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26 agosto 2020 3 26 /08 /agosto /2020 21:25

 Il mondo è pieno di animali strani e con peculiarità in grado di stupire; regali dell’evoluzione che li hanno resi unici. Rimanendo sui crostacei, e più precisamente sui gamberi, tra le centinaia di specie di quest’ultimi ce ne sono alcune in grado di sparare. Si potrebbe discutere sul termine appena usato, ma è effettivamente quello che questi animaletti fanno.

Scientificamente parlando, si chiamano Alpheus Heterochaelis, ma sono meglio conosciuti come gamberi pistola. Il nome in sé suggerisce la loro caratteristica ovvero la capacità di sparare dei colpi. Come? con una delle due chele a loro disposizione.

 

Rapido e preciso

Una rapida occhiata all’animale ed ci si rende conto che uno degli arti anteriori è assai più grosso dell’altro, è molto più grosso dell’altro. Questa enorme chela, mossa a gran velocità, è in grado di produrre un’onda d’urto del tutto paragonabile ad un proiettile in grado di stordire le prede. Tale capacità deriva da un paio di articolazioni uniche e mai viste prima in natura.

La grande velocità, all’incirca 100 Km/h, produce anche calore e vapore i quali producono una bolla di cavitazione. Oltre a questo, anche il rumore prodotto non scherza visto che si superano i 200 dB. Tornando alla bolla prodotta, la pressione che ne consegue al momento dello scoppio non è solo in grado di stordire altri crostacei, ma può anche uccidere sul colpo piccolo pesci. Questo gambero, di pochi centimetri di lunghezza, brandisce una chela di dimensioni proporzionate e un’altra massiccia che scatta con così tanta forza da stordire le prede con la sua onda d’urto. Le due chele lavorano insieme, le bolle si formano e poi rapidamente collassano, sparando un proiettile di plasma che a sua volta produce un lampo di luce e una temperatura di 8.000 gradi Fahrenheit (circa 4426,667°C). Esatto: creature sottomarine che entrerebbero nel palmo di una mano, armate di bolle esplosive incredibilmente bollenti.

Questo pistolero ha anche altre particolarità. Per esempio, è in grado di rigenerare un proprio arto qualora venga a mancare. Sono anche gli unici animali marini a praticare l’eusocialità creando delle vere e proprie colonie basate sulla suddivisione di ruoli.

 

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19 aprile 2020 7 19 /04 /aprile /2020 22:05

Un articolo che parla di un essere molto diverso da ciò che conosciamo: il limulo, è un essere che fin dal Triassico, circa 200 milioni di anni fa, è rimasto invariato, come forma e aspetto.

Il limulo rappresenta un organismo modello per quanto riguarda gli studi sulla fisiologia della visione. Il suo apparato visivo è costituito da due occhi laterali composti situati in cima al carapace e 5 occhi semplici sensibili alla luce di cui due mediani, uno endoparietale e due laterali rudimentali. Gli occhi composti rappresentano un'eccezione fra i chelicerati, poiché nessun'altra specie appartenente allo stesso subphylum ne possiede, e vengono utilizzati principalmente per la localizzazione del partner. Gli occhi mediani sono sensibili alla luce ultravioletta, oltre a quella visibile, e insieme agli occhi laterali rudimentali variano la propria sensibilità in base a segnali inviati dal cervello in relazione a un orologio interno. Di notte la capacità visiva del limulo arriva ad amplificarsi di un milione di volte. Una serie di fotorecettori presenti sulla parte superiore e sui lati del telson inviano segnali di sincronizzazione al cervello con i cicli di luce e buio, rafforzati da segnali addizionali provenienti dai piccoli occhi mediani che aumentano il grado di adattamento all'oscurità in relazione all'intensità di luce ultravioletta. Sul ventre del limulo, inoltre, sono presenti due occhi, localizzati vicino alla bocca, che favoriscono l'orientamento durante il nuoto.

