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Carlos Castaneda e lo sciamanismo tolteco

Carlos Castaneda apre una visione molto particolare di cio' che il suo sapere viene offerto a chi lo segue:e' da molti anni che questo personaggio segue ogni sua forma di cultura vecchissima:lo sciamanismo tolteco.

Nei sogni degli antichi stregoni apparivano spesso entità che sembravano emanare energia propria appena il sognatore li isolava dagli altri elementi del sogno e li faceva oggetto del suo vedere. Queste entità erano dotate di un proprio campo energetico che li distingueva dal resto dei particolari del sogno: erano quindi tanto reali quanto i sognatori che li stavano sognando.

Queste entità erano esploratori provenienti da altri mondi, che attraverso i canali aperti dai sogni cercavano di entrare in contatto con altre forme di vita. Si tratta di esseri dotati di consapevolezza, ma privi di un organismo materiale e che appartengono ad un mondo parallelo al nostro. Per questo vengono chiamati esseri inorganici.

Gli esseri inorganici hanno una struttura energetica molto diversa da quella umana. Come gli umani anche loro hanno nel loro corpo energetico una piccola fessura di dispersione energetica che in un’inesorabile conto alla rovescia li porta verso la morte. Solo che la loro fessura è infinitamente più piccola di quella umana. Ne consegue che secondo il nostro computo del tempo gli esseri inorganici possono vivere milioni di anni e, dunque sono dotati di una consapevolezza estremamente sviluppata.

Gli antichi stregoni videro una grossa opportunità conoscitiva nell’incontro con gli esseri inorganici e scesero a patti con loro: grazie al loro aiuto riuscirono a perfezionare le tecniche del sognare e persino a entrare fisicamente nel loro mondo spostando il Punto d’assemblaggio in modo tale da imitarne la struttura energetica.

«In un certo senso si può dire che divennero pure loro inorganici e quindi quasi immortali, ma a quale caro prezzo! Erano finiti in un mondo che poteva esaudire quasi tutti i loro desideri, eppure anche l’eternità, col passare dei secoli, può diventare una via di tortura. Molti di quegli stregoni stanno vivendo ancora oggi in quel mondo parallelo, dal quale però non hanno più via di uscita, giacché il loro proprio mondo è già da lungo tempo scomparso e dimenticato. Secondo don Juan, essi erano finiti in una trappola nel momento stesso in cui avevano accettato il patto con gli inorganici e, per così dire, avevano sottoscritto un accordo che era tanto vincolante e seducente quanto l’accordo alla base della nostra socializzazione, una convenzione che noi abbiamo imparato a prendere e a considerare come “l’unica vera realtà”. Fortunatamente non tutti caddero nella trappola. Alcuni degli antichi stregoni furono sufficientemente sobri da non perdere il controllo della situazione. Quel nuovo mondo in fondo non era che la conseguenza di una posizione del Punto d’assemblaggio, così come la nostra realtà, e l’interpretazione di esso null’altro che la percezione di un flusso di energia. Così decisero di muoversi oltre e scoprirono che c’erano moltissime altre posizioni che aprivano l’accesso ad altri mondi, ognuno dei quali tanto reale e vincolante come quello a noi familiare. Esplorarono questi nuovi mondi e constatarono che erano disposti come gli strati di una cipolla: ognuno adiacente all’altro. Ed il nostro mondo quotidiano non fa eccezione. Tutti questi universi, ovvero tutte queste posizioni del Punto d’assemblaggio, si dimostrano, per via della speciale energia che essi generano, particolarmente stabili e vincolanti, così che da alcuni di essi addirittura non esiste alcuna via di uscita. Don Juan racconta che intere schiere di stregoni erano scomparsi e mai più tornati dal loro viaggio, mentre altri avevano deciso coscientemente di cercare la loro fortuna in quei mondi e nessuno seppe mai che cosa trovarono.»

Stregoni meno antichi, risalenti a circa 3.000 anni fa riconobbero tra di loro alcuni che erano dotati di una particolare e potente configurazione energetica: i Nagual.

Stregoni meno antichi, risalenti a circa 3.000 anni fa riconobbero tra di loro alcuni che erano dotati di una particolare e potente configurazione energetica: i Nagual. L’uovo luminoso di un uomo normale è suddiviso in due scomparti, quello di un Nagual invece in quattro. Questa struttura permette di immagazzinare molta energia e di controllare con efficacia non solo il proprio Punto d’unione, ma anche quello di altre persone. Quindi un Nagual è un uomo o una donna che può guidare altri stregoni.

«Sotto la direzione di questi uomini e donne particolari, fiorì nel Messico antico una cultura che non è stata mai veramente compresa dagli storici. Gli stregoni di quel tempo avevano portato le loro tecniche del sognare ad un punto tale di perfezione, che erano in grado, tramite le loro attenzioni del sogno accomunate in un solo sforzo, di proiettare copie di case o di intere città in altre dimensioni, per poi seguire essi stessi e fermarsi a vivere in quei mondi. Sognavano e creavano insieme un nuovo mondo. I templi di Teotihuacan nelle vicinanze di Città del Messico sono un esempio di ciò, e gli archeologi continuano ad interrogarsi sulle dimensioni e sugli scopi di queste costruzioni. La piramide del sole, ad esempio, ha una superficie di base molto più grande di quella dell’opera più monumentale del mondo antico, la famosa piramide egizia di Cheope, ed un altro quesito irrisolto riguarda la cosiddetta strada dei morti, così chiamata perché negli anfratti delle mura di questa cittadella, lunga più di un chilometro, furono trovati resti umani deformati. Improbabile che fossero vittime di combattimenti di guerra, giacché non furono rinvenuti altri indizi, come armi, che potessero supportare questa tesi. E dove poteva essere sparita la popolazione – così, senza lasciare alcuna traccia, a tal punto che gli storici a tutt’oggi non sanno nemmeno quale popolo ci vivesse. Secondo Castaneda Teotihuacan era una città degli antichi stregoni. I sognatori sarebbero stati appostati negli anfratti delle mura per tutta la lunghezza della strada della morte, con il compito di fissare nell’attenzione del sogno l’immagine della piramide della luna posta alla fine della strada.» (1)

Carlos riferisce:

«Ad un certo segnale, tutti fissavano con lo sguardo la piramide per memorizzarne le immagini, prese dalle diverse angolazioni per il Sognare. Alcuni per l’intensità dello sforzo, arsero bruciati dal “fuoco dal profondo”, anche se non completamente, e questo spiega i resti umani, che furono lasciati al loro posto perché si riteneva fossero pervasi da una forza misteriosa. Subito altri sognatori li sostituivano prendendone il posto di volta in volta.Il loro scopo era di arrivare a Sognare insieme la piramide in un altro luogo, e quindi di concretizzarne e mantenerne l’esistenza in quel luogo per decenni o anche più. La città materiale di Teotihuacan e le sue costruzioni erano per essi solo una specie di modello: quella che contava era la versione Sognata della città. Usavano l’immagine della città per renderla immortale nella realtà del Sogno. In questo come anche in altri luoghi – per esempio nello Yucatan – tra l’800 a.C. e l’800 d.C. e in certi casi anche più tardi, le popolazioni di intere città scomparvero in altri mondi, cioè nelle città da loro ricreate nel Sognare.» La scomparsa di questa cultura magica avvenne a causa di successive cruente ondate di invasori stranieri. Ancora oggi in Messico molti stregoni sono i discendenti di quei conqui-statori che dichiarano di seguire la via tolteca, senza però averla compresa nell’essenza e senza avere la capacità di vedere.»

http://www.carloscastaneda.it/

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