Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
La parola Chiaroveggenza deriva dal francese clairvoyance, «visione chiara», e questa dal latino clarus, «chiaro» e videre, «vedere»; a seconda del contesto si può intendere sia alla lettera come percezione di tipo visivo, sia in senso esteso come acquisizione generica di conoscenza; in questo senso esteso è chiamata anche telestesia o metagnomia.
La chiaroveggenza, come termine della parapsicologia, è distinta dalla divinazione poiché in quest'ultima le conoscenze provengono da una fonte soprannaturale come una divinità o un'ente spirituale, mentre nella chiaroveggenza le conoscenze provengono direttamente dalle capacità del sensitivo. Tuttavia questa distinzione non è sempre rispettata: sia nell'uso comune sia nell'uso letterario i termini "chiaroveggenza" e "chiaroveggente" sono talvolta utilizzati anche per pratiche di tipo divinatorio, come la chiromanzia o la cartomanzia; c'è chi addirittura li usa per indicare una spiccata perspicacia di tipo intellettivo, che è però estranea sia alla chiaroveggenza sia alla divinazione.
Dallo studio su diversi soggetti, i parapsicologi hanno potuto legittimare non solo l'effettiva esistenza della chiaroveggenza, ma hanno anche notato come essa si manifesti - più o meno prepotentemente - in molte persone.
Premessa teorica necessaria di tale modalità, ossia della chiaroveggenza tattile:
à la persona ricercata deve essere deceduta, altrimenti, almeno in linea teorica, è sempre possibile presupporre un à contatto telepatico tra la persona scomparsa e il sensitivo.
Molto probanti sono però anche reputati quei casi in cui l’individuo comune sente o ha visione di grandi catastrofi lontane; esempi celebri:
– Il mistico Emanuel Swedenborg - riferisce il perplesso Immanuel Kant (in: Sogni di un visionario) al cospetto di un fenomeno che mal si conciliava con la sua filosofia - trovandosi a Göteborg all’improvviso "vide" e descrisse ai presenti con estrema precisione un incendio che avveniva a Stoccolma, a circa 500 Km di distanza;
– Il fedele segretario e discepolo Johann Peter Eckermann riferisce (in: Colloqui con Goethe) che Wolfgang Goethe, una notte, spinse improvvisamente il proprio letto di ferro su rotelle fino alla finestra, contemplò assorto il cielo e quindi chiamò il proprio cameriere dicendogli che, in quel momento, stava certamente avvenendo da qualche parte un terribile terremoto, evento che in realtà stava purtroppo ed effettivamente interessando - in quel momento e in modo devastante - la lontana città italiana di Messina.
Altre caratterizzazioni fenomeniche della chiaroveggenza:
Soggetti sensitivi, come l’inglese Gladys Osborne Leonard, oppure il polacco Stefan Ossowiecki, reputati capaci di:
- leggere in libri chiusi scelti a caso e in plichi suggellati;
- rabdomanzia come possibile forma di chiaroveggenza, con la classica bacchetta in funzione di semplice "appoggio", ovvero, ritenuta priva di efficacia in sé, tramite la concentrazione su di essa (ottenere uno stato "modificato di coscienza") favorisce l’estrinsecarsi della facoltà paranormale;
- la cosiddetta remote viewing (visione remota): il soggetto sensitivo viene invitato dallo sperimentatore a "recarsi" mentalmente in un preciso punto lontano, anche di un altro continente, e di descrivere quel che reputa di "vedere";
- la cosiddetta diagnosi chiaroveggente, che, per alcuni soggetti sensitivi, può avvenire anche a distanza considerevole; in pratica:
- l’eteroscopia, o visione paranormale degli organi interni del corpo altrui, può combinarsi, o meno, con la percezione paranormale di una malattia.
Oltremodo controversa e fortemente dibattuta per le sue ovvie e delicate implicazioni in campo medico, è pertanto l’ipotetica e anomala possibilità di "cogliere" un evento patologico in atto presso terze persone.
Due principali ipotesi generali avanzate per spiegare il fenomeno della chiaroveggenza:
1) il soggetto in qualche modo "capterebbe" flussi di energia sconosciuta, radiazioni, le quali, partendo dall’oggetto o dall’avvenimento vicino o lontano, ne "disegnano" la forma e le particolarità.
2) il soggetto, per sua iniziativa, riesce a emanare e "dirigere" una propria e non meglio chiarita "facoltà" conoscitiva, che si esercità senza la mediazione dei sensi, verso l’oggetto o l’avvenimento.
Per altri studiosi, invece:
3) il soggetto proietta momentaneamente ed effettivamente, fuori del corpo fisico, una propria componente ("doppio", "corpo eterico",...) in grado anche di viaggiare a velocità enormi nello spazio e venire a conoscenza di avvenimenti lontani.
4) per la modalità della chiaroveggenza tattile, il soggetto sensitivo accede a una quarta dimensione spazio-temporale (continuum spazio-tempo): seguiterebbe in tal caso la cosiddetta "linea mondiale" dell’oggetto induttore per arrivare al punto nel passato in cui è stato in contatto con la persona ricercata, per seguire poi la "linea mondiale" di quella persona fino al presente ed, eventualmente, nel futuro.