Nei due occhi composti, ciascun ommatidio è collegato ad una singola fibra nervosa, molto grande, e ciò ha consentito lo studio a livello cellulare della risposta nervosa alla stimolazione. Questi studi, condotti sui limuli sin dagli anni venti del ventesimo secolo, hanno permesso l'individuazione dei meccanismi di funzionamento di fenomeni visivi come l'inibizione laterale, ovvero la capacità di distinguere linee, forme e contorni degli oggetti.

Il limulo, Limulus polyphemus conosciuto anche come granchio reale, è un artropode chelicerato, unico rappresentante del genere Limulus  diffuso prevalentemente sulla costa est del nord America, dal Maine fino al sud della Florida, e nel golfo del Messicofino alla penisola dello Yucatan annoverabile fra le vittime della moderna medicina. In realtà ha molto poco in comune con i granchi, si può dire che sia più un aracnide, corazzato e in grado di vivere sott’acqua. Un animale strano, non particolarmente affascinante, ma di sicuro curioso, assomiglia molto ad uno strano fossile e la sua particolarità è avere il sangue trasparente che a contatto con l’aria diviene blu.

Nonostante l’aspetto preistorico, è un’animale a tutti gli effetti, e come tale soffre, ha paura e muore.

Un’altra sorprendente caratteristica di questo animale sono gli occhi, infatti il suo apparato visivo è costituito da due occhi laterali composti situati in cima al carapace e 5 occhi semplici sensibili alla luce, di cui due mediani, uno endoparietale e due laterali rudimentali.

Ma perché interessa così tanto alle case farmaceutiche? Perché il suo sangue, ricco di rame, reagisce ai batteri gram-negativi formando coaguli, per questo viene impiegato nel cosiddetto LAL TEST, una test utilizzato per garantire la sterilità e la apirogenicità dei farmaci. Sostanzialmente serve per vedere se un farmaco è contaminato da batteri o meno.

Fu lo scienziato statunitense Frederick B. Bang, in una ricerca scientifica pubblicata nel 1956, a mettere in evidenza questa caratteristica del sangue dei limuli e per le case farmaceutiche si profilò immediatamente un grosso risparmio economico, rispetto alla stabulazione di cavie o conigli utilizzati poi per i vari test.

Questi animali vengono prelevati dal loro habitat nel periodo della riproduzione, quando raggiungono le acque meno profonde della costa, vengono lavati, disinfettati e immobilizzati su una linea di prelievo dove gli viene infilato un ago nel dorso per accedere al loro vaso sanguigno maggiore e prelevare loro il 30% del sangue. Molti di loro muoiono traumatizzati da queste procedure poco gentili, per usare un’eufemismo, altri muoiono quando vengono ributtati in mare per la troppa debolezza, ma nessuno se ne occupa perché li stanno solo sfruttando non li massacrano. Eppure il National Geographic afferma che su migliaia di animali catturati ne muoiano il 20%… e sono tanti.

 

Ci sono addirittura campagne per salvare il limulo, ma per quale motivo? Empatia? Amore per la natura? Purtroppo no, è un mero interesse, il limulo serve all’industria farmaceutica e nascono addirittura vasche per l’allevamento e la fecondazione assistita, più limuli uguale più sangue, più sangue uguale più soldi.

 

fonte

Il limulo: il granchio atlantico a ferro di cavallo

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17 novembre 2019 7 17 /11 /novembre /2019 22:35

Il ningen, il leviatano, il kraken, Cthulhu … Sono tutti mostri che secondo le leggende infesterebbero in nostri oceani. Di mostri marini si parla da secoli e ogni anfratto di costa sembra nasconderne uno. La cosa che sembra accomunare la maggior parte degli avvistamenti di creature marine mostruose è che sembrano degli enormi serpenti; ciò ha fanno nascere il mito dei serpenti marini che attaccano le navi e mangiano gli esseri umani.

Nella contea di Monmouth, nel New Jersey, c’è una baia molto famosa chiamata Sandy Hook nella quale sin dal 1700 si riportano testimonianze di un enorme serpente marino di oltre 30 m di lunghezza che dimorerebbe da qualche parte nelle sue profondità. Negli ultimi decenni i casi sono notevolmente diminuiti, ma ancora oggi di tanto in tanto appaiono in rete enigmatiche fotografie che sembrano dimostrare la presenza di un’enorme creatura in agguato sia in mare che lungo l’estuario che vi sfocia.

