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Asimov scelse l'aggettivo positronico per questo dispositivo, perché nel 1928 il fisico Paul Dirac postulò l'esistenza dell'omonima particella, e nel 1938 il positrone fu effettivamente osservato sperimentalmente. I primi racconti sui robot positronici risalgono agli anni 1939-1940, perciò Asimov scelse l'aggettivo "positronico" semplicemente perché trovava il nome esotico e adatto ad un racconto di fantascienza, al posto del più consono "cervello elettronico".
In effetti i positroni, essendo delle anti-particelle, non potrebbero esistere in un universo come il nostro fatto di elettroni, poiché le due particelle opposte si annichilirebbero in una frazione di secondo distruggendo la materia. Nella visione di Asimov, l'annullamento delle due particelle opposte - che per conseguenza produce energia - avrebbe dovuto portare i lettori ad immaginare una sorta di scintilla assimilabile a quella che nel pensiero umano si verifica nei neuroni. La lega di platino-iridio è stata scelta perché questi due elementi sono ritenuti metalli particolarmente inerti, che hanno scarsa probabilità di subire mutamenti chimici.
Il cervello positronico è un globo spugnoso di una lega di platino-iridio, ed è stato inventato da Lawrence Robertson, fondatore della U.S. Robots and Mechanical Men Corporation, inizialmente unica azienda del mondo capace di costruirne (con regolare brevetto) esemplari funzionanti. Il loro software che permetteva l'intelligenza artificiale, ha come capisaldi quelle che Asimov chiamò le Tre leggi della robotica. Questo dispositivo può essere distrutto con facilità dall'esposizione ai raggi gamma. Data la complicatezza con cui il cervello funziona, spesso nemmeno i programmatori alla fine sanno con precisione cosa uscirà fuori dal loro lavoro, e per questo la U.S. Robots, si affida a persone qualificate e di fiducia per collaudare i loro prototipi freschi di fabbricazione.
Inoltre, per costruire un cervello positronico (nel 2021 A.D.), ci volevano circa 75000 operazioni diverse, e dato che esse dipendevano da un certo numero di fattori variabili che andavano da 5 a 105 (processo che venne però ampiamente migliorato e raffinato negli anni seguenti), era sempre in dubbio il risultato finale. Addirittura una volta, a causa di questa incognita, venne costruito per errore, un robot con cervello in grado di leggere i pensieri.
Applicando invece un modello di geometria frattale agli schemi del dispositivo, si può permettere ad un robot di sognare, e di far conoscere i veri desideri del suo subconscio.Un cervello positronico poi, non deve per forza finire in un robot per essere utile; infatti, se costituisce il centro di elaborazione principale di un computer, può fungere da super calcolatore. Ed è questo quello che hanno fatto alla U.S. Robots: il cosiddetto Cervello, supercomputer dalla personalità di un bambino piccolo, è in grado di effettuare miliardi e miliardi di calcoli al secondo (è grazie anche a lui che è stato inventato il motore iper-atomico per rendere possibili i viaggi interstellari). La naturale evoluzione di questo progetto, furono le Macchine, computer anch'essi positronici, che al tempo della Federazione terrestre, governavano l'economia globale.
http://it.wikipedia.org/wiki/Cervello_positronico