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12 novembre 2015 4 12 /11 /novembre /2015 00:03
Guerra del latte: troppe cose non funzionano
Guerra del latte: troppe cose non funzionano
12 novembre 2015: si decide nel ministero dell' agricoltura il prezzo per il latte.
A leggere il Codice Etico del Gruppo Lactis Italia detentore dei marchi come Galbani, Vallelata, Invernizzi, President, Cademartori, si viene colpiti da brividi quando appare l’evidenza “la volontà di condurre la propria attività con onestà, integrità, trasparenza, ed apertura, nel rispetto dei diritti umani degli interessi dei propri collaboratori”. Da oggi infatti la Galbani ha deciso di interrompere unilateralmente il ritiro del latte dalle stalle italiane perchè infastidita dagli allevatori che da pochi giorni hanno concretizzato un fronte comune manifestando davanti ai propri cancelli.
Davanti ad una protesta legittima e civile degli allevatori, l’industria francese risponde con una vera e propria rappresaglia; il potere ricattatorio della Lactis, dato dal mancato ritiro del latte, merce non accumulabile e deperibile, appare offensivo sia nei confronti delle nostre Aziende modello di eccellenza sia nei confronti dei consumatori beffati da un marchio legato alla tradizione nostrana.
E’ inevitabile che venga rivisto il prezzo del latte remunerato alle stalle perchè palesemente sotto i costi di produzione; sconcertante è la non partecipazione al tavolo della trattativa della revisione del prezzo chiudendo preventivamente ogni margine di dialogo. Pochi giorni fa il Gruppo Lactis ha sottoscritto in Spagna un nuovo contratto del latte con un aumento del prezzo; in Italia vige la latitanza insieme alla Grande Distribuzione Organizzata (GDO), COOP e Conad in primis.
L’unica soluzione, a nostro parere, è quello della concretizzazione del Decreto governativo per la nazionalizzazione del Gruppo Lactis in Italia così da risarcire le perdite economiche degli allevatori e dei consumatori oltre a rilanciare la qualità italiana conosciuta nel mondo con buona pace di quella francese.
Occhi puntati su quello che accadrà giovedì 12 novembre al ministero dell’Agricoltura. Assolatte, associazione che rappresenta le industrie alimentari, e le organizzazioni dei produttori di latte si incontreranno a Roma.
Il ministero non sarà al tavolo ma sta cercando di creare le migliori condizioni perché le parti arrivino a un accordo. E definiscano un prezzo di riferimento per latte. Oggi il litro passa di mano a 33 centesimi. Un valore che gli agricoltori considerano troppo basso, addirittura non in grado di coprire i costi. Di qui le proteste di questi giorni in giro per l’Italia «L’incontro con i consumatori al momento di fare la spesa – sottolinea il presidente Cerantola – ha anche l’obiettivo di dare utili consigli nell’acquisto di prodotti lattiero-caseari, per non cadere nell’inganno del falso made in Italy». Sotto accusa il latte, lo yogurt ed i formaggi spacciati come italiani per la mancanza di una normativa chiara in etichetta, ma anche per l’utilizzo di sottoprodotti, dalle cagliate alle caseine, che mettono a rischio la qualità.
«La vita o la morte delle 3.500 stalle venete in cui si mungono più di 10 milioni di quintali all’anno per un valore di 500 milioni di euro è legata a pochi centesimi stabiliti dai grandi industriali che sottopagano il latte italiano al di sotto dei costi di produzione – conclude il presidente Cerantola - sono gli stessi che hanno tentato il colpo di mano per chiedere il via libera all’uso della polvere di latte in formaggi e yogurt made in Italy. Siamo di fronte ad un vero ricatto straniero per la decisione del Governo italiano di confermare il no alla produzione di formaggi senza latte fresco alla scadenza dell’ultimatum da parte della Commissione Europea, fissato il 29 settembre scorso».
Scoppia in Italia la guerra del latte con migliaia di allevatori della Coldiretti provenienti dalle diverse regioni, che con trattori e mucche al seguito, lasciano le campagne per difendere il lavoro, gli animali, le stalle, i prati ed i pascoli custoditi da generazioni. Nell’ultimo anno si è verificata una vera strage delle stalle con l’Italia che rischia di perdere per sempre la propria produzione di latte che agli allevatori viene sottopagata al di sotto dei costi di produzione, su valori che non consentono neanche di dare da mangiare agli animali e costringono alla chiusura, con effetti irreversibili sull’occupazione, sull’economia, sull’ambiente e sulla qualità dei prodotti.
Ad avvantaggiarsene sono le importazioni di bassa qualità che vengono spacciate come Made in Italy per la mancanza di un sistema trasparente di etichettatura. La vita o la morte delle stalle italiane dipende da pochi centesimi al litro di latte prodotto. Gli allevatori italiani si ribellano e prendono d’assedio con un vero blitz obiettivi sensibili e significativi.
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14 settembre 2014 7 14 /09 /settembre /2014 21:38

