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Obama vs. Romney: vicini alla scelta americana per il nuovo presidente

Dopo 4 anni, l' America riavrà il suo presidente nuovo o rieletto? Le urne sono aperte da stamane alle 6 del mattino (le 13 in Italia) mentre la prima chiusura è prevista alle ore 19 (l’1 di notte in Italia) in sei Stati, tra cui la Virginia, ovvero uno degli Stati considerati indecisi per eccellenza. Sia in Virginia che in Florida, in caso di distacco inferiore allo 0,5% tra i due candidati si procede automaticamente a un riconteggio dei voti. Un nuovo picco di affluenza alle urne è previsto dopo le 17 locali, ovvero l’orario di chiusura di molti uffici pubblici e privati. La chiamata alle urne degli elettori americani non stabilirà soltanto chi tra Barack Obama e Mitt Romney guiderà il Paese per i prossimi quattro anni. Una lacrima, una sola lacrima, immortalata dai fotografi, è scorsa sul volto di Obama ieri sera in Iowa durante il suo ultimo comizio elettorale. L'emozione l'ha tradito quando ha spiegato l'origine dello slogan "fired up, ready to go!": "Ho sentito questa voce urlare dietro di me ... Ho pensato, sto correndo per la presidenza e dopo qualche minuto mi sono sentito 'acceso', pronto a partire.

 L’esito del voto sarà decisivo anche per stabilire lo schieramento del Senato, ora a maggioranza democratica, che rischia di passare in mano ai repubblicani. Ma tale ipotesi, secondo il New York Times, è sempre meno probabile. Il Senato si compone infatti di 100 seggi, di cui ora 53 sono detenuti da democratici e 47 da repubblicani, e l’esito delle elezioni stabilirà il colore di 33 posti. Ma i candidati repubblicani cruciali per riconquistare la maggioranza al Senato, come spiega il quotidiano newyorkese, sono scesi nei sondaggi nelle ultime settimane, tranquillizzando il partito avversario. Il motivo, secondo gli osservatori, sono le affermazioni troppo conservatrici rilasciate negli ultimi mesi dai rappresentanti repubblicani.  Attesa anche per i risultati del Congresso, con gli americani che votano anche per il rinnovo dell’intera camera dei deputati - attualmente in mano ai repubblicani - e per quello di un terzo del Senato fino ad oggi a maggioranza democratica. Assieme a una valanga di referendum, dalla legalizzazione della marijuana a quella delle nozze gay.

 E mentre in tutto il Paese - dalla East alla West Coast - l’affluenza sembra essere sostenuta, i due candidati seguono gli sviluppi dalle rispettive roccaforti: il presidente americano a Chicago, in Illinois, e il candidato repubblicano a Boston, in Massachusetts, lo Stato di cui è stato governatore. «Sono fiducioso di avere i voti per vincere», si è lasciato andare Obama nel corso di una visita a sorpresa in un piccolo comitato elettorale della sua città, dove militanti e volontari del partito democratico facevano le ultime telefonate sulla base di liste di elettori ancora indecisi. Romney, che in mattinata ha votato a Boston con la moglie Ann, ha invece deciso un ultimo blitz in Pennsylvania e in Ohio, prima di tornare nella sua città e attendere i risultati. E quanto sia spasmodica l’attenzione sul “Buckeye State” lo dimostrano le visite dell’ultim’ora compiute anche dai due vice Joe Biden e Paul Ryan, che all’aeroporto di Cleveland non si sono incrociati per pochi minuti: mentre Biden scendeva dall’Air Force Two, l’aereo di Ryan atterrava.

Romney, che in mattinata ha votato a Boston con la moglie Ann, - Obama aveva votato in anticipo nei giorni scorsi - ha invece deciso un ultimo blitz in Pennsylvania e in Ohio, prima di tornare nella sua città e attendere i risultati. E quanto sia spasmodica l'attenzione sul "Buckeye State" lo dimostrano le visite dell'ultim'ora compiute anche dai due vice Joe Biden e Paul Ryan, che all'aeroporto di Cleveland non si sono incrociati per pochi minuti: mentre Biden scendeva dall'Air Force Two, l'aereo di Ryan atterrava.

L'appello ad andare a votare sembra comunque essere stato accolto alla grande dagli americani. Anche in alcune delle zone colpite dall'uragano Sandy, nonostante i disagi e i seggi soppressi o improvvisati. Mentre spettrale appare Atlantic City, la Las Vegas della costa orientale devastata dall'uragano, con seggi e casinò aperti ma pressochè deserti.
Dopo una campagna elettorale da 6 miliardi di dollari caratterizzata da scivoloni su entrambi i fronti e dalle devastazioni della tempesta Sandy, sarà scelto chi tra Barack Obama e Mitt Romney sara' il 45mo presidente americano.    

 Persino il voto a Dixville Notch, il paesino del New Hampshire che e' tradizionalmente il primo a votare, ha visto un pareggio per 5 a 5. Si vota anche per rinnovare completamente i 435 seggi alla Camera dei Rappresentanti e un terzo dei cento seggi al Senato, e per eleggere i governatori di undici Stati e quelli di due 'territori liberi associati', cioe' Portorico e le Samoa Americane. Inoltre, c'e' da esprimersi su 176 referendum indetti a livello locale.



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