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Paranormale, ufologia, notizie incredibili e segrete. Anche notizie semplici ed importanti.

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Radiazioni di Fukushima: oceano Pacifico contaminato e Usa in corsa per le pillole antiradiazioni

 Vi mostriamo il video relativo all’espansione delle radiazioni, le quali hanno raggiunto luoghi lontanissimi dal punto di fuoriuscita. La sequenza verrà mostrata con dei pallini di vario colore che servono a mostrare le zone più attive e quelle meno colpite. I colori variano su una scala da 1 a 10 con i colori rosso, arancione, giallo, ciano, verde, blu, violetto e magenta.


Dopo gli attacchi terroristici dello scorso 11 settembre, quando sono ormai trascorsi 12 mesi, negli Stati Uniti l'economia più florida sembra essere quella della paura. 
Preoccupati dalla minaccia radioattiva di una «bomba sporca», dalle infezioni batteriologiche in arrivo via posta come quelle delle lettere all'antrace oltre che dai tanti allarmi e dagli inviti ad essere circospetti da parte dell'amministrazione Bush, i cittadini statunitensi sono corsi ad attrezzarsi per garantire alle proprie famiglie il maggior numero possibile di strumenti di difesa.

 

Le balle su Fukushima. La mappa del Noaa non riguarda la radioattività

 

Alcuni dei produttori Usa di pastiglie di ioduro di potassio, che aiutano la tiroide a combattere gli effetti delle radiazioni, stanno per restare senza scorte a causa dell’alta richiesta del prodotto.

La Ambex, uno dei principali fornitori, ha esaurito in pochissimo tempo le sue scorte di confezioni da 14 pastiglie messe in vendita, col nome Iosat, al costo di dieci dollari. ”Stiamo ricevendo tre ordini al minuto per le pastiglie Iosat – ha detto un portavoce della compagnia – di solito la richiesta è di tre confezioni alla settimana. Alcune delle persone che chiamano sono veramente terrorizzate”.



PILLOLE ANTIRADIAZIONI E SCAFANDRI COMPLETI - Così, grazie all'immenso «bazar» costituito da Internet, fioccano le richieste delle «nuke-pills» (le pillole nate per limitare i rischi alla tiroide creati da esposizioni a agenti radioattivi dopo le fuoriuscite nucleari avvenute a Chernobyl), dicontatori-geyger per misurare il tasso di radioattività presente nell'aria, di maschere antigas e di «scafandri completi» per la protezione del corpo in caso di nubi radioattive e batteriologiche. 
Un mercato su cui gli analisti non possiedono cifre precise, la maggior parte degli acquisti infatti avviene online sui siti più disparati, ma che le stesse autorità di controllo come la Security and Exchange Commission (la Consob americana), ritengono in crescita esponenziale. 

I PREZZI NON SONO CONTENUTI - I prezzi di questi prodotti «salvavita» non sono contenuti. Per le pillole «anti radiazioni», la tariffa del sito «Nukepills.com», parla di 9,95 dollari per una confezione da 14 pezzi: cifra non esagerata, ma nemmeno bassa, considerato il fatto che l'efficacia del rimedio è pressoché nulla (riguarda solo la tiroide) in caso di scoppio di un ordigno radioattivo.
Per un «identificatore di radiazioni», come «Reditect», tra i più venduti il prezzo è di 149 dollari, mentre per quanto riguarda le maschere anti-gas, nel listino del leader del mercato su web «Gasmask.com» i prezzi variano dai 500 dollari delle maschere più sofisticate ai 129 dollari della versione 
base. 
Quanto agli scafandri, le cifre, comunicate da «Protectivesuit.com» toccano addirittura i 1.400 dollari. Prezzi che non hanno però scoraggiato i compratori: su «Nukepills.com», dallo scorso 11 settembre, le ordinazioni 
superano abbondantemente le 1.000 al mese
 (con un aumento previsto per questi giorni vicini all'anniversario), le maschere antigas hanno fatto registrare, solo per quel che riguarda «Gasmask.com», vendite superiori alle 10.000 unità mentre alla «Protectivesuits.com», le richieste per tute e scafandri stanno piovendo ininterrotte da settembre con risultati, secondo i 
vertici dell'aziena, oltre ogni previsione.

RISCHIO DI TRUFFE - Sull'economia della paura sta sorvegliando anche la Sec, l'authority di controllo della Borsa: il giro di danaro raggiunto dal settore è infatti estremamente consistente e, forte è il rischio che persone prive di scrupoli entrino sul mercato virtuale vendendo rimedi inefficaci e vere proprie 
«patacche».
Anche se, come riportato in una intervista di Usa Today a un compratore di «nuke-pills», il mercato non conoscerebbe comunque flessioni: l'acquisto di questi prodotti genera, soprattutto un effetto placebo, dato dalla tranquillità di avere a casa qualcosa da prendere in casi di emergenza. Una sorta di polizza per la serenità.

