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25 agosto 2014 1 25 /08 /agosto /2014 20:51

Possiamo affermare con certezza che la natura, specie quella della fauna marina, riesce a creare una sorta di mostri  ai nostri occhi: ecco le foto più orribili di questi esemplari marini:

Mostri marini, i più brutti

 

Mostri marini, i più brutti

 

Mostri marini, i più brutti

 

Mostri marini

 

Mostri marini

 

 

 

 

 

 

 

 

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29 giugno 2014 7 29 /06 /giugno /2014 20:51

Il mistero dello Yeti Marino

Il granchio yeti (Kiwa hirsuta) è una specie di crostaceo scoperta qualche anno fa nell’oceano Pacifico meridionale, poco distante dall’Isola di Pasqua. A compiere questo sorprendente ritrovamento è stato un gruppo di ricercatori capitanati da R. Vrjenhoek e M. Segonzac a bordo del sottomarino “Alvin”

Il test sul DNA, condotto “dall’Istituto francese per l’Esplorazione del mare”, ha evidenziato l’eccezionale importanza di questa scoperta. Si tratta, infatti, di un crostaceo appartenente ad una nuova famiglia e ad un nuovo genere, mai conosciuti prima d’ora.

Il nome “Kiwa”, ricorda una dea della mitologia polinesiana, mentre quello attribuito alla specie, “hirsuta”, si riferisce probabilmente alle setole presenti sulle sue chele.

Di colore bianco, il granchio yeti vive ad una profondità di circa 2.200 metri in prossimità di sorgenti idrotermali oceaniche, sulle quali possono essere presenti centinaia di esemplari che proliferano grazie ad un particolare rapporto simbiotico con alcuni batteri.

I filamenti setosi presenti sulle chele e in vicinanza della bocca, ospitano colonie di bacilli capaci di estrarre energia dai gas inorganici emessi dalle fonti idrotermali. Questi microrganismi, filtrati dalle setole del crostaceo, diventano il nutrimento necessario per la sua sopravvivenza.

Lo yeti marino, in realtà, è in grado di procurarsi anche qualche pasto più luculliano: M. Segonzac lo ha osservato combattere con due granchi per assicurarsi un pezzo di gustosissimo gamberetto.

A metà tra un granchio e un’aragosta, la Kiwa hirsuta è completamente cieca e riesce ad orientarsi servendosi solamente dei sensori presenti nelle setole poste sulle sue chele.

30 gennaio 2014

Federico Falsetto

 

http://www.noelife.it/dettaglio-articolo/1233/il-mistero-dello-yeti-marino.php

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21 giugno 2014 6 21 /06 /giugno /2014 22:16

E’ uno squalo gigantesco, lungo ben quattro metri, quello pescato per la prima volta in Giappone, un animale alieno come testimonia il video

 

Ha una bocca enorme lo squalo alieno pescato in Giappone. Un esemplare lungo quattro metri e dalla conformazione fisica decisamente particolare, con una bocca molto più grande di quella degli squali comuni, tanto che è già stato soprannominato lo squalo alieno. E’ la prima volta che questo tipo di squali viene pescato in Giappone e la notizia ha generato molto stupore. In un video viene mostrato lo squalo pescato: questo tipo di squalo, un molosso, vive solitamente a 800 metri di profondità nelle acque marine.

A differenza degli altri squali, pur appartenendo alla stessa famiglia, non si nutre di pesci bensì di plancton e gamberi e le sue carni sono commestibili. Solitamente è molto difficile avvistarlo e ancor più raro pescarlo poichè sale in superficie solo di notte per cercare cibo. Per la sua forma particolare, inconsueta e anche abbastanza spaventosa è stato definito uno squalo alieno. Nel video diffuso in rete delle fasi immediatamente successive alla pesca del molosso, si può osservare lo squalo da vicino e si nota la bocca di grandi dimensioni e l’enormità del pesce, che supera i quattro metri di lunghezza. Lo squalo viene pescato per consumo umano e recentemente The Discovery Channel lo ha definito un animale alieno.

