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7 maggio 2014 3 07 /05 /maggio /2014 21:54

Come sanno bene gli esoteristi, la tradizione alchemica trae principalmente origine dalla casta sacerdotale dell’antico Egitto. Fino ad oggi però l’ancestrale scienza della trasmutazione è stata considerata poco più di una leggenda da tutti gli accademici ortodossi. Ma ciononostante, le associazioni più misteriose, potenti e longeve della storia come la massoneria, oltre a far risalire le origini della propria conoscenza ai costruttori delle piramidi, sembrano avere avuto sempre lo stesso “chiodo fisso”, l’alchimia. Le cattedrali gotiche realizzate dalle logge massoniche esprimono infatti il compimento della “grande opera alchemica” attraverso il linguaggio ermetico e silente della simbologia pagana. E’ forse possibile ipotizzare allora che dietro le mentite spoglie di una leggenda “dura a morire” l’antica casta egizia sia riuscita veramente a tramandare alcuni grandi segreti della fisica ai suoi più stretti discendenti?

L\'alchimia nelle raffigurazioni esoteriche

L’alchimia nelle raffigurazioni esoteriche  


La testimonianza di Girolamo Segato

Nessuno fino ad ora è mai riuscito a dimostrare direttamente che la tradizione alchemica abbia avuto qualche fondamento, eppure a ben vedere, la misconosciuta storia di Girolamo Segato (1792-1836) può costituire un importante indizio in tale direzione. L’eclettico cartografo italiano infatti riuscì a produrre le prove che bastano ad acclarare una volta per tutte l’effettivo grado di conoscenza della fisica posseduto dagli antichi egizi. E la sua storia personale può quindi essere intesa metaforicamente come un sentiero tracciato nel regno oscuro dell’alchimia.

Il viaggio in Egitto

Girolamo non era solo un abile disegnatore tecnico e nutriva numerosi interessi eterogenei alla sua professione. Tra questi, occupava un posto speciale la tecnica di imbalsamazione a cui si era dedicato con passione. Fremeva quindi per conoscere la terra dei faraoni e per poter studiare le ben più raffinate tecniche di mummificazione. Partì così per il suo primo viaggio durante il quale vide le rovine dell’obelisco di Eliopoli e disegnò con grande abilità numerosi luoghi e reperti. Un secondo, importante viaggio lo effettuò nel maggio del 1820 aggregandosi ad una spedizione militare diretta nel Sudan Orientale e con l’occasione rimase ad Assuan per un mese. Abbandonata la spedizione, si inoltrò verso la Nubia con destinazione Wadi Halfa, File e quindi Elefantina da dove fece ritorno al Cairo portando con sé alcuni preziosi reperti. Il materiale che aveva recuperato interessò così tanto l’archeologo Enrico Minutoli che quest’ultimo lo convinse a partire il 19 dicembre 1820 per Saqqara dove aveva in programma di visitare la piramide di Abu-Sir. Una volta giunto a destinazione il Segato si fermò per iniziare gli scavi e le rilevazioni previste mentre il suo amico archeologo proseguì verso il Nilo. Ritornato al Cairo, riempì ben 90 casse di reperti archeologici per inviarli a Berlino su incarico del Minutoli dove purtroppo ne arrivarono solo 20 a causa di un naufragio. Ma nonostante la sciagura marittima il materiale superstite fu comunque sufficiente per inaugurare l’apertura di un museo egizio nella capitale germanica. Nei primi anni della sua permanenza in Egitto, Girolamo Segato oltre a preparare mappe, disegni e opere cartografiche si dedicò soprattutto all’archeologia e all’approfondimento della civiltà egiziana.

La clamorosa scoperta

Nel corso del tempo intensificò le sue ricerche sulla cultura egizia riproducendo e descrivendo esattamente l’allora sconosciuto cubito, l’antica unità di misura egizia. Si dedicò inoltre a esperimenti chimici e studi di alchimia utilizzando il laboratorio farmaceutico dei De Rossetti. Esaminò persino la composizione chimica dei colori dei dipinti murali egizi e gli elementi utilizzati nei processi di mummificazione arrivando a scoprire il segreto della pietrificazione dei corpi umani e animali. Realizzò quindi centinaia di esperimenti di pietrificazione perfettamente riusciti i cui reperti sono oggi materialmente visibili da tutti presso la facoltà di medicina dell’Università di Firenze (dipartimento di Anatomia, Istologia e Medicina Legale). Girolamo attirò così la morbosa attenzione degli scienziati ai quali confidò solo di avere appreso l’antica arte da un papiro egizio. Subì allora molte pressioni per rivelare le formule che aveva scoperto ma rimase sempre nel riserbo più assoluto. E qualche tempo dopo avere acquisito una certa notorietà i papiri egizi che custodiva gelosamente finirono bruciate tra le fiamme del suo laboratorio al Cairo in circostanze rimaste poco chiare. I primi riconoscimenti ufficiali sulla tecnica di pietrificazione gli giunsero nel 1835 quando l’Accademia della Valle Tiberina Toscana lo nominò socio corrispondente. Morì a soli 44 anni portandosi nella tomba il segreto del papiro egizio. A 200 anni dalla nascita il comune di Sospirolo gli dedicò un apprezzato convegno dal quale emerse soprattutto il grande contributo che il geniale Girolamo Segato ha dato all’inizio della egittologia moderna (Wolynski Arturo, “Girolamo Segato: viaggiatore, cartografo e chimici”, Stab. Giuseppe Civelli, Roma 1894; Pieri Gino, “Girolamo Segato”, Istituto Veneto di Arti Grafiche, Belluno 1936; Pocchiesa Ivano – Fornaro Mario, “Girolamo Segato esploratore dell’ignoto”, Media Diffusion Ed. Treviso 1992).

 

 

Foto di un busto e di una testa pietrificati da Girolamo Segato attualmente custodito all’Università di Firenze

 

 

Foto di un busto e di una testa pietrificati da Girolamo Segato attualmente custodito all’Università di Firenze

Foto di un busto e di una testa pietrificati da Girolamo Segato attualmente custodito all’Università di Firenze

Il principe alchimista Raimondo di Sangro

Raimondo di Sangro (Torremaggiore 1710 – Napoli 1771), discendente diretto della stirpe carolingia e gran maestro della setta massonica dei Rosacroce, rimane uno dei più oscuri e controversi personaggi della storia dell’Alchimia. Realizzò infatti numerose invenzioni che lo resero allo stesso tempo famoso ed inquietante. Di alcune di esse abbiamo le prove tangibili mentre di altre solo dei resoconti destinati a rimanere misteriosamente in bilico tra il serio ed il faceto. Stando alle testimonianze dell’epoca sembra infatti che egli sia riuscito a realizzare il “c.d. lume eterno”, un focolare in grado di bruciare per millenni e di cui troviamo menzione nelle antiche tradizioni egizie (citaz. “Iside Svelata”, M. Blavatsky). Di certo invece produsse dei mantelli impermeabili per il re Carlo III di Borbone quando ancora non si conosceva nessun procedimento di impermeabilizzazione. Il Principe insomma, dedicò tutta la sua vita all’antica arte dell’alchimia e il suo palazzo acquistò fama di essere diventato un laboratorio. Alambicchi, forni e provette finirono quindi per riempire tutti gli scantinati della sua sfarzosa dimora, il cui interno è ancora caratterizzato da complementi d’arte davvero unici al mondo. Le statue che fece realizzare hanno dell’incredibile e basta vederle per rendersene conto. Il celebre “Cristo velato” ad esempio sembra essere stato realizzato con la tecnica alchemica della pietrificazione. E pur se l’opera venne regolarmente commissionata allo scultore Giuseppe Sammartino (1720-1793) alcune cose non tornano.

 

 

 

 

 

 

 

Un particolare del volto del Cristo velato

Un particolare del volto del Cristo velato

Foto del “Cristo velato” del Principe di San Severo

Foto del “Cristo velato” del Principe di San Severo

Ufficialmente infatti, il corpo del Cristo è stato ricavato da un unico blocco, ma osservandolo bene da vicino è possibile intravedere le membra perfettamente scolpite sotto uno strato di marmo talmente sottile da risultare trasparente. Occhi, naso, bocca, mani, piedi e persino le vene del Cristo traspaiono con stupefacente realismo davanti allo sguardo incredulo di chiunque abbia avuto la possibilità di ammirarlo da vicino. Nessuno infatti sa spiegare come sia stato possibile realizzare un’ opera del genere e tutte le ipotesi tradizionali che ci possiamo porre finiscono per dovere fare i conti con l’alchimia. Peraltro non si tratta di un’ opera “solitaria” e a farle buona compagnia ne troviamo almeno altre due di pari impressionante bellezza, la “Statua della Pudicizia ” di Antonio Corradini e la “Statua del disinganno” di Francesco Queirolo .

 

 

 

 

A sin. una eloquente immagine della statua della pudicizia mentre a destra quella del disinganno, da notare che la rete è completamente in pietra ed è talmente perfetta da apparire reale.

A sin. una eloquente immagi ne della statua della pudicizia   mentre a destra quella del disinganno, da notare che la rete è completamente in pietra ed è talmente perfetta da apparire reale.

Ma mentre per la prima ritroviamo la stessa tecnica incredibile utilizzata per il Cristo velato, nella seconda possiamo osservare addirittura una complicatissima rete di pietra avvolgere la statua. Una rete che per giunta sarebbe stata ricavata dall’unico blocco a cui apparterrebbe tutta l’opera. Ma oltre ad non esistere nulla di simile al mondo, basta vedere queste sculture dal vivo o su fotografie ad alta risoluzione, per rendersi conto della loro unicità. Per quanto concerne poi le ipotesi tradizionali sulla loro realizzazione, l’unica cosa certa è che non sono all’altezza del compito di svelarne il mistero. E per tale ragione sono in molti a credere che mentre le statue regolarmente commissionate non abbiano nulla di sorprendente, la rete e i veli delle opere siano state aggiunte dopo con qualche amalgama alchemica sconosciuta. Nella cappella del Principe di S. Severo inoltre, sono conservate le c.d. macchine anatomiche, ovvero dei “manufatti” antropomorfi realmente raccapriccianti. E anche se per la scienza ufficiale (CICAP in testa) si tratterebbe solo di corpi umani eccezionalmente riprodotti, alcuni ricercatori indipendenti riconoscono nei loro dettagli una perfezione tale da generare forti sospetti che in realtà siano veri. Del resto, alcune caratteristiche funzionali sul loro presunto utilizzo medico risultano essere particolarmente inquietanti. Normalmente infatti, i modelli anatomici realizzati per scopi didattici sono dotati di una postura da riposo e di arti mobili. In questo caso invece, gli arti sono rigidi, perfettamente immobili e il braccio destro della donna è addirittura bloccato verso l’alto come se si fosse irrigidito durante l’ultimo spasmo vitale. Entrambe le “macchine anatomiche” presentano inoltre solo lo scheletro e la fitta rete di vasi sanguigni umani perfettamente definiti, cuore compreso. Ma ciò che fa venire i brividi a chi non ha mai creduto alla teoria accademica dei manichini, è la circostanza che la donna (o il fantoccio) presenta una gravidanza in atto, con lo scheletro del povero infante perfettamente visibile. Secondo una interpretazione minoritaria infatti, le c.d. macchine anatomiche non sarebbero altro che un uomo e una donna reali, trattati con qualche tipo di cocktail chimico per via endovenosa mentre erano ancora in vita. Il fluido avrebbe poi “metallizzato” i vasi sanguigni dei due corpi rendendo il materiale biologico umano irriconoscibile alle perizie scientifiche.

Foto delle “ macchine anatomiche” del Principe di San Severo

Foto delle “ macchine anatomiche” del Principe di San Severo

 

http://www.altrainformazione.it/wp/alchimia-antica-scienza-o-chimera/

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5 maggio 2014 1 05 /05 /maggio /2014 21:58

Secondo gli scienziati italiani (quelli veri) non è possibile fare previsioni sui terremoti. Eppure, dall’aprile 2009, in coincidenza del terribile sisma che devastò l’Abruzzo, L’Aquila e provincia, qualcosa cominciò a muoversi, soprattutto a livello mediatico. A cominciare dal ricercatore americano Luke Thomas, che con le sue “profezie” riesce a far discutere il mondo intero (oltre che diffondere panico assolutamente infondato), si sono susseguiti altri pseudo-esperti previsori di movimenti tellurici. Tra i più noti, senza ombra di dubbio, citiamo Giampaolo Giuliani il quale, da anni, afferma di poter prevedere i terremoti addirittura con 6/24 ore di anticipo. Peccato, però, che il suo metodo non abbia alcuna validità scientificamente riconosciuta.

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mao

Ma al “grottesco”, come si suol dire, non c’è mai fine. Attraverso il nostro lavoro, fatto di attività e tecniche volte a diffondere ed a commentare notizie tramite ogni mezzo di pubblicazione, abbiamo scovato un nuovo “esperto” previsore di eventi sismici, vulcanici e di altra natura.
Trattasi di un certo Mao Veronesi, 43enne di Cologno Monzese che, attraverso il suo Blog Previsioni A.P.M., riuscirebbe ad indicare, per mezzo di uno studio basato sull’allineamento dei pianeti, Sole, Luna, oltre all’influenza mareale, data e luogo di eventi naturali di una certa criticità. “Oltre i dati stilati tramite l’allineamento dei pianeti, la Luna, l’influenza mareale ed un sismoscopio – aggiunge Veronesi sul blog – un ulteriore precursore sismico sarebbe ritratto dalle cosiddette nubi sismiche, “nuovi strumenti” sempre in fase di studio, che da diversi mesi costituiscono un ulteriore ausilio al fine di localizzare e catalogare un possibile evento sismico nell’arco di 72 ore“. Sempre dal codesto blog, Veronesi afferma che “la priorità principale ed il senso di responsabilità verso queste tematiche è di INFORMARE e NON ALLARMARE!  Non tutto si può individuare e capire attraverso questi dati, sarebbe innaturale e impossibile,ma in questi 2 anni oltre ad approfondire lo studio su vari eventi, ho avuto numerosi riscontri. Da alcuni mesi stò lavorando anche allo studio delle nubi sismiche confrontandomi con una cara amica, collega e volevo invitare le persone che mi seguono ad inviarmi delle foto di alcuni cieli particolari nelle vostre città, con indicativamente la direzione di queste nubi. Serviranno a capire dove potrebbe esserci un movimento tellurico.  nubisismicheCi sono alcune cose che debbono accadere per vie naturali o divine che uno ci creda o meno, fanno parte del corso vitale di madre terra, di altre sappiamo quanto l’uomo stia invece mettendo in gioco il futuro di tutti per scopi personali. Come ho scritto in altre occasioni per quel che è il mio modesto sapere dal 2012 al 2017 siamo in una fase di cambiamento generale, lo si vede su diversi fronti,economici a livello mondiale,sismici,climatici,ma che credo ci porterà ad un cambiamento graduale del nostro vivere. Nessuno ha certezze e diffidate da vari siti che sparano profezie solo per farsi notare“.
Preferiamo concludere con le tre previsioni che compaiono sul Blog Previsioni A.P.M. da prendersi, per stessa ammissione dell’autore, con le pinze; previsioni, ovviamente, basate sull’allineamento di alcuni pianeti, case, Luna, dati oggettivi e singolari per ogni una di esse: 1) Il Papato di Papa Francesco sembra terminare nel 2014 compreso! Mese ipoteticam.previsto Aprile. 2) Una centrale nucleare in Francia subirà un esplosione, sempre nel 2014. Tutto ciò porterà conseguenze di emergenza in molti stati vicini compresa l’Italia. 3) L’euro e le banche europee falliranno creando un incalcolabile disastro economico,finanziario europeo e mondiale. Fine 2014, inizi 2015.

 

http://www.meteoweb.eu/2014/05/dopo-luke-thomas-e-giuliani-ecco-mao-veronesi-lultimo-veggente-dei-terremoti/281306/

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4 maggio 2014 7 04 /05 /maggio /2014 00:13

Nel 1944, ad Acambaro, nelle vicinanze di Città del Messico, Waldemar Julsrud scopri in mezzo al terreno alcuni frammenti di ceramica, fatti affiorare dalle piogge.
Da sempre appassionato di arte Waldemar Julsrud organizzò subito una squadra che, tra il 1944 ed il 1952, riportò alla luce 33.500 statuette.Le statuette di Acambaro
Le statuette ritraevano uomini e creature mostruose che ricordavano moltissimo i dinosauri. Il mondo archeologico, venuto a conoscenza della cosa, rimase stupito dal ritrovamento. Alcune statuette ritraevano uomini a cavallo di dinosauri o donne che allattavano cuccioli di dinosauro. Dato che questi animali preistorici si erano estinti molti millenni prima della comparsa dell’uomo sulla Terra gli archeologi affermarono che le statuette erano il frutto dello scherzo di un buontempone, e fecero cadere la faccenda.
Solo nel 1954 l’Instituto Nacional de Antropologia e Histo-ria commissionò un nuovo studio a quattro esperti che giudicarono autentiche le statuette, pur ribadendo l’impossibilità di un qualsiasi contatto fra uomini e dinosauri.
Fortunatamente, negli anni successivi, qualcuno si dedicò, con atteggiamenti più aperti, allo studio delle statuette.
Charles H. Hapgood si recò diverse volte nel luogo del ritrovamento dei manufatti per cercare di trovare una soluzione all’enigma.

Durante le sue ricerche Hapgood godette del pieno appoggio del capo della polizia di Acambaro, che gli concesse di condurre scavi ovunque lui ritenesse necessario.
Nel 1955 la squadra di ricerca si mise all’opera e, scavando nei luoghi più impensati, riuscì a riportare alla luce altre statuette.
Hapgood scavò persino sotto il pavimento della casa del capo della polizia, trovando numerosi reperti di notevole interesse che rappresentarono la prova dell’autenticità delle sculture, visto che la casa era stata costruita un quarto di secolo prima.
Nel 1968 fu rinvenuta una statuetta contenente materiale organico, che Hapgood inviò immediatamente ai Teledyne Isotopes Laboratories di Westwood (New Jersey) per la datazione al carbonio 14.
Il risultato colse tutti di sorpresa: i reperti avevano circa 6.500 anni.
Delle statuette non si parlò più per alcuni anni, fino a ch, nel 1973 la rivista «INFO» occupandosi nuovamente del mistero di Acambaro pubblicando i risultati della datazione con la termoluminescenza, che collocava le statuette in un periodo compreso fra il 2.700 e il 2.400 a.C.

Le statuette di Acambaro

Altri studiosi tornarono negli anni seguenti sulle statuette, tra questi John H. Tierney che commissionò ulteriori analisi a tre rappresentanti dell’Ohio State University, tenendoli però all’oscuro sulla provenienza dei campioni da analizzare.
Tierney ebbe però qualche problema, in quanto, non appena rivelò agli studiosi la provenienza del materiale esaminato, questi evitarono accuratamente ulteriori contatti.
Tierney non desistette e fece effettuare un ulteriore perizia al Geochro-me Laboratories.
Questa perizia, datata 14 Settembre 1995, conferma l’autenticità delle statuette di Acambaro, attribuendo loro un’età di circa 4.000 anni.
Quest’ultimo campione analizzato era stato raccolto da Neil Steede, archeologo americano che, secondo Tierney, non credeva minimamente all’autenticità dei ritrovamenti di Acambaro ed aveva intenzione di screditare il ritrovamento affermando che si trattava di falsi del 1900.
Nel 1997 Neil Steede, in risposta agli studi di Tierney affermò di essere riuscito a visionare ed analizzare, insieme ai suoi collaboratori, le statuette.
Steede non mise in discussione l’autenticità dei reperti ma piuttosto quella del sito del ritrovamento dove, secondo lui, non esistevano i segni lasciati da eventuali scavi precedenti.

