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2 marzo 2014 7 02 /03 /marzo /2014 22:40
L'Apocalisse secondo il pittore John Martin, al museo Tate Britain.

(© Tate Britain) L'Apocalisse secondo il pittore John Martin, al museo Tate Britain.

Il Vaticano ha messo in guardia: «In Siria esploderà la terza guerra mondiale». Qualcuno, nella miriade di comunità cristiane del mondo, ha estremizzato.
Puntuale, l'allarme massimo - Giudizio universale, Armageddon o Apocalisse che dir si voglia - è arrivato dagli evangelici conservatori degli Usa, in gran subbuglio per l'attacco annunciato contro il regime di Bashar al Assad.
Nucleare, armi chimiche, effetto domino: la fine del mondo è vicina, scrive il neonato blog apocalittico sulla distruzione di Damasco. Colpa del presidente Barack Obama: novello anticristo, venuto al mondo per compiere l'inquietante oracolo biblico di Isaia.
LA MALEDIZIONE BIBLICA. «Damasco cesserà di essere una città e diventerà un cumulo di rovine», scrisse il grande profeta nel Vecchio Testamento, «vi rimarranno alcuni grappoli da racimolare, come quando si bacchiano le olive. Due o tre olive in cima ai rami piú alti, quattro o cinque sui rami piú carichi, dice l'Eterno, il Dio d'Israele».
«In quel giorno», aggiunse Isaia nel suo libro del 700 a.C., «l'uomo volgerà lo sguardo al suo Creatore e i suoi occhi guarderanno al Santo d'Israele (...). In quel giorno le sue città fortificate saranno come un luogo abbandonato nella foresta. O come un ramo abbandonato davanti ai figli d'Israele. E sarà una desolazione».

Isaia: «Il tumulto dei popoli» e il «nulla dopo il terrore»

Le macerie nei sobborghi di Damasco.

(© Getty images) Le macerie nei sobborghi di Damasco.

Di solito, nelle omelie di Chiesa si allude sempre alla luce benevola e accecante di Damasco, lungo la cui strada Paolo - tra i più agguerriti anti-cristiani dell'epoca, inseguitore dei fedeli di Gesù - fu folgorato, convertendosi poi alla religione del Signore. La storia è raccontata nel Nuovo Testamento. I più ignorano invece i passaggi biblici più antichi ed enigmatici che interessano la capitale siriana.
Sempre nella profezia che precede il messaggio di Cristo, si narra infatti del «tumulto di un gran numero di popoli, che rumoreggiano come il muggito dei mari».
«IL FRAGORE DELLE NAZIONI». Come non associare le esclamazioni visionarie del profeta alle liti della «coalizione dei volenterosi» che tuona di lanciare bombe e missili contro il regime di Assad? «Le nazioni rumoreggiano come il fragore di molte acque potenti, ma Dio le minaccia (...)», proseguono gli scritti sulla fine di Damasco: «Alla sera, ecco il terrore, e prima del mattino non c'è più nulla».
Rimandi del genere hanno il potere di suggestionare anche atei e miscredenti.
IL GIORNO DELLE ANTICHE PROFEZIE. Ma per gli evangelici ultra-tradizionalisti americani del sito online ce n'è abbastanza, addirittura, per intravedere il compiersi della maledizione biblica di chi - il presidente siriano Assad e l'ex presidente iraniano antisemita Mahmoud Ahmadinejad - ha odiato il popolo d'Israele e il suo Dio.
Il giorno del giudizio incombe anche per il pastore Carl Gallups, autore del libro Il rabbino che trovò il Messia. «Siamo la prima generazione nella storia ad assistere a questi drammatici e sorprendenti allineamenti», ha affermato infervorato alla radio cristiana Wnd, «le antiche profezie si stanno compiendo davanti ai nostri occhi».

Dopo l'Apocalisse su Damasco, la discesa di Dio e la pace eterna

Aleppo, seconda città della Siria, distrutta dalla guerra civile.

(© Getty images) Aleppo, seconda città della Siria, distrutta dalla guerra civile.

Per gli evangelici più apocalittici, la caduta di Damasco è parte del processo distruttivo - guerre, persecuzioni, carestie, epidemie a catena, disastri inarrestabili (l'ascesa dell'Anticristo) - che con l'Armageddon finale porteranno, scrisse l'apostolo Giovanni nella sua apocalisse, alla seconda venuta di Cristo nel mondo.
Il bene eterno sconfiggerà il male eterno. L'umanità risorgerà. E il Dio onnipotente verrà, in gloria, a giudicare i vivi e i morti, donando loro salvezza o dannazione eterna.
Ai credenti che si preparano al passaggio devastatore di Satana, gli scettici rispondono che - nei secoli dei secoli - tra assiri, babilonesi, greci e ottomani, Damasco è stata messa a ferro e a fuoco almeno sette volte. Uscendone quasi sempre in macerie.
OBAMA L'ANTICRISTO. Teologicamente poi Obama (premio Nobel per la Pace), figurerebbe nientemeno che tra le malefiche incarnazioni dell'anticristo. «Nessuno conosce il giorno o l'ora del mio ritorno», ammonì tra l'altro Gesù nel Vangelo secondo Marco. Occhio, dunque, ai vaticini troppo frettolosi.
Soluzioni finali, con il male assoluto dei nazisti contro gli ebrei e poi le bombe atomiche sul Giappone, si sono avute anche nella Seconda guerra mondiale. Ma senza il contrappasso della pace eterna. Certo, Damasco allora non c'entrava proprio.

 

Questo, meno di un anno fa....

http://www.lettera43.it/cultura/guerra-in-siria-la-profezia-di-isaia_43675107420.htm


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Published by il conte rovescio - in profetiche
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