Il fiume Navesink ha un estuario largo circa 8 km e la foce è circondata dalle comunità di Middletown, Red Bank, Fair Haven e Rumson. È conosciuto ufficialmente come North Shrewsbury River e a monte della Red Bank come Swimming River, ma si tratta dello stesso corso d’acqua dove nuoterebbe il fatidico mostro.

Se prima del 1850 le testimonianze venivano tramandate per lo più oralmente, alla fine del XIX secolo molti avvistamenti vennero documentati e riportati anche da persone di indubbia credibilità. Uno dei più importanti avvenne nel 1889 e a riportarlo furono diverse persone di spicco della società del tempo, di cui due membri nella marina statunitense.

Una domenica di maggio alcuni pescatori di Red Bank stavano tornando a casa dopo una giornata nei pressi di Highlands Beach dove avevano pescato e si erano goduti un piacevole pic-nic. Marcus P. Sherman, Lloyd Eglinton, Stephen Allen e William Tinton, descritti da tutti come persone sobrie e rispettabili, ebbero il loro incontro ravvicinato con la creatura verso le ore 22, quando a bordo della Tillie S., di proprietà di Sherman, tornavano a Red Bank. La luna brillava in cielo e permetteva un’ottima visibilità; da poco si era alzata una brezza che aveva portato quel poco di foschia che solitamente si alza alla foce del fiume e il mare era particolarmente calmo.

Al timone c’era Marcus Sherman, mentre a prua c’era Lloyd Eglinton, che teneva d’occhio i detriti nell’acqua pronto ad avvertirlo di eventuali ostacoli sulla loro rotta. All’improvviso Eglinton urlò che c’era qualcosa di grosso che affiorava dall’acqua davanti a loro e Sherman rallentò per evitare la collisione. Giunti in prossimità dell’ostacolo, i quattro amici rimasero allibiti: davanti a loro c’era il già famoso serpente di mare di Sandy Hook! In effetti erano oltre 10 anni che giungevano a riva testimonianze di questa enorme creatura, ma si sa: se certe cose non le si vede con i proprio occhi non ci si crede.

Nello stesso momento una scialuppa con due ufficiali della marina stava tornando alla nave a poche centinaia di metri a monte dell’insenatura dopo aver avuto la propria terribile esperienza da raccontare.

 

I due marinai affermarono di essere stati attaccati e quasi affondanti da un lungo tentacolo di un calamaro gigante: per loro si trattava di una creatura enorme, ma senza dubbio era un calamaro che aveva tentato di avvinghiarsi alla scialuppa per poi solamente cozzarla e lasciarla andare dopo essersi accorto che non era una preda appetibile. Per contro l’equipaggio della Tillie S. era sicuro che si trattava di un serpente marino lungo almeno 50 piedi (oltre 15 m): la luce era tale che tutti e quattro affermarono che non poteva assolutamente trattarsi di un calamaro, anche perché tutti lo descrissero nei minimi particolari.

La forma era chiaramente serpentina e a conferma anche i movimenti della creatura, molto lenti, erano ondulazioni a pelo d’acqua; era anche visibile la testa, descritta come somigliante a quella di un bulldog con due corni arrotondati sopra i suoi occhi. Gli occhi erano grandi come dei dollari d’argento e le narici erano piuttosto grandi e appiattite. Gli uomini, spaventati, rimasero a fissare increduli il mostro mentre lentamente si allontanò verso la costa di Hartshorne’s Cove.

Gli uomini della Tillie S. e la scialuppa di marinai non furono gli unici a vedere la creatura: almeno un’altra decina di testimoni quella notte affermarono di aver visto un enorme serpente di colore nero o grigiastro nuotare nelle acque della baia quella notte.

In quegli anni la creatura aveva già assunto la fama di “serpente marino di Shrewsbury” e gli avvistamenti negli ultimi anni erano state decine, tutti con testimonianze molto simili a quelle fornite quella notte.

