L’eruzione della caldera flegrea potrebbe comportare flussi piroclastici in grado di abbattersi in pieno sulla collina di Posillipo, mentre i venti nella stratosfera indirizzerebbero le ceneri vulcaniche direttamente sulla città di Napoli. Lo scenario - da brividi - è contenuto nella relazione della commissione nazionale rischi sismici e vulcanici istituita due anni e mezzo fa dall’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso. Nella caldera potrebbero aprirsi bocche eruttive in due punti: una in particolare, quella al limite del territorio napoletano, avrebbe una capacità eruttiva tale da proiettare i flussi piroclastici, cioè i frammenti emessi dall’esplosiva eruzione, direttamente sulla collina di Posillipo incenerendola in pieno.
Un lavoro delicato giunto alle battute finali. Una relazione al momento ancora top-secret, ultimata dai tecnici nelle scorse settimane dopo due anni e mezzo di lavoro.
L’incontro è stato funzionale anche ad accelerare le attività di pianificazione degli enti locali e territoriali, a partire dalla condivisione delle procedure per il flusso delle comunicazioni ai diversi enti interessati. Convocazione della Commissione Grandi Rischi. Sempre in relazione ai fenomeni riscontrati, il Dipartimento della Protezione Civile ha richiesto al Presidente della Commissione Grandi Rischi la convocazione della sottosezione Rischio vulcanico della Commissione, che dovrà esprimere valutazioni tecniche sul quadro scientifico rappresentato dall'Osservatorio Vesuviano e sui livelli di allerta da attivare rispetto al Piano nazionale dei Campi Flegrei attualmente vigente. Il nuovo scenario per il Piano nazionale di emergenza. L’incontro è stata anche occasione per il Dipartimento di comunicare che il nuovo possibile scenario pre-eruttivo ed eruttivo di riferimento per il Piano nazionale di emergenza per i Campi Flegrei è in via di ultimazione e sarà a breve disponibile. Per il suo aggiornamento e per la ridefinizione dei livelli di allerta, era stato istituito un Gruppo di lavoro con il decreto del Capo Dipartimento dell’11 maggio 2009.
Il Piano identifica un’area rossa, potenzialmente soggetta allo scorrimento dei flussi piroclastici, e un’area gialla, potenzialmente interessata dalla ricaduta di ceneri e lapilli. Corso di formazione sul Rischio vulcanico. Contestualmente alla prossima divulgazione del nuovo scenario per il Piano nazionale di emergenza per i Campi Flegrei, il Dipartimento della Protezione Civile insieme alla Regione Campania e all’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv hanno organizzato un ciclo di formazione sul tema “Protezione Civile e Rischio Vulcanico: Vesuvio e Campi Flegrei”, rivolto al personale dei comuni, ai volontari e alle strutture operative dell’area flegrea, vesuviana e di Napoli. Partirà lunedì 26 novembre il primo ciclo di formazione rivolto al personale dei comuni dell'Area Flegrea. Il corso sarà della durata di quattro giorni: i primi due di lezione teorica in aula e gli ultimi due dedicati alla visita dei Campi Flegrei, del Vesuvio e dell'Osservatorio Vesuviano.(il dipartimento della protezione civile)