Un boato e nessuna spiegazione momentanea. Le persone che hanno avuto la spiacevole sensazione di panico la hanno avuta nel Sabina e in altre zone del Reatino.

Una spiegazione successiva è stata riportata da fonti autorevoli che hanno dissipato le paure della gente. Due aerei hanno infranto la barriera del suono e il risultato è stato di molta, molta paura. I due caccia eurofighter, con ogni probabilità, stavano andando per scortare un volo, dopo un falso allarme bomba su un aereo che aveva chiesto di atterrare a Fiumicino.

Ma spieghiamo meglio cos' è questo boato.

Si parla di “muro del suono” perché la resistenza dell’aria aumenta sempre di più con l’aumentare della velocità dell’aereo, e diventa elevatissima (quasi una barriera fisica) quando la velocità si approssima a Mach 1 (1200 km/h al livello del mare, 1050 km/h a 1100 metri di quota): in quel momento le molecole d’aria non fanno più in tempo a spostarsi per lasciare spazio all’aereo e vengono urtate, provocando il famoso fenomeno del “bang” sonico.
Silenzio supersonico. Il primo uomo che superò il muro del suono fu il generale americano Chuck Yeager, su un X-1, il 14 ottobre 1947. Yeager descrisse così la sua esperienza: «A un certo punto l’ago del machmetro cominciò a oscillare: salì a 0,965 e di colpo superò il limite. Ma tutto era così tranquillo che mia nonna avrebbe potuto sedersi accanto a me a sorseggiare una limonata». Due anni fa Leonard Weinstein, della Nasa, fotografò l’onda d’urto sfruttando il diverso modo in cui la luce attraversa gli strati d’aria a seconda della loro densità.

A seconda del mezzo in cui si propaga la velocità del suono cambia: nell’aria raggiunge la apparentemente altissima velocità di circa 1200 km/h (varia in base alla temperatura). In realtà 1200 km/h non sono poi tanti se confrontati con la velocità della luce (circa 300.000 km al SECONDO), e questa differenza di velocità è evidente anche a noi poveri umani in molte occasioni… ad esempio quando guardiamo i fuochi d’artificio a poche centinaia di metri da noi il suono è palesemente in ritardo rispetto alla luce delle esplosioni in aria! Ok quindi, ma come mai se un jet raggiunge questa velocità si genera un’onda d’urto che non solo è visibile, ma è anche udibile a grandi distanze, come se avenisse uno scoppio?