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29 aprile 2014 2 29 /04 /aprile /2014 21:24

Cripta Walrond

 

 

 

 

Questa storia ebbe inizio nel XVIII secolo quando una ricca famiglia di piantatori delle Barbados, la famiglia Walrond, si fece costruire una cappella funebre, scavata nella solida roccia, nel cimitero di Christ Church. Questa cappella era chiusa da una massiccia lastra di marmo.

La tomba fu costruita nel 1724 da Elliott Walrond, che nel mese di maggio vi seppellì la moglie. Quando la tomba fu riaperta nei primi anni del XIX secolo, la bara e la salma erano scomparse.

Nel 1807 nella cappella fu seppellita Thomasina Goddard, appartenente alla famiglia Walrond, dopodichè la tomba passò in proprietà alla famiglia Chase, anch'essi piantatori e proprietari di schiavi.

La famiglia Chase utilizzò la cappella per seppellire due figlie, la piccola Mary Ann Chase nel 1808 seguita dalla sorella Dorcas Chase nel 1812. Sempre nel 1812, il giorno 9 agosto, la cappella fu riaperta per seppellire Thomas Chase, il padre delle due ragazze. Quando entrarono nella tomba trovarono le due bare, che in origine erano state messe una accanto all'altra, rovesciate, a faccia in giù. Non vi erano però segni di effrazione sulla porta della tomba, inoltre nella tomba non vi erano tracce di passaggio umano. La polvere ricopriva il pavimento per alcuni centimetri.

Nel 1816 la tomba fu nuovamente aperta per deporvi la salma di un parente, il piccolo Samuel Ames. Questa volta trovarono tutte le bare scoperchiate, mentre la bara di Thomasina Goddard si era praticamente dissolta e il corpo giaceva a terra. Inoltre la pesante bara di Thomas Chase, che aveva richiesto otto uomini per trasportarla, si trovava ora appoggiata ad una parete della cripta, in piedi.

Meno di due mesi dopo si celebrò un nuovo funerale nella famiglia, e una gran folla si radunò attorno alla cappella per assistere alla sepoltura di Sam Brewster. Le bare erano tutte, con l'eccezione di quella della signora Goddard che era intatta, in posizione verticale appoggiate alle pareti della cripta.

Nel 1819 la tomba fu nuovamente aperta per un'altra sepolture, e nuovamente le tombe erano nel più completo disordine, con l'eccezione di quella della signora Goddard. Lord Combermere, il governatore delle Barbados, ispezionò personalmente la cripta e fece rimettere a posto le bare sotto la sua sorveglianza, dopodichè fece porre dei sigilli sulla lastra di marmo che chiudeva la tomba.

Un anno dopo, vennero segnalati dei rumori strani provenienti dalla cappella. Il governatore raggiunse la tomba, assieme al Cancelliere Sir Schomburg e a due notabili, dove verificò che i sigilli erano ancora a posto. Poi fece aprire la tomba, trovando nuovamente i sarcofaghi rovesciati. Solamente la bara di legno di Thomasina Goddard occupava ancora il suo angolo. Questo è il referto stilato da Schomburg: “Con sbalordimento di tutti i presenti i feretri, in numero sei, furono ritrovati disseminati in giro; uno dei più grossi era rovesciato di traverso al passaggio, in modo che se la porta non fosse stata aperta verso l'esterno, non sarebbe stato possibile entrare, a meno di non spostare la lastra, con tutto il suo peso, verso l'alto...”

La cappella fu infine svuotata dei suoi occupanti, con l'eccezione della Signora Goddard, prima occupante della stessa. Venne in seguito nuovamente aperta, ma i fenomeni erano cessati e la bara della donna era ancora intatta.

 

Cosa accadde davvero in quella tomba? Se qualcuno si fosse introdotto all'interno, avrebbe sicuramente lasciato tracce. Come avrebbe potuto entrare qualcuno senza spezzare i sigilli del governatore Combermere?

Si teorizzarono delle infiltrazioni d'acqua nella tomba, che allagandola avesserò spostato le bare. Ma allora come mai la bara di Thomasina Goddard non si era spostata anch'essa?

Secondo Sir Arthur Conan Doyle, che si interessò del caso, si trattò di forze soprannaturali provocate dal suicidio di Thomas Chase e di una delle sue figlie, che protestavano contro le bare in piombo, che impedivano il rapido dissolversi delle salme.

 

Ad oggi non vi è ancora nessuna spiegazione razionale su quanto accadde.

 

Magari Paolo

http://mistero.xoom.it/virgiliowizard/la-cripta-della-famiglia-walrond

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27 aprile 2014 7 27 /04 /aprile /2014 22:15

cancella il tempo

VENTISEI SECOLI FA un uomo che viveva in una città greca sulla costa dell’odierna Turchia ebbe un’idea prodigiosa e stupefacente: E se il cielo sopra la nostra testa continuasse anche sotto i nostri piedi? E se la Terra non fosse che un grosso sasso che galleggia nello spazio, sospesa sul nulla? L’uomo si chiamava Anassimandro, la città era Mileto. L’idea, nuova nella storia del mondo, era, come ben sappiamo oggi, oltre due millenni e mezzo più tardi, giusta. Il filosofo della scienza Karl Popper ha definito quest’idea «una delle più audaci, più rivoluzionarie e più portentose della storia del pensiero umano». Ma Anassimandro ci ha lasciato un’eredità ancora più importante. Ha mostrato che la realtà non è come ci appare, che possiamo avere idee sbagliate sul mondo e che, se partiamo da una serena consapevolezza della nostra ignoranza, attenta osservazione e intelligente riflessione possono permetterci di liberarci da qualcuno degli innumerevoli pregiudizi che impastoiano i pensieri: possiamo vedere più lontano. Così facendo, Anassimandro ha iniziato un’immensa e affascinante avventura: la strada della conoscenza scientifica.

cancella il tempoSEGUENDO QUESTA STRADA abbiamo imparato che la Terra è una sfera, poi che gira su se stessa vorticosamente e corre intorno al Sole. Che Terra e Sole si attirano come la Terra attira i sassi, che lo spazio è curvo, che gli oggetti sono fatti di atomi, che il calore è il rapido movimento di questi atomi, che ci sono 100 milioni di stelle nella galassia e 100 milioni di galassie nel cielo che vediamo. Che l’Universo era nel passato una palla di fuoco esplosa in un gigantesco scoppio 14 miliardi di anni fa. Abbiamo anche imparato innumerevoli altre cose, che hanno cambiato profondamente la nostra comprensione del mondo e di noi stessi.Ogni cambiamento è difficile, perché scardina abitudini mentali e pregiudizi e richiede idee inusitate. Come è possibile, chiedevano ad Anassimandro gli antichi, che, se vado sotto alla Terra, poi io possa camminare a testa in giù? Come può il mio «sotto» diventare un «sopra»? E’ incomprensibile! E a Galileo, che difendeva l’idea di Copernico che la Terra stesse girando, i contemporanei, confusi, chiedevano come potesse essere possibile che ci stiamo muovendo, quando stiamo invece qui fermi. Cosa vogliono dire «sopra» e «sotto», «muoversi» ed «essere fermi»? Queste nozioni devono essere riviste per capire meglio il mondo. Il lettore non sorrida di queste difficoltà degli antichi. Sono le stesse che portano molti oggi a domandarsi cosa diavolo intendesse Einstein nel sostenere che un evento, che accade «prima» per me, possa accadere «dopo» per te. Ci sono passi nell’evoluzione della nostra comprensione del mondo che sono stati acquisiti dal nostro senso comune ed altri che sono ben acquisiti nell’ambito di discipline scientifiche, ma non ancora dal senso comune.

cancella il tempoOGGI LA RICERCA CONTINUA LUNGO QUESTA STRADA E METTE IN DISCUSSIONE ALTRI CONCETTI.Tra questi, ci sono le nozioni stesse di «spazio» e «tempo», come ho spiegato nella mia conferenza al Festival delle Scienze di Roma dedicato all’Universo. E se «spazio» e «tempo» non fossero strutture universali alla base del reale, ma solo approssimazioni che hanno significato per la nostra esperienza quotidiana, ma non vanno più bene per capire il mondo un po’ più in profondità? Questa idea è oggi esplorata a fondo da una vivace comunità di scienziati. L’idea non cade dal cielo, ma è stata suggerita, come dovrebbe essere sempre per la buona scienza, da osservazioni e riflessione. Le «osservazioni» sono date dallo straordinario successo empirico delle due grandi teorie fisiche del XX secolo: la Relatività generale di Einstein e la meccanica quantistica di Heisenberg, Dirac e altri. Le due teorie ci hanno insegnato cose importanti sulla Natura. Einstein ci ha insegnato che spazio e tempo sono oggetti dinamici: si agitano come una specie di immenso mollusco (l’analogia è di Einstein), in cui tutto è immerso. La meccanica quantistica ci ha insegnato che ogni oggetto dinamico ha una struttura granulare: esiste una scala di dimensioni sotto la quale l’oggetto non esiste più. La «riflessione» è lo sforzo di combinare queste grandi scoperte del XX secolo in un quadro coerente, in cui i fenomeni osservati siano comprensibili.Come Anassimandro cercava un quadro concettuale in cui fosse comprensibile che il Sole sparisca ad Occidente e ricompaia ad Oriente, così oggi cerchiamo un quadro concettuale in cui siano comprensibili le scoperte della fisica. Come Anassimandro, per comporre il nuovo quadro, ha dovuto comprendere che le nozioni di «sopra» e «sotto» dovessero essere diverse da come erano intese dal senso comune del suo tempo; così oggi dobbiamo probabilmente ripensare a fondo le nozioni di «spazio» e di «tempo».

cancella il tempoRIPENSARE COSA SIA IL TEMPO E’ IL PASSO PIU’ ARDUO.Siamo abituati a concepire l’uniforme scorrere del tempo; questo grande fiume in cui siamo immersi e che ci trascina. Ma un vero fiume è solo una danza disordinata di milioni di molecole d’acqua; vista da lontano, la danza disordinata diventa un placido e ordinato fluire, a costante velocità. E se il tempo si scomponesse anch’esso in una danza incoerente e disordinata, quando osserviamo il reale alle scale più minute? Se la nostra idea di un Grande Tempo che fluisce non fosse che una specie di approssimazione, che ha senso solo su scale «grandi»? Se per scrivere le equazioni fondamentali che descrivono il mondo fosse necessario dimenticarsi del tutto della variabile «tempo»? In fondo, come aveva osservato Newton, non osserviamo mai direttamente il tempo: osserviamo solo posizioni di oggetti che si muovono, come le lancette degli orologi. Newton aveva ben scritto che l’esistenza del tempo è una «utilissima ipotesi» per mettere ordine nella complessità del reale. Se questa ipotesi fosse utile alle nostre scale usuali, ma non più a scale molto piccole o molto grandi? Se il tempo in realtà non esistesse? Un’idea altrettanto assurda che pensare che la Terra galleggi nello spazio.Il campo di ricerca che si occupa di questi problemi si chiama «gravità quantistica»: è il nome dato alla teoria che stiamo cercando e che deve combinare Relatività generale e meccanica quantistica in un quadro coerente. E’ una teoria cercata ansiosamente da decenni, un «Santo Graal» della fisica teorica contemporanea. Negli ultimi sei-sette anni università e istituti di ricerca in tutti i maggiori paesi d’Europa – Francia, Germania, Spagna e Inghilterra – hanno assunto numerosi giovani brillanti che lavorano in questo campo. Non ovviamente in Italia, nonostante il fatto che fra gli scienziati più influenti in questo campo ci siano italiani.

cancella il tempoRECENTEMENTE LA GRAVITA’ QUANTISTICA HA VISTO RISULTATI SPETTACOLARI E INCORAGGIANTI.E’ da pochi mesi rimbalzata ovunque, per esempio, la notizia che, utilizzando la teoria della gravità quantistica chiamata «a loop», è ora possibile calcolare cosa possa essere successo «prima» del Big Bang. Finora il Big Bang, l’esplosione cosmica di 14 miliardi di anni fa, rappresentava una frontiera assoluta della conoscenza, dove tutte le equazioni finivano per diventare insufficienti. Non così le equazioni della gravità quantistica a loop. Queste, scritte già alla fine degli Anni 80, combinano Relatività generale e meccanica quantistica e oggi si comprende che ci permettono di provare a studiare la fisica stessa del Big Bang. Quello che emerge dalle equazioni, con sorpresa di tutti, è la possibilità che il Big Bang non sia stato un vero inizio della storia del mondo, ma un gigantesco rimbalzo (un «Big Bounce») di un Universo che prima si contraeva .Le equazioni della gravità quantistica a loop descrivono la dinamica dello spazio come una danza di minutissimi anellini («loop» in inglese ). Nelle equazioni non c’è la variabile tempo. Le equazioni ci forzano, quindi, a ripensare da capo il mondo, senza mettere il «tempo» alla base della struttura della realtà. Se la teoria è giusta, il tempo non esiste. Il tempo è, come la velocità media dell’acqua di un fiume, nient’altro che una nozione media e approssimata, utile solo a scale molto grandi rispetto alla trama minuta del reale. Per comprendere questa trama minuta dobbiamo fare uno sforzo di immaginazione che ci porti fuori dalle nostre abitudini: pensare il mondo senza pensare al tempo.Non sappiamo ancora se tutto ciò sia giusto. Osservazioni ed esperienze contraddiranno o confermeranno queste idee. In fondo, prima di verificare se Anassimandro, Copernico od Einstein avessero ragione, è sempre passato parecchio tempo. Ma continuiamo a cercare e a riflettere. La nostra ignoranza sul mondo è ancora immensa, ma la possiamo ridurre. Questo lungo cammino di conoscenza non è solo alla base della ricchezza delle nazioni moderne: è soprattutto, io penso, una delle avventure più belle che l’umanità abbia intrapreso.

Redatto da Pjmanc: http://ilfattaccio.org

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23 aprile 2014 3 23 /04 /aprile /2014 22:24

Mark e Scott Kelly, i due fratelli gemelli astronauti che la NASA vuole studiare per il suo esperimento di “salto temporale”

L’influenza determinante della massa sullo scorrere del tempo. La NASA inizia a sperimentare i viaggi nel tempo? Oppure si prepara ad una missione umana interstellare?

 

La NASA e la Relatività ristretta di Albert Einstein

La NASA si sta apprestando a eseguire un affascinante esperimento di fisica che ha lo scopo di sperimentare un fenomeno di “salto temporale” su due astronauti attraverso la manipolazione del tempo secondo quanto previsto dalla teoria della Relatività di Albert Einstein.

Nel 1905 il fisico tedesco aveva formulato la sua teoria sulla Relatività ristretta che si basava su due postulati. Uno riferito alla prospettiva soggettiva del ricercatore con cui vengono osservati i fenomeni naturali e l’altro con l’affermazione che la velocità della luce (300.000 km al secondo) costituisce una costante universale e rappresenta un limite della velocità di ogni altro oggetto indipendentemente dalla sorgente.

Ad esempio, se per ipotesi si sommasse la velocità di due astronavi che si allontanano tra di loro alla velocità prossima della luce, il risultato non sarà mai superiore alla velocità della luce.

Un fenomeno inspiegabile se valutato con il luogo comune con cui siamo abituati a convivere nel nostro universo sensoriale, ma che rivela la reale architettura dell’universo in grado di attribuire, per via logica, al tempo e allo spazio valori relativi.

Soprattutto Einstein, con la teoria della Relatività, ha voluto dimostrare che non esiste un tempo assoluto identico in tutto l’universo, ma lo scorrere del tempo dipende dal sistema di riferimento nel quale viene misurato. Ovvero quello che succede qui adesso sulla Terra non è simultaneo a quanto accade sul Sole o sulla Luna.

In effetti non esiste sincronicità temporale nell’universo poiché il tempo è soggetto all’influenza delle masse esistenti nello spazio e la velocità della cosiddetta “Freccia del tempo” muta continuamente in ragione di questo fenomeno.

Inoltre, la teoria relativistica prevedeva che un oggetto che si trovasse ad andare alla velocità prossima a quella della luce aumenterebbe la sua massa tanto da rallentare sensibilmente, anche in questo caso, lo scorrere del tempo. Un fenomeno già verificabile in un acceleratore di particelle. Una qualsiasi particella sub nucleare che fosse fiondata a velocità prossima di quella della luce potrebbe aumentare la propria massa sino a rallentare il suo tempo di decadimento altrimenti conosciuto in tempi più accelerati.


Il tempo è soggetto all’influenza delle masse. Una particella subatomica lanciata in un “Collider” a velocità prossima a quella della luce vede aumentare la sua massa e il tempo del suo decadimento rallenta. Se si stabilizzasse potrebbe divenire un mini buco nero

Più siamo vicini alla superficie della Terra, e quindi alla sua massa, e più lentamente scorre il tempo. Più ci allontaniamo dalla massa del pianeta e più il tempo scorre veloce. Il tempo a bordo di un satellite scorre più veloce di quello riscontrabile su un prato sulla Terra.

 

Il “paradosso dei due Gemelli”

Le premesse della teoria relativistica consentirono, nel 1937, al fisico francese Paul Langevin di formulare il cosiddetto "Paradosso dei due gemelli”.

Il “Paradosso dei gemelli” è una delle componenti più avvincenti della teoria della Relatività. Il fisico aveva ipotizzato il caso di due gemelli, uno che partiva verso lo spazio a bordo di una astronave che avrebbe viaggiato alla velocità di 260.000 km al secondo per raggiungere una stella posta alla distanza di 45 anni luce. L’altro che rimaneva a terra ad aspettare.

Entrambi i gemelli al momento della partenza avevano ciascuno 20 anni di età. Ma quando l’astronave sarebbe ritornata, dopo molti anni, i due gemelli non sarebbero stati più eguali. Al loro incontro non avrebbero avuto più la stessa età.

Il tempo risulterebbe trascorso in maniera dif­ferente per ciascuno di loro. Il gemello astronauta avrebbe 48 anni di età, mentre per quello rimasto sulla Terra il tempo trascorso risulterebbe di ben 102 anni.

Questo fenomeno, che sfugge al luogo comune con cui siamo abituati a vivere ordinariamente, sarebbe dovuto a quanto prevede la teoria della Relatività. A causa della velocità dell'astronave, prossima a quella della luce, la sua massa sarebbe aumentata a dismisura rallentando di conseguenza il tempo di bordo sino a differenziarsi sensibilmente da quello rilevato sulla Terra alla partenza dell’astronave.

 

Curiosità storiche dell’antico mondo celtico

L’effetto temporale sull’uomo suggerito dal paradosso dei due gemelli non è nuovo. Le menti speculative dell’antico druidismo celtico avevano già inserito l’evento nell’esperienza umana del tempo.

Abbiamo il caso della leggenda dell’eroe mitico Ossian o Oisin, “l’eroe che viaggiò attraverso il tempo”. Una leggenda che, curiosamente, cita ante litteram il postulato einsteniano degli effetti della massa sul tempo con l’esempio dei due gemelli che si ritrovano ad avere differenti età biologiche dopo che uno dei due era partito su una astronave che viaggiava a velocità subluminale. Ossian, innamoratosi di Niamh, una principessa celeste, salì su una nave di cristallo per viaggiare attraverso il cielo sino a Tir Nan Og, il paese dell'eterna giovinezza.


Il “Paradosso dei due gemelli” teorizzato in base alla teoria della Relatività ristretta enunciata da Einstein. Uno dei due, dopo aver viaggiato a una velocità prossima della luce, al suo ritorno risulterebbe più giovane del suo gemello rimasto sulla Terra

Secoli dopo Osin, avendo nostalgia della sua terra, ritornò dal suo popolo, ma le cose durante il tempo da lui passato a Tir Nan Og erano cambiate: i cristiani avevano scacciato da secoli gli antichi Dei. La leggenda dice che San Patrizio, impietosito dalla nostalgia del povero Osin per il suo mondo perduto, divenne suo amico e si fece raccontare tutte le storie riguardanti i suoi antenati. Cercò anche di convertirlo, ma Oisin desistette e visse ancora molti anni, conservando la memoria perduta delle tradizioni del suo popolo nei propri canti e poemi.

Possiamo ancora citare, tra gli altri racconti celtici, il mito a tema “temporale” di re Herla che, anche lui, “viaggiò attraverso il tempo”.

La leggenda narra che Herla, arcaico re dei più antichi Bretoni della terra di Bretagna, fu avvicinato dal re degli Inferi. Questi era vestito di scuro, aveva la testa grandissima e sembrava un pigmeo per via della sua bassa statura, che non superava quella di una scimmia.

Il misterioso personaggio invitò il re bretone a raggiungere il suo mondo per partecipare ai festeggiamenti delle sue nozze. Dopo un anno re Herla si mise in cammino, accompagnato da una nutrita scorta di cavalieri, guidato dal pigmeo. Giunti ad una altissima rupe entrarono in una lunga cavità costellata da lumi (un wormhole ante litteram?). Giunto in un palazzo simile a quello del dio Sole vennero celebrate le nozze e quindi il re Herla prese congedo per ripartire carico di doni e passando ancora una volta per il lungo cunicolo ritornò sulla Terra.

Uscito dal cunicolo alla luce del sole ed al proprio regno, re Herla incontrò un vecchio pastore e gli chiese notizie della regina sua moglie, ma il contadino guardandolo con stupore rispose che capiva a stento la sua lingua perché lui era Sassone e parlava male il bretone. Aggiungendo che la regina apparteneva alla leggenda popolare e che era ormai da più di duecento anni che i Sassoni avevano conquistato le terre in cui si trovavano in quel momento.

 

Il paradosso e la verifica con gli orologi atomici

Il paradosso dei due gemelli non rappresenta solamente l’esito virtuale di una teoria matematica che porta alla sua enunciazione. Infatti, nel tempo, sono stati eseguiti anche esperimenti basati su una precisa strumentazione che hanno dimostrato la sua realtà fenomenica e che quindi hanno convalidato teoria della non sincronicità degli eventi che era stata predetta da Einstein.

Negli anni ‘60 in Italia venne condotto un esperimento per verificare il fenomeno di rallentamento del tempo in rapporto all’azione delle masse gravitazionali applicando l'effetto Mossbauer, che consente di utilizzare i nuclei atomici come orologi estremamente precisi.

Due orologi atomici dopo essere stati tarati sullo stesso tempo vennero separati. Uno fu portato in cima al Cervino, in Piemonte, l'altro rimase in attesa in la­boratorio.


Mark Kelly durante la conferenza al CERN di Ginevra documentata da Shan Newspaper

Quando, al termine dell'esperimento, i due orologi furono messi a confronto, quello tenuto in vetta risultò essere in anticipo di qual­che miliardesimo di secondo rispetto a quello lasciato al livello del mare. Ovvero in cima alla montagna il tempo scorreva più veloce.

Nel 1972, negli USA, venne ripetuto l'esperimento con altri due orologi atomici all'idrogeno. Uno di questi venne caricato su un aereo mili­tare che si alzò per volare per alcune ore ad alta quota, mentre l’altro rimase nel laboratorio dei tecnici in attesa.

Quando fu riportato a terra, l'orologio aveva anticipato di un miliardesimo di secondo il suo gemello lasciato a terra. Risultò evidente che a bordo dell'aereo, lontano dalla mas­sa della Terra, il tempo era scorso più velocemente di quanto era avvenuto al suolo.

 

L’esperimento attuale della NASA

La NASA non ha ovviamente la possibilità di far viaggiare un’astronave a una velocità prossima a quella della luce, ma ha disposizione nel suo organico due astronauti gemelli, Scott e Mark Kelly, che può utilizzare per attuare un esperimento che possa comunque verificare gli effetti della teoria relativistica di Einstein sugli esseri umani.

È previsto che nel marzo del 2015 uno dei due, Scott Kelly, raggiungerà il cosmonauta russo Mikhail Kornienko sulla ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, per una missione della durata di un anno. L’astronauta Scott Kelly si troverà a viaggiare in orbita per 365 giorni alla velocità di 27 mila chilometri orari, ad una altezza posta tra i 278 km e i 460 km lontano dalla Terra e quindi fuori dall’effetto di rallentamento temporale dovuto alla sua massa gravitazionale.

Suo fratello Mark resterà invece, per tutto il tempo dell’esperimento, sulla superficie della Terra.

Alla fine della missione i due gemelli si ritroveranno nuovamente insieme e la NASA dovrà accertare se sono ancora fisiologicamente identici, confermando, ancora una volta, la teoria einsteniana.

La NASA spera di ricavare dall’esperimento anche altre varie conoscenze utili sulle modifiche che un organismo subisce in una lunga permanenza nello spazio.

 

La verifica dell’invecchiamento dell’astronauta in orbita

“Per la prima volta”, ha detto Craig Kundrot, dello Human Research Program della NASA, ”faremo esperimenti su due individui che sono geneticamente identici e li studieremo a fondo, dal livello biomolecolare a quello psicologico”.

Uno dei dieci esperimenti della NASA in programma prevede di somministrare contemporaneamente ai due gemelli un vaccino anti influenzale e capire meglio perché il sistema immunitario si indebolisce in orbita. Un altro test riguarderà la visione ottica, dato che gli astronauti nella Stazione non riescono più ad usare gli occhiali che andavano bene sulla Terra.

Verranno studiati anche i batteri che favoriscono la digestione, facendo mangiare ai due gemelli lo stesso cibo.


I cinque astronauti della ISS al CERN di Ginevra (dal reportage di Shan Newspaper)

L’ultimo esperimento, riguardante in specifico la verifica del paradosso einsteniano, sarà riferito all’esame dei telomeri del DNA, le parti terminali del cromosoma, dei due gemelli messi successivamente a confronto. L’accorciamento dei telomeri è messo in relazione all’invecchiamento degli esseri umani. Nello spazio il decadimento dei telomeri dovrà risultare più accelerato, pertanto quando Scott tornerà sulla Terra risulterà certamente essere più vecchio di Mark.

Se così sarà, come ci si aspetta, ancora una volta verrà data conferma alla teoria della non sincronicità degli eventi nello spazio enunciata da Albert Einstein.

 

Perché la NASA si occupa di questo esperimento?

Ma perché la NASA vuol fare una ricerca sulla manifestazione del Paradosso sugli esseri umani? Solamente curiosità scientifica fine a se stessa? Oppure c’è dell’altro?

La NASA si prepara forse a studiare la possibilità dei viaggi nel tempo utilizzando l’alterazione del flusso temporale che si sta prospettando negli esperimenti effettuati negli acceleratori di particelle degli scienziati di tutto il pianeta che stanno aumentando sempre più le loro capacità elettromagnetiche?

Del resto, costruire una “macchina del tempo” non sembra più appartenere al dominio della sola fantascienza. Oggi molti ricercatori moderni delle varie università di ricerca sono convinti che sia possibile costruirla, almeno sul piano teorico. Alcuni vanno anche più in là.

È questa idea lo statunitense Kip Thorne, noto negli ambienti scientifici per aver scritto un poderoso trattato sulla relatività, che suggeriva l’utilizzo della massa di un buco nero per consentire agli astronauti di viaggiare perlomeno verso il futuro.

Condividono la sua tesi gli astrofisici statunitensi Ulvi Yurtsever e Michael Morris e l’équipe di ricercatori francesi del Centro Nazionale di Ricerca Scientifica di Meudon presso Parigi.

Si aggiunge a questa convinzione anche lo scienziato inglese Stephen Hawking, secondo il quale viaggiare nel tempo oggi non è più un’utopia, né una semplice speculazione filosofica, ma è solamente una questione di fondi finanziari da destinare all’impresa, lasciando anche intendere che probabilmente qualche gruppo di ricerca governativo americano è già al lavoro sul tema.

Due scienziati israeliani, Amos Ori e Yakir Aharonov dell’università di Tel Aviv, hanno proposto la possibilità di mettere a punto concretamente una macchina del tempo utilizzando un mini buco nero da costruire in laboratorio a mezzo di un Collider. Il buco nero non dovrebbe avere necessariamente grandi dimensioni, ma avrebbe egualmente la capacità di sovvertire il flusso unidirezionale della “Freccia del Tempo” e quindi consentirebbe a una capsula temporale e ai suoi “crononauti” di spostarsi, a piacere, avanti e indietro attraverso le epoche. E non solo attraverso il tempo, ma consentirebbe anche di spostarsi rapidamente da una stella all’altra dello spazio accorciando istantaneamente le distanze esistenti.

E se la NASA stesse invece pensando di organizzare una missione interstellare umana nello spazio?