Due anni prima, il 27 dicembre 1887, sul giornale Scientific American apparve un articolo che nuovamente avallava l’opinione secondo cui il mostro fosse in realtà calamaro gigante e la dimostrazione era il ritrovamento di un esemplare lungo oltre 10 m spiaggiato proprio nella baia.

Nel novembre del 1879 a dare forse inizio alla sequenza di avvistamenti del periodo furono i membri del Sandy Hook Life Saving Service: l’equipaggio vide un lungo mostro serpentino nelle acque fredde appena fuori di Sandy Hook. Le testimonianze erano così credibili che un gruppo di studiosi venne inviato ad indagare e a raccogliere informazioni, ma nonostante le ricerche non si arrivò a nessuna conclusione soddisfacente.

Agli inizi del 1900 alcuni avvistamenti furono riportati lungo tutta la costa atlantica orientale, ma per lo più i testimoni parlarono di grossi serpenti marini e non di tentacoli, il che farebbe cadere l’ipotesi di calamari giganti che attaccano le persone. Anche recentemente, negli ’90 e 2000 sono giunte alcune dichiarazioni su un presunto mostro nelle acque di Sandy Hook Bay, ma oggi si tende a far poco affidamento su di esse e a considerarle scherzi di cattivo gusto o allucinazioni.

FONTE: Misteri dal Mondo – Credere Per Vedere

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24 ottobre 2018 3 24 /10 /ottobre /2018 22:17

Gli iceberg, infatti, possono essere divisi in due tipologie: ci sono quelli che emergono dalla superficie dell'acqua in forme più o meno irregolari, e che ricordano triangoli e prismi, e quelli definiti "tabulari", ovvero larghi e lunghi con una superficie piatta e regolare e una certa verticalità. L'estensione è di circa due chilometri quadrati e la parte sommersa, circa il 90 percento della massa totale, dovrebbe essere perfetta come quella superficiale. Questo iceberg proveniva dalla piattaforma di ghiaccio "Larsen C" della penisola antartica. Fra essi quello grande come la Liguria da un trilione di tonnellate di ghiaccio distaccatosi lo scorso anno.

Ha una forma perfettamente rettangolare, quasi come se fosse stata tagliata con precisione da mano umana. A spiegarlo è la scienziata Kelly Brunt dell'Università del Maryland, membro del progetto IceBridge.

Nelle fotografie scattate dall'alto, gli angoli retti che lo compongono, ancora immuni dall'azione erosiva di acqua e vento, sono così precisi che sembrano quasi il frutto di un lavoro artificiale. L'affascinante blocco appartiene a questa seconda categoria. La dimensione non può essere determinata con precisione assoluta, tuttavia è chiaro che si tratta di un iceberg molto giovane. Obiettivo di questi studi è di approfondire le conoscenze sulle modalità di formazione, evoluzione e distacco degli iceberg, per incrementare l'affidabilità delle simulazioni matematiche sviluppate per stimare, in maniera quanto più attendibile, la velocità dello scioglimento dei ghiacci e il consequenziale innalzamento dei mari, fenomeno già in atto legato ai cambiamenti climatici.

La sua perfezione è anche dovuta al fatto che venti, onde o altri agenti atmosferici non abbiano in alcun modo scalfito i suoi margini. All'apparenza sembra una piattaforma stabile ma gli scienziati assicurano che una passeggiata sulla sua superficie non sarebbe consigliata. Camminarci sopra non è affatto sicuro, potrebbe infatti collassare da un momento all'altro.

