apparenti,se ne parla attualmente come se ne e' parlato in passato,di un fenomeno che e' riconducibile a biologico,ossia di uno stato simile alla morte reale:che differenze si distinguono tra le due?Lo stato di  morte apparente e' uguale in tutto e per tutto alla cessazione di funzioni  vitali di un essere vivente.Non c'e' la possibilita' di rinscontrare un battito cardiaco,nessuna sensibilita' corporea,temperatura bassa,il respiro tramite la vecchia tecnica ma ancora la piu' utilizzata come lo specchietto non da' nessun esito,se non quello negativo:non si appanna.

Gia' in passato,troppe persone,per via di questo fenomeno,sono state sepolte,con tanto di celebrazione nei casi piu' eclatanti per via del prolungato stato di incoscienza:tutto questo ha un nome.

       LA SINDROME DI LAZZARO

Lo si puo' spiegare in termini semplici su cosa possa essere questa sindrome:cessazione temporanea delle funzioni vitali,neurologiche:dopo un tempo che non puo' essere determinato,il ritorno spontaneo della circolazione sanguigna,ripresa delle attivita' celebrali in un individuo che si credeva essere morto.Questa sindrome,solleva anche questioni etiche per i medici che devono determinare la morte clinica,la cessazione di qualsiasi tipo di rianimazione,se possono aver luogo le procedure post-mortem.......come autopsie ed espianto di organi possono indurre ad attribuire troppo facilmente colpe e incapacita' del proprio lavoro.Le teorie mediche,hanno sempre cercato di dare una spiegazione validaa  questi casi,anche se nessuna finora è conclusiva.Questo tipo di fenomeno comunque e' molto piu' comune in tutto il mondo di quanto pensiamo,anche se difficilmente viene archiviato in ospedali che,vorrebbero non avere a che fare con queste''sorprese''.

Detta questa piccola introduzione,passiamo a una seconda fase di questo fenomeno che forse,per la sua incredibile storia,ha attirato  una notevole quantita' di persone che vogliono da sempre trovare delle risposte alla morte sul''cosa c'e' dopo'' e sul come e' possibile'''?

  uno dei casi o almeno,uno dei centinaia di casi,si ambienta in Colombia,il 19 febbraio 2010:

   

Una donna colombiana di 45 anni, dichiarata morta in seguito a un infarto, ha mosso il braccio destro mentre stava per essere imbalsamata. Un gesto che le ha salvato la vita. L'impiegato dell'agenzia funebre infatti ha immediatamente interrotto la procedura, portando la donna in ospedale. La colombiana era malata di sclerosi multipla ed era stata dichiarata morta. In realtà, si è scoperto poi, il suo cuore non aveva mai cessato di battere.

Il referto del medico era chiaro: infarto fulminante. Ma nella camera mortuaria, Noelia Sernia in realtà era ancora viva. La donna ora è ricoverata nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Cali dove è stata portata con urgenza. Secondo i medici però le sue possibilità di sopravvivere "non sono alte".

Noelia dopo un grosso infarto era rimasta collegata per dieci ore ad un respiratore artificiale. Poi dopo un secondo attacco cardiaco i medici l'hanno dichiarata morta. Circa tre ore dopo nell'agenzia funebre erano pronti ad iniettarle nella gamba il liquido che si utilizza per conservare i corpi prima del funerale, accorgendosi per fortuna che la donna era ancora viva.

In rare occasioni, ha spiegato il neurochirurgo Juan Mendoza Vega, può succedere che il battito cardiaco e il respiro scendano a livelli impercettibili ma non si è trattato di un ritorno alla vita: la donna non era mai morta.

e altro  caso riportato dall'informazione:

11.6.2008 – Colpito da infarto in una via di Parigi e morto sul colpo. Ma evidentemente il destino non voleva la fine di questo 45enne francese che, ormai sul tavolo operatorio, si è praticamente risvegliato mentre un’equipe di chirurghi era pronta a espiantargli gli organi.Lo rivela Le Monde, raccontando questa raccapricciante storia di morte apparente. Il poveretto – o il miracolato? – non era stato trattato con leggerezza: prima i medici dell’ambulanza avevano tentato di rianimarlo sul posto, poi avevano deciso di trasportarlo in un ospedale attrezzato per praticare una dilatazione delle coronarie e durante tutto il tragitto hanno cercato di rianimarlo in ambulanza.Ma niente da fare: il suo cuore non voleva saperne di rirpendere a battere e in ospedale le analisi avevano sancito l’impraticabilita’ della dilatazione coronarica. Un’ora e mezzo dopo il 45enne era diventato così potenziale donatore d’organi: un donatore ”a cuore fermo”, non cerebralmente morto ma non piu’ rianimabile.
Nulla di più falso, visto che un attimo prima dell’intervento del bisturi il ‘morto’ d’infarto ha ripreso a respirare spontaneamente, e a dare segni di reazione agli stimoli dolorosi. ”Dopo numerose settimane – spiegano i medici – costellate da complicazioni gravi, il paziente cammina e parla”.Chissà se qualcuno ha voluto informarlo del rischio scampato all’ultimo minuto. Medici e tecnici rianimatori spiegano che i casi in cui ”un paziente che tutti davano per deceduto sopravvive dopo manovre di rianimazione prolungate ben al di la’ dell’abituale, o di quanto considerato ragionevole” sono ”eccezionali, ma capitano nel corso di una carriera”. Cosa che, concludono, mostra ”quante domande rimangano nel campo della rianimazione, delle modalita’ di intervento e dei criteri che permettono di stabilire un fallimento”.Il prelievo di organi da donatori a ‘cuore fermo’ in Francia e’ stato introdotto all’inizio del 2007, e finora ha consentito di eseguire una sessantina di trapianti prima impossibili, a fronte di 231 morti tra i pazienti in attesa di organi compatibili nel 2007.

 

Questi casi,non sono isolati e come detto prima,ce ne sono veramente tanti che sono documentati e testimoniati da tutte le persone che hanno assistito a tale''miracolo''.Di portata molto piu' ampia,oltre alla notizia,inizia la storia che si racconta,tramite i libri che si trovano in libreria,ancora con racconti dettagliati sul cosa,le persone colpite da morte apparente,coma,sono venute a contatto.Qui ci si divide su 2 strade:la teoria scientifica e la teoria della fede.

  La  teoria scientifica riguarda la sindrome di lazzaro come spiegato sopra,in quanto un medico deve poter spiegare ogni manifestazione particolare,con delle risposte legate opportunatamente a dati e analisi da poter studiare e identificare.Ma che succede quando dei fenomeni di morte apparente,conducono a visioni dettagliate e non spiegabili in nessun modo?Susan Blackmore, psicologa inglese, tenta una possibile spiegazione per tutte queste visioni (la luce, il tunnel, il senso di pace, le persone morte): nei momenti di stress estremo il cervello produce grandi quantità di endorfine, che servono a ridurre il dolore. E questo bagno di endorfine potrebbe favorire uno stato tipo "sogno euforico".
E il tunnel di luce da dove arriva? La psicologa una teoria ce l’ha anche per questo: "Immaginate di avere migliaia di cellule attive al centro e man mano che vi allontanate all’esterno sempre meno attive. A cosa assomiglierà una situazione di questo tipo? A una grande luce centrale che diventa più flebile verso la periferia. Da qui penso venga la visione del tunnel. E man mano che l’ossigeno cala, la luce diventa più intensa e così la sensazione di avvicinarsi a essa".

                                   

   La teoria della fede,sottopone con accurate descrizioni fatte da chi ha vissuto queste esperinze,in modo sconcertante:tunnel di luce, senso di pace, esperienze extracorporee. Sono i racconti di chi è morto per qualche minuto ed è resuscitato dopo un incidente o un arresto cardiaco. La prova che c’è vita dopo la morte, per chi è religioso. Ora uno studio olandese dice che è vero: anche se il cervello è "spento" quelle strane visioni non sono inventate.

Le esperienze descritte sono sempre uguali: "Si vede una grande luce dentro un tunnel. Si sente una grande pace. Si incontrano i propri cari morti, gli si parla. Poi si esce dal proprio corpo, come un’anima leggera. E ci si vede dall’alto, come una telecamera puntata in basso che lentamente sale verso l’alto". Un film fatto in casa, con la cinepresa in mano quasi a voler ricordare quell’ultimo momento: steso su una strada dopo l’incidente mentre un medico cerca di rianimarti; su un letto di ospedale con i tuoi parenti che piangono; mentre l’acqua gelida del fiume dove sei caduto ti si chiude sopra la testa. Sono i ricordi di chi è stato dato per morto ed è tornato a vivere. Dopo un incidente, un ictus, un infarto, un trauma improvviso.

                                        

 Joyce Hawkes, biologa cellulare rimasta in coma dopo che una finestra gli era caduta sulla testa e diventata adesso "consulente spirituale": "Ho avuto la sensazione che il mio spirito, la mia anima, mi lasciasse e andasse verso un’altra realtà. Sentivo un grande benessere, una grande pace. Penso di aver capito che non esiste la morte, che c’è un cambiamento dallo stato fisico a quello spirituale, e che non c’è da avere nessuna paura". Lo hanno scoperto anche i ricercatori olandesi: tutti quelli che hanno vissuto l’esperienza della rinascita dopo una morte apparente non hanno più paura dell’aldilà.