Il progetto di una nave interstellare della NASA dotata di propulsori Visimr destinata a portare astronauti sino alle più vicine stelle della Terra. La propulsione al plasma consentirebbe di coprire in breve tempo grandi distanze dello spazio

Tutto porta a pensare che una missione spaziale dalla Terra destinata a raggiungere una stella, anche verso una di quelle che sono in prossimità del nostro pianeta, sia molto più complessa e difficoltosa rispetto a quella sulla Luna delle missioni Apollo, e che possa comportare grandi sacrifici tra i componenti degli equipaggi che vi parteciperanno, prevedendo un viaggio che richiederebbe, tra andata e ritorno, molte decine di anni di permanenza nello spazio.

Ma questo ad oggi sembrerebbe essere un problema facilmente sormontabile. Nel 2000 venne avviato da parte di Franklin Chang-Diaz un progetto definito “VASIMR”, ovvero Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket, che prevedeva la realizzazione di un nuovo tipo di propulsore, non più basato sulla combustione di propellente ordinario, ma sull’emissione a impulsi di getti di plasma. Con un propulsore VASIMR si potrebbe andare sino alla più vicina stella, rimanerci in orbita e ritornare sulla Terra in un periodo massimo di tre-quattro anni in totale.

Il primo propulsore ionico operativo fu costruito da Harold R. Kaufman nel 1959 presso le fabbriche della NASA nel Glenn Research Center. Era simile al disegno generico di un propulsore ionico a griglia elettrostatica che usava mercurio come carburante. Durante gli anni Sessanta seguirono i test suborbitali del motore che nel 1964 venne mandato in volo suborbitale sulla SERT-1, la “Space Electric Rocket Test 1”. Il motore a spinta ionica funzionò con successo per 31 minuti nello spazio per poi ricadere sulla Terra.

Tuttavia, la tecnologia spaziale da allora è evoluta. Nel 2003 l’agenzia spaziale giapponese ha inviato la sonda Hayabusa nello spazio profondo sino alla fascia degli asteroidi, dotata della spinta di ben quattro motori ionici allo xeno, generati da microonde ECR e un materiale in carbonio composito per la griglia di accelerazione resistente all’erosione. La sonda giapponese ha raggiunto e fotografato con successo l’asteroide 25143 Itokawa, rimanendovi in prossimità per molti mesi raccogliendo campioni e varie informazioni.

E per la cronaca, proprio in questi ultimi tempi, si stanno ultimando dei prototipi ufficiali di propulsori VASIMR che l’azienda commerciale Ad Astra sta vendendo alla NASA, da destinare alla ISS per aiutarla nella sua stabilizzazione orbitale. La ISS infatti deve continuare a correggere la propria orbita per non precipitare sulla Terra, con un grande dispendio di carburante e di denaro. I propulsori VASIMR consentiranno di svolgere la stessa missione, ma con maggiore efficienza e con costi infinitamente inferiori.

http://www.shan-newspaper.com/web/scienze/1100-la-nasa-e-il-paradosso-dei-due-gemelli.html

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22 aprile 2014 2 22 /04 /aprile /2014 21:45

 

La Città del Vaticano è il cuore della chiesa cattolica e il Papa (Pontifex Maximus) è il capo della chiesa e il leader supremo "spirituale" di tutti i cattolici del mondo.  Ma il Vaticano nasconde alcuni dei segreti più oscuri che si possano immaginare.


Sedes Sacrorum (SS)
Sedes Sacrorum -  Etimologia

Sedes Sacrorum (Santa Sede) è il sigillo dello Stato della Città del Vaticano.  
 

"Il Culto Romano * che controlla la Chiesa cattolica sostiene che la prima persona ad utilizzare il concetto di Santa Sede fu San Pietro. Questo, naturalmente, è impossibile in quanto l'etimologia della parola "Sedes" e il suo significato associato non esistevano fino a centinaia di anni dopo l'esecuzione di San Pietro nel 70 dC e l'assedio di Gerusalemme. " [1] 

 
  

  
* Il Culto Romano è un gruppo ombra di satanisti assetati di sangue, che è stato coinvolto nel "sacrificio di bambini, nel rogo delle persone (dal 11 ° secolo dC), nel culto demoniaco e nel celibato assoluto per i suoi preti .
 
Papa Francesco stemma
Dal 1 ° secolo aC, il suo sacerdote più alto di rango noto come 'Pontefice' - una posizione ereditaria controllata da un pugno di antiche famiglie - ha reclamato l'antico titolo di Pontefice Massimo, dopo che gli imperatori romani lo posero come sommo sacerdote dello stato culto della Magna Mater (Cibele). 
 
 
Gelosamente legati alla loro eredità pagana e al diritto di sacrificare le persone per i loro dei (demoni), le famiglie sacerdotali furono bandite da Roma più di una volta insieme alla chiusura del tempio Vaticano. 
 
 
 
Tuttavia, durante i periodi tumultuosi della storia Romana dopo il crollo di Roma come centro dell'Impero, i sommi sacerdoti pagani assunsero il ruolo di leader della comunità  Romana e per più di un periodo, tornarono apertamente alle loro pratiche pagane come il sacrificio di bambini, cannibalismo e il culto demoniaco dal 590 al 752, dal 847 al 872 e anche il più tardi nel 896, e 1057. " [2] 
 

"Sotto il pontificato di Innocenzo VIII, il ruolo dell'Inquisizione e dell'Inquisitore è cambiato per aumentare la propria autorità legale e spirituale nei confronti degli eretici ". Intorno 1483 Tomás de Torquemada è stato nominato inquisitore Generale di Aragona, Valencia e Catalogna.  
I suoi torturatori e le milizie speciali sono stati poi benedetti con il giuramento del più alto ordine sacro del Culto Romano. Quello della SS o Cavalieri della Sedes Sacrorum. 
Come ordine militare della Chiesa Cattolica Romana, ai Cavalieri della Sedes Sacrorum (SS ) furono conferiti, dagli ordinamenti giuridici del Romano Pontefice, a nome della Chiesa Madre, i poteri  di condurre la  Santa Inquisizione contro tutti  gli eretici, tollerando omicidi, torture al fine di proteggere il nome della Santa Chiesa Cattolica Romana e rappresentare direttamente sul territorio gli interessi della Santa Sede.
In quanto ordine spirituale della Chiesa cattolica romana, alla SS - fu conferita la grazia straordinaria cattolica vedendo così perdonati tutti i loro peccati anche quelli più violenti ed efferatiIn altre parole, le truppe del Grande Inquisitore Tomás de Torquemada furono il primo ordine religioso militare ad aver avuto in concessione, l'immunità dal Papa per i suoi atti di violenza, tortura, terrore.  
 
Gli ultimi sacrifici rituali sotto la Santa Inquisizione avvennero nei primi anni del 19° secolo. Entro l'inizio del 20 ° secolo, ci sono stati meno di un centinaio di soldati delle SS ancora assegnati alla Santa Inquisizione.Tuttavia, dopo la nomina di P. Heinrich Himmler SJ nel 1929 per l'NSDAP, in Germania, una nuova SS (Cavalieri della Sedes Sacrorum, un esercito di diverse centinaia di migliaia di unità ) è stato creato nel 1939 per intraprendere la più grande singola Inquisizione mai intrapresa dal Culto Romano - con oltre 18 milioni di persone innocenti bruciati vivi nei forni in Russia e Polonia.  

Le SS tedesche furono sciolte alla fine della seconda guerra mondiale, e con il Rotolo Romano furono consegnate alle SS degli Stati Uniti (Secret Service / Sedes Sacrorum ) dal 1945. Le SS degli Stati Uniti furono ufficialmente create, ( come forza militare / spirituale ) dopo l'assassinio del presidente William McKinley nel 1901. Dopo la messa in scena della sparatoria fuori da Blair House nel 1950, gli Stati Uniti hanno avuto dalle SS la protezione assoluta del presidente degli Stati Uniti, che lo teneva prigioniero virtuale dello Stato con il pretesto della protezione ufficiale ". [3] 


 Il Codice Nascosto della SS

 
Babilonese raffigurazione di sacerdoti con abiti di pesce,
di lavoro con l'albero della vita, mentre si tiene pigne
(ghiandola pineale) e secchi - segni di avanzate
conoscenze nel campo della genetica - di essere overwatched
da "dio" in nave battente
Sia lo stemma della  Santa Sede che lo stemma di Papa Francesco hanno la mitra papale nel centro, che è un copri capo indossato dai cardinali e dal papa e risale ai sacerdoti Dagon , più di 4.500 anni fa. Vista di profilo, la mitra si presenta come una testa di pesce con la bocca aperta, e questo è esattamente ciò che rappresenta.E 'il culto del pesce "dio", che presumibilmente è venuto fuori dall'acqua e ha offerto una grande conoscenza alla gente. Il simbolo "cristiano" del pesce rappresenta lo stesso Dio Dagon.  

 
Dagon o Oannes era "un dio pesce " che ha impartito una grande conoscenza alla gente.  Insegnò loro a costruire città, la matematica le leggi geometriche e molto altro. "Di notte andava in mare per trascorrere la nottata, perché era anfibio, aveva la testa di un uomo coperta dalla testa di un pesce, e aveva le gambe ed i piedi di un uomo e il busto di un uomo, ma era coperto dalle squame e la coda di un pesce ". - Beroso, da frammenti antichi (Isaac Preston Cory) [4] 


Secondo il "Libro Perduto di Enki", il pesce "dio" non era altro che Ea (più tardi conosciuto come Enki), che fece atterrare la sua enorme nave spaziale sull'acqua e dalla quale uscì costruendo il primo insediamento Anunnaki sulla Terra. Lo chiamò Edin, che significava "la casa da lontano." 
 

