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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Titanic alla partenza, Titanic al traguardo spettrale

 Il Titanic, superba nave da crociera, oggi viene costantemente ricordata e presa come esempio per comprendere che, anche qualcosa di inaffondabile o indistruttibile, non è di conforto, dopo che una disgrazia del genere, smentisce tali parole. La celebre nave passeggeri britannica della classe Olympic è passata alla storia per la collisione con un iceberg la sopra citata notte. Il Titanic, insieme alle altre due vani gemelle Olympic e Britannic, fu progettato per offrire un collegamento settimanale dall’Inghilterra agli Stati Uniti. Fu costruito presso i cantieri Harland and Wolff di Belfast, in Irlanda, rappresentando per l’epoca la massima espressione della tecnologia navale, oltre ad essere il transatlantico più lussuoso del Mondo. Un colosso navale di 269 metri di lunghezza e 28 di larghezza, per un peso di 46.328 tonnellate ed un’altezza, dalla linea di galleggiamento al ponte, di ben 18 metri. Permetteva il trasporto di 3547 persone tra passeggeri ed equipaggio.

Essendo un gioiello di altissima tecnologia, era considerato praticamente inaffondabile. La nave partì per il suo primo e, purtroppo, unico viaggio inaugurale il 10 aprile 1912 da Southampton e diretta verso New York, comandata dal capitano Edward John Smith. Destino volle che per l’uomo si sarebbe trattato dell’ultimo viaggio prima del pensionamento, coronando alla grande una straordinaria carriera 40ennale. In prima classe partirono molte delle personalità più in vista dell’epoca, tra i quali ricchi uomini d’affari. La seconda classe era popolata invece dal ceto medio: insegnanti, impiegati, commercianti, mentre in terza classe vi erano emigranti provenienti da tutte le parti del mondo e diretti negli USA in cerca di fortuna. La partenza del Titanic causò un enorme risucchio che fece rompere gli ormeggi ad una piccola nave ancorata nei paraggi, la New York, che pericolosamente si avvicinò alla nave. Che fosse già un nefasto presagio? Ormai, tutto è lecito pensar dopo che fiumi di parole sono state spese.

Il 14 aprile, trascorsi 4 giorni di navigazione, il capitano consegnò a Bruce Ismay, ideatore della nave, un messaggio ricevuto che segnalava la presenza di ghiaccio in mare a 400 chilometri sulla stessa rotta del Titanic. Il capitano decise di non ridurre la velocità, sicuro della sua esperienza di riuscire a virare in tempo all’occorrenza. Anzi, i due uomini concordarono di portare la velocità della nave al massimo possibile, in modo da arrivare a New York addirittura con un giorno di anticipo. Mai fu chiarito in effetti su chi pendesse la responsabilità finale della decisione.