Squalo molosso in Giappone

http://gossip.libero.it/focus/29030107/squalo-alieno-gigante-video-dello-spaventoso-esemplare-pescato-in/squalo-giappone/?type=

 

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17 giugno 2014 2 17 /06 /giugno /2014 21:51

Crab Sculpture with Child on Beach

Apparentemente la forma molto curiosa, attirerebbe nel pensarlo come una specie aliena, pronta a saltare contro ignare e curiose  vittime. I granchi a ferro di cavallo sono gli unici sopravvissuti ad una specie di animali che prosperava 300 milioni di anni fa. Anche se sono chiamati “granchi”, appartengono al subphulum Chelicerato, un subphylum degli Artropodi al quale appartengono anche gli Aracnidi. Vivono in acque basse al largo delle coste del Nord America e del Sud-est asiatico, sono più facili da incontrare in primavera quando escono dal mare per accoppiarsi e deporre le uova.

Questi aracnidi hanno la testa fusa col torace, il cosiddetto “cefalotorace”, quest’ultimo è ricoperto da una resistente conchiglia a forma di ferro di cavallo e reca sei paia di appendici: 1 paio di cheliceri, 1 paio di palpi e 4 paia di arti locomotori. L’addome presenta una lunga coda simile a una spina e 5 paia di branchie a forma di foglia. Questi animali hanno un paio di occhi semplici davanti e un paio di occhi composti su ciascun lato. Il sangue è quasi incolore ma contatto con l’acqua diventa blu  dovuta all’ossidazione dell’emocianina. 

Le 4 specie viventi di granchi a ferro di cavallo appartengono tutti alla famiglia Limulidae. Sono di colore marrone e possono raggiungere una lunghezza di 60 cm. I maschi dei limuli si differenziano dalle femmine per la loro dimensione inferiore del 20% ed i loro pedipaldi modificati per consentirgli di tenersi aggrappati alla femmine durante l’accoppiamento per fecondare le uova.

L’habitat dei Limuli comprende i fondali marini fino a 200 metri con una preferenza per quelli di 30 mentre nel periodo riproduttivo preferisco le spiagge asciutte e sabbiose, riparate dal moto ondoso per poter deporre le uova. Si nutrono di molluschi , vermi anellidi ed altri organismi bentonici dei fondali marini.

La riproduzione avviene in primavera in coincidenza con maree molto alte durante i pleniluni , le femmine producono dalle 15.000 alle 64.000 uova  a seconda della loro taglia ,prima dell’accoppiamento conservandole in masse dense nella parte anteriore del carapace per poi deporle in 4-5 buche profonde 15-20 cm scavate nella sabbia durante la marea. Ogni covata contiene circa 4000 uova e una femmina arriva a deporne 20 nell’arco di un anno seguendo le maree.

Il sistema immunitario dei limuli  è in grado di riconoscere efficacemente i lipopolisaccaridi presenti sulla parete dei batteri Gram negativi ed eliminare questi ultimi racchiudendoli in un coagulo. Questa capacità ha portato allo sviluppo del test in vitro LAL usato per l’individuazione di endotossine batteriche nelle materie prime industriale e nell’acqua così come in farmacologia e nell’individuazione di alcune malattie batteriche.

 

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       I nuovi fossili risalgono al tardo Ordoviciano, e risalgono ad almeno 455 milioni di anni. Una nuova specie fossile di Limulo - "granchio reale " o "granchio a ferro di cavallo" (Limulus Polyphemus) mostra che queste creature marine primitive esistevano da almeno mille milioni di anni prima di quanto precedentemente creduto.

 

I fossili ben preservati, trovati a Manitoba, Canada, suggeriscono che questi animali vagavano per i mari tropicali poco profondi circa mezzo miliardo di anni or sono. Gli antichi animali erano significativamente simili ai moderni "granchi reali" (vedi foto in basso), ha notato il team che ha effettuato la scoperta.

 

I granchi reali sono stati conosciuti a lungo come "fossili viventi" in quanto sopravvissuti fin da tempi antichissimi, con cambiamenti minimi nella forma fisica, e non hanno parenti stretti moderni. La ragione per cui il granchio reale è rimasto immutato attraverso un tempo così enorme, non è ancora chiara. La risposta potrebbe trovarsi nel fatto che le creature si adattavano bene al loro ambiente e che il loro ambiente in fondo non è mai cambiato troppo. Perfino quando i continenti e gli oceani sono scivolati e sono iniziate e finite le ere glaciali, gli habitat marini costieri poco profondi hanno mantenuto alcune caratteristiche di fondo. "È una miscela fortuita di fattori evoluzionistici ed ecologici ad aver permesso la sopravvivenza sul lungo termine di certi esseri. È importante però sottolineare che la somiglianza nell´apparenza esterna non significa necessariamente assenza di evoluzione. "I "granchi reali" di oggi quasi certamente non sono la stessa cosa del Lunataspis" ha concluso Rudkin

Ma ben fine triste aspetta questa specie:

 

 

Il suo sfruttamento per scopi medico-sanitari si deve al Dr. Bang, che nel 1885 scoprì come il suo sangue ì si coagulasse in presenza di endotossine batteriche.

UN SANGUE SPECIALE - Il sistema immunitario del limulo, per quanto semplice e primitivo, è in grado di riconoscere efficacemente i lipopolisaccaridi presenti sulla parete dei batteri Gram negativi ed eliminare questi ultimi racchiudendoli in un coagulo. Fu sviluppato quindi un reagente detto LAL (Limulus amebocyte lysate), o più semplicemente limulus test, in grado di segnalare anche minime quantità di tossina eventualmente presenti nelle materie prime industriali e nell'acqua, così come in farmacologia e per l'individuazione di alcune malattie batteriche. Gli Amebociti sono i globuli bianchi del Limulus (uniche cellule in circolo nell'animale).

Come spiega il Centro Studi La Ruota, un'Associazione senza fini di lucro nata dalla volontà di un gruppo di Medici di perseguire lo studio, l'approfondimento e la divulgazione di tecniche per la prevenzione, diagnosi e terapia, che tengano in considerazione la salute, il benessere, l'equilibrio e la cura dell'Uomo nella sua globalità e nella sua interazione con l'ambiente circostante, dal sangue si ottiene poi un lisato di amebociti che contiene gli enzimi che permettono la gelificazione in presenza dell'endotossina batterica (LPS).

Di fatto è in grado anche di eliminare i microorganismi patogeni. Il LAL ha anche capacità di individuare le cellule tumorali e per questo viene spesso utilizzato nelle ricerche in ambito Oncologico (anche per Leucemie). Infine, diversi peptidi isolati da emociti di limulo si sono dimostrati, in test in vitro, in grado di inibire la proliferazione del virus dell'HIV.

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Il problema è chel'impiego su larga scala del test LAL in vitro richiede una notevole produzione del composto chimico presente nel sangue del limulo. Sostanza che, non essendo ancora prodotta sinteticamente, determina ancora oggi il prelievo di massa dal sangue degli individui vivi.

Il sangue, materia prima del test, viene estratto dai limuli, senza provocarne la morte. In pratica si catturano esemplari selvatici e si portano nei laboratori. Qui il tessuto intorno al loro cuore è trafitto dagli aghi, a cui è affidato il compito di drenare il 30% del sangue, che può essere venduto fino a 15.000 dollari al litro. Quando il processo è completo, i granchi a ferro di cavallo vengono restituiti al mare, lontano da dove sono stati raccolti al fine di evitare che vengano prelevati una seconda volta.

Una volta liberi, gli individui recuperano il volume di sangue in circa una settimana , ma ci vogliono due o tre mesi prima che il corpo torni alla normalità. Alcuni studi dimostrano che dal 10 al 30 per cento dei soggetti dissanguati muore.

