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Nanomotori molecolari: ecco le nuove scoperte

I laboratori dell’università americana Tufts University del Massachusetts hanno realizzato il motore elettrico più piccolo del mondo, costituito da una sola molecola composta da 18 atomi e grande un nanometro. La rivoluzionaria scoperta schiude le porte ad una nuova strada per la mobilità del futuro e soprattutto può avere interessanti applicazioni nel campo della medicina e della nanotecnologia.

L’idea di partenza è stata quella di fornire una carica elettrica a una molecola di solfuro di metile – butile collocata su una superficie in rame. È stata poi utilizzata la punta di un microscopio elettronico a scansione a effetto tunnel a bassa temperatura per trasmettere la carica elettrica alla molecola.
L’equipe di ricercatori, guidata dal professore Charles Skyes, ha notato che riuscendo a regolare la temperatura si poteva tenere sotto controllo la rotazione della struttura atomica della molecola, consentendo, attraverso ulteriori sviluppi, applicazioni pratiche in diversi settori. I risultati di questa nuova ricerca superano ampiamente il record mondiale detenuto da un motore elettrico grande 200 nanometri.

Charles Sykes, professore associato di Chimica presso la Tufts, ha dichiarato: “Prima d'ora, era stato trovato il modo di fare motori alimentati da luce o reazioni chimiche, ma per la prima volta è stata dimostrata la possibilità della trazione elettrica in motori molecolari: siamo stati in grado di dimostrare che è possibile fornire energia elettrica a una singola molecola e farle fare qualcosa che non è solo casuale”.
Aggiungendo: “Ci sono stati progressi significativi nella costruzione di motori molecolari alimentati dalla luce e da reazioni chimiche, ma questa è la prima volta che viene dimostrata la possibilità della trazione elettrica in motori molecolari, al di là alcune proposte teoriche”.

Ed ancora: “Una volta che avremo una comprensione migliore delle temperature necessarie per far funzionare questi motori, ci potrebbero essere applicazioni reali ad esempio in alcuni sensori e in dispositivi medici che coinvolgono piccoli tubi. L’attrito del liquido contro le pareti del tubo aumenta a queste scale nanometriche, quindi ricoprire la pareti con motori potrebbe aiutare i fluidi a percorrere il tubo più facilmente”.
Infine: “L’accoppiamento del moto molecolare con segnali elettrici potrebbe anche creare ingranaggi in miniatura e circuiti elettrici in nanoscala; questi ingranaggi potrebbero essere utilizzato in linee di ritardo in miniatura, che verrebbero utilizzate in dispositivi come i telefoni cellulari”.

Sarebbe interessante scoprire ulteriori applicazioni nel campo dell’automotive e magari, immaginare, in futuro non troppo lontano in cui i motori saranno sempre più downsizing, con cilindrate sempre più piccole e con effetti meno devastanti sull’ambiente.
 

 

Nanomotori: il futuro della mobilità in una molecola?

NanomotorsPer la prima volta gli scienziati sono riusciti a piazzare piccoli motori all'interno di cellule umane viventi e a guidarli tramite il magnetismo.

Lo studio della Penn State University rappresenta un altro passo avanti verso le macchine molecolari che potrebbero essere usate per, ad esempio, rilasciare farmaci in specifici luoghi del corpo.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista 'Angewandte Chemie International Edition'.

“I nanomotori si muovono, tramite impulsi ultrasonici, all'interno delle cellule e queste mostrano risposte meccaniche interne che nessuno aveva mai visto prima”, ha spiegato Tom Mallouk, fra gli autori della ricerca.

Finora i nanomotori erano stati solo studiati in vitro, ossia in apparati di laboratorio, e mai in cellule umane viventi.

Con una opportuna potenza ultrasonica, i nanomotori sono entrati in azione entrando in contatto con gli organelli della cellula, strutture che svolgono funzioni specifiche.

http://www.automania.it/2867/nanomotori-il-futuro-della-mobilita-in-una-molecola

  salute.agi.it

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