 

 

fonte

 

 

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25 agosto 2014 1 25 /08 /agosto /2014 20:51

Possiamo affermare con certezza che la natura, specie quella della fauna marina, riesce a creare una sorta di mostri  ai nostri occhi: ecco le foto più orribili di questi esemplari marini:

Mostri marini, i più brutti

 

Mostri marini, i più brutti

 

Mostri marini, i più brutti

 

Mostri marini

 

Mostri marini

 

 

 

 

 

 

 

 

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29 giugno 2014 7 29 /06 /giugno /2014 20:51

Il mistero dello Yeti Marino

Il granchio yeti (Kiwa hirsuta) è una specie di crostaceo scoperta qualche anno fa nell’oceano Pacifico meridionale, poco distante dall’Isola di Pasqua. A compiere questo sorprendente ritrovamento è stato un gruppo di ricercatori capitanati da R. Vrjenhoek e M. Segonzac a bordo del sottomarino “Alvin”

Il test sul DNA, condotto “dall’Istituto francese per l’Esplorazione del mare”, ha evidenziato l’eccezionale importanza di questa scoperta. Si tratta, infatti, di un crostaceo appartenente ad una nuova famiglia e ad un nuovo genere, mai conosciuti prima d’ora.

Il nome “Kiwa”, ricorda una dea della mitologia polinesiana, mentre quello attribuito alla specie, “hirsuta”, si riferisce probabilmente alle setole presenti sulle sue chele.

Di colore bianco, il granchio yeti vive ad una profondità di circa 2.200 metri in prossimità di sorgenti idrotermali oceaniche, sulle quali possono essere presenti centinaia di esemplari che proliferano grazie ad un particolare rapporto simbiotico con alcuni batteri.

I filamenti setosi presenti sulle chele e in vicinanza della bocca, ospitano colonie di bacilli capaci di estrarre energia dai gas inorganici emessi dalle fonti idrotermali. Questi microrganismi, filtrati dalle setole del crostaceo, diventano il nutrimento necessario per la sua sopravvivenza.

Lo yeti marino, in realtà, è in grado di procurarsi anche qualche pasto più luculliano: M. Segonzac lo ha osservato combattere con due granchi per assicurarsi un pezzo di gustosissimo gamberetto.

A metà tra un granchio e un’aragosta, la Kiwa hirsuta è completamente cieca e riesce ad orientarsi servendosi solamente dei sensori presenti nelle setole poste sulle sue chele.

30 gennaio 2014

Federico Falsetto

 

http://www.noelife.it/dettaglio-articolo/1233/il-mistero-dello-yeti-marino.php

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21 giugno 2014 6 21 /06 /giugno /2014 22:16

E’ uno squalo gigantesco, lungo ben quattro metri, quello pescato per la prima volta in Giappone, un animale alieno come testimonia il video

 

Ha una bocca enorme lo squalo alieno pescato in Giappone. Un esemplare lungo quattro metri e dalla conformazione fisica decisamente particolare, con una bocca molto più grande di quella degli squali comuni, tanto che è già stato soprannominato lo squalo alieno. E’ la prima volta che questo tipo di squali viene pescato in Giappone e la notizia ha generato molto stupore. In un video viene mostrato lo squalo pescato: questo tipo di squalo, un molosso, vive solitamente a 800 metri di profondità nelle acque marine.

A differenza degli altri squali, pur appartenendo alla stessa famiglia, non si nutre di pesci bensì di plancton e gamberi e le sue carni sono commestibili. Solitamente è molto difficile avvistarlo e ancor più raro pescarlo poichè sale in superficie solo di notte per cercare cibo. Per la sua forma particolare, inconsueta e anche abbastanza spaventosa è stato definito uno squalo alieno. Nel video diffuso in rete delle fasi immediatamente successive alla pesca del molosso, si può osservare lo squalo da vicino e si nota la bocca di grandi dimensioni e l’enormità del pesce, che supera i quattro metri di lunghezza. Lo squalo viene pescato per consumo umano e recentemente The Discovery Channel lo ha definito un animale alieno.

Squalo molosso in Giappone

http://gossip.libero.it/focus/29030107/squalo-alieno-gigante-video-dello-spaventoso-esemplare-pescato-in/squalo-giappone/?type=

 

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17 giugno 2014 2 17 /06 /giugno /2014 21:51

Crab Sculpture with Child on Beach

Apparentemente la forma molto curiosa, attirerebbe nel pensarlo come una specie aliena, pronta a saltare contro ignare e curiose  vittime. I granchi a ferro di cavallo sono gli unici sopravvissuti ad una specie di animali che prosperava 300 milioni di anni fa. Anche se sono chiamati “granchi”, appartengono al subphulum Chelicerato, un subphylum degli Artropodi al quale appartengono anche gli Aracnidi. Vivono in acque basse al largo delle coste del Nord America e del Sud-est asiatico, sono più facili da incontrare in primavera quando escono dal mare per accoppiarsi e deporre le uova.

