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Un fantomatico aereo spia americano, il TR-3B, sarebbe stato concepito nel tentativo di ottenere un congegno atto a navigare tanto nello spazio, che nell’atmosfera. Progettato per avere requisiti assai sorprendenti, addirittura prossimi alle astronavi extra-terrestri, consta di un triangolo volante di grandi dimensioni (corrispondenti a quasi 100 metri di apertura alare), mosso da un sistema high tech (alta tecnologia). Sotto l’egida del fantomatico "Progetto Aurora" (attacco con sistemi di propulsione non convenzionali = attacco invisibile in qualsiasi punto della terra, con base di operazioni in Norvegia) non si nasconderebbe un ennesimo caccia Stealth come l’F-117, ma addirittura di una "Astronave Madre" sostenuta (ovvero non propulsa) da un sistema capace di alterare la gravità. Al centro del TR-3B infatti troverebbe alloggio un acceleratore circolare (con 7 metri di raggio) al plasma, capace di raggiungere almeno 50.000 giri al minuto. Al suo interno verrebbe iniettato del plasma a base di mercurio rosso, riscaldato a 150 gradi Kelvin e pressurizzato a 250.000 e più atmosfere, che così stimolato provocherebbe anomalie gravitazionali nelle sue immediate vicinanze. Tale meccanismo, denominato MFD (ossia "Magnetic Field Distruptor", interruttore di campo magnetico), non creerebbe una vera e propria antigravità, piuttosto una diminuzione dell’efficacia dell’attrazione gravitazionale della Terra sulla massa degli oggetti più vicini, che verrebbe ridotta del 99% circa. Con un peso così ridotto, manovrabilità e velocità del velivolo sarebbero altissime. Il TR-3B verrebbe però solo sollevato dal sistema MFD, mentre a dare propulsione provvederebbero tre ugelli di scarico, posti uno su ogni angolo, alimentati da un composto di idrogeno (o metano) ed ossigeno. Il reattore riscalderebbe l’idrogeno liquido, iniettando poi l’ossigeno liquido nell’ugello supersonico, in modo che entrambi vengano combusti contemporaneamente nei postbruciatori.

Tali informazioni sono state diffuse da Edgard Fouch (Cfr. i suoi tre articoli su UFO Network nn. 8/9/10), che oltre aver lavorato per anni quale esperto di avionica per l’Aeronautica USA, ha parlato con molti addetti allo sviluppo di tali mezzi, le cui competenza e credenziali sarebbero documentabili. Infatti tali aviomezzi esisterebbero davvero e sarebbero perfino operativi da tempo, per impieghi ovviamente per lo più militari.

 

 

UN COMPUTER VIVENTE

 

Se analisi di laboratorio confermassero le dichiarazioni di Michael Wolf, Philip Corso e Kewper (solo per citare alcune delle nostre fonti di informazioni) risulterebbe che i dischi volanti, ammesso che siano di provenienza extraterrestre, sarebbero composti quasi interamente da silicio, materiale altamente conduttivo e atto tanto a contenere informazioni che ad elaborarle. Secondo Kewper, (Cfr. articoli di Linda Moulton Howe su Dossier Alieni nn. 16/17) ex insider dell’intelligence, gli UFO da lui visti nell’Area 51 sarebbero stati una specie di enorme circuito elettronico, di cui il pilota formava la parte centrale, senza la quale l’insieme non poteva funzionare. Attualmente sulla Terra utilizziamo il silicio per costruire le CPU (o unità centrali di calcolo) dei microchip dei computer, per via della sua alta conduttività, ma non abbiamo mai pensato di costruire un velivolo con questo materiale. Le capacità di calcolo di tale mezzo sarebbero impressionanti, e, al contrario di quello mostrato da tanti film di fantascienza, un "guasto al computer di bordo" sarebbe alquanto improbabile. Infatti il computer sarebbe composto dall’intera astronave, e se questo sistema informatico non fosse centralizzato (cosa probabile), finché ne esiste anche un solo pezzo sano e operativo che possa dare i dati e calcolarli, il disco volante avrebbe un suo elaboratore attivo ed efficiente.

Il concetto di partenza è che esiste una concatenazione tra campo magnetico terrestre e campo di un corpo in movimento come un disco. Nella terra ci sono delle zone dove se un corpo ha delle caratteristiche X allora "rimbalza" ( si eleva guidato da forze +g), ma solo in quello strato di terra e in quelle condizioni. Partendo da tale presupposto e considerando le contriti, meteoriti che all'interno hanno pezzi di cristallo fusi nel metallo. Il dispositivo: una sfera. Potremmo simulare col programma vrlm DI SIMULAZIONE e vedere i nodi del campo magnetico dentro questa palla un po' arlecchina di metallo e di cristalli in cui all'interno abbiamo densità differenti di cristalli. Esempio: che densità dovrebbe avere il cristallo che più si avvicina alle contridi? Occorre poi trovare le caratteristiche ottiche e magnetiche più simili alle contridi.

Il secondo obiettivo è quello di assemblare la palla con altre, in modo da ottenere una corona in cui all'interno e all'esterno vi siano dei sensori di campo magnetico.... (Superconducting Quantum Interference Device). Per guidare la direzione del sistema propulsivo occorre sviluppare il principio per cui le meteoriti si muovono accelerandosi e decelerando in base alle condizioni al controno  e quidi dei campi magnetici in cui si trovano immersi. La forza che dovrebbe spingere il dispositivo è una forza di risonanza interna dei cristalli.(tratto da http://www.antigravity.it/triangolovolante.htm -)

[Foto: TR-3B]

questa e' una delle immagini che sono state divulgate all'inizio di questo ipotetico mezzo particolare.

qui potrete trovare filmati amatoriali da non confondere con altri fake...

http://www.youtube.com/watch?v=OXsZRc-cdGw&NR=1

 

 

Miniatura Miniatura

 

numerosissimi avvistamenti di questo particolare ormai sono all'ordine del giorno,specialmente in america,dove ovviamente,si sospetta che sia stato costruito con l'aiuto di una tecnologia non umana.vero?falso?

ormai la realta' parla chiaro.

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