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La Teoria del Multiverso.
In fisica moderna il multiverso è un'ipotesi che postula l'esistenza di universi coesistenti e alternativi al di fuori del nostro spaziotempo, spesso denominati dimensioni parallele; è la possibile conseguenza di alcune teorie scientifiche, specialmente la teoria delle stringhe e quella delle bolle ('inflazione caotica').Il termine fu coniato nel 1895 dallo scrittore e psicologo americano William James. Il concetto di universi paralleli fu in seguito ripreso dallo scrittore statunitense Murray Leinster nel 1934, e in seguito da molti altri, come Jorge Luis Borges, divenendo un classico della fantascienza.Dal punto di vista filosofico, l'ipotesi è antica. Fu posta come pluralità dei mondi simili alla Terra già dagli atomisti greci, e trovò vigore nella scoperta della grandezza dell'universo, che secondo la scienza post-copernicana conterrebbe miliardi di galassie. Un precursore dell'idea moderna di multiverso è il filosofo rinascimentale Giordano Bruno.
Scetticismo della Comunità Scientifica.
L'ipotesi è fonte di disaccordo nella comunità dei fisici ortodossi, che la collocano nella scienza di confine. Alcuni dissentono e affermano che la teoria dovrebbe essere oggetto di appropriati studi scientifici per essere validata. Per costoro la questione è più filosofica che scientifica, ed addirittura dannosa per la fisica teorica. Altri la etichettano come pseudoscienza, essendo una pura speculazione teorica non confermata da dati o evidenze sperimentali e non essendo confermabili sperimentalmente nemmeno le teorie dalle quali deriva.Tuttavia, un nutrito insieme di fisici 'non allineati' prosegue a studiare l'ipotesi dell'esistenza del multiverso.Dal punto di vista accademico il concetto di multiverso fu proposto in modo rigoroso per la prima volta dal fisico Hugh Everett III nel 1957 nell'interpretazione a 'molti mondi' della meccanica quantistica
Spazio Tempo Piatto.
Altre teorie fondano le loro basi sul presupposto che lo spazio-tempo non sia affatto di forma sferica, o 'a ciambella', ma sia piatto. Se lo spazio-tempo si estendesse in piano all'infinito, allora ad un certo punto si verificherebbe un processo di ripetizione, in quanto non possono esistere combinazioni infinite di particelle da poter essere disposte nello spazio e nel tempo.
Quindi spostandoci abbastanza lontano nello spazio-tempo potremmo incontrare un'altra versione di noi; in realtà, infinite versioni di noi. Alcune di esse starebbero facendo esattamente quello che stiamo facendo noi in questo momento; altre indosserebbero abiti diversi, ed altri ancora sarebbero già morti, oppure avrebbero vissuto vite del tutto diverse rispetto alle nostre.
Relazione con i Casi Esaminati.
Alla luce di tale ipotesi, come giudicare casi come quello della signorina Garcia, o dell'uomo di Taured?
Sebbene a prima vista appaiano simili, in realtà rappresentano due variazioni molto sostanziali sul tema dei salti dimensionali. Mentre nel primo caso a compiere il salto dimensionale sarebbe stato il lato incorporeo della protagonista (la sua mente, la sua coscienza), la dinamica degli eventi che avrebbero coinvolto il sedicente uomo di Taured suggerisce un salto dimensionale 'integrale' che avrebbe coinvolto sia il corpo che la mente del soggetto.Nel caso 'Garcia' l'esperienza potrebbe essere spiegata con l'esistenza di una componente incorporea che sia comune ad ogni versione della stessa persona 'replicata' nei numerosi universi paralleli. Come un gigantesco dado multi-sfaccettato che operi indipendentemente in relazione alle varie 'repliche' della stessa persona. In tal caso basterebbe che per una qualche ragione il 'dado' compia un piccolo 'slittamento di posizione' affinché le varie facce cessino di combaciare alle rispettive manifestazioni fisiche per andare ad abbinarsi alle manifestazioni esistenti nella realtà parallela più attigua.
Teoricamente simili micro-variazioni potrebbero essere all'ordine del giorno per chiunque, ma essere avvertite molto raramente, ed in questi casi essere assimilate ad esperienze note, razionalizzate e normalizzate in funzione delle proprie convinzioni. Alcune di quelle che etichettiamo come 'dimenticanze' - ad esempio - potrebbero avere a che fare con dette micro-variazioni. Lo 'slittamento' passerebbe inosservato nella maggior parte dei casi, eccetto quando un dettaglio su cui avevamo focalizzato la nostra attenzione rientri nel limitato insieme delle variazioni causate dallo 'slittamento.'