Questi aracnidi hanno la testa fusa col torace, il cosiddetto “cefalotorace”, quest’ultimo è ricoperto da una resistente conchiglia a forma di ferro di cavallo e reca sei paia di appendici: 1 paio di cheliceri, 1 paio di palpi e 4 paia di arti locomotori. L’addome presenta una lunga coda simile a una spina e 5 paia di branchie a forma di foglia. Questi animali hanno un paio di occhi semplici davanti e un paio di occhi composti su ciascun lato. Il sangue è quasi incolore ma contatto con l’acqua diventa blu  dovuta all’ossidazione dell’emocianina. 

Le 4 specie viventi di granchi a ferro di cavallo appartengono tutti alla famiglia Limulidae. Sono di colore marrone e possono raggiungere una lunghezza di 60 cm. I maschi dei limuli si differenziano dalle femmine per la loro dimensione inferiore del 20% ed i loro pedipaldi modificati per consentirgli di tenersi aggrappati alla femmine durante l’accoppiamento per fecondare le uova.

L’habitat dei Limuli comprende i fondali marini fino a 200 metri con una preferenza per quelli di 30 mentre nel periodo riproduttivo preferisco le spiagge asciutte e sabbiose, riparate dal moto ondoso per poter deporre le uova. Si nutrono di molluschi , vermi anellidi ed altri organismi bentonici dei fondali marini.

La riproduzione avviene in primavera in coincidenza con maree molto alte durante i pleniluni , le femmine producono dalle 15.000 alle 64.000 uova  a seconda della loro taglia ,prima dell’accoppiamento conservandole in masse dense nella parte anteriore del carapace per poi deporle in 4-5 buche profonde 15-20 cm scavate nella sabbia durante la marea. Ogni covata contiene circa 4000 uova e una femmina arriva a deporne 20 nell’arco di un anno seguendo le maree.

Il sistema immunitario dei limuli  è in grado di riconoscere efficacemente i lipopolisaccaridi presenti sulla parete dei batteri Gram negativi ed eliminare questi ultimi racchiudendoli in un coagulo. Questa capacità ha portato allo sviluppo del test in vitro LAL usato per l’individuazione di endotossine batteriche nelle materie prime industriale e nell’acqua così come in farmacologia e nell’individuazione di alcune malattie batteriche.

 

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       I nuovi fossili risalgono al tardo Ordoviciano, e risalgono ad almeno 455 milioni di anni. Una nuova specie fossile di Limulo - "granchio reale " o "granchio a ferro di cavallo" (Limulus Polyphemus) mostra che queste creature marine primitive esistevano da almeno mille milioni di anni prima di quanto precedentemente creduto.

 

I fossili ben preservati, trovati a Manitoba, Canada, suggeriscono che questi animali vagavano per i mari tropicali poco profondi circa mezzo miliardo di anni or sono. Gli antichi animali erano significativamente simili ai moderni "granchi reali" (vedi foto in basso), ha notato il team che ha effettuato la scoperta.

 

I granchi reali sono stati conosciuti a lungo come "fossili viventi" in quanto sopravvissuti fin da tempi antichissimi, con cambiamenti minimi nella forma fisica, e non hanno parenti stretti moderni. La ragione per cui il granchio reale è rimasto immutato attraverso un tempo così enorme, non è ancora chiara. La risposta potrebbe trovarsi nel fatto che le creature si adattavano bene al loro ambiente e che il loro ambiente in fondo non è mai cambiato troppo. Perfino quando i continenti e gli oceani sono scivolati e sono iniziate e finite le ere glaciali, gli habitat marini costieri poco profondi hanno mantenuto alcune caratteristiche di fondo. "È una miscela fortuita di fattori evoluzionistici ed ecologici ad aver permesso la sopravvivenza sul lungo termine di certi esseri. È importante però sottolineare che la somiglianza nell´apparenza esterna non significa necessariamente assenza di evoluzione. "I "granchi reali" di oggi quasi certamente non sono la stessa cosa del Lunataspis" ha concluso Rudkin

Ma ben fine triste aspetta questa specie:

 

 

Il suo sfruttamento per scopi medico-sanitari si deve al Dr. Bang, che nel 1885 scoprì come il suo sangue ì si coagulasse in presenza di endotossine batteriche.