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9 maggio 2014 5 09 /05 /maggio /2014 21:43
I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO
I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO
Quali sono i pesci più strani al mondo ? Quali i pesci più pericolosi ? Quali i pesci più colorati ? Quali sono i pesci più brutti al mondo o quelli più belli ? In questo e nei prossimi posts cercherò di rispondere a queste domande fornendovi immagini ed informazioni utili. Oggi vi descriverò una serie di 10 pesci che ho trovato essere i più strani al mondo, pesci incredibilmente buffi ma anche paurosi, le cui immagini e foto sembrerebbero dei fotomontaggi. Ma sono reali.

Sappiamo che la natura cerca sempre, nell'evoluzione di ogni singola specie, di fornire ad ognuno una o più particolarità che possono servire a difendersi, ad attaccare, a nascondersi. La velocità di un leopardo, il mimetismo di un camaleonte, l'inchiostro nero di una polpo, ecc..., sono tutte sfaccettature di essere viventi unici che cercano di sopravvivere nel loro habitat naturale.

La serie di pesci più strani e buffi al mondo che ho trovato è questa. Non di tutti sono stato in grado di trovare informazioni ma le immagini parlano più delle parole :


DUMBO OCTOPUS : mollusco che vive nell'oceano a centinaia di metri di profondità.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO

AXOLOTL : appartenente alla famiglia della salamandra tigre. Vive in un lago del Messico.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO

DUGONGO : mammifero marino che si nutre di alghe.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO

BLUE RINGED : il cefalopode più velenoso con anelli blù sul corpo. Un polpo veramente pericoloso.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO

PESCE STRANISSIMO E PAUROSO : senz'altro un predatore dei mari.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO

BLOB FISH : vive nelle acque dell'Australia e della Tasmania, molto in profondità.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO
I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDOI PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO
I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDOI PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO
Continuate a seguirmi perchè vi indicherò altri pesci ed animali strani che troverò nel WEB. Molti sono fotomontaggi anche ben fatti ma quelli che vi ho mostrato su sono reali e tra i pesci più strani e buffi al mondo. Ve ne sono tantissimi perchè, in natura, le specie sembrerebbero veramente infinite e se ne scoprono di nuove in continuazione. Vi lascio intanto con un video dove troverete altri strani pesci le cui foto non sono sopra, nell'elenco creato da me. Potete facilmente scaricare ogni immagine dei pesci, cliccando col tasto destro e scegliendo "Salva con nome", per ognuna.
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19 febbraio 2014 3 19 /02 /febbraio /2014 22:27
Questa creatura gambero-come traslucido è stato catturato nuotare vicino alla superficie del mare al largo della Nuova Zelanda

Un pescatore dalla Nuova Zelanda è rimasto senza fiato quando ha visto questa creatura mentre nuotava vicino la superficie dell’oceano.

Stewart Fraser stava pescando con i figli Conaugh e Finn quando vide il  ’gambero’ galleggiante vicino alla superficie dell’acqua.

‘Ho pensato se tirarlo su o no, ma la curiosità ha avuto la meglio su di me e ho deciso di dare un’occhiata più da vicino.

 

 
Sconcertato: Pescatore Stewart Fraser tiene i gamberetti see-through

 

‘Era squamosa ed era piuttosto immobile, quasi gelatinosa, e non si vedeva nulla all’interno a parte questo piccolo grumo arancione.

‘Non avevo mai visto niente di simile prima.’ Tuttavia,  sembra che la creatura sia una Salpa maxima.

Signor Fraser, stava pescando con i figli Conaugh e Finn 70 km a nord della penisola di Karikari quando vide il misterioso gamberetti

 

Si sa poco di queste strane creature, tuttavia, sono spesso trovate nei mari più freddi, con la concentrazione più abbondante nell’Oceano Meridionale.

Animali dalla struttura trasparente e gelatinosa, dotati di fasce muscolari primitive (emimiali). Si tratta di organismi planctonici e filtratori. Nel corso della loro evoluzione hanno perso la corda e sviluppato un apparato digerente di forma tubulare.

Le salpe hanno un complesso ciclo vitale, con un’alternanza obbligata di generazioni. Entrambe le porzioni del ciclo vitale esistono contemporaneamente in mare.

La fase di vita solitaria, conosciuta come oozoide, è un animale singolo che si riproduce asessualmente creando una catena di centinaia di individui. La catena costituisce la fase aggregata del ciclo vitale, conosciuta come blastozoide. Gli individui della catena rimangono attaccati tra loro, e ciascuno cresce e si riproduce sessualmente (i blastozoidi sono ermafroditi sequenziali). Gli oozoidi risultanti sono poi rilasciati per ricominciare il ciclo.

 

http://voxnews.info/2014/01/21/pesca-misteriosa-in-nuova-zelanda/

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21 ottobre 2013 1 21 /10 /ottobre /2013 21:53
frequenza Metro invernale Roma

Garrett McNamara è un professionista, un surfista estremo, la cui carriera ha già raggiunto i limiti dell’incredibile, che ha nuovamente guadagnato le luci della ribalta, cavalcando lo scorso gennaio, una montagna d’acqua, alta 30 metri. Ovviamente si tratta di un record mondiale, l’ennesimo, raggiunto da Garrett.

Il dove è Nazarè, 15.000 abitanti, che si affacciano sull’Atlantico, nel centro del Portogallo. Una spiaggia tra due promontori, un porto di pescatori, oggi famoso, per le sue onde, diventate già leggendarie tra gli amanti del surf.

Non solo surfsiti, visto che Nazarè è nota anche per la spiaggia, affollata in estate, dai più normali turisti in cerca di bagni (occhio però alle forti correnti oceaniche) e mercati tradizionali (bambole). A due ore di bus da Lisbona, molto frequentata d’estate dai Portoghesi.Una delle espressioni più spettacolari della forza del mare sono le onde. Le onde si formano principalmente per effetto del vento e della circolazione atmosferica, nel mare aperto possono avere varie lunghezze ed altezze, quando raggiungono la costa la massa d'acqua trasportata dall'ondaè incontra i fondali più bassi ed inizia ad alzarsi e mostrare tutta la sua forza.

Ci sono luoghi al mondo che per caratteristiche fisiche (zone aperte all'oceano e fondali che degradano) regalano onde stratosferiche. Su queste onde si sfidano uomini coraggiosi che a cavallo di una tavola da surf provano a domare la forza della natura.

Di seguito vediamo i luoghi al mondo con le onde più alte e pericolose con i relativi video degli impavidi surfisti.

Nazare Portogallo e record del mondo

Nel paese di Praia do Norte a circa 30 chilometri a nord di Lisbona si trova la baia di Nazare, qui le onde sono altissime per effetto del Canyon di Nazare profondo 5000 metri e lungo 230 chilometri, che produce il fenomeno dell'espansione, in sostanza sarebbe come se l'acqua si caricasse prima di incontrare i fondali più bassi. Il risultato finale lo si può osservare dal video in basso.
Nazare è stato lo scenario per il record del mondo di surf estermo(Extreme Waterman Challenge), l'hawaiano Garrett McNamara ha cavalcato nel 2013 un'onda di circa 27 metri (90 piedi) di altezza.
Il video in basso mostra proprio l'onda record.

Fai partire il video e premi "F" per ingrandire oppure clicca qui

Già nel 2011 McNamara aveva solcato queste onde come documenta il video in basso.

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Jaws Beach - Hawaii

La spiaggia di Jaws si trova a nord di Maui nelle Hawaii, una zona leggendaria per il surf, teatro di molte competizioni e che regala onde bellissime come quella di oltre 20 metri cavalcata da Mike Parsons (recordman di surf estremo) nel 2003.
La bellezza dell'onda e del gesto tecnico/atletico vengono esaltati dalle riprese realizzate a bordo di un elicottero.
Guardate il video in basso e resterete senza respiro!!!

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Waimea Bay - Hawaii

In estate il mare nella zona di Waimea nelle Hawaii è calmo e tranquillo ma in inverno le tempeste del nord del Pacifico producono onde enormi sulla costa.

