Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.
Nulla è stato fatto dal Sommo Creatore senza un fine (E. Swedenborg)
Emanuel Swedenborg (1688-1772) è uno scienziato e mistico svedese. Nacque a Stoccolma, terzo figlio di un vescovo luterano, Jesper Swedberg. Nella prima parte della sua vita, Swedenborg percorse una carriera prolifica come scienziato ed inventore: si occupò di chimica, anatomia, matematica, mineralogia, zoologia, astronomia, filosofia… e si diceva che conoscesse ben undici lingue. Tra le sue opere di questo periodo si può ricordare Opera philosophica et mineralia (1734), una monografia sui metalli. All'età di 56 anni cominciò la fase spirituale della sua vita: ebbe l'esperienza dei primi sogni e di successive visioni di un mondo ultraterreno, in cui riteneva di comunicare con gli Angeli e gli spiriti, tra i quali molti personaggi della Bibbia, come Mosè e Gesù. Da quel momento si dedicò alla teologia. Il mistico rivelò che le anime guidarono la sua interpretazione delle Sacre Scritture e sostenne di essere uno dei pochi uomini in grado di dialogare con gli spiriti e con le creature celesti del Paradiso.
Swedenborg compose più di 50 libri, la maggior parte in latino. Tra i suoi testi di argomento spirituale, si possono citare Regnum Animale (1744-1745) dove l'autore esaminò i misteri dell'anima; De Cultu et Amore Dei (1745, Sulla Devozione e l'Amore per Dio), Vera christiana religio, nonché la monumentale opera Arcana Caelestia (1749-1756), ossia un commentario al libro della Genesi.
Attualmente è possibile leggere in italiano solo il trattato "Cielo ed Inferno" e "Conversazione con gli Angeli", oltre a qualche estratto di alcune altre opere. [1]
In questo breve studio, vorrei soffermarmi non sulle concezioni bibliche, teologiche, escatologiche di questo uomo enciclopedico: infatti la filosofia di Swedenborg è conosciuta e riconducibile, in linea di massima, ad una forma di Cristianesimo incentrata sulla dottrina delle corrispondenze tra mondo spirituale e mondo naturale. Desidererei, invece, riflettere su tre accenni alla vita extraterrestre disseminati nel testo Cielo e inferno, cercando di correlare queste note ad alcuni scenari dell'Ufologia. Preciso che il taglio di questa modesta ricerca non vuole essere irriguardoso né tanto meno blasfemo, nel momento in cui considero la possibile valenza ufologica del primo passo desunto dal libro dedicato al Cielo: si tratta soltanto di una lettura suscettibile di essere contraddetta e falsificata.
Le altre due glosse, invece, sono riferite dall'autore esplicitamente a popoli delle stelle, come brevissimi excursus nell'ambito di una trattazione sull'ineffabile Armonia che permea il Paradiso e sulle creature che lo abitano. Nel paragrafo 118 del Libro I, il veggente così si esprime: "Mi è stato detto dagli Angeli che il Signore appare nel Cielo come sole... Il Signore appare come sole non in cielo, ma in alto, al di sopra dei cieli; non sopra la testa o allo zenith, ma davanti al volto degli angeli ad un'altezza media tra lo zenith e l'orizzonte. Appare in due punti diversi: davanti all'occhio destro, come un sole di fuoco simile al fuoco del sole del mondo e di una grandezza analoga; appare davanti all'occhio sinistro come luna, di un chiarore simile a quello della luna della nostra terra, ma più brillante e di una grandezza simile; questa luna, però, appare contornata di parecchie piccole lune, tutte luminose e risplendenti. Il Signore appare in queste due forme in quanto si manifesta a seconda della ricezione che ciascuno ha di lui e cioè a seconda che lo si percepisca per il bene dell'amore o per il bene della fede. Appare come un sole di fuoco a chi lo percepisce con l'amore, come una luna bianca e lucente a chi lo percepisce con la fede."[2]
L'excerptum riportato, di primo acchito, là dove sono descritti il sole sfavillante e soprattutto la luna attorniata di piccole lune, evoca analoghe raffigurazioni dell'Antico e del Nuovo Testamento, interpretate da alcuni studiosi in chiave clipeologica, ossia come indizio della visita di esseri extraterrestri sul nostro pianeta in tempi lontani, esseri le cui astronavi furono paragonate ora a soli splendenti, a meteore, a radiosi corpi celesti, ora a scudi, a carri, a travi infuocati. [3]La rappresentazione ricorda pure i cosiddetti fenomeni solari collegati alle epifanie “mariane”: infatti, in occasione di alcune di queste visioni, considerate erroneamente soprannaturali, sono stati osservati oggetti luminosi ed iridescenti, circolari o discoidali, che compivano evoluzioni nel firmamento. Sembra quasi che Swedenborg dipinga degli U.F.O. sfolgoranti, simili a quelli avvistati da numerosissimi testimoni nel periodo intercorso tra il 1947 ed oggi, ma anche prima, sebbene meno frequentemente, durante i vari periodi storici, dalla preistoria in poi. [4]