UN SANGUE SPECIALE - Il sistema immunitario del limulo, per quanto semplice e primitivo, è in grado di riconoscere efficacemente i lipopolisaccaridi presenti sulla parete dei batteri Gram negativi ed eliminare questi ultimi racchiudendoli in un coagulo. Fu sviluppato quindi un reagente detto LAL (Limulus amebocyte lysate), o più semplicemente limulus test, in grado di segnalare anche minime quantità di tossina eventualmente presenti nelle materie prime industriali e nell'acqua, così come in farmacologia e per l'individuazione di alcune malattie batteriche. Gli Amebociti sono i globuli bianchi del Limulus (uniche cellule in circolo nell'animale).

Come spiega il Centro Studi La Ruota, un'Associazione senza fini di lucro nata dalla volontà di un gruppo di Medici di perseguire lo studio, l'approfondimento e la divulgazione di tecniche per la prevenzione, diagnosi e terapia, che tengano in considerazione la salute, il benessere, l'equilibrio e la cura dell'Uomo nella sua globalità e nella sua interazione con l'ambiente circostante, dal sangue si ottiene poi un lisato di amebociti che contiene gli enzimi che permettono la gelificazione in presenza dell'endotossina batterica (LPS).

Di fatto è in grado anche di eliminare i microorganismi patogeni. Il LAL ha anche capacità di individuare le cellule tumorali e per questo viene spesso utilizzato nelle ricerche in ambito Oncologico (anche per Leucemie). Infine, diversi peptidi isolati da emociti di limulo si sono dimostrati, in test in vitro, in grado di inibire la proliferazione del virus dell'HIV.

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Il problema è chel'impiego su larga scala del test LAL in vitro richiede una notevole produzione del composto chimico presente nel sangue del limulo. Sostanza che, non essendo ancora prodotta sinteticamente, determina ancora oggi il prelievo di massa dal sangue degli individui vivi.

Il sangue, materia prima del test, viene estratto dai limuli, senza provocarne la morte. In pratica si catturano esemplari selvatici e si portano nei laboratori. Qui il tessuto intorno al loro cuore è trafitto dagli aghi, a cui è affidato il compito di drenare il 30% del sangue, che può essere venduto fino a 15.000 dollari al litro. Quando il processo è completo, i granchi a ferro di cavallo vengono restituiti al mare, lontano da dove sono stati raccolti al fine di evitare che vengano prelevati una seconda volta.

Una volta liberi, gli individui recuperano il volume di sangue in circa una settimana , ma ci vogliono due o tre mesi prima che il corpo torni alla normalità. Alcuni studi dimostrano che dal 10 al 30 per cento dei soggetti dissanguati muore.

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9 maggio 2014 5 09 /05 /maggio /2014 21:43
I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO
I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO
Quali sono i pesci più strani al mondo ? Quali i pesci più pericolosi ? Quali i pesci più colorati ? Quali sono i pesci più brutti al mondo o quelli più belli ? In questo e nei prossimi posts cercherò di rispondere a queste domande fornendovi immagini ed informazioni utili. Oggi vi descriverò una serie di 10 pesci che ho trovato essere i più strani al mondo, pesci incredibilmente buffi ma anche paurosi, le cui immagini e foto sembrerebbero dei fotomontaggi. Ma sono reali.

Sappiamo che la natura cerca sempre, nell'evoluzione di ogni singola specie, di fornire ad ognuno una o più particolarità che possono servire a difendersi, ad attaccare, a nascondersi. La velocità di un leopardo, il mimetismo di un camaleonte, l'inchiostro nero di una polpo, ecc..., sono tutte sfaccettature di essere viventi unici che cercano di sopravvivere nel loro habitat naturale.