Velocità inferiore a quella del suono

Passiamo alla parte intessante, dandoci una mano con queste utili immagini: Velocità inferiore a quella del suono Come sappiamo il suono generato da un oggetto in movimento viene percepito più acuto se la fonte del suono viaggia nella nostra direzione, viceversa è meno acuto se si allontana da noi (pensate al suono dell’ambulanza che si avvicina e si allontana): è l’effetto Doppler. Nell’immagine sotto si capisce il perchè: a causa del movimento dell’oggetto verso destra le onde sonore sono molto più “vicine” (ad alta frequenza) nella direzione del movimento, mentre sono più “lontane” (a bassa frequenza) nel verso opposto. Per restare nell’esempio dell’ambulanza: la sirena emette onde concentriche attorno a sè ma dato che non è immobile il centro delle onde si sposta con lei, “schiacciando” la frequenza nella direzione del movimento (e maggior frequenza significa suoni più acuti).

effettoDoppler

Animazione Effetto Doppler (wiki) Quando la fonte che genera il suono è così veloce da raggiungere la velocità di 1200 metri al secondo il suono non riesce a estendersi nella direzione in cui si muove l’oggetto, perchè il centro delle onde concentriche si sposta verso destra alla stessa velocità con cui le onde si estenderebbero in quella direzione: Velocità uguale a quella del suono

Bang sonico

Questa situazione molto particolare causa la sovrapposizione delle onde in un cono, si viene così a creare una vera e propria barriera di pressione visibile anche ad occhio nudo: il “muro” del suono! Questo effetto non è da sottovalutare, basta pensare che durante la seconda guerra mondiale alcuni aerei che cercavano di superare la velocità del suono attaccando le navi in picchiata finivano distrutti non riuscendo a sopportare questo aumento di pressione causato dalle onde sonore!!! Parliamo ora del rumore causato dal superamento della velocità del suono. Prima di tutto: il “boom sonico” in realtà sono due boom! Questi “bang” sono conseguenza del cambio di pressione che si ha tra la punta dell’aereo (altissima pressione, primo bang), la sua coda e il successivo ritorno alla pressione normale (secondo bang) quando si raggiunge la velocità del suono. Non bisogna andare per forza su un jet per provare questo particolare effetto, basta allenarsi un po’ con una frusta (se usata correttamente infatti la punta supera la velocità del suono durante il movimento)!!! La forza del boom sonico dipende dalla quantità d’aria spostata e quindi dalle dimensioni dell’oggetto ad alta velocità (ecco perchè la frusta non fa tanto rumore).

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13 settembre 2014 6 13 /09 /settembre /2014 22:27

È caccia aperta ai piranha in Cina, con tanto di premio, da quando un uomo è stato ferito gravemente alla mano mentre lavava il suo cane nel fiume Liu a sud ovest della regione autonoma di Guangxi Zhuang. Le forze dell’ordine hanno avviato una pesca intensa per catturare i pesci assassini. Il quantitativo di 10 kg di pesce è stato recuperato ma non è ancora finita. È proprio per questo motivo che le autorità hanno chiesto l’intervento dei cittadini offrendo un premio di 1000 Yuan, circa 128€, a chiunque riesca a catturarne almeno uno.

Cosi i cittadini, esperti e dilettanti, si sono improvvisati pescatori per ricevere la ricompensa.
L’uomo che era stato ferito dal piranha, è riuscito a catturare il pesce che è morto poco dopo. Il pesce morto è stato preso da alcuni agenti per essere sottoposto a controlli specifici.

Si tratterebbe di un piranha dal muso affilato tipico delle acque del Sud America. pertanto si pensa che i pesci siano stati abbandonati nel fiume da un venditore o collezionista di pesci tropicali. La questione è preoccupante in quanto molto spesso le persone fanno il bagno nel noto fiume, in cui il signor Kaibo è stato ferito. Un portavoce delle autorità governative di Liuzhou ha tranquillizzato i residenti dichiarando che il pesce tropicale non potrebbe uccidere gli esseri umani e che non potrebbe sopravvivere in acque più fredde di 15 gradi, essendo appunto un pesce tropicale.

Tuttavia alcuni esperti hanno lanciato un vero allarme sottolineando il fatto che i piranha non avrebbero dei predatori naturali in Cina e l’introduzione della specie in un habitat nuovo e sconosciuto potrebbe essere devastante, sebbene gli esseri viventi che abitano le acque sono più a rischio degli esseri umani.

Al fine di arginare il problema il governo ha avviato una serie di controlli sui mercati in cui si vendono uccelli e pesci tropicali come animali domestici.

