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17 novembre 2012 6 17 /11 /novembre /2012 07:45

  

E' doveroso iniziare sul come sia nata questa arte marziale che a livello mondiale, tutti conoscono ed apprezzano per la sua danza composta di capriole, salti, avvitamenti, volteggi, contornati da pericolosi calci.Durante il periodo del commercio degli schiavi si calcola che più di due milioni di persone vennero deportate in Brasile dall'Africa.
Questi  schiavi provenivano da diverse regioni africane e quindi possedevano culture differenti, parlavano  lingue diverse tra loro,  oltre al fatto che nella maggior parte dei casi facevano parte di tribù e etnie nemiche tra loro (cosa della quale approfittavano ampiamente i portoghesi per fare incetta di schiavi); essi  venivano distribuiti sui tre principali porti brasiliani: Bahia, Recife e Rio de Janeiro
I portoghesi  si guardavano bene dal lasciare unite  le persone appartenenti ad una stessa tribù, al fine di rendere più difficile la comunicazione e l'organizzazione per una eventuale rivolta. Queste tecniche i portoghesi le avevano già sperimentate quando avevano cercato di ridurre alla schiavitù gli indios i quali, però,  essendo  "protetti" dalla chiesa Cattolica non si erano rivelati materiale umano "adatto" alla schiavitù (come se esistesse!).
Dal primo momento in cui gli schiavi si resero conto che la  loro condizione,  loro malgrado,  era irreversibile,  cominciarono ad unirsi per organizzare la fuga e, mettendo da parte i vecchi rancori, a volte riuscivano nel loro intento.
A Recife un gruppo di 40 schiavi si ribellarono ai padrone, uccisero  tutti  coloro che non erano schiavi  e bruciarono la fazenda;  poi si dichiararono liberi e decisero di  trovare un posto in cui potessero rimanere tranquilli al sicuro dai cacciatori di schiavi. Si diressero quindi verso  le montagne della "Serra da Barriga" ed intrapresero un viaggio che durò parecchi mesi e che sarebbe stato impossibile portare a termine se non fosse stato per l'aiuto degli amici indios. Riuscirono così a trovare un luogo ideale che a causa della grande abbondanza di alberi  di palma venne chiamato Palmares. In questo luogo nacque la prima comunità di negri liberi in Brasile.
Tuttavia non si deve pensare che solo i negri africani abitassero nei cosiddetti quilombos (nome dato sucessivamente a questo tipo di comunità); infattti anche gli indios e persino alcuni europei che non erano d'accordo con le scelte politiche e sociali del regime di allora ne facevano parte.

La Serra da Barriga ospitò parecchi quilombos, ma il più grande e il più noto rimase sempre il primo: Palmares. I quilombos resistettero quasi un secolo alle varie spedizioni organizzate contro di  loro.  In queste comunità la capoeira, di cui già era nato l'embrione nelle fazendas, venne approfondita e sviluppata.

Nonostante nessuno voglia negare la grande  influenza  che  la cultura  africana ebbe sulla capoeira, non si può dire che la capoeira provenga da quel continente!
Essa è infatti il risultato di una mescolanza di culture e di movimenti che in Africa non avrebbe mai potuto avere luogo.Con  l'abolizione della schiavitù, alcuni ex-schiavi ritornarono in Africa, ma la maggior parte di loro rimase in Brasile.

I fazendeiros, però, non erano più interessati a loro come forza lavoro  (motivo principale dell'abolizione), in quanto gli  immigrati stranieri costavano meno.
Questa massa di ex-schiavi si diresse dunque verso le grandi città;  tuttavia non tutti riuscirono a trovare un lavoro e una casa (prima gli schiavi abitavano tutti insieme nella senzala che era un'abitazione costruita apposta all'interno della fazenda).
Si istallarono così nelle vicinanze delle città creando le prime bidonvilles.
Non sapendo come sopravvivere essi usavano la capoeira in diverse maniere: alcuni facevano i primi spettacoli nei pressi dei porti per i turisti e i marinai che arrivavano e con le mance compravano quel po' che riuscivano per sfamarsi; altri si organizzarono in gangs criminali  rubando e assaltando i più ricchi;  altri ancora venivano assoldati dai politici o dalle persone influenti come  "guardie del corpo" e molte volte la loro conoscenza della capoeira  veniva usata dai loro padroni (sempre padroni erano!) anche a scopi politici, come per esempio nella lotta tra  repubblicani e monarchici.
La principale attività di questi capoeristi (nome di chi pratica la capoeira) era disturbare la vita politica del Paese. Già nel 1890 anche molte persone ricche ed influenti che facevano parte dei  più alti livelli della società erano diventati praticanti della capoeira. Questo rappresentava una minaccia per il governo, per cui  venne creata una speciale forza di polizia al fine di tenere la situazione sotto controllo. Venne introdotto un rigido codice penale nel cui capitolo B erano dedicati ben 10 articoli relativi alla pratica della capoeira. In seguito una legge ancora più dura stabiliva che chiunque praticasse la capoeira, ricco o povero,  sarebbe stato espatriato. Per dare forza a questa  legge il Presidente nominò Sampaio Ferraz a capo della polizia con l'incarico di essere inflessibile (cosa per la quale peraltro era famoso) nell'eliminazione di questa "piaga sociale".  Sampaio è ritenuto il più duro capo della polizia in tutta la storia del Brasile (anche peggiore dei capi militari durante la dittatura). La  cosa interessante riguardo Sampaio era che lui stesso era  un abile capoerista, terrore di tutti coloro che lo conoscevano.
La forza speciale di Sampaio era obbligata ad imparare la capoeira per sfidare i nemici sul loro stesso terreno. Se non fosse stato per la grande resistenza dei capoeristi e per l'aiuto dato loro dalle persone influenti che li proteggevano, Sampaio sarebbe riuscito nel suo scopo.
Un  incidente causato proprio da Sampaio, però, condusse ad una crisi  di governo; intatti egli arrivò ad arrestare un membro della  famiglia di un ministro (il famoso Juca Reis).  Dopo vari tentativi di riconciliazione due ministri dettero le dimissioni e Juca venne esiliato.
Ci si aspettava che questo incidente provocasse un cambiamento. Infatti  l'opposizione al governo creò la  cosidetta  "milizia negra".  al fine di destituire il presidente. Questa milizia  era composta esclusivamente da capoeristi.
La polizia  era  impotente contro di loro e proprio quando  la situazione diventava sempre più tesa, il Brasile entrò in guerra con il Paraguai.  La milizia negra venne inviata al  fronte e quando tornò vittoriosa i suoi componenti diventarono eroi nazionali
La capoeira entrò in un'altra fase della sua storia.
 

La legge che proibiva la pratica della capoeira rimase in vigore fino al 1920; nel frattempo la si praticava come  "danza folcloristica". In luoghi nascosti, che molte volte coincidevano con i terreiros (luoghi dove veniva praticato il culto religioso dell'Umbanda  e del Candomblé), i capoeristi facevano del  loro meglio per mantenere viva la tradizione.
In quegli anni era uso che il maestro che insegnava la capoeira desse poi all'alunno uno o due soprannomi (a volte anche tre); la polIzia conosceva i capoeristi con questi soprannomi e non con la loro vera identità, il che rendeva difficile l'arresto. Questa tradizione è rimasta anche oggi: quando una persona viene battezzata le viene dato anche un soprannome.
Nel 1937, Mestre Bimba, uno dei più importanti maestri di capoeira, ricevette un invito dal presidente per fare una dimostrazione nella capitale. Dopo il successo della presentazione tornò a casa, a Salvador, con il permesso del governo per l'apertura della prima scuola di capoeira in Brasile.
Era  il  primo passo verso uno sviluppo più aperto.  Infatti  nel corso degli anni sucessivi la capoeira diventò lo sport nazionale brasiliano.
Oggi  la  capoeira  è praticata in tutto il  mondo. In Brasile, essendo parte della cultura. la capoeira è entrata ovunque anche nelle scuole, università, club e accademie militari.

            

Da sole le immagini non bastano, quindi associo volentieri due video che ritengo molto validi per mostrare nella forma completa, questa disciplina sportiva in continua crescita.

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Published by il conte rovescio - in SPORT
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