Diversi furono i messaggi di ghiaccio in avvistamento che il Titanic quel giorno ricevette nel corso delle ore, ma, seppur presi in considerazione, mai la velocità fu ridotta. Molti messaggi, invece, non arrivarono mai in plancia, poiché i marconiani erano troppo impegnati nell’invio dei messaggi privati dei passeggeri. L’ultimo messaggio arrivò intorno alle 23:00 dal mercantile Californian, fermo nella banchisa a poche miglia dal Titanic e segnalante la presenza di un enorme campo di iceberg. Anche questo messaggio non arrivò in plancia, un forte senso di sicurezza e, probabilmente, di eccessiva spavalderia e capacità nei propri mezzi si impadronì dei membri dell’equipaggio.Alle 23:35, da due vedette, venne segnalata la presenza di un iceberg di fronte alla nave. Ebbene sì, non con i binocoli, lasciati a terra per l’ansia di partire in anticipo verso New York. Da dirsi è che comunque la mancata presenza dei binocoli fu anche dovuta al rimpasto dell’equipaggio voluto dal comandante, soprattutto dalla sostituzione del suo secondo Blair che prima di andarsene diede ordine di togliere dalla coffa i binari che lui stesso aveva portato. Il risultato è stata una virata di forza a sinistra ad una velocità di 22,5 nodi tale però da non riuscire ad evitare l’impatto con l’imponente massa di ghiaccio. Impatto che dai passeggeri fu però percepito in maniera tutt’altro che violenta. Sei furono gli squarci sotto la linea di galleggiamento. Paradossalmente, sembra che la nave se fosse andata dritta per la sua strada, anziché virare, avrebbe subito un violento impatto frontale con l’iceberg ma, rompendosi, solo i primi due compartimenti, è probabile che la nave avrebbe potuto continuare la sua traversata fino a New York.Il gigante era destinato a soccombere. I calcoli effettuati dimostrarono che la nave sarebbe rimasta a galla per un’ora e mezza, due al massimo. Immediato scattò dunque l’ordine di abbandonare la nave. I salvagenti erano 3560, ma le scialuppe sono 16 per una capacità totale di 1178 posti, decisamente insufficienti per i passeggeri e l’intero equipaggio. La prima scialuppa venne calata alle 00:40, con a bordo solo 28 persone, la seconda con solo 12 persone, sprecando così decine di posti disponibili. Come disposto dal capitano vennero imbarcati prima donne e bambini, ma ad aver la peggio fu la terza classe, i cui passeggeri riuscirono con difficoltà a trovare il percorso di imbarco per le scialuppe. Solo un terzo infatti se ne salvarono, lasciando, così, spazio alla leggenda secondo cui furono trascurati. In merito, a dirla tutta, vi sono state anche diverse testimonianze.
Dei 2223 passeggeri imbarcati, compresi gli 800 uomini dell’equipaggio, furono 1523 le persone a perdere la vita. L’evento ebbe una gigantesca risonanza mediatica e destò tale impressione da portare alla convocazione della prima conferenza sulla sicurezza della vita umana in mare.



Titanic Scanning Model Large 

Grazie ai recenti progressi nella tecnologia, gli archeologi marini sono finalmente in grado di realizzare una mappa completa 3D del più famoso naufragio del mondo a più di 25 anni dopo la sua scoperta.
Il Titanic non potrà mai essere sollevato dal suo luogo di riposo a tremila metri di profondità. Esso può tuttavia essere esplorato virtualmente grazie a una nuova mappa 3D. In questo mese di Aprile vedrà la luce la prima versione di un Titanic 'virtuale', una mappa interattiva in 3D enormemente dettagliata che permetterà a chi di noi non può permettersi o non vuole spendere 60.000 dollari per un tuffo con un sommergibile, un'esperienza simile alle immersioni verso il relitto stesso.

A distanza di un secolo pieno, il Titanic continua ad affascinare col racconto del disastro e sembra incredibile che il sito non sia stato rigorosamente mappato dalla sua scoperta da Robert Ballard nel 1985. Il motivo è semplice: era impossibile. La suite di tecnologie necessarie per farlo con standard archeologici marini a grande profondità non erano ancora pienamente disponibili. James Delgado, della US National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), capo della missione e archeologo principale sul progetto di mappatura del Titanic spiega perché: "Idealmente avremmo potuto fare questo dopo che Ballard aveva scoperto il sito, ma non avevamo GPS, sistemi GIS adatti e nemmeno robot subacquei autonomi. Inoltre mancava la grande potenza di calcolo necessaria per cucire insieme terabyte di dati."

Mappa3dTitanicSonar 

Parti del relitto erano relativamente ben conosciute, in particolare la sezione di prua, ma un approccio globale e sistematico non era mai stato tentato. La mappatura approfondita si è svolta con una spedizione iniziata nel 2010 e sponsorizzata da RMS Titanic Inc, e co-diretta da David Gallo, direttore speciale dei progetti presso il Massachusetts Woods Hole Oceanographic Institute (WHOI). Con un costo stimato di 5 milioni di dollari, il team di spedizione ha utilizzato due Autonomous Underwater Vehicles (AUVs) Remus 6000, sommergibili autonomi di proprietà del Waitt's Institute for Discovery e gestiti da Woods Hole.