Intanto i cittadini continuano la pesca pericolosa e qualcuno si diverte a filmare la forza di questi pesci, capaci di troncare qualsiasi cosa con i denti affilati. Nel video, infatti, pubblicato su youtube, il giovane audace stringe un piranha assassino con la mano per mostrare il mostro spaventoso del pesce che tronca un bastone con le mascelle come se al posto della bocca avesse un paio di forbici. Il video del piranha assassino è stato visualizzato oltre 900 mila volte, solo poche ore dopo essere stato messo online.

Foto di Jordi Puig

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31 agosto 2014 7 31 /08 /agosto /2014 22:33

costituzione italiana struttura

 

Ecco il video shock mandato in onda dal programma di LA7 “La Gabbia” che svela perché Renzi stia cercando di fare in fretta e furia la riforma del titolo V della Costituzione.

In poche parole, siccome la (s)vendita delle quote statali di Eni, Enel e Finmeccanica farebbero racimolare solo 12 miliardi di euro, il governo e i tecnici dei ministeri hanno individuato nelle utilities, cioè le società di proprietà di comuni e regioni che gestiscono beni comuni e vitali come acqua, luce e gas, come la vera miniera d’oro da vendere ai privati per fare cassa. 

Con la riforma del Titolo V della Costituzione in poche parole lo Stato scipperebbe i territori della gestione di questi beni da poter poi vendere. Tutto questo sarà fatto da un governo illegittimo formato da persone non elette,  grazie a  Napolitano.

 

Guardare questo video di appena 3 minuti e mezzo è un dovere di ogni cittadino.

Fonte: www.senzasoste.it

LINK

- See more at: http://www.altrainformazione.it/wp/2014/08/11/svendere-acqua-luce-e-gas-ecco-perche-la-riforma-del-titolo-v-della-costituzione-il-video-shock/#sthash.XQcoRAGJ.dpuf

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23 agosto 2014 6 23 /08 /agosto /2014 21:59

Non studiate!, esclamava Ilvo Diamanti dalle pagine di Repubblica, alcuni mesi fa. Non perdete tempo con un’attività che nel nostro paese non serve a nulla. Una provocazione diretta contro una società che sempre più pare disprezzare istruzione e cultura, come fotografa impietosamente l’ultima indagine Almalaurea: il numero dei laureati, triennali o quinquennali che siano, che trovano lavoro entro un anno dal conseguimento della laurea cala di anno in anno, come pure il loro guadagno mensile.

La svalutazione dei titoli di studio diventa ancora più evidente se si prende in considerazione il valore del dottorato di ricerca, o PhD (doctor philosophiae); gli studenti di dottorato, insieme ai "postdoc", cioè coloro che hanno ottenuto il PhD ma non sono ancora diventati ricercatori, costituiscono la spina dorsale della ricerca e dell'insegnamento universitario. Una spina dorsale spesso sottopagata – perlomeno in Italia – e legata a contratti a progetto o a finanziamenti molto difficili da ottenere, e la cui libertà (non si timbra il cartellino in università) diventa un motivo per lavorare fino a tarda sera o nei weekend. Una spina dorsale che, al di fuori dell’ambiente accademico, risulta particolarmente penalizzata, in primis per il problema del “surplus schooling”, cioè dell'avere un grado di istruzione maggiore di quanto richiesto da un determinato lavoro.

Troppo istruiti e per questo scartati, insomma. Un paradosso ben noto a quanti decidono di lasciare la carriera accademica e si ritrovano, a 35-40 anni, con un curriculum ricco di pubblicazioni e titoli, ma poco spendibile in ambiti diversi da quelli della ricerca o dell'università. A complicare tale situazione ci ha pensato, in Italia, una delle modifiche introdotte dalla riforma Gelmini alla figura del ricercatore, non più a tempo indeterminato ma finanziato per un tot di anni, dopodiché avrà una – e una soltanto – occasione di diventare professore associato. Se fallisce, addio accademia. E poi?