Non c'è allarme nucleare in Italia

L'uso di farmaci contenenti ioduro di potassio «deve iniziare soltanto quando c'è una precisa raccomandazione di sanità pubblica per farlo. Non è il caso dell'Italia», lo spiega il ministero della Salute nel focus dedicato all'emergenza nucleare in Giappone all'interno dell'area per le risposte alle domande più frequenti presente nel sito internet. Tali farmaci vengono somministrati, in caso di incidente in una centrale nucleare, con l'obiettivo di saturare la tiroide e prevenire l'incorporazione nella ghiandola di iodio radioattivo, spiega il ministero. Se la somministrazione avviene prima o immediatamente dopo l'esposizione, si può ridurre il rischio di cancro alla tiroide a distanza di tempo. «Le compresse di ioduro di potassio non sono antidoti contro le radiazioni» prosegue la spiegazione del ministero «non proteggono contro l'irraggiamento (radiazione) esterno o contro altre sostanze radioattive oltre allo iodio. Possono anche provocare complicazioni mediche in alcuni individui, come ad esempio, nelle persone con insufficienza renale anche di moderata entità». Un capito a parte sono, poi, le donne in gravidanza: «dovrebbero assumere le compresse di ioduro di potassio solo se istruite in tale senso dalle autorità competenti, in quanto la tiroide di una donna incinta accumula iodio radioattivo con maggiore avidità rispetto ad altri soggetti adulti e poiché anche la tiroide del feto viene a essere bloccata quando lo ioduro di potassio viene somministrato alla madre».

Rischi on line per la salute e per il portafoglio

C'è quindi un invito a non generare panico e allarmismi inutili e dannosi, anche se l'Italia non è un caso isolato, come spiega Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani: «In Francia, la Farmacia centrale delle Forze armate ha ricevuto centinaia di richieste per preparati a base di iodio, ma anche lì le autorità sanitarie preposte alla radioprotezione hanno ribadito che questi medicinali, nella situazione europea, sono inutili e caso mai dannosi anche per chi fosse di ritorno dal Giappone. Come farmacisti, inoltre, mettiamo in guardia i cittadini dal cercare di procurarsi questi o altri farmaci attraverso l'e-commerce, come accadde per gli antivirali ai tempi della pandemia influenzale». Il rischio, infatti, oltre che per la propria salute, c'è anche per il portafoglio, perché è molto probabile essere truffati, o di pagare cifre molto superiori al valore di mercato del farmaco, e ci si espone al rischio del contatto con farmaci contraffatti. «Alla luce della situazione attuale è bene mantenere la calma e, come sempre, rivolgersi al medico e al farmacista prima di assumere qualsiasi medicinale» conclude Mandelli.

Rischio nucleare, rischi e misure anti-radiazioni

 Le pillole di iodio 131 che il governo giapponese ha distribuito ai residenti nelle zone delle centrali nucleari rappresentano l'unico antidoto attualmente disponibile in grandi quantità nei casi di emergenza. ''La contaminazione da radiazioni - ha spiegato il professor Paolo Vitti dell'Istituto di Medicina Nucleare di Pisa - avviene principalmente in due modi, per irradiazione diretta o per ingestione di cibi contaminati. Le pillole di iodio 'stabile' servono a saturare la tiroide impedendo che venga contaminata dallo iodio 'instabile' che danneggia la cellula a livello di Dna facilitando così l'insorgenza di tumori''. Anche il Cesio 137 e lo Stronzio 89 si depositano nei cibi, ma hanno dei tempi molto più lunghi. Di solito portano a leucemie e a neoplasie diffuse in tutto il corpo. In particolare lo Iodio 131 viene assorbito dalla tiroide e ha una emivita di una settimana. Per questo motivo si somministrano pasticche di iodio 'freddo' per prevenire l'accumulo di quello 'esterno' detto 'caldo' nell'organo e facilitare l'eliminazione per via urinaria. Il Cesio 137 è un elemento poco mobile, non si disperde facilmente nell'ambiente ma vi si deposita e per questo può entrare nel ciclo alimentare (erba, animali e latte) e si accumula nelle ossa. Ha una emivita di circa 30 anni. Lo stronzio 90 al contrario è molto mobile nell'ambiente ed è solubile nell'acqua; si disperde facilmente e si trova anche a grandi distanze dal luogo dell'incidente; assunto con acqua e prodotti della pesca si accumula nelle ossa. ''Ai tempi di Chernobyl, aggiunge Vitti, in Polonia fecero in tempo a mettere in atto una distribuzione preventiva di iodio e questo ridusse significativamente il numero dei tumori rispetto alla vicina Ucraina''. La carenza o meno di iodio è un fattore chiave nella diffusione di questi tumori.

fukushima

Oggi, la situazione che si è instaurata è stata di forte emergenza e la Tepco solo in questi giorni sta dichiarando di nuovi importanti fuoriuscite.La notizia della contaminazione delle acque dell’oceano è arrivata insieme a quella della morte dell’ex capo della centrale nucleare di Fukushima, Masao Yoshida, 58 anni. Yoshida rimase al suo posto per cercare di domare i reattori in fuga dopo lo tsunami del 2011.  L’uomo era stato colpito dal cancro.“L’industria nucleare giapponese non è chiaramente in grado di gestire le conseguenze del disastro di Fukushima.

Le sostanze radioattive Stanno inglobando la quasi totalità dell’Oceano Pacifico. La maggior parte del pesce importato arriva proprio dall' oceano Pacifico.

 

Noaa

 

 

 

 

 


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