In primo luogo, sono stati distribuiti sul fondo marino una serie di transponder per profondità oceanica per consentire agli AUV di navigare con precisione. I veicoli comunicando con questi sonar cross-referenziati hanno permesso ai robot di determinare la propria posizione. L'indagine iniziale ha richiesto agli AUV di navigare nell'arco di una zona di 10 miglia quadrate per identificare le aree di specifico interesse per l'ispezione. In una serie di 18 ore di immersioni i robot giallo brillante, denominati Ginger e Mary Ann, hanno scandito il fondale marino in corsie distanziate e incrociate. Dall'indagine preliminare è stato chiaro che oltre il 50 per cento del sito del naufragio era del tutto sconosciuto e non era mai stato esplorato.

Mary Ann 

La prima passata del sito è stata condotta utilizzando sonar sidescan montati sugli AUVs ponendo il relitto nel contesto della geologia generale del fondale. Il Sub-bottom profiler ha permesso una penetrazione del fondale marino in quanto parti della sovrastruttura sono sommersi dai sedimenti. Questi sono stati necessari per caratterizzare lo stato della sezione di prua, che è sepolta fino a 20m nel sedimento.

Una volta che le principali aree di interesse erano state identificate dagli AUV utilizzando i sensori sonar, il Remora ROV, un veicolo robotizzato pilotato dalla nave madre, è stato fatto scendere. Questo piccolo robot è stato collegato alla nave da tre chilometri di cavi in fibra ottica e sono state trasmesse in diretta le immagini 3D rilevate.

I tre robot a tre chilometri di profondità hanno aumentato la complessità, ma notevolmente migliorato l'uso efficiente del tempo nave, che era particolarmente importante dal momento che due uragani consecutivi, Earl e Danielle, hanno causato l'abbandono del sito per più di una settimana.

Bill Lange è stato il responsabile per la raccolta e l'elaborazione di tutti i dati visivi raccolti da otto telecamere distribuite sul relitto sia sulle AUV e sia sul ROV. Telecamere 2D/3D e video HD sono state utilizzate per portare il sito alla vita in alta definizione. Il lavoro di Lange è stato fondamentale nei successivi due anni per la post-elaborazione e l'integrazione con le mappe sonar dei dati visivi e geologici. Le singole immagini sono state mosaicate per creare una vista panoramica su larga scala, del relitto.

Scanning laterale Titanic 

"Abbiamo l'immagine di tutto. Questo è importante", dice Lange. "Questo non era mai stato fatto prima nel mare profondo. Alcune delle immagini catturano enormi caldaie e motori che sembrano congelati nel tempo man mano che salgono dal fondo dell'oceano." L'immagine è così buona che Delgado è certo che la mappa generata dalla spedizione 2010 consentirà indagini archeologiche del sito.

"Quello che abbiamo ora è una chiara idea di ciò che ha causato il passaggio dalla nave al naufragio in un certo senso forense", dice Delgado. "Le visualizzazioni ci mostrano tutto, da una tazza di tè a un granchio sullo scafo."

Il lavoro del team è stato quello di classificare e assegnare coordinate ad ogni oggetto. I 5.500 oggetti da mettere all'asta nel mese di aprile 2012 rappresentano una frazione di 1 centesimo di quanto è stato trovato.

Dave Conlin, capo della US National Parks Service, Submerged Resources Centre in Colorado, è un archeologo marino e fa parte del team di analisi dei dati di crociera e ha contribuito alla progettazione degli obiettivi di ricerca per la missione. Egli dice: "L'idea che il Titanic si è rotto, vomitando oggetti sul fondo del mare, non è corretta. Milioni di reperti restano all'interno della struttura in uno stato tremendo di conservazione."

"Titanic era una comunità galleggiante di breve durata, che si è conclusa improvvisamente conservando un record come Pompei". Non ci sono piani per spedizioni future, ma Delgado dice che abbiamo bisogno di sapere di più sulle condizioni di base oceanografiche prevalenti sul sito, sui sedimenti e sugli studi di corrosione e una migliore comprensione dei fattori ambientali. Questo consentirebbe di rispondere alle principali domande archeologiche sui cambiamenti e la natura di conservazione del sito, e potrebbe aiutare l'esplorazione di altri relitti di navi, storicamente più importanti. Ecco cosa rimane dell' eccezionale  meraglia inaffondabile:

 

 

 

 

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