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Piramidi di el Kurru. Le prime piramidi nubiane sono state costruite a el Kurru, 13 km a sud del tempio di Ammone al Jebel Barkal. Il sito di el Kurru contiene le tombe di Kashta e di suo figlio Piye, dei successori Shabaka, Shabatko e Tanutamun e di 14 principesse. Taharqa (c.690-664 aC) invece costruì la sua piramide nel nuovo sito di Nuri, ma poi il suo successore Tanutamun (c.664-656 a.C.) ritornò a el Kurru.
El-Kurru è stato uno dei cimiteri reali usati da Nubian la famiglia reale. Reisner ha scavato le piramidi reali. La maggior parte della data di piramidi alla prima parte del periodo di Kushite, da Alara di Nubia al re Nastasen (inizio del terzo secolo BCE).
L'area è divisa in a tre parti da due wadis. La sezione centrale sembra di essere la più vecchia e contiene parecchie tombe di tipo di tumulus che precedono il Regno di Napata. Reisner pensò che la più prima tomba, retrodatò del tempo del Faraone Sheshonq I dell'Egitto Antico (circa 850 BCE) e precede il Regno di Napata prima di circa 200 anni. Agli studiosi presenti (Kendall, Hakem, Totok) pensano i primi tratti di cimitero indietro al periodo di Ramesside ed escono con le più prime sepolture alla fine della Ventesima Dinastia dell'Egitto Antico (circa 1070 BCE), sebbene Kendall sia ritornato la sua posizione e adesso aderisce a una datazione più vicino a quella che proposta da Reisner.
La parte più alta del cimitero contiene 4 tomba tumulus. In direzione al nord, attraverso wadi del nord il Tum.6 è situato. Nell'oriente delle tombe tumul troviamo la fila di almeno otto piramidi. Uno di loro parzialmente si intromette su una tomba tumuls . Il del sud la maggior parte di questa fila di piramidi che appartengono a Kashta (con ogni probabilità a) sua moglie Pebatjma. Prima che questa fila è altra fila di piramidi che include quelli di Piye, Shabaka e Tanutamani.
Le prime tombe avevano una sovrastruttura in pietra a base circolare con pareti quasi verticali. La camera sepolcrale era scavata nella roccia e aveva una nicchia laterale dove veniva deposto il corpo del defunto insieme al corredo funerario. La presenza di un buon numero di vasi di produzione egiziana attesta l'esistenza di rapporti commerciali con il Nord. Un primo cambiamento nella tipologia delle sepolture interviene con la tomba 6. Il metodo costruttivo è più accurato e la sovrastruttura si trova racchiusa all'interno di un muro a forma di ferro di cavallo aperto a E; fa la sua comparsa una cappella in mattoni crudi, sempre orientata verso Est. La presenza di questo elemento architettonico e di un tipo di ceramica locale dipinta con motivi egiziani, sembrerebbe dimostrare una graduale assimilazione della cultura faraonica da parte delle popolazioni autoctone.
I corredi funerari di re e regine della XXV dinastia comprendevano vasi canopi e un numero elevato di ushabti; la salma era mummificata e posta all'interno di un sarcofago in pietra. Nella tomba del re Tanutamani le pareti della camera funeraria e dell'anticamera erano state dipinte con testi e figure che rimandano al patrimonio religioso egiziano. Lo stile è caratterizzato dalla purezza di forme e dall'arcaismo che trovano precisi riscontri nelle tendenze artistiche egiziane dell'epoca. C'erano anche 14 piramidi per le regine di el-Kurru, ma misuravano da 6 a 7 metri, mentre quelle dei re erano di 8 o 11 metri. A nord-est del cimitero reale, G. Reisner trovò le tombe di 24 cavalli e due cani.
Piramidi di Nuri. Si trovano nell'altro lato del fiume rispetto al Jebel Barkal. Nuri contiene le tombe di 21 re e fra 52 fra regine e principi. Taharqa è stato il primo re a costruire la sua tomba a Nuri e la sua piramide è sempre stata la più alta. Le piramidi di Nuri sono più larghe di quelle precedenti ad el Kurru e sono alte dai 20 ai 30 metri. Dopo il 308 a.C, fu Meroe, più a sud, fra la quinta e la sesta cateratta, a diventare il nuovo cimitero reale. Le Piramidi di Nuri si trovano vicino ad un piccolo villaggio non lontano dalla città di Karima, sull'altra sponda del Nilo. Sono state costruite tra 664 e il 300 a.C. e contenevano le mummie di 19 Re e 54 Regine dell'impero di Kush. Queste piramidi erano più grandi di quelle di Karima e la più alta superava i 40 metri. Oggi purtroppo non sono in buone condizioni e quasi tutte sono crollate e sepolte sotto la sabbia.
Per quanto riguarda le modalità costruttive e le soluzioni progettuali le piramidi nubiane hanno in comune la stessa particolarità di quelle dell’Antico Regno, cioè che ogni piramide è sempre e comunque diversa dalle altre, perché vi è una diversità costruttiva o tipologica che la rende unica e irripetibile. Questa straordinaria consuetudine conferma la continuità stilistica e costruttiva delle Piramidi egizie.