La serie di pesci più strani e buffi al mondo che ho trovato è questa. Non di tutti sono stato in grado di trovare informazioni ma le immagini parlano più delle parole :


DUMBO OCTOPUS : mollusco che vive nell'oceano a centinaia di metri di profondità.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO

AXOLOTL : appartenente alla famiglia della salamandra tigre. Vive in un lago del Messico.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO

DUGONGO : mammifero marino che si nutre di alghe.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO

BLUE RINGED : il cefalopode più velenoso con anelli blù sul corpo. Un polpo veramente pericoloso.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO

PESCE STRANISSIMO E PAUROSO : senz'altro un predatore dei mari.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO

BLOB FISH : vive nelle acque dell'Australia e della Tasmania, molto in profondità.

I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO
I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDOI PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO
I PESCI PIÙ STRANI DEL MONDOI PESCI PIÙ STRANI DEL MONDO
Continuate a seguirmi perchè vi indicherò altri pesci ed animali strani che troverò nel WEB. Molti sono fotomontaggi anche ben fatti ma quelli che vi ho mostrato su sono reali e tra i pesci più strani e buffi al mondo. Ve ne sono tantissimi perchè, in natura, le specie sembrerebbero veramente infinite e se ne scoprono di nuove in continuazione. Vi lascio intanto con un video dove troverete altri strani pesci le cui foto non sono sopra, nell'elenco creato da me. Potete facilmente scaricare ogni immagine dei pesci, cliccando col tasto destro e scegliendo "Salva con nome", per ognuna.

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19 febbraio 2014 3 19 /02 /febbraio /2014 22:27
Questa creatura gambero-come traslucido è stato catturato nuotare vicino alla superficie del mare al largo della Nuova Zelanda

Un pescatore dalla Nuova Zelanda è rimasto senza fiato quando ha visto questa creatura mentre nuotava vicino la superficie dell’oceano.

Stewart Fraser stava pescando con i figli Conaugh e Finn quando vide il  ’gambero’ galleggiante vicino alla superficie dell’acqua.

‘Ho pensato se tirarlo su o no, ma la curiosità ha avuto la meglio su di me e ho deciso di dare un’occhiata più da vicino.

 

 
Sconcertato: Pescatore Stewart Fraser tiene i gamberetti see-through

 

‘Era squamosa ed era piuttosto immobile, quasi gelatinosa, e non si vedeva nulla all’interno a parte questo piccolo grumo arancione.

‘Non avevo mai visto niente di simile prima.’ Tuttavia,  sembra che la creatura sia una Salpa maxima.

Signor Fraser, stava pescando con i figli Conaugh e Finn 70 km a nord della penisola di Karikari quando vide il misterioso gamberetti

 

Si sa poco di queste strane creature, tuttavia, sono spesso trovate nei mari più freddi, con la concentrazione più abbondante nell’Oceano Meridionale.

Animali dalla struttura trasparente e gelatinosa, dotati di fasce muscolari primitive (emimiali). Si tratta di organismi planctonici e filtratori. Nel corso della loro evoluzione hanno perso la corda e sviluppato un apparato digerente di forma tubulare.

Le salpe hanno un complesso ciclo vitale, con un’alternanza obbligata di generazioni. Entrambe le porzioni del ciclo vitale esistono contemporaneamente in mare.

La fase di vita solitaria, conosciuta come oozoide, è un animale singolo che si riproduce asessualmente creando una catena di centinaia di individui. La catena costituisce la fase aggregata del ciclo vitale, conosciuta come blastozoide. Gli individui della catena rimangono attaccati tra loro, e ciascuno cresce e si riproduce sessualmente (i blastozoidi sono ermafroditi sequenziali). Gli oozoidi risultanti sono poi rilasciati per ricominciare il ciclo.

 

http://voxnews.info/2014/01/21/pesca-misteriosa-in-nuova-zelanda/

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