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Sono le staminali del cordone ombelicale a registrare eccezionali successi sperimentali, dimostrando sempre più di avere caratteristiche vincenti rispetto alle altre cellule indifferenziate in molte importanti patologie. Lo dimostra attraverso un lungo ed interessante elenco di studi scientifici. Proprio recentemente uno studio ha dimostrato chiaramente l’efficacia delle cordonali nella terapia di varie patologie del fegato. Un traguardo importante se si considera anche che queste patologie risultano essere le decime cause di morte tra gli uomini e le dodicesime tra le donne, uccidendo 27.000 persone ogni anno, nei soli Stati Uniti. L’equipe diretta dal dottor Nagwa El-Khafif, membro dei Departments of Electronon Mimicroscopy, Immunology and Pathology, presso il Theodor Bilharz Research Institute ha stabilito che le staminali cordonali si dimostrarono subito quelle con la più elevata capacità d’integrazione verso tessuti ischemici e con la maggiore possibilità di contribuire alla guarigione, contribuendo a stimolare l’angiogenesi.
In realtà il successo delle staminali adulte è generale e continuo. Esse, ad esempio, acquistano una sempre maggiore possibilità di essere “impegnate” nella lotta contro i tumori. Lo ha affermato Augusto Pessina del Dipartimento di Sanità Pubblica, Microbiologia, Virologia dell’Università degli Studi di Milano, il quale -in collaborazione con Giulio Alessandri (Laboratorio di Neurobiologia, Fondazione Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano) e Roberto Pallini (Istituto di Neurochirurgia della Facoltà di medicina della Università Cattolica del Sacro Cuore)-, ha recentemente firmato l’articolo intitolato “Mesenchymal Stromal Cells Primed with Paclitaxel Provide a New Approach for Cancer Therapy” e pubblicato su Plos One. Su ilsussidiario.net, Pessina ha rivelato che «le stesse cellule possono essere utilizzate come “veicoli” per trasportare farmaci che, raggiungendo in modo mirato le cellule dell’organo malato, possono avere una maggiore capacità terapeutica». Questa scoperta apre anche nuove prospettive di applicazione clinica dato che il dispositivo cellula-farmaco può essere preparato in poche e semplici procedure, oltretutto a basso costo.
A precisa domanda, Pessina ha illustrato i vantaggi della scoperta: «Le cellule mesenchimali adulte possono essere ottenute facilmente da midollo osseo, tessuto adiposo e da molti altri tessuti; col vantaggio che, se usate dallo stesso paziente, si elimina il rischio immunologico; inoltre, si riduce anche il rischio di trasmissione di agenti patogeni». Le significative scoperte sperimentali ottenute potranno aprire la strada per una efficace terapia delle patologie epatiche da un lato, ma anche allargare gli orizzonti sulla sconfitta dei tumori dall’altro. Ciò potrà avvenire ancora prima, se ad esse si uniranno, in un progetto comune, gli ottimi risultati di numerose ricerche, caratterizzate da successo. Tutto questo senza la distruzione di embrioni umani e quindi evitando ogni controversia bioetica.
''Nonostante alcuni aspetti critici, il Ministero della salute intende dare sollecito corso alle procedure per il riavvio della sperimentazione mediante la nomina di un nuovo Comitato scientifico, previo avviso dell'Avvocatura generale dello Stato''. Lo ha detto il ministro della Salute, Lorenzin, nel corso del Cdm riferendo sull'intera vicenda, in seguito ai recenti sviluppi della cosiddetta questione Stamina. Il ministro Lorenzin - riferisce il comunicato ufficiale del Cdm - ha ripercorso le tappe della vicenda ricordando che ''in attuazione dell'articolo 2 comma 2 bis del DL n. 24 del 2013, convertito con modificazioni dalla legge n.57 del 2013, il Ministero della Salute ha promosso la sperimentazione finalizzata a valutare la sicurezza e l'efficacia del trattamento ''Stamina'', a base di cellule staminali mesenchimali. Il Comitato scientifico, composto dai vertici dell'Istituto superiore di sanita', dall'Aifa e dal Cnt nonche' dai massimi esperti nazionali della materia, deliberando all'unanimita' ha concluso i propri lavori rilevando, tra l'altro, che il metodo Stamina puo' comportare ''potenziali rischi'' per i pazienti e non presenta i necessari requisiti di originalita' e scientificita' e di ripetibilita' del trattamento All'esito della deliberazione del Comitato, il Ministero della salute ha posto specifico quesito all'Avvocatura generale dello Stato, chiedendo se la sperimentazione potesse proseguire. L'Avvocatura, con il parere del 26 settembre 2013, ha comunicato al ministero della Salute che la sperimentazione non avrebbe potuto essere proseguita. Il Ministero ha pertanto adottato il conseguente provvedimento di presa d'atto. Il Tar del Lazio, con l'ordinanza del 4 dicembre 2013, accogliendo l'istanza cautelare della Fondazione Stamina, ha sospeso l'efficacia del predetto provvedimento. Nonostante alcuni aspetti critici, il Ministero della salute intende dare sollecito corso alle procedure per il riavvio della sperimentazione mediante la nomina di un nuovo Comitato scientifico, previo avviso dell'Avvocatura generale dello Stato''. ''Il Consiglio dei Ministri - riferisce ancora la nota ufficiale - ha manifestato apprezzamento per il lavoro svolto dal ministro Lorenzin, la quale riferira' sul caso in Parlamento nei prossimi giorni. Il governo resta impegnato a valutare una sollecita riattivazione del procedimento di sperimentazione all'esito delle determinazioni della nuova commissione. Il governo e' pienamente consapevole della sofferenza e della situazione in cui si trovano i malati e i loro familiari. Inoltre il governo si rende disponibile, nel rispetto della disciplina e dei protocolli vigenti, a indirizzare pazienti per i quali ne sussistano i requisiti e che ne facciano richiesta verso cure compassionevoli gia' riconosciute e autorizzate in Italia''. ((ASCA) - Roma, 17 dic )