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I tetti dei nostri condomini, saranno oggetto di nuove e alquanto brutte antenne per migliorare i segnali per i nuovi cellulari, che dovranno disporre di una nuova tecnologia, per navigare meglio su internet, per avere un miglior segnale che adatti la nuova generazione di cellulari per ogni genere di operazione. LTE (Long Term Evolution) o, in maniera più tecnica 3GPP Long Term Evolution per UMTS, è una tecnologia mobile in grado di fornire velocità di trasmissione dati di molte volte superiore alla tradizionale 3G. Per fare un paragone, considerate che la velocità della 3G arriva, teoricamente, a una velocità di 2 Mb/s contro una potenziale velocità per LTE fino a 100 Mb/s.Le nuove chiavette LTE, già configurate e connesse in modalità ultrabroadband, consentiranno di sperimentare direttamente i servizi in mobilità ad alta velocità come il video streaming in Hd, la fruizione di contenuti on demand e la navigazione libera in Internet.
Il ministro Passera intende dare un forte impulso alla crescita tecnologica del nostro Paese, introducendo, nel secondo Decreto Sviluppo in fase di adozione, dedicato all’Agenda Digitale, una norma che impone a proprietari e condomìni di tollerare l’installazione di una o più antenne per il servizio di telefonia mobile di quarta generazione, l’LTE.
Nasce come nuova generazione per i sistemi di accesso mobile a banda larga (Broadband Wireless Access) e, dal punto di vista teorico fa parte del segmento Pre-4G, collocandosi in una posizione intermedia fra le tecnologie 3G come l'UMTS e quelle di quarta generazione pura (4G) ancora in fase di sviluppo. Nonostante ciò, con l'intento di porre fine alla confusione tra l'utilizzo in marketing del termine 4G e la vera classificazione come 4G, l'ITU ha recentemente deciso di applicare il termine 4G anche all'LTE.
LTE può funzionare su diverse bande di frequenza. In particolar modo nella UE verranno utilizzate le seguenti bande:
Queste frequenze sono però ancora occupate dal brodcasting televisivo analogico e saranno liberate durante il prossimo anno, con tempi imprecisati. 3 Italia, insieme a Vodafone e TIM hanno ottenuto anche 1 blocco a testa per i 1800 MHz, una banda dalle buone caratteristiche di propagazione, anche se inferiori rispetto alla 800 MHz, e una buona disponibilità di larghezza di banda (fino a 20 MHz). Grandi investimenti sono stati fatti anche sulla banda da 2600 MHz, con 3 blocchi a TIM e Vodafone e ben 4 a 3 Italia e Wind. Peccato che queste frequenze permettano delle capacità di propagazione minime, rivelandosi più adatte allo sviluppo di semplici reti micro outdoor o indoor.
Se l’art. 29 della bozza di Decreto in questione dovesse mantenere il tenore espropriativo nei termini perentori in cui è descritto nell’articolato, questo governo passerà alla storia per il demerito di aver eretto l’ultimo e più infausto muro tra chi rappresenta le istituzioni ed il cittadino.
Si tratta di un colpo di mano talmente grave da indurre a sospettare che la mano che ha redatto questa norma sia la stessa che quotidianamente pianifica e realizza studiate aggressioni al territorio urbano ed extraurbano, che si accanisce sulla salute della gente, pur di accaparrarsi uno spazio elevato ove collocare antenne, tralicci e ripetitori.
Confronto con le tecnologie precedenti
Ma c’è un altro aspetto ignobile che induce a riflettere sulla paternità della stesura di questa norma: il ricorso spregiudicato alla monetizzazione del disagio subito con l’installazione di un’antenna. A fronte dell’imposizione di una servitù coattiva, il governo mette a disposizione un congruo risarcimento, stabilito “in base all’effettiva diminuzione del valore del fondo o dell’immobile”!
Ecco che, in tempi di crisi, molti cittadini e famiglie saranno indotti a sobbarcarsi l’ingombrante presenza tra le mura domestiche di una fonte di rischio per la salute, pur di accedere alle risorse messe a disposizione!
Un ricatto bello e buono, che tuttavia finirà per ribaltare ogni più virtuosa previsione di ripresa economica, allorché si dovrà fare i conti con gli effetti del più grande esperimento di massa sulla pelle della popolazione: quando, cioè, i costi sanitari per curare quote crescenti di popolazione contaminata dagli effetti indotti della esposizione ai campi elettromagnetici non saranno più sostenibili, allora sarà troppo tardi per pretendere di gestire e regolamentare il fenomeno di “Antenna Selvaggia”. Il problema dell’elettromagnetismo e dell’inquinamento “invisibile”, “inodore”, che si subisce dalle radiazioni elettromagnetiche (particolarmente grave è che i più danneggiati, a rischio tumori, si dica siano i bambini…), questa problematica viene coscientemente “dimenticata” da tutti, anche dai più sensibili di noi ai temi ambientali, perché tutti siamo consumatori di questa tecnologia (cioè usiamo il cellulare).
Già in passato, con l' installazione delle antenne per i primi cellulari, erano stati addirittura regalati i cellulari, ai condomini che avessero accettato di avere sopra le proprie teste, i ripetitori: questa volta, cosa potrà essere elargito alle persone?
Già adesso le città (inteso anche come “insieme urbano diffuso”) della nostra penisola italica pullulano di antenne. Dovuto anche a condizioni geomorfologiche di ostacolo alla diffusione delle onde radianti (colline e montagne che fanno da scudo, da ostacolo…). E dovuto pure, questa diffusione, da un sistema competitivo tra compagnie che, se in questi anni esse hanno abbassato i costi (ma non ne siamo sicuri…), dall’altra ha portato al diffondersi delle antenne di telefonia mobile in modo abnorme. L`Ispra fa riferimento anche al rischio cancro. «Lo Iarc (International agencyfor research ori cancer) – scrive l`istituto al governo – ha reso noto di aver classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come “possibilmente cancerogeni per l`uomo”». Ma soprattutto lo stesso istituto ritiene che non ci fosse bisogno di cambiare la legge per adeguarsi alle nuove tecnologie.Tim, Vodafone e Wind hanno già investito 1,5 miliardi a testa sul nuovo network e secondo alcuni con la vecchia legislazione avrebbero avuto troppi problemi. «Ci troviamo però di fronte a una svendita della salute agli operatori di telefonia mobile» denunciano le associazioni ambientaliste.
Pur utilizzando una diversa forma di interfaccia radio, OFDMA/SC-FDMA invece di CDMA, ci sono molte similitudini con le precedenti forme di architettura 3G.
| WCDMA (UMTS) | HSDPA | HSDPA+ | LTE | LTE Advanced | |
|---|---|---|---|---|---|
| Max Downlink Speed | 384 kb/s | 14 Mb/s | 42 Mb/s | 326,4 Mb/s | 3,3 Gb/s |
| Max Uplink Speed | 128 kb/s | 5,7 Mb/s | 11 Mb/s | 86,4 Mb/s | Sconosciuto |
| Latency round trip time (ms) | 150 | 100 | 50 | ~ 10 | Sconosciuto |
| 3GPP Releases | Rel 99/4 | Rel 5/6 | Rel 7 | Rel 8 | Rel 10 |
| Access methodology | CDMA | CDMA | CDMA | OFDMA / SC-FDMA | OFDMA Ibrido / SC-FDMA |
Inoltre la rete LTE è interamente basata sul protocollo IP e supporta sia IPv4 che IPv6.