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Un satellite geostazionario ha l'importante proprietà di apparire fisso sulla volta celeste; per questo, qualsiasi osservatore terrestre, situato entro l'area di copertura del satellite, può captare i suoi segnali orientando opportunamente un'antenna altamente direttiva (normalmente di tipo parabolico).
L'orientamento è facilitato se sono note le coordinate altazimutali del satellite, ossia l'azimut e l'altezza (per le loro definizioni vedere "Introduzione al Planetario"). Tali coordinate sono ovviamente fisse per una data località terrestre e si possono ricavare da grafici oppure da semplici calcoli analitici come esposti successivamente.
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| Satelliti geosincroni | Precedente | Sommario | Successivo |
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| Un satellite si definisce geosincrono quando il suo periodo è esattamente uguale alla durata del giorno sidereo (23 ore, 56 minuti e 4 secondi), ossia al tempo impiegato dalla Terra ad effettuare una rotazione completa attorno al proprio asse. Per raggiungere tale periodo un satellite deve avere una quota di circa 35.730 Km; che si ricava dalla seguente espressione semplificata del periodo: T = 1,662 · 10-4 · (RT + Q)3/2
In base alla definizione data un satellite è sincrono con la rotazione della Terra indipendentemente dalla forma e dall'inclinazione dell'orbita, infatti essa può essere più o meno ellittica e più o meno inclinata rispetto al piano dell'equatore. |
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| Satelliti geostazionari | Precedente | Sommario | Successivo |
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| Un satellite geosincrono si definisce geostazionario se la sua orbita:
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| In tal caso il moto relativo fra satellite e superficie terrestre è nullo e quindi, ad un osservatore situato sulla Terra, il satellite appare stazionario sulla verticale di un particolare punto dell'equatore (punto subsatellitare o subsatellite). La suddetta proprietà rende tali satelliti insostituibili nelle comunicazioni radiotelefoniche ed in quelle televisive, infatti ciascun satellite riesce a coprire con i suoi segnali quasi un terzo della superficie terrestre ("Area di copertura"); con tre satelliti equidistanti in longitudine è quindi possibile garantire la copertura dell'intera superficie. Un altro importante settore in cui si utilizzano i satelliti geostazionari è quello meteorologico; dalla quota di circa 36.000 Km è infatti possibile fotografare quasi l'intero disco terrestre e quindi avere con continuità immagini dettagliate dei vari sistemi nuvolosi. |
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| Subsatellite e sue coordinate | Precedente | Sommario | Successivo |
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| Il punto in cui la congiungente il centro della Terra con il satellite interseca la superficie terrestre è definito punto subsatellitare o subsatellite (S' in figura); esso è anche il punto in cui si osserva il satellite allo zenit. La posizione di un satellite si può individuare se sono note la sua quota e le coordinate geografiche del subsatellite. In generale tali dati sono continuamente variabili e richiedono calcoli complessi per determinarli; nel caso di un satellite geostazionario essi sono costanti e precisamente:
Tabella 1 - Alcuni satelliti geostazionari | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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| Area d'acquisizione o di copertura | Precedente | Sommario | Successivo |
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| Conducendo dal satellite le semirette tangenti alla sfera terrestre (Figura 2), su di essa s'individua un cerchio minore che rappresenta la linea dell'orizzonte geometrico del satellite. La porzione di superficie terrestre, racchiusa da tale linea, rappresenta l'area d'acquisizione o di copertura ossia l'area entro la quale si possono captare gli eventuali segnali trasmessi dal satellite. Tale area è anche ovviamente la frazione di superficie terrestre visibile o "fotografabile" dal satellite. Come si vede dalla figura 3, l'area ha per centro il subsatellite S' e raggio sferico D che si può calcolare risolvendo il triangolo piano con vertici nel satellite, nel centro C della Terra e nel punto T di tangenza. Si ha quindi: Cos D = RT / (RT + Q) Nel caso dei satelliti geostazionari, l'applicazione della precedente relazione fornisce un raggio sferico D = 81,3 gradi, equivalenti a circa 4900 miglia nautiche (si rammenta che 1 miglio nautico equivale ad 1 primo di circolo massimo terrestre e a 1852 m). Con tale raggio è possibile definire geograficamente l'area di copertura di un satellite, ad esempio, nel caso del Meteosat 7 la suddetta area è delimitata da un cerchio con centro nel golfo di Guinea (j = l = 0º) ed i bordi estremi sui paralleli 81,3º N e S e sui meridiani 81,3º E ed W. Le zone polari della Terra non sono pertanto osservabili dai satelliti geostazionari; analogamente, gli osservatori terrestri situati in tali aree non possono ricevere i segnali emessi dai satelliti. L'area utile, in realtà, è minore di quella indicata per i seguenti motivi:
Normalmente si considera un'altezza minima di 5º per cui il raggio sferico dell'area di acquisizione si riduce dal valore teorico di 81,3º a circa 76º. Nelle precedenti considerazioni è stato ignorato il fenomeno della rifrazione che le onde radio ed ottiche subiscono attraversando i vari strati dell'atmosfera e della ionosfera, che non altera tuttavia sostanzialmente i risultati ottenuti. |
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| Coordinate altazimutali | Precedente | Sommario | Successivo |
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| La posizione di un satellite, rispetto ad un osservatore terrestre, è determinata quando sono noti l'azimut e l'altezza che si calcolano conoscendo le coordinate del subsatellite e la quota del satellite. Il problema si risolve applicando i concetti della trigonometria sferica al triangolo sferico PNS'Z dove:
Indicando con Dl = lS - lO la differenza di longitudine fra i meridiani dell'osservatore e del satellite ed applicando la formula d'Eulero si ottengono le seguenti relazioni:
che danno l'altezza vera o geocentrica hv e l'angolo azimutale Z (vedi "Introduzione al Planetario"). Tali coordinate sono riferite ad un ipotetico osservatore situato nel centro della Terra ed al piano dell'orizzonte astronomico. Volendo determinare le analoghe coordinate per un osservatore situato sulla superficie terrestre, occorre considerare la parallasse diurna come nel caso degli astri più vicini alla Terra. La parallasse ha effetto sulla sola altezza e non sull'azimut, perciò l'azimut apparente e geocentrico sono coincidenti.
Dove:
Il satellite è visibile dall'osservatore se ha è maggiore o uguale a zero, in pratica, per quanto detto precedentemente, è necessario che l'altezza superi almeno i 5°.
Dove da è data dalla formula (3). Le relazioni (3) e (6) possono assumere la forma sintetica:
Note sui segni: Nell'uso pratico delle precedenti relazioni occorre fissare delle regole sui segni e precisamente:
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| Esempi di calcolo | Precedente | Sommario | Successivo |
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Risultati: Azimut = 195°; Altezza = 38°; Distanza = 37.844 Km
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