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12 gennaio 2013 6 12 /01 /gennaio /2013 22:07

Si tratta di Glybera (alipogene tiparvovec), il trattamento sviluppato da uniQuire per il trattamento dei pazienti affetti da deficit di lipoproteina lipasi (LPLD, anche noto come iperchilomicronemia familiare). La commissione Europea ha dato il via libera per l’uso commerciale del primo farmaco che corregge un difetto genetico. Il medicinale si chiama Glybera e ha la sua applicazione per la terapia di una malattia rara nella quale il malato non ha un enzima che permette di digerire i grassi. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, il farmaco verrà lanciato in Europa nella seconda metà del prossimo anno. Nel frattempo l’azienda sta lavorando con le autorità regolatorie europee per concordare le politiche di rimborso. Il costo del farmaco, in questo caso sarà dell’ordine di 250mila euro/anno per cinque anni per un totale di oltre un milione di dollari.

In uno o due soggetti su un milione il gene che codifica l’enzima non funziona e costringe il paziente ad una dieta con appena il 20% dei grassi necessari. Nei casi più gravi, per cui è stato approvato, i pazienti soffrono di pancreatiti ricorrenti.

Grazie all’approvazione del Glybera, i pazienti affetti da LPLD possono, per la prima volta, contare su un trattamento medico per questa patologia, tanto grave quanto complessa, ha affermato il professor John Kastelein del Dipartimento di Medicina Vascolare presso l’Academic Medical Center dell’Università di Amsterdam, nei Paesi Bassi. Il deficit della lipoproteina lipasi provoca attacchi ricorrenti di pancreatite acuta, e in molti pazienti determina l’insorgenza precoce di diabete e di complicanze cardiovascolari. Questa terapia inciderà notevolmente e in maniera positiva sulla vita di questi pazienti, che fino ad oggi potevano solo attenersi ad una dieta rigorosa per limitare la quantità di grassi ingerita. Contribuendo a normalizzare il metabolismo dei globuli di grasso, Glybera impedisce l’infiammazione del pancreas ed evita quindi il dolore, le patologie correlate e, se somministrato abbastanza precocemente, anche le co-morbilità associate”.

L’approvazione prevede che i pazienti vengano trattati con Glybera in centri d’eccellenza dedicati e da medici appositamente formati.

Glybera è indicato per il trattamento di pazienti adulti affetti da deficit familiare della lipoproteina lipasi (LPLD) che soffrono di attacchi di pancreatite gravi o ricorrenti, nonostante una dieta rigorosa a basso tenore di grassi. La diagnosi di LPLD deve essere confermata da un test genetico. Questo farmaco va somministrato esclusivamente ai pazienti con livelli rilevabili di proteina LPL.

La reazione avversa più comunemente riferita è il dolore alle estremità, che colpisce circa un terzo dei pazienti. Dati l’esiguo numero di pazienti e la dimensione delle coorti, le reazioni avverse osservate non forniscono un quadro completo circa la natura e la frequenza di tali eventi.

L'approvazione prevede che i pazienti vengano trattati con alipogene tiparvovec in centri d'eccