Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
“I presentimenti sono cose strane, come le affinità e i presagi.. e le tre cose costituiscono un mistero di cui l’umanità non ha trovato ancora la chiave”. Così scriveva Charlotte Brontë in Jane Eyre nel XIX secolo. Avrebbe mai potuto credere al fatto che un domani l’umanità avrebbe trovato quella chiave e avrebbe spiegato questi fenomeni che parevano inspiegabili e frutto di magia?
Sussulto – «Ho avuto una premonizione». Dice con area preoccupata ed allarmata. «Ho visto..». Quanti di voi ricorderanno queste parole, quanti avranno visto questa scena se appassionati anche di quella scialba fiction qual è “Streghe” pur non perdendo mai occasione di vedere una replica! Ebbene, queste non sono più solo scene da telefilm, ma è realtà.. o quasi, perché sono stati compiuti negli ultimi decenni molti studi relativi a queste capacità paranormali o parapsicologiche, che dir si voglia, e non da sprovveduti o dei fissati di fantasy, ma da Università, statunitensi e sovietiche, e centri di ricerca importanti. I numerosi studi ci sono e sono stati anche pubblicati dei loro resoconti, quindi andiamo subito al punto, cioè a spiegare cosa c’è nella mente umana che ci permetterebbe di sviluppare questi poteri.
Prenderemo allora in considerazione, per spiegare su basi biologiche questi fenomeni, gli studi di due biologi quantistici russi, Vladimir Poponin e Piotr Gariaiev, che tra la metà degli anni ’80 e la metà degli anni ’90 decisero di studiare quel 90% del DNA umano considerato (povero lui) e chiamato “DNA spazzatura“, perché non si capiva bene a cosa servisse.
Lo studio consisté nell’applicazione delle regole del linguaggio e della semantica all’elica del DNA, dimostrando l’esistenza di una certa corrispondenza. Inoltre dimostrarono anche che il DNA è influenzato dal suono, e dunque anche dalle parole, forse da qui l’applicazione del linguaggio (infatti i due scienziati trasformarono un embrione di rana in una salamandra proprio inviando degli specifici suoni al DNA).
Ebbene, nello “Sefer Yetzirah“, il libro della creazione della tradizione cabalistica (l’antica tradizione esoterica ebraica), non c’è forse scritto: “Le ventidue lettere Fondamentali, le incise, le plasmò, le combinò, le soppesò, le permutò e formò con esse tutto il Creato e tutto ciò che c’è da formare nel futuro. Le ventidue lettere Fondamentali, le incise con la Voce”..? A questo si aggiunse un dato molto curioso: isolando una piccola porzione di DNA e mettendola, per osservarla, sotto vetro, i due biologi assisterono alla formazione di un’elica di luce, formatasi intorno a quella del DNA che, una volta rimosso, lasciava inalterata la luce che aveva assunto quella tipica forma, ancora per lungo tempo. Per saperne di più potete consultare questo testo: Gariaev P., Poponin V., “Vacuum DNA phantom effect in vitro and its possible rational explanation“, Nanobiology, 1995).
Sono state rilevate altre particolarità tipiche del DNA, che ancora di più ci farebbero propendere ad una serie considerazione di quei poteri da “esper” (percezione extrasensoriale) che tanto ci piacciono nei giochi di ruolo, nei telefilm e negli anime.
Parliamo ad esempio della teoria di William Brown, microbiologo. Questo scienziato ha scoperto che il DNA Satellite si interfaccia con il “Campo Morfico” ..alcune puntualizzazioni: si chiama “DNA Satellite” quella parte di DNA che non codifica proteine (Brown W., “Risonanza Morfica e biologia quantistica“, Nexus n. 97, vol. 2, aprile-maggio 2012; Murphy B., “Il DNA spazzatura: una porta verso la trasformazione“, Nexus n. 100, vol. 5, ottobre-novembre 2012).
Il “Campo Morfico” è quello scoperto dal biologo inglese Rupert Sheldrake e sarebbe un campo di informazioni, cioè un campo contenente tutta una serie di informazioni e ricordi appartenenti alla specie a cui saremmo in grado di accedere tramite il cervello. Ogni individuo può accedere al Campo Morfico, ovviamente a seconda della disposizione e della situazione, quindi dei diversi stati di coscienza, per cui ogni individuo può immettervi informazioni e ogni individuo può trarre informazioni. I fenomeni come la telepatia sono realmente possibili grazie al nostro DNA. Questo infatti sarebbe in grado, qualora ci trovassimo in particolari stati di coscienza, come sotto l’effetto di particolari droghe, di connettersi ad una “rete” universale. Il fenomeno che si manifesterebbe è quello della ipercomunicazione capace di mettere in contatto individui anche molto distanti tra loro grazie alla connessione a questa rete, più precisamente detta “Campo Morfico”.
Telepatia e premonizione sono solo alcuni dei possibili poteri che l’uomo potrebbe essere in grado di riscoprire, ma per questo dobbiamo aspettare che le ricerche sul DNA continuino, vadano avanti, e che l’uomo impari a controllarli.. possiamo aspettare tutto questo? Oppure è meglio se cominciamo a riprodurre questi fenomeni artificialmente?
Il potere stregonesco della telepatia è stato sperimentato e riprodotto da Yoo Seung-Schik, un ricercatore che lavora presso la Harvard Medical School di Boston.
Dagli studi di Luc Montagnier, premio Nobel per la Medicina, appare che anche i cunicoli spazio-temporali sono importanti per il DNA. I cunicoli spazio-temporali magnetici sono presenti nel nostro universo e sarebbero dei canali di comunicazione su cui il DNA si poggerebbe (Montagnier L., Aïssa J., Ferris S., Montagnier J.-L., Lavallee C., “Electromagnetic Signals Are Produced by Aqueous Nanostructures Derived from Bacterial DNA Sequences“, Interdiscip Sci Comput Life Sci, 2009, n. 1, pp. 81-90).
C’è chi sostiene, come Grazyna Fosar e Franz Bludorf, che il DNA stesso sarebbe in grado di aprire cunicoli spazio-temporali attraverso cui recepire informazioni dall’universo. La capacità del DNA di mettere in contatto, nell’universo, diversi utenti della rete universale, non per forza appartenenti alla stessa specie, viene detta ipercomunicazione (Fosar G., Bludorf F., Vernetze Intelligenz. Die Natur geth Online, Omega Verlag, 2001, tr. It. “L’intelligenza in rete nascosta del DNA“, Macro edizioni, 2006).
Ricordiamo a questo punto le parole della Kabbalah, dove troviamo scritto che il comportamento di ognuno di noi può contribuire alla salvezza o alla dannazione di tutta l’umanità (Dan J., “La Cabalà“, Mondolibri, Milano, 2006). Come ce lo spieghiamo? Semplice: se tutti noi siamo collegati attraverso questo strumento straordinario quale il DNA, è ovvio che ci possiamo anche influenzare reciprocamente, ed ecco perché possiamo contribuire alla salvezza o dannazione, ma preferisco la prima, dell’umanità.
Roberto Morra fonte