In conclusione, Enki o indossava una tuta spaziale, o egli è raffigurato in forma non-umana. ! Affascinante


Il fondatore di questa religione era Nimrod - il re di Sennaar e il pronipote di Noè / Ziusudra, che a sua volta era figlio di Enki e di una terrestre - della linea reale di sangue Anunnaki. Molte delle stirpi "reali" di oggi sono discendenti  di Nimrod. 


Le chiavi si trovano su entrambi i loghi e il modo in cui sono posizionate, fa riferimento a un  segreto diligentemente custodito. Nel simbolismo, la chiave rappresenta la conoscenza bloccato e / o segreti custoditi. Ma qual è il segreto che protegge il Vaticano? Il modo in cui  sono posizionati è solo un piccolo indizio, indecifrabile per la gente comune.  


Fortunatamente,  il codice nascosto del Vaticano è stato in parte decifrato ed intuito dallo scrittore e ricercatore Wayne Herschel , basando la sua ricerca su un pittogramma puzzle trovato manoscritto "Chiave di Salomone ".

La pergamena ebraica contenente il Segreto della Chiave di Salomone
Copyright: Chiave di Wayne Herschel di Salomone
Credit: Wayne Herschel YouTube
La "Chiave di Salomone" sblocca il mistero dietro le costellazioni madre degli "dei", e sarà una sorpresa  identificarli come la cintura di Orione e le Pleiadi ... le stesse due costellazioni evidenziate da tutte le civiltà avanzate  e ossessivamente adorate dalla "elite" fin da allora.
Sopra: la cintura di Orione, le Pleiadi e la stella del Ra (alias Marduk)
sotto: Il Vaticano rappresenta la cintura di Orione, mentre i Sette Colli di Roma
rappresentano le Pleiadi. Il triangolo formato dagli obelischi egiziani che si trovano in
piazza del Popolo e di fronte al Pantheon, insieme a Castel Sant'Angelo
(usata anche da parte dell'Inquisizione romana come prigione per "eretici"), rappresenta
le stelle Trinità. La Fortezza stella rappresenta anche la stella di Ra (Marduk).
Credit: Wayne Herschel
Decifrando ulteriormente i segreti delle SS, vorrei ora sottoporre alla vostra attenzione la  croce , che per loro rappresenta probabilmente la croce formata dalle stelle della costellazione di Orione.  Un'altra teoria si riferisce alla croce come rappresentazione di un'altro delle loro presunte provenienze, Nibiru (letteralmente, il pianeta della traversata) [5]

Il simbolo di Chi-Rho "cristiano" probabilmente raffigura le costellazioni di Orione e le Pleiadi:

Il simbolo di Chi-Rho "cristiano"
A destra: la costellazione di Orione e la traversata
a sinistra: le Pleiadi, la Trinità e la star di "dei"
Credit: Wayne Herschel
Per la gente comune la croce rappresenta un omaggio portato a Gesù Cristo e il Suo grande sacrificio, ma come ho mostrato prima, la croce precede la crocifissione di Cristo da millenni . Per loro, ha una simbologia diversa. 

 Sullo stemma di  Papa Francesco  possiamo anche osservare: un sole, una stella a otto punte e una pigna.  

Il sole rappresenta probabilmente la stella degli dei (presentata dalla Ra / Marduk come sua stella casa). 


La stella a otto punte rappresenta  Melchisedec, che era il re di Salem e sacerdote del "più alto di tutti gli dei". Alcuni teologi hanno supposto che potesse essere stato Sem, figlio di Noè / Ziusudra, e nonno di Nimrod (che più tardi divenne il re di Sennaar e sacerdote del dio pesce, come ho spiegato in precedenza). In Massoneria, Melchisedec è collegata con il grado di Sommo Sacerdozio (alto rango muratore). [6] 


La pigna è una rappresentazione simbolica della ghiandola pineale, che è anche conosciuto come il terzo occhio e l'occhio di Horus egizio:

Sinistra: Occhio egizio di Horus
destra: la ghiandola pineale
Il nome pineale deriva dalla somiglianza della ghiandola con una pigna. La pigna come simbolo della conoscenza suprema può essere trovata in molte culture antiche (ad esempio babilonese, egiziana) e il culto romano (la società segreta che controlla il Vaticano) la venera costantemente. Una gigantesca statua di un cono di pino può essere trovata nel cortile interno del Vaticano e anche scolpito sul personale papale . 

 In conclusione, il Vaticano non è un luogo di amore e di pace, come si potrebbe immaginare. E 'un luogo di rituali oscuri e  grande segretezza . Il loro scopo è quello di ridurre in schiavitù il genere umano attraverso l'indottrinamento, la paura e il controllo. E perché la gente teme ciò che non capisce che l'influenza del Vaticano e della Chiesa Cattolica è immensa - più grande di ogni esercito, tiranno o del governo. Essi sono anche la più grande potenza finanziaria sulla Terra e continueranno ad esercitare la loro influenza per tutto il tempo che la specie umana continuerà a dormire. 

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21 aprile 2014 1 21 /04 /aprile /2014 21:47

Caro Diario,

Quanto segue é estremamente personale. Non l'ho raccontato che a pochissimi Fratelli e Sorelle.
Ho deciso di condividerlo con tutti in quanto il momento é maturo.

UPDATE: Ripubblico questo articolo per favorire la riflessione sul momento che tutti prima o poi affronteremo: la morte.  In questa versione ho aggiunto le foto del luogo dell'incidente e una scansione di un articolo sui fatti uscito su un giornale locale.

Il 3 Agosto 1985 era uno di quei giorni Siciliani d'estate infinita. Stavo tornando dal mare. Il mio vecchio motorino di “settima mano” arrancava mentre si arrampicava per i paesini dell'Etna.
Mio cugino Marco, 15 anni, si teneva aggrappato a me con la brezza estiva fra i capelli ricci.
Tentavamo di raggiungere la localitá Viscalori, vicino a Viagrande dove eravamo in villeggiatura, ma il vecchio mezzo surriscaldato non ce la faceva proprio a tirarci su. A un certo punto, nella salita piú difficile, si spense. Decidemmo allora di prendere un altra strada, piú lunga ma con meno salita. Fu una scelta che si sarebbe dimostrata fatale.
Tornammo indietro, lungo la piccola strada contornata dai muri a secco di pietra lavica.
Fino all'incrocio.
una recente foto dell'incrocio. Ancora oggi il segno di stop per terra é invisibile e non vi é uno specchio per osservre le macchine in arrivo dalla sinistra. All'epoca dell'incidente la siepe sulla sinistra era molto piú evidente. 
Guardai a destra e sinistra. Non vedendo arrivare nessuno decisi di passare.
Accelerai per arrivare dalla parte opposta della strada e.... il motorino si spense di nuovo, lasciandoci nel bel mezzo della strada. 
Fu allora che, come nel peggiore degli incubi, vidi un automobile uscire dalla curva a velocità folle. Rimasi paralizzato dall'orrore: l'impatto era inevitabile.  Chiusi gli occhi sperando che si verificasse un miracolo. A qual punto il tempo sembró rallentare. L'autista - non ne ho mai saputo il nome-  ci vide e frenó... lasciando circa 16 metri di gomme sull'asfalto.
Il rombo dell'auto. 
...Lo stridore dei freni. 
...L'orrendo rumore dell'impatto.
...Sedici metri di frenata.
Nonostante questo, l'impatto fu devastante. 
Marco fu lanciato in alto, poi ricadde sulla la testa sfondando il parabrezza della macchina.
Nell'impatto l'auto mi prese in pieno, maciullandomi completamente la gamba sinistra. Mi lanció in aria lateralmente a 8-10 metri di distanza. Quando atterrai sul duro asfalto, entrambe le estremitá destre si spezzarono. La perizia certificò in seguito che l'automobile viaggiava a piú di 100 Km orari
Rimasi li, sull'asfalto, come una bambola spezzata per QUATTRO ore.
Il tre di agosto, di sabato, in Sicilia non si muove nulla. Tutte le ambulanze erano “in ferie”. Sapete, un altro di quei casi di “mala sanitá”.
articolo della "Sicilia" sui fatti
 
Nessuno osava muovermi, per timore di aggravare le mie condizioni.  Avevo 23 fratture esposte nella gamba sinistra, 12 nella gamba destra, il braccio destro spezzato. Continuavo a sanguinare da tutte queste ferite, l'asfalto era rosso di sangue. Alla fine ne persi qualcosa come quattro litri. In seguito i medici dissero che avevo perduto piú sangue di quanto un essere umano possegga. Vedevo mio cugino, anche lui immerso in una pozza di sangue, non so se era il mio o il suo. Quando l'ambulanza finalmente arrivó mi diedero per spacciato. 
Eppure sono qui a raccontarlo.

il segno di Marco

Mio cugino, invece, un ragazzino di 15 anni, aveva solo un polso spezzato. Ma la botta che aveva preso in testa si riveló mortale. Lasció il suo corpo fisico dopo cinque giorni di coma. Marco era un giovane sensibile alle tematiche sociali, geniale fumettista. I suoi genitori, straziati dalla perdita dell'unico figlio avuto in tarda etá, dedicarono il resto della loro vita allo stabilimento della fondazione Marco Montalbano per il fumetto.
Passai settimane fra la vita e la morte. Subendo diverse operazioni. I medici non riuscivano a credere che rimanessi in vita. Eppure accadde. Il recupero duró piú di un anno. Ancora oggi soffro delle conseguenze di quell'evento.

