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Quel falò di 1 milione di anni:primo vero fuoco dell'uomo

Il primo falò dell'uomo, 1 milioni di anni fa

 

Datati i resti trovati a Wonderwerk, in Sudafrica: ossa e erbe bruciacchiati all'interno di una grotta in Sudafrica. Ma presto potrebbero arrivare nuove scoperte, ancora più in là nel tempo

UN GRUPPO di uomini si riunì intorno a un fuoco per la prima volta almeno un milione di anni fa. A quest'epoca risalgono i resti più antichi di un pasto cucinato con una fiamma accesa ad hoc. Trovare tracce di materiale carbonizzato così antico non è affatto banale. E gli archeologi delle università di Boston, Gerusalemme, Johannesburg e Toronto hanno utilizzato tecniche di analisi finissime, con strumenti capaci di osservare le singole molecole di quei resti di ossa e erbe bruciacchiati ritrovati all'interno di una grotta in Sudafrica.

Il falò di Wonderwerk (nella parte settentrionale del paese) precede di circa 300mila anni quelli che fino a ieri erano considerati i resti più antichi, ritrovati lungo la valle del Giordano nella località di Gesher Benot Ya'acov. E hanno il vantaggio di essere all'interno di una grotta, dove è più difficile che un incendio possa innescarsi spontaneamente. Accanto ai resti di vegetali bruciati, gli archeologi hanno osservato le pietre probabilmente usate per accendere la scintilla, oltre a resti di ossa e denti appartenenti a quegli animali che alla cena primitiva fornirono sostanza.

Il primo falò dell'uomo, 1 milioni di anni fa


"La capacità di controllare il fuoco è una tappa cruciale nell'evoluzione umana" scrivono i ricercatori su Pnas. Quel che il mito di Prometeo aveva già suggerito, è oggi un concetto chiave dell'antropologia. Un ricercatore dell'università di Harvard, Richard Wrangham, annunciò una decina di anni fa che la capacità di cuocere il cibo diede una spinta decisiva all'evoluzione dell'homo erectus. "E il nostro lavoro - scrivono ancora gli archeologi che hanno lavorato a Wonderwerk - offre una conferma a questa ipotesi".

Il primo falò dell'uomo, 1 milioni di anni fa


Secondo Wrangham carne e vegetali, una volta cotti, rendono disponibili al nostro sistema digestivo molte più calorie. Masticare è più facile: i denti possono assottigliarsi e la bocca rimpicciolirsi. L'abbondanza di nutrimento permette al cervello - un organo succhia-calorie, che nell'uomo moderno è responsabile di un quarto del consumo di energia - di crescere in dimensioni. Intorno a un fuoco che brucia e a una preda che si rosola, poi, occorre che l'homo erectus impari ad aspettare, collaborare e dividersi il cibo con una certa equità.


Anche se i resti di Wonderverk risalgono a un milione di anni fa, le tappe dell'evoluzione descritte dall'antropologo di Harvard sarebbero iniziate molto prima: quasi 2 milioni di anni fa, proprio con l'avvento dell'homo erectus. E per questo motivo nessuno si stupirebbe se prima o poi il falò sudafricano fosse surclassato da un ritrovamento ancora più antico, anche se difficilmente un sito così chiaro come quello di Wonderver potrà ripresentarsi.

A una trentina di metri dall'imboccatura della grotta, i ricercatori hanno trovato le pietre scheggiate, alcune centinaia di denti e frammenti di ossa scoloriti dal calore, insieme a resti vegetali carbonizzati in un'area di circa un metro di diametro. Come combustibile gli ominidi del Sudafrica non hanno usato legna, ma erba, arbusti e ramoscelli. Per questo motivo la loro fiamma non dovrebbe aver superato i 700 gradi di temperatura. Tutto è rimasto come all'epoca di quell'antica cena, e nessuno ha messo in dubbio che i resti appartengano a un fuoco che venne acceso dall'uomo per cuocere il proprio cibo. Ma che servì anche a forgiare i nostri antenati nel corpo, nel cervello e nelle loro relazioni sociali. (02 aprile 2012).

 

 

tratto da: http://www.repubblica.it
di ELENA DUSI

 

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