Stati di coscienza differenti producono ritmi e frequenze diverse per quanto concerne l'attività elettrica delle onde cerebrali.
Nel 1875, il fisiologo Richard Caton fu il primo ad illustrare, in modo rudimentale, le sue conclusioni sui fenomeni elettrici degli emisferi cerebrali. La paternità dell'elettroencefalografia è però ascritta al neurologo Hans Berger (1929).
L'elettroencefalografia (EEG) è descritta come la registrazione grafica dei fenomeni elettrici che si svolgono nel cervello. La rappresentazione grafica della registrazione è deonominata elettroencefalogramma.
I parametri fondamentali di questo tracciato grafico sono la frequenza, misurata in Hz (unità di misura Hertz) al secondo, e l'ampiezza delle oscillazioni delle onde EEG, misurata in μV. In base a questi parametri si possono distinguere delle onde che hanno frequenza ed ampiezza diverse.
Possono sussistere diverse lunghezze d'onda che si intrecciano allo stesso tempo ed in relazione a quali onde cerebrali sono prevalenti. La variazione della frequenza ed ampiezza delle onde cerebrali è specificatamente relazionata e correlata ad eventi di tipo fisiologico. A tal riguardo, gli stati mentali, o livelli di coscienza, sono generalmente suddivisi in Beta, Alpha, Theta e Delta.
- Beta (ca. 14-30 Hz): stato caratteristico della normale coscienza di tutti i giorni. Pienamente all'erta e mente focalizzata
- Alpha (ca. 8-14 Hz): rilassamento, creatività. In questo stato si è meno stressati dalla Vita di tutti i giorni.
- Theta (ca. 4-8 Hz): profondo rilassamento, trance da media a profonda
- Delta (ca. 2-4 Hz): livello dell'intuizione. Il più profondo possibile. Al di sotto di questa soglia v'è il sonno.
V'è da sottolineare che non vi sono dei confini rigidi in tal senso e, che questi livelli non sono limitati ad un solo stato mentale o di coscienza. Semplicemente, quanto è imporante notare è che esistono diversi stati di coscienza (riferiti allo stato caratteristico Beta, tutti gli altri stati di coscienza sono definiti stati di coscienza alterati).
Seppur la coscienza esiste indipendentemente dall'attività elettrica del cervello, è necessario partir dal presupposto che il nostro sistema Mente-Corpo-Emozioni-Anima è estremamente complesso ed altamente interconnesso in una miriade di ramificazioni.
L'emisfero sinistro del cervello è la parte collegata al pesiero logico-razionale, prevalentemente verbale. Quando siamo in uno stato di rilassamento le sue frequenze diventano più basse e, di conseguenza, rendono più semplice l'ispirazione, la creatività, una miglior connessione spirituale, l'immaginazione e, nondimeno, l'intuizione.
A tal riguardo, vi sono molti pareri controversi per quanto concerne l'esplorazione di altre realtà. Vi sono dibattiti infiniti sul mondo dei sogni e l'interpretazione degli stessi oppure sull'esplorazione delle Vite passate o della Vita fra le Vite. E' dunque realmente possibile delineare una netta distinzione fra uno stato ordinario (e.g. lo stato Beta) ed altri stati, considerati alterati?
La coscienza esiste, indipendentemente dal corpo fisico al quale è accomunata per quanto concerne l'esperienza terrena della Vita attuale ma, v'è da prendere in considerazione che nelle altre dimensioni il classico concetto fisico dello spazio-tempo non ha valenza alcuna. Infatti, la linea temporale passato-presente-futuro è una tipica concezione umana.
L'opportunità di esplorare altre realtà e dimensioni, alle quali apparteniamo, in una sorta di eterno presente è indicativa delle grandiose potenzialità della parte inconscia della nostra mente e della multi-dimensionalità della nostra esistenza.
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