L' Ipnosi Regressiva è una tecnica di psicoterapia spirituale che permette di ricercare le cause dei conflitti attuali nel mondo remoto di precedenti vite. In ipnosi il paziente può ritornare indietro nel tempo recuperando la memoria di esistenze pregresse , nelle quali si annidano le radici del suo destino. Secondo la legge del karma , la responsabilità dei problemi del presente è solamente nostra e dipendente dalle azioni passate. Acquisendo coscienza di questo ordinamento causale , di questa normativa esistenziale si comprende il senso educativo della Vita.
L’obiettivo dell'ipnosi regressiva è risolvere un conflitto nucleare, una causa di disagio, mai quello di conoscere o dipanare magicamente tutto il karma del paziente. Il fine è quello di recuperare risorse biologiche e spirituali che permettano al soggetto di amare e di evolvere. L’ipnosi regressiva può trattare l’ansia, il panico, la depressione, i disturbi alimentari , le ossessioni , ma non le psicosi. Se le attitudini del paziente sono buone si ottengono risultati in 10, 15 sedute. A volte una situazione si sblocca in un numero ancora inferiore di incontri. tratto dal sito della SIIR (Società Italiana Ipnosi Regressiva)
La nostra vita o meglio, la nostra anima trasmigra in un altro corpo, riiniziando un altro ciclo della vita. La regressione alle vite precedenti è una forma di ipnosi regressiva che ha avuto un grande sviluppo negli ultimi anni, soprattutto in associazione con la crescita degli approcci “orientali” anche nella nostra cultura. Spesso veniamo dunque colti da questo tipo di richiesta: “Voglio capire chi sono stato in una vita passata!”. Il perchè di questa domanda può essere una semplice curiosità, una motivazione religiosa, la convinzione che attraverso la comprensione del passato (aldifuori della nostra vita) si possa comprendere meglio le problematiche che oggi ci affliggono, oppure semplicemente perchè va di moda così. Le motivazioni individuali che avvicinano le persone all'ipnosi regressiva attraverso le vite precedenti, a mio avviso, non deve essere né interpretato né giudicato dallo psicologo ipnotista. Se la persona crede fermamente che il suo percorso di benessere personale debba passare attraverso questo canale, in qualità di professionisti che lavorano nell'ottica del benessere personale, possiamo mettere a disposizione le nostre tecniche a questo scopo. E' assolutamente importante tuttavia che le spiegazioni di quanto accade in queste sessioni di trance regressiva venga data dal cliente e mai dallo psicologo che non può assumere il ruolo di detentore di una verità, quanto mai insondabile in questo campo. Ciò che si vede nella pratica è che queste esperienze di regressione a vite precedenti sono sempre molto emotive per le persone che le vivono ed è proprio lo sprigionarsi di queste emozioni, contenute dal setting psicologico, che può portare il benessere nel soggetto che le vive, le interpreta e si da una spiegazione ai quesiti che lo opprimevano attraverso questi ricordi.
Un tempo le tecniche ipnotiche regressive venivano anche utilizzate nei processi per raccogliere informazioni dai testimoni circa un dato evento oggetto di indagine. Col tempo si comprese che il ricordo umano è sempre frutto di una integrazione tra evento realmente accaduto, emozioni, pensieri soggettivi, ricostruzioni individuali pertanto è impossibile dire con certezza che ciò che noi ricordiamo corrisponde esattamente a verità assoluta. Le recenti prove sperimentali ci dicono infatti che il nostro cervello non si limita esclusivamente a registrare passivamente eventi ma contribuisce a “costruire” eventi che poi andranno ricordati. Sicuramente i ricordi sono “veri” per la persona che li rievoca e poco importa se corrispondono esattamente alla realtà oggettiva (e qua si potrebbe discutere molto sul concetto di oggettività) perchè la persona li sente reali e come tali li gestisce.
Nonostante le ricerche sulle vite passate siano state affrontate per anni da vari punti di vista, i più discussi sono:
Perchè scegliere un percorso di ipnosi regressiva?
Spesso le persone che chiedono questo tipo di servizio sentono di aver “dimenticato” o di non riuscire ad accedere ad alcune parti importanti della loro storia personale. Ovviamente le persone sentono questi “tasselli mancanti” come fondamentali per la risoluzione di problematiche attuali.C'è una precisazione da fare sempre in questi casi. La nostra mente, il nostro cervello, immagazzina costantemente ricordi e la possibilità che si riesca a rievocarli dipende da numerose variabili. Sicuramente lo stato di trance ipnotica, riattivando condizioni emotive simili a quelle presenti nel momento in cui il ricordo venne registrato, sembra essere un'ottima strada per la rievocazione che spesso non si riesce ad ottenere attraverso un percorso più di tipo cognitivo. Tuttavia esistono alcuni ricordi che, nonostante il raggiugimento dello stato di trance e la corretta applicazione delle tecniche regressive, riescono a tornare alla consapevolezza del soggetto ma rimangono sempre circondati da un alone di confusione. La persona ha sentore che qualcosa sia accaduto, ne intravede i contorni, ma non riesce ad identificare con precisione l'evento. In alcuni casi sono molto chiari gli attimi prima e quelli successivi ma dell'evento principale sembra non rimanere traccia. In realtà, nella nostra memoria la traccia mnesica non è scomparsa ma, grazie a dei meccanismi di protezione, noi non riusciamo a ricordare eventi che il nostro sistema non è in grado di gestire nel momento attuale. Ad esempio, se non siamo pronti emotivamente a rivivere un trauma che presumiamo sia accaduto nel nostro passato, è possibile che questo ricordo non riaffiori neanche con l'ipnosi regressiva, nonostante si sia accompagnati in questo percorso da un professionista qualificato.
l’analisi di testi antichi di varie culture (la maggior parte ne danno conferma come una realtà),
l’analisi storica delle manipolazioni dei testi sacri,
le esperienze inconfutabili con la Pyramidal Memories Transmutation (PMT),
le canalizzazioni (con rivelazioni passate clamorose e fatti presenti confermati di cui la sensitiva o il sensitivo di turno, non poteva conoscere su di me),
messaggi tramite uso della metafonia (con voci comparse misteriosamente),
lo studio di casi di altre persone,
la lettura delle esperienze di addetti ai lavori come il Dr. Brian Weiss.
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...e molto difficile mettere al corrente la persona di qualcosa che non accetta! come si superano questi gap del subconscio? io li vedo come guardiani di soglia atti a tutelare il ponte psichico<br />
che è posto per nostro addestramentno e protezione della personalità cosciente. Sempre ammesso che non si abbia consapevolezza di averne più di una<br />
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Se la persona non può sopportare tale confronto, cosa ponete voi psicologi come soluzione? <br />
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dipende unicamente dalla flessibilità dell' individuo e della sua predisposizione ad accettare il fatto semplice che...non viviamo una sola esistenza.I guardiani, come li definisci tu, nn entrano<br />
in gioco poichè tale rivelazione non condiziona nulla che non sia legata all' evoluzione dell' essere umano. Chi non accetta tutto questo, è solo perchè vive pienamente la propria vita e il<br />
passaggio da un corpo all' altro ha funzionato perfettamente.<br />
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