Ma se il Bel Paese piange, il resto del mondo certo non ride, come evidenzia un articolo uscito sull'Economist nel 2011, il cui titolo è piuttosto esplicativo: The disposable academic – Why doing a PhD is often a waste of time". Nell’articolo si parla di come, per le università, uno studente di dottorato sia economico, altamente motivato e considerabile come un lavoratore usa-e-getta, e di come ciò abbia portato a una sovrapproduzione di PhD. Tanto per dare un’idea: fra il 2005 e il 2009 dalle università americane ne sono usciti più di 100,000 mentre i nuovi posti da professore sono stati solo 16,000.

Ci ritroviamo quindi a fronteggiare un corto circuito nel sistema di produzione e gestione della conoscenza, che da un lato incoraggia le università a sfornare grandi quantità di PhD e dall’altro non riesce ad assorbire questo capitale umano e culturale, né nel mondo della ricerca né, tantomeno, al di fuori di esso. Il grande investimento economico dello Stato e l’altrettanto grande investimento economico ed emotivo dei singoli studenti rischiano così di venir vanificati, creando una massa intermedia di persone dotate di notevoli competenze ma isolate dal resto del mondo lavorativo per le quali, una volta lasciata la ricerca, riciclarsi diventa molto più difficile. Risultato: si fa passare l’idea che il dottorato sia un titolo ancora più rischioso e “inutile” della laurea. Che è proprio come dire “non studiate!”, ma non come provocazione.

Una situazione preoccupante, che non deve condurre a conclusioni sbagliate per quanto riguarda responsabilità e rimedi. Di certo il mondo accademico dovrebbe aprirsi alla meritocrazia e non limitarsi a sbandierarla come uno slogan ipocrita, così come dovrebbe tener conto delle richieste del mondo del lavoro anche durante l’educazione post-laurea, senza per questo snaturarsi. Un buon esempio, in questo senso, è dato da alcune università americane, che stanno correndo ai ripari cercando di completare il training dei loro studenti di dottorato con competenze che possano servire anche in ambiti diversi da quello accademico. Come però giustamente ammonisce Irene Tinagli, su La Stampa del 7 marzo, non ci si può limitare ad accusare la "cattiva qualità delle nostre università o le cattive abitudini dei nostri giovani" senza considerare la responsabilità delle altre parti in causa: la politica dovrebbe una volta per tutte rendersi conto che ricerca e conoscenza non sono un lusso che ci si può permettere solo in tempi di vacche grasse ma una necessità vitale per la crescita e la sopravvivenza di un paese (lo hanno ben capito due potenze emergenti come Cina e Brasile, le sole al mondo ad avere “fame” di PhD); le aziende private, invece, dovrebbero mostrare più coraggio e investire in ricerca e conoscenza, accettando che anche ciò che non porta nell’immediato a un brevetto o a un prodotto da vendere, può generare progresso e ricchezza.

Senza un cambiamento su tutti e tre i fronti rimarremo intrappolati in un loop pericoloso – imprese che non investono, università che si chiudono in sé stesse, politica che non supporta – soprattutto per un paese come il nostro, dove spesso le responsabilità vengono affrontate con la tattica dello “scarica barile”, la cui inevitabile conseguenza è lo stallo in cui ora di troviamo. Incoraggiante, in questo senso, è il Manifesto per la Cultura recentemente promosso dal Sole 24 ore, che tante adesioni sta raccogliendo e che ha anche ottenuto il plauso di tre ministri come Ornaghi, Passera e Profumo. Un segnale promettente, una scintilla nel buio che non va ignorata, se vogliamo salvarci dall’abisso.

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22 agosto 2014 5 22 /08 /agosto /2014 22:25

 

 

 

Pochi giorni fa, appare a Hermosillo, a Sonora, una spaccatura nel terreno spaventosa. Per ora misura circa 1-chilometro la sua lunghezza, per 4 metri di profondità e ben 5 metri di larghezza! 
Gli scienziati e persone interessate al fenomeno, non sanno se è stato causato da movimenti sismici o di falda. Gli esperti ipotizzano che questo possa aver creato un torrente sotterraneo che avrebbe ammorbidito il terreno sovrastante, provocandone alla fine il crollo. Le immagini sono state girate con un drone. Vedremo nelle prossime settimane se ci saranno sviluppi a riguardo.


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20 agosto 2014 3 20 /08 /agosto /2014 21:13

La pubblicità che gira tra le teri nazionali, in Italia, continua la sua corsa incessante, a trovare giovani ingenui o semplicemente ingenui, per attivare un abbonamento che a settimana, costa circa 5 euro, con una grandiosa offerta:

POTRAI VINCERE 10MILA EURO.


Intanto potrai iniziare a perdere 5 euro alla settimana.

Una bella ragazza in abiti corti, attira l' attenzione, provando a coinvolgere lo spettatore e dicendolo apertamente... con il messaggio di risposta su una banale domanda, attivi l' abbonamento, mettendoti in coda per l' eventuale vincita di 10mila euro. Un po' come sperare di comprare un gratta e vinci e prendere la massima vincita: almeno 1 su 5 milioni forse vince.

In questo caso, la vincita di un vero vincitore, diventa utopia, non credibile.

 Attenzione a queste offerte, perchè di vero hanno solo lo scopo di farvi attivare un abbonamento che preleva all' istante dei vostri soldi. Vengono additate da tutte le persone come truffe: conoscete qualcuno che dice il contrario?

Questo veniva riportato solo poco tempo fa da un altro sito:

 

Avete presente le pubblicità che stanno bombardando le reti Mediaset in questi ultimi tempi in cui una signorina ( o anche il noto conduttore Marco Predolin) vi chiedono di rispondere a quiz via sms con domande a dir poco banali tanto da raggiungere appieno la soglia del demenziale? Domande del tipo “Qual è l’animale che fa le fusa? il cane o il gatto…” oppure “Belen al Festival di Sanremo aveva il tatuaggio di una farfallina o di una patatina?” e ancora: “Quale bevanda si ottiene dal luppolo? La birra o l’aranciata…”. Insomma, domande di questo tipo, che lì per lì fanno sorridere ( e anche un po’ innervosire visto che vengono passate in continuazione), ma vi siete mai chiesti che cosa accadrebbe se si provasse a rispondere a simili quiz con un sms?

“Rispondi via sms e puoi vincere un iPhone, un’i-Pad, uno schermo piatto o 500 euro di ricarica…” dicono i presentatori di turno invitando i telespettatori a tentare la fortuna (più che ovviamente l’astuzia) ma forse non tutti sanno che dietro questi quiz si nasconde una vera e propria truffa autorizzata capace di prosciugare in un batter d’occhio tutti i vostri soldi sul cellulare e non solo…Insomma, se uno di voi volesse tentare e rispondere alle domande via sms, incapperebbe in guai a non finire, dunque sarebbe meglio non farlo e vi spieghiamo il perché… 

Chi risponde via sms per partecipare al concorso e tentare di vincere i prestigiosi premi enunciati durante lo spot infatti viene abbonato a un servizio da 24,20 euro al mese (spesso dopo l’invio di un codice da inserire in un sito internet)  che prosciuga in un batter d’occhio le  ricariche dei cellulari o con addebito in bolletta. Gli spot fanno capo ad un’azienda torinese  David2 Spa (D2), già multata in passato per pubblicità ingannevole e operazioni simili e anche in questo caso, dopo le segnalazioni dei consumatori all’Antitrust, il Codacons ha realizzato un esposto  per pubblicità ingannevole indirizzato all’Antitrust e alla  Procura della Repubblica che stanno valutando quanto denunciato dall’Associazione dei consumatori.

“Le reti Mediaset sono tempestate in questi giorni da questa pubblicità, quiz ridicoli con domande assurdamente facili” scrive il Codacons che motiva così “la pubblicità ingannevole” di tali quiz: i “caratteri minuscoli” del costo del servizio e il fatto che il concorso ha un montepremi complessivo di appena 500 euro. Bisogna quindi pagare 24,20 euro al mese fino al 14 febbraio 2013, giorno dell’estrazione, per sperare di vincerne 500. Inoltre non viene assolutamente detto come recedere dal servizio infatti è necessario andare sul sito dello spot www.allyoucan.it per informarsi. Bisogna mandare un sms con il testo “stop Aycit” al numero 48182 ma ciò però non da diritto a ricevere indietro i soldi già prosciugati. Insomma, un vero e proprio crocevia di problemi ciò che scaturisce da un  eventuale invio di sms per questo, e altre mille ragioni, sarebbe meglio evitare.( http://www.lanostratv.it/cronaca-attualita/quiz-in-tv-sui-canali-mediaset-cosa-nasconde-la-trappola-della-vincita-facile/)

 


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13 agosto 2014 3 13 /08 /agosto /2014 20:57

 

Sono ancora all' interno dell' ospedale Molinette, quasi a malincuore domani potrò uscire dalla struttura ospedaliera e dare un saluto a tutte le persone con la quale ho avuto un contatto: sono veramente tante. Mi viene quasi da chiedermmi come farò, quindi nella più rosea delle idee, spero che seguano il mio blog, dato che lo ho detto a tutti e possano leggere i miei saluti anche così.

Dal reparto MEDICINA URGENTE, ove mi hanno accolto e curato i primi giorni sopportandomi pure...vi dico grazie di cuore, dal primario Moiraghi, a tutte le persone come infermieri, dottori che per quanto posso sforzarmi, ne ignoro i nomi, ma non il viso. Ho un debito di vita e quello...vale per sempre.Per voi è un lavoro e normalità, per i pazienti suona diversamente.

Dal reparto MEDICINA 5, ove presiede con la sua dominanza e cordialità giornaliera, il primario MARTINELLI, che mi ha seguito e permesso di guarire del tutto. Che dire delle infermiere, caposala, e tutto lo staff che compone il reparto? Un grazie di cuore anche tutte e tutti voi, per la vostra dedizione e cuore per fare il vostro lavoro. Tutte le persone contano su di voi, ma poche si ricordano di ringraziare tutti i giorni e lanciare qualche sorriso. Invece a voi, no...eppure ne vedete di tutti i colori, nelle corsie.

Domani esco, continuo a fare  la mia vita e vi porto nel cuore...anche come battura verrebbe da dire polmoni.

Continuo a dirvi a voi che seguite, amici lettori, che i medici migliori e preventivi siete voi stessi e forse, quando gli altri vi dicono che vedono che state male...ascoltateli e unite il vostro giudizio, fermatevi e concedetevi la parola: se state veramente male, basta correre. Fermatevi. Riflettete e correte al riparo, guarite e ripartite alla grande. Siamo il più grande mistero della vita e della morte e sempre noi, siamo la più grande scoperta dell' universo.Oggi mi sentivo quasi bene, sento una ripresa grandiosa.

Un abbraccio

 

il conte rovescio

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12 agosto 2014 2 12 /08 /agosto /2014 20:37

Un altro giorno è trascorso, senza nessuna anomalia e particolare situazione. A parte l' aggiunta di un nuovo paziente a fianco a me che senza dubbio ha portato una sottile ventata di simpatia e cordialità. Una volta tanto la fortuna arriva anche a me e sinceramente la apprezzo anche per piccole cose. In questi pochi giorni ho avuto modo di vedere la mia salute ad un bivio estremo: o va bene o va male. Stavolta è andata bene, ma per me stesso e per voi, ricordate sempre che voi siete i principali protagonisti della vostra vita. Scegliete quello che volete, in modo da poter sorridere alla vita stessa.

Voglio vedere con occhi diversi, adesso, da questa mia negativa esperienza che mi ha portato la trascuratezza per la salute.

un abbraccio

il conte

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12 agosto 2014 2 12 /08 /agosto /2014 13:27

Un attore importante, ritengo uno dei migliori degli ultimi decenni, ha voluto dire addio a questo mondo, oppresso dalla depressione che non ha voluto mai abbandonarlo, fino ad oggi, poichè Robin Williams, è morto. E dire che era impegnato anche in un programma di riabilitazione per abuso di droga. 63 ANNI DI VITA: a comunicarlo la polizia di Marin County in California. Secondo le prime informazioni alle 11.55 del mattino il servizio di emergenza 911 ha ricevuto una chiamata che chiedeva aiuto per un uomo incosciente e con difficoltà respiratorie. Soffriva di depressione: l'attore è stato trovato morto nella sua casa di Tiburon, nella zona della baia di San Francisco in California, in quello che dallo sceriffo della contea è stato definito un apparente suicidio. Anche il presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama, ha espresso il suo cordoglio per la morte dell'attore. In una dichiarazione diffusa stanotte da Martha's Vineyard in Massachusetts, dove si trova in vacanza, Obama ha definito l'attore "unico nel suo genere", ricordando che ha condiviso il suo talento "in modo libero e generoso con coloro che ne avevano bisogno di più". Robin Williams "è arrivato nelle nostre vite come un alieno ma ha finito per toccare ogni singolo elemento dello spirito umano", ha aggiunto Obama alludendo alla serie tv Mork & Mindy degli anni '70. "La famiglia Obama offre le sue condoglianze alla famiglia Robin, ai suoi amici e a chiunque abbia trovato la propria voce grazie a Robin Williams", si legge nella nota.

  

Alla fine del corso di studi, comincia a mettersi a lavorare nei night club come cabarettista, intrattenitore e imitatore ed è proprio in una di quelle notti che viene scoperto da un direttore di casting che vuole assolutamente inserirlo nei contenitori televisivi. Williams esordirà così nel telefilm "Laugh-In" (1977), sarà la spalla di Andy Kayffman e Billy Crystal, scriverà i testi di Richard Pryor, ma sarà presente anche ne "La famiglia Bradford" e soprattutto il fortunato episodio che lo vede debuttare nel ruolo dell'alieno Mork in "Happy Days" (per la quale audizione si è presentato coi piedi in alto e in bilico sulla testa). Quell'alieno così strambo piacque così tanto che Joe GluabergDale McRaven e Garry Marshall crearono per lui la seria "Mork & Mindy" (1978-1982) che gli fecero vincere il primo di tanti Golden Globe (come miglior attore in una serie comica). Anche cantante, realizzerà l'album "Reality... What a Concept", mentre nel privato, dopo una relazione con la pornostar Christy Canyon, prenderà in moglie la ballerina (oggi produttrice televisiva) Valerie Velardi dalla quale avrà il suo primo figlio, Zachary. 

Nato a Chicago nel 1951, figlio di una famiglia benestante – il padre dirigente della Ford, la madre ex modella – Williams alterna studi tradizionali (si iscrive a scienza politiche) al desiderio di recitare. Abbandonato il college si iscrive alla Juilliard school, prestigiosa scuola di arte drammatica di New York, dove mette in mostra quella mimica che lo renderà noto al grande pubblico, pochi anni più tardi, nei panni di Mork. 

Dopo la diffusione della notizia della morte la famiglia ha diramato una nota chiedendo il rispetto della privacy nel dolore e il ricordo rispettoso dell’attore. “Questa mattina – ha scritto la moglie - ho perso mio marito e il mio migliore amico, mentre il mondo ha perso uno dei suoi più amati artisti e più belli esseri umani. Sono assolutamente con il cuore spezzato”.

Così il mondo cinematografico, dei fan e della sua cerchia familiare perdono una persona che ha fatto sognare, amare ogni espressione lato della sua vita. La sua forza era travolgente ed era un esempio per tutti i principianti che vogliono provare la strada del cinema.

Mancherai a tutti, Robin Williams, riposa in pace.

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