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Ship Stern Bluff Shipstern Bluff - Tasmania, Australia

Ship Stern Bluff si trova nel parco nazionale della Tasmania (Australia) tra Cape Roul e Tunnel Bay.

La zona è tra le più impervie e pericolose anche per la presenza di grandi squali bianchi che nuotano tra le onde insieme ai surfisti.

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Mavericks - Nord della California, USA

Oltre alle Hawaii questa è un'altra località leggendaria degli USA in fatto di onde e surf.

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Teahupoo - Thaiti

Il villaggio di Teahupoo si trova sulla costa sud ovest dell'isola di Tahiti nella Polinesia Francese.

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Video Tsunami

Il fenomeno delle onde diventa distruttivo e pericoloso per la popolazione intera quando l'energia che attiva il modo ondoso nasce da un terremoto sottomarino (oppure una frana o eruzione vulcanica sottomarina).
In questi casi si produce uno movimento di massa d'acqua improvviso che genera un maremoto anche chiamato Tsunami dal giapponese "onda contro il porto".

Le onde del maremoto raggiungono velocità impressionanti dell'ordine di 800 Km/h, come un aereo arriva in prossimità della costa ed inizia a rallentare per effetto del fondale basso trasformando la sua energia in onde alte fino a 30 metri.
L'altezza dell'onda è simile a quelle cavalcate da recordman del surf estremo con la differenza che in questo caso la massa d'acqua sottostante è molto maggiore e prosegue il suo cammino verso l'interno della costa.

I peggiori maremoti degli ultimi anni sono stati quelli dell'oceano indiano del 2004 e quello delle coste giapponesi del 2011.

Tsunami del 26 dicembre 2004 a Phi Phi Island

Phi Phi Island è una bellissima isola della Thailandia caratterizzata da due lagune blu separate da una striscia di terra ferma, come si può facilmente immaginare il maremoto ha spazzato completamente il centro dell'isola.
Non ha caso il film Hereafter aveva come ambientazione proprio l'isola di Phi Phi.

Di seguito le scene iniziali del film Hereafter con ricostruzione dello Tsunami a Phi Phi:

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Video amatoriale del maremoto del 26 dicembre 2004 da Phi Phi Island:

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Maremoto in Giappone 2011

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19 ottobre 2013 6 19 /10 /ottobre /2013 16:50

Pesa 617 kg il pesce Kaluga catturato martedì nel fiume cinese Heilongjiang, vicino alla città di Tongjiang al confine tra Russia e Cina settentrionale.

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Il Kaluga è un enorme storione predatore. Il pescatore Chen Lin, autore della mirabile impresa, ha dichiarato che questo esemplare è il più grande che lui abbia mai pescato. Chen, di comune accordo con altri pescatori, ha inviato il Kaluga in un allevamento di storioni.

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Secondo gli allevatori, il pesce catturato da Chen è un esemplare di femmina che sta attualmente trasportando con sé circa 1,2 milioni di uova. La squadra del centro di allevamento preleverà le uova per procedere all'inseminazione artificiale di altri esemplari. I pesciolini poi saranno immessi nuovamente nel fiume Heilongjiang.

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Questa specie di storione esiste da più di 130 miliioni di anni e si pensa che sia il più grande pesce d'acqua dolce sulla terra. Questa specie è a rischio d'estinzione, dato che le sue preziose uova lo hanno reso preda ambita in tutto il mondo.







yahoo.com/

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19 ottobre 2013 6 19 /10 /ottobre /2013 06:16

Un animale di origine sconosciuta è stato trovato dai bagnanti Giovedi 16 Agosto, in un pomeriggio soleggiato nella spiaggia Luis Siret, appartenente al villaggio di Cuevas del Almanzora noto come Villaricos. Un bagnante ha comunicato alla PROMAR ( la protezione animali spagnola) di aver trovato un strana creatura gigantesca in avanzato stato di decomposizione. Il responsabile del PROMAR Paco Toledano non è riuscito a identificare l'essere, che appariva con una corda legata alla pinna caudale. Il Comune di Cuevas de Almanzora ha organizzato ed eseguito la sepoltura. Ma intorno all'animale sono subito cominciati come in altri casi simili le solite speculazioni, sono spuntati draghi e mostri marini.