Ma cosa accadrebbe le rare volte in cui per qualsiasi motivo un simile 'slittamento' compiesse un movimento più ampio del normale? A seconda che la variazione abbia modificato elementi oggettivi oppure soggettivi della realtà, potremmo percepire la cosa come una repentina ed inspiegabile mutazione dell'ambiente che ci circonda (variazioni oggettive), oppure accadrebbe ciò che afferma di aver sperimentando la Garcia (variazioni soggettive). E per una sorta di 'effetto domino' ogni manifestazione fisica di quella stessa persona in ognuno degli universi paralleli in cui fosse vivente, si troverebbe a sperimentare un'esperienza analoga. Anche le sensazioni del 'deja vu' e del 'jamais vu' troverebbero una semplice spiegazione se esaminate alla luce dell'ipotesi appena illustrata. Così come le esperienze di 'vita parallela' che sperimentiamo durante i sogni.Nel caso dell'uomo di Taured, invece, ci troviamo di fronte ad un personaggio trasportato fisicamente, di peso, da una dimensione all'altra, compresi i documenti e tutto ciò che aveva indosso. L'esperienza qui potrebbe spiegarsi con l'esistenza dei cosiddetti 'portali dimensionali' o 'stargate', figure teoriche arcinote in quanto elementi narrativi di molte storie di occultismo e fantascienza.
In campo scientifico l'esistenza degli stargate è ancora tutta da dimostrare. La scienza ortodossa sta iniziando a prendere in considerazione la possibilità che esistano stargate al'interno di una stessa dimensione, come delle 'autostrade cosmiche' le quali consentirebbero di coprire la distanza tra due lontani punti nel cosmo a velocità molto elevate.Nell'ambito della scienza di confine, lo storico e ricercatore scientifico Nassim Haramein, filosofo e leader del Progetto di Risonanza, noto per la sua Teoria della Grande Unificazione di Campo, asserisce che le macchie solari sarebbero in realtà piccoli buchi neri di durata variabile, corrispondenti a 'finestre' spazio temporali, delle sorte di stargate mediante cui si potrebbe viaggiare attraverso mondi e dimensioni sconosciuti all’uomo.
L'occultismo non lesina riferimenti più o meno velati all'apertura di portali dimensionali ottenuta mediante la pratica di rituali e magia. Ecco un piccolo estratto da un articolo su Aleister Crowley.
"Tramite le “chiamate Enochiane” il Dr. John Dee ed il suo 'scrutatore', Edward Kelly, ebbero, più di un secolo prima, i loro strani incontri con quelli che definirono 'piccoli uomini', che si muovevano all'interno di 'una piccola nuvola fiammeggiante.'
Il favorevole risultato magico ottenuto da Crowley in questa operazione lascia pensare che, con la magia rituale, egli aprì intenzionalmente un portale di ingresso che permise alle entità LAM, come ad altre entità, un accesso al piano della Terra."
Mondo Virtuale.
Uno dei dibattiti più accesi ed interessanti inerenti il mondo della fisica riguarda il ruolo della matematica nella nostra realtà. In parole povere si discute se la matematica sia solo un prodotto della logica umana, utilizzato come qualsiasi strumento utile a descrivere l'universo, o se al contrario la realtà che percepiamo sia fatta di matematica, e le nostre osservazioni dell'universo siano solo immagini imperfette della sua vera natura, alla quale ci approcciamo attraverso la captazione delle sue emanazioni (frequenze) che poi il nostro strumento di decodificazione trasforma nella realtà come la percepiamo. Se questa teoria, di cui abbiamo discusso in questo post, fosse corretta, allora secondo i principi della meccanica quantistica sarebbe ipotizzabile che la particolare struttura matematica che crea il nostro universo non debba necessariamente essere l'unica opzione, e che potrebbero coesistere tanti universi paralleli quante sono le strutture matematiche capaci di dare vita ad un universo.
Multiverso e 'Perfetto Accordo' del Cosmo.
Per concludere questo excursus, notiamo come l’esistenza di universi paralleli potrebbe costituire una possibile spiegazione del misterioso fine-tuning ('perfetto accordo') cosmologico che ha consentito la nascita della vita. Il nostro universo presenta infatti alcune costanti di natura che sono perfettamente accordate per consentire l’esistenza della vita, una cui anche infinitesimale variazione l’avrebbe resa impossibile. Alcuni scienziati suppongono perciò che esistano innumerevoli universi governati da leggi fisiche diverse, e che solo una minima percentuale di essi (tra cui il nostro) sia in grado di ospitare esseri viventi.
In alternativa agli universi paralleli altre spiegazioni in merito al fenomeno del 'perfetto accordo' sono la coincidenza fortuita o il progetto intelligente (creazione).
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