  • il caso di Alce nero, sciamano sioux ("Alce Nero Parla" di John G.Neihardt). A Parigi, improvvisamente cade in coma e vi rimane per tre giorni. Al suo risveglio si ricorda di aver viaggiato nel cielo raggiungendo il continente americano e di aver sorvolato il proprio villaggio dove ha visto sua madre ma non è riuscito salutarla nonostante i suoi tentativi.
    Al ritorno negli USA sua madre gli dirà di averlo sognato, proprio in quei giorni, mentre volava su una nuvoletta sopra il loro villaggio
  • un uomo di 52 anni nel 1978 è sottoposto ad una operazione a cuore aperto. Durante l'intervento subisce un arresto cardiaco. Al suo risveglio racconterà di essersi trovato al di fuori del corpo (in condizione OBE) e riporta tutto ciò che hanno fatto e detto i medici che gli stanno praticando l'intervento di rianimazione ("Dai Confini della Vita" di Michael B.Sabom).
    La sua narrazione è confermata da quanto annotato nella sua cartella clinica riguardo i particolari delle fasi dell'intervento di emergenza.
  • il caso di una bambina di 7 anni (negli anni '70) che, in coma febbrile, dopo il suo risveglio racconta di aver visto la nonna, morta alcuni anni prima, sedersi sul suo letto dicendole che era venuta ad aspettarla per guidarla nell'Aldilà. Dopo un po' la nonna si alza e le dice che rinuncia da aspettarla perchè non è ancora giunto il suo momento (testimonianza raccolta direttamente).
  • il caso della percezione del "tunnel":
    - un ragazzo di 20 anni, nel 1961, subisce una improvvisa emorraggia gastrica e muore. Rianimato ricorda di essersi trovato in un tunnel buio in cui in distanza intravedeva al fondo un cerchio di luce. Dopo aver percorso il tunnel raggiunge il cerchio di luce e lo supera. Si trova a camminare sull'erba di un immenso prato verde sotto un cielo blu senza nuvole illuminato dal sole che tuttavia non vede. Poco lontano, dietro una depressione del terreno, distingue a poca distanza una staccionata fatta di sottili traversine orizzontali di legno e dietro ad essa una grande casa di legno simile a quelle dei farmer americani. La vede dal retro, e non ha finestre, ma ha un camino da cui esce un filo tenue di fumo.
    Il ragazzo non riesce ad andare oltre e si ritrova ad essere riportato indietro. Si risveglia sdraiato in terra tra le braccia del padre che sta piangendo (testimonianza raccolta direttamente).
    - un uomo di 35 anni, negli anni '70, durante una operazione chirurgica racconta al suo risveglio di essere caduto in un tunnel nero, senza fine e vorticoso (testimonianza raccolta direttamente).
  •                                                  
  • L'elemento forse più incredibile in altri casi studiati dal professore Raymond A. Moody Jr. e' sicuramente quello che ha l'effetto più profondo sugli individui: l'incontro con una luce chiarissima. All'inizio la luce è generalmente incerta, ma diventa sempre più vivida fino a raggiungere uno splendore sovrumano. Tuttavia, per quanto questa luce (generalmente definita bianca o << chiara >> ) sia di un'indescrivibile luminosità, molti sottolineano che non offende in alcun modo la vista, né li abbaglia, né impedisce di vedere le altre cose (forse perché a quel punto non esistono più occhi nel senso fisico, che possono venir abbagliati).
    Malgrado l'insolita manifestazione della luce, nessuno ha mai dubitato che si tratti di un essere, un essere di luce. E non soltanto un essere, ma un essere personale. Con una personalità ben definita. L'amore e il calore che il morente sente emanare dall'essere di luce sono assolutamente inesprimibili e il morente se ne sente completamente circondato, si sente completamente sereno e accettato alla presenza dell'essere. Prova verso la luce una irresistibile attrazione magnetica. E' interessante notare che mentre la descrizione dell'essere di luce non varia da una persona all'altra, l'identificazione cambia da individuo a individuo e sembra essenzialmente legata all'ambiente, all'educazione o alla fede religiosa. Vi sono stati alcuni casi in cui è stato descritto un confine, un limite, o qualcosa di analogo. Si è trattato volta a volta di una distesa d'acqua, di una nebbia grigia, di una porta, di una siepe che attraversava un campo, o semplicemente di una linea.
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