Le tre piccole piramidi non scavate da Reisner, più di ottanta anni fa, si ha il quadro esatto di ciò che rinvennero gli archeologici americani. Le piramidi, mai scavate, posseggono tutti gli elementi architettonici che le costituivano, intatte, e quindi è possibile applicare un intervento conservativo di anastilosi per ricomporre, sia il nucleo, sia i rivestimenti delle piramidi, utili ad una migliore e più congrua azione conservativa di lunga durata. Invece, nel caso delle piramidi esplorate da Reisner, lo stato di conservazione è più preoccupante. L’aggressione da parte dei fenomeni di deterioramento come alveolizzazioni e disgregazione delle murature è molto sviluppata per la natura geologica del materiale lapideo, utilizzato per la costruzione delle piramidi, che risulta essere del tipo sedimentario ed arenaria, facilmente deteriorabili.
L’ ISAD, In questi anni di studio ha osservato nelle vestigia delle piramidi nubiane le diverse fasi evolutive di queste straordinarie architetture, e non siamo riusciti a capire quali motivazioni abbiano indotto i sovrani nubiani ad ordinare la costruzioni di questi monumenti per celebrare la loro morte.
Le modalità costruttive e le soluzioni progettuali le piramidi nubiane hanno in comune la stessa particolarità di quelle dell’Antico Regno, cioè che ogni piramide è sempre e comunque diversa dalle altre, perché vi è una diversità costruttiva o tipologica che la rende unica e irripetibile. Questa straordinaria consuetudine conferma la continuità stilistica e costruttiva delle Piramidi egizie.
Infatti, Shabaka, il secondo faraone della XXV dinastia, fece edificare il proprio complesso piramidale diverso dal suo predecessore. La diversità consisteva nell’aver creato dopo la scala una breve galleria ricavando dalla roccia naturale la camera funeraria. La cappella mortuaria venne realizzata sempre nel lato est al di sopra della galleria e del vano scala, le quali vennero colmate di terra per nascondere la camera funeraria alle incursioni dei ladri, ciò significa che vi erano le stesse preoccupazioni che avevano gli Egizi. .
Le piramidi di Nuri generalmente erano molto più grandi di quelle di El Kurru, le loro altezze si aggiravano tra i 20 e i 30 m. Le cappelle funerarie erano sempre costruite sul lato orientale della piramide e furono decorate con rilievi, ed addobbate con steli.
Gli altri sovrani che edificarono le loro piramidi a Nuri proseguirono la tradizione di diversificare ogni piramide dall’altra nella tecnica costruttiva, nelle dimensioni o nella tipologia, come nel caso di accrescere fino a tre camere sotterranee, creando tra l’anticamera e la camera funeraria, un altro ambiente, detto della “confessione negativa”, tratto dai rituali del Libro dei Morti.
La necropoli di Nuri ospitò così oltre all’unico faraone della XXV dinastia che la creò anche i re nubiani di Kush e ben 53 piramidi di piccole dimensioni di regine e principesse che oggi sono sparpagliati nella campagna di Nuri al di là del costone roccioso dove vennero edificate le prime piramidi.
Piramidi di Meroe.
A Meroe vennero costruiti palazzi e piccole piramidi, e sviluppato un sistema di scrittura che gli studiosi ancora oggi non riescono a tradurre completamente. Sebbene Meroe sia stata scavata per oltre 150 anni, gli archeologi non hanno ancora chiarito come si sia originata la città: sembra essere emersa dal nulla. Meroe fu cimitero reale per 600 anni. Per i materiali usati e la tecnica di costruzione le piramidi si sono preservate fino ad oggi. Tutte le tombe di Meroe sono state saccheggiate, soprattutto dal cacciatore di tesori Giuseppe Ferlini che nel 1834 mandò in frantumi le cime di 40 piramidi, trovo solo un nascondiglio di oggetti d'oro oggi esposti a Berlino e Monaco. Diventa capitale dopo che l'egizio Psammetico II sconfigge Aspelta a Napata. Il regno di Meroe prospera per molti secoli: la nuova posizione facilita la lavorazione del ferro perché c'è più combustibile che a Napata, e anche il commercio attraverso il Nilo coi mercanti greci che si trovano sulle rive del Mar Rosso. Intorno al 300 a.C. i sovrani iniziano a farsi seppellire a Meroe.
Nel 23 a.C.il governatore romano dell'Egitto, Gaio Petronio, risponde ad un attacco della Nubia nel sud dell'Egitto, distrugge la parte settentrionale del regno di Meroë e saccheggia Napata. Oggi nei dintorni di Meroe ci sono più di 200 piramidi suddivise in tre gruppi, e sono state dichiarate Patrimonio dell'Umanità nel 2003.
Nel 23 a.C.il governatore romano dell'Egitto, Gaio Petronio, risponde ad un attacco della Nubia nel sud dell'Egitto, distrugge la parte settentrionale del regno di Meroë e saccheggia Napata. Oggi nei dintorni di Meroe ci sono più di 200 piramidi suddivise in tre gruppi, e sono state dichiarate Patrimonio dell'Umanità nel 2003. Le piramidi di Meroe, diverse per forma e taglia da quelle egizie, non sono facilmente accessibili, bisogna attraversare le sabbie del deserto per arrivarci e il fuoristrada è d’obblogo.Una buona base di partenza è la città di Atbara, 100 km aNord di Meroe, dove ogni sabato si tiene un interessante mercato dei cammelli, da non perdere.
Già a 30 km da Meroe, nel villaggio di Shendi, è possibile visitare numerosi e interessanti templi, tra cui quelli di Musawarat e Naqa. Ma è sicuramente a Meroe il sito più affascinante e ricco, la cui bellezza vale indubbiamente lo sforzo e la fatica per arrivare.
A tutt’oggi nessuno ha saputo spiegare perché i
kushiti abbiano costruito una città in mezzo al deserto e questo è solo uno dei tanti segreti che questa antica civiltà conserva gelosamente fra le sabbie.