Le spiagge restituiscono spesso corpi in decomposizione, e con la gente al mare, la notizia arriva subito agli organi di informazione, che ricamano spesso storie bizzarre. In Italia l'ultimo caso virale si riferiva al "mostro del poetto" a Cagliari in Sardegna.


La creatura Spagnola però è molto più grande, di oltre cinque metri.Questo ha acceso la fantasia di molti internaturi e il portale Almeria 24 ha mostrato ad alcuni biologi marini le foto dell'animale. Secondo gli esperti la creatura potrebbe essere un "Peje Zorro", lo squalo volpe. E' praticamente innocuo per gli esseri umani, colpisce piccoli banchi di pesci e li stordisce per essere in grado di catturarli più facilmente. vive in profondità fino a 500 metri ed è per questo che ha gli occhi enormi che utilizza per individuare la preda nella top buio. La pinna caudale può superare i due metri.

La spiegazione non convince tutti e il comune ha disposto della analisi per la sicurezza cittadina e per paura di qualche possibile epidemia. Intanto gli spagnoli si sono rivelati più celeri degli italiani nel caso del Poetto e la carcassa è già stata rimossa.

GUARDATE IL VIDEO

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11 agosto 2013 7 11 /08 /agosto /2013 21:57

Google Street View subacqueo per la Grande Barriera Corallina [VIDEO]

Come un Google Street View che mappa i fondali, dedicandosi a flora e fauna dell’Oceania. L’obiettivo è quello di rispondere alla domanda “In che condizioni di salute è la Grande Barriera Corallina e il Mare dei Coralli“? La possibile risposta arriverà dal progetto scientifico Catlin Seaview Survey. Questa importante spedizione sarà affiancata da Google che fornirà un supporto tecnologico per un’impresa davvero straordinaria. La mappatura a 360 gradi, dunque panoramica, dei 2400 km di estensione e di 100 metri di profondità di questo fondamentale ecosistema marino. Sarà reso disponibile grazie a una sorta di fotocamera panoramica versione subacquea da sub molto simile a quella montata sulle Google Car che scorrazzano per le vie del mondo per il servizio Google Street View. La grande novità di questa spedizione scientifica non sta tanto nella volontà di mappare per esteso la Grande Barriera dei Coralli a largo dell’Australia, quanto la capacità di effettuare una sorta di versione subacquea di Google Street View. Gruppi di sub si alterneranno e lavoreranno in simultanea per fotografare a 360 gradi tutta la Barriera fino a una profondità eccezionale di 100 metri. Sarà un modo per scoprire come è cambiato l’ecosistema tra i più importanti al mondo, una sorta di polmone sottomarino che è stato profondamente danneggiato dal riscaldamento globale e dalle acque sempre più acide. E sarà un modo per mostrare e raccontare i risultati dell’osservazione in un modo facilmente fruibile, per tutti gli utenti che potranno avvalersi di una connessione al web.

seaview camera

La spedizione Catlin Seaview Survey utilizzerà una speciale videocamera chiamata SVII Camera in grado di catturare immagini a 360 gradi viaggiando a una velocità di 4 km/h. Monterà dunque un propulsore che consentirà al sub-operatore di muoversi con agilità salvando un’immagine ogni 4-6 secondi di intervallo. Un po’ come le fotocamere panoramiche delle Google Car. La progettazione dovrebbe giungere al termine il prossimo settembre 2012. Per il profilo e per l’idrodinamica è stato utilizzato il profilo perfetto dello squalo. “La spedizione Catlin Seaview Survey comprende una serie di studi che si rivolgeranno al grande pubblico per raccontare le ultime frontiere della Terra: gli oceani – spiega il capo del team di ricercatori, Ove Hoegh Guldeberg – per la prima volta nella storia possediamo la tecnologia per la diffusione dei risultati grazie a Google“.   fonte

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