l'Esperienza della morte

Fin qui i fatti nudi e crudi. Ma il motivo per cui scrivo queste parole é per raccontare di qualcosa che va molto oltre.
Durante tutto il tempo dell'incidente rimasi cosciente.
A parte circa 10 minuti fra il momento dell'impatto e l'arrivo dei primi testimoni.
Questi pochi istanti hanno cambiato la mia vita. E non solo.
Quando il corpo fisico di Giuseppe si schiantó sull'asfalto, la sua essenza - alcuni la chiamano anima -  fu separata da esso.
Venne come risucchiata in un tunnel strettissimo, come una pallina in un tubo a vuoto. Era tutto velocissimo.
Io ero quell'essenza.
Avevo un forte senso di nausea e disorientamento, come quando si sta sulle montagne russe.
A circa ¾ del tunnel il viaggio vorticoso si fermó all'improvviso. Non era un luogo particolare, sembrava un qualunque pezzo del tunnel.
Lí inizió il Giudizio.
Era come vedere un film con il tasto fast foward premuto.
Una sequenza accelerata delle scene cruciali della mia vita, che si bloccava per un nano secondo per darmi la possibilità di decidere.
In quel momento avevo la facoltá di comprendere con esattezza se le scelte che avevo fatto in quei momenti fossero GiuSTe. Comprendevo chiaramente come il senso della vita consistesse proprio in una serie di questi "esami". Non vi era nessun dio a giudicarmi. Solo me, che osservavo spassionatamente il risultato di quella esistenza.
In alcuni casi la risposta corretta era evidente, in altri sorprendente. Proteggere la vita ed evitare la sofferenza non era sempre la strada da seguire, poteva anzi essere di ostacolo alla giusta armonia delle cose.
Ogni scelta veniva soppesata: da una parte quelle che avevano contribuito al mantenimento dell'armonia e al ritorno all'unità, dall'altra gli atti di separazione ed egoismo.
Alla conclusione del processo, nel mio caso le azioni GiuSTe pesavano sulla bilancia piú che quelle sbagliate.
Mica di tanto, eh...
Mi ero perso un sacco di buone occasioni.
Ma sembra che piú del 50% delle decisioni che avevo preso fossero corrette, che é la misura che contava.
Beh, avevo passato il Giudizio.
Il viaggio lungo il tunnel continuò, fino ad arrivare alla sua conclusione, una specie di portale tondo da cui traboccava Luce.
Sulla cui Soglia mi fermai. Fu il primo atto di volontà che avessi fatto da quando tutto questo era iniziato.
Sapevo che se avessi “messo piede” nella Luce non sarei piú potuto tornare.
Ma sapevo anche che non ero pronto per andare.
Vi era un qualcosa che dovevo fare nel Mondo prima di entrare nella luce: Una precisa Misione che doveva essere assolta.
Tornai cosí in quel corpo distrutto.

Conclusione

La morte non esiste. Vi é solo un passaggio, una trasformazione. La cosa piú importante é arrivare a quel momento avendo adempiuto al proprio dovere nella vita.

Durante i primi giorni della mia lunga degenza, mentre oscillavo fra la vita e la morte e i medici erano scettici sulle mie possibilitá di sopravvivenza, il mio spirito era alto. Benedicevo chiunque incontrassi, chiedendo a tutti perdono se gli avevo arrecato offesa e scherzando allegramente.
Sapevo che questa non era la fine della Storia, bensí il suo Inizio: la mia Iniziazione.
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21 aprile 2014 1 21 /04 /aprile /2014 21:35

 

Gli alieni Annunaki potrebbero avere avuto dei contatti con la civiltà azteca? Quando gli spagnoli arrivarono in America, non solo rimasero sorpresi dal gran numero di persone che vivevano nel "nuovo mondo" (Centro America a quel tempo), ma anche dal loro sviluppo scientifico e tecnologico dimostrato da alcune culture native.


Secondo i miti Aztechi, Dio creò il cielo e la terra, poi dal fango creo' un uomo e una donna, come nella genesi biblica. Dopo molti sforzi, Dio creo' una coppia umana dalla cenere e metallo e uccessivamente quasi tutti questi esseri vennero distrutti da un diluvio come quello descritto dalla Bibbia. Alcuni di loro furono salvati da un patriarca, che potrebbe essere Noè,il costruttore dell'Arca.
Questo breve confronto sembra confermare le teorie della Chiesa cattolica sull'origine dei nativi americani, ma c'è un dettaglio che la chiesa non sapeva o non voleva prendere in considerazione. Oggi, qualsiasi storico serio sa che molte delle storie raccontate nella Bibbia sono ispirate ai miti della creazione della Genesi Sumera, avvenuta almeno 3000 anni prima dell'Antico Testamento.Le tracce sono evidenti.
Il paradiso sumerico è simile all' Eden biblico con fiumi e alberi da frutto e il primo uomo fu creato dall'argilla come nella Bibbia.
In queste analogie la sumera Eva era chiamata "la signora della costola", l'albero della conoscenza, il serpente che appare nelle storie della Genesi, mentre Noè venne salvato da un diluvio che i Sumeri chiamarono Ziusudra. 
Questo sono solo alcune delle notevoli somiglianze con la Bibbia.
I miti della creazione Azteca non sono stati ispirati dai miti della Genesi della Bibbia, ma dalla creazione di miti Sumeri, che sarebbero molto più antichi.
Ci sono altri indizi che puntano in questa direzione per sostenere questa ipotesi? I nativi avevano le loro proprie versioni delle loro origini.
Il cronista Diego Durán (1537-1588) nella sua "Storia delle Indie della Nuova Spagna", racconta una tradizione orale riferita dagli indigeni."Apparvero dei giganteschi uomini dalla statura deformata che presero possesso del paese non avendo altra scelta per arrivare al sole, alla sua luce e amore per il bello, e costruirono una torre così alta che la sua cima raggiungeva il cielo,facendo arrabbiare il Signore che disse: 
"Avete notato come sulla terra hanno costruito una torre alta e altezzosa in grado di salire fin qui, per ammirare gli amanti del sole e la loro bellezza? non è giusto gli esseri della Terra, che vivono nella carne, si mescolano con noi. "
Allora a quel punto gli abitanti del cielo dai quattro angoli del mondo, scagliarono i fulmini, demolendo l'edificio che avevano costruito. Questa storia sembra presa direttamente dal racconto sumero intitolato "Enmerkar e il Signore di Aratta", che costruisce la gigantesca torre di Enmerkar per chiedere ai loro Dei di unire tutte le regioni in un unico linguaggio.
"Lasciate che la gente di Aratta vengano giù da me con le loro pietre di montagna, per costruirmi un santuario, una casa grande per farne la grande dimora, la dimora degli dei di tutto l'universo, che sono tutti diretti da Enlil e che parlano la stessa lingua"
Per Zecharia Sitchin le tavolette di argilla sumere raccontano l'arrivo di una razza di alieni chiamata Anunnaki. Questa razza aliena proveniente dal pianeta Nibiru sarebbe arrivata sulla Terra centinaia di migliaia di anni fa per procurarsi l'oro. Secondo Sitchin, gli Anunnaki avrebbero impiantato il seme della vita sul nostro pianeta, e quindi modificato il DNA delle scimmie creaziondo gli esseri umani come li conosciamo oggi. 
Le loro imprese furono trasmesse di generazione in generazione per tradizione orale e quindi sono ricordati nelle tradizioni sumeriche come delle divinità. 
La loro presenza non si era limitata solo al Medio Oriente, poiche' a un certo punto si trasferirono in America. Forse uno di questi Dei era Quetzalcoatl, che insegnò agli Aztechi alcune conoscenze degli Dei Anunnaki?
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20 aprile 2014 7 20 /04 /aprile /2014 22:12

A chi appartengono e che funzioni hanno gli elicotteri neri che molti cittadini osservano sia in concomitanza con i voli chimici sia in altre occasioni? Talvolta ronzano minacciosamente vicino alle abitazioni di attivisti e ricercatori, in altri casi sorvolano i crop circles. Non di rado sono scorti nei luoghi in cui sono perpetrate misteriose mutilazioni del bestiame, soprattutto bovini ed equini. Non mancano elicotteri, non necessariamente verniciati di scuro, che disperdono veleni, addirittura generando scie riconducibili a quelle dei famigerati aerei chimici. E’ possibile che tali velivoli saranno impiegati sempre più spesso in futuro per compiti di sorveglianza, spionaggio ed intervento all’interno di scenari connotati da emergenza, in occasione di calamità “naturali”, crisi politiche e sociali con disordini e tumulti.

Sono aeromobili che rivelano la strisciante militarizzazione della società proprio come la creazione di forze sopranazionali che, a poco a poco, esautorano le polizie e gli eserciti dei singoli stati. La polizia europea, denominata "Eurogendfor" e dotata di poteri pressoché illimitati, è divenuta di recente una realtà: l'Eurogendfor de facto e de iure sostituisce le omologhe strutture di ciascuna nazione.

Questi mezzi aerei sono in dotazione al F.E.N.C.E.N. (Federal Emergency National Center), una forza di pubblica sicurezza, dipendente dall'O.N.U. Il F.E.N.C.E.N. conta attualmente circa 300.000 effettivi negli Stati Uniti d'America. Una delle sue particolarità è che le uniformi degli agenti sono nere, senza alcun segno di identificazione. Rigorosamente neri sono pure, i camion, le jeep, gli elicotteri. Nel novembre 1993, nei dintorni di Montréal (Quebec, Canada), si svolsero delle esercitazioni con l'impiego di circa settanta elicotteri del F.E.N.C.E.N. Nel novembre 1990, il presidente George Bush senior aveva firmato un ordine esecutivo che trasferiva un terzo dei veicoli della riserva aerea strategica degli Stati Uniti al F.E.N.C.E.N., con un investimento di 12,8 miliardi di dollari: i costi dell'operazione furono scaricati sui contribuenti statunitensi. Gli elicotteri, privi di contrassegno, furono verniciati di nero...

Fonti:

Elicottero colto sul fatto mentre disperde prodotti chimici sulla popolazione
Elicotteri privi di contrassegni e scie chimiche
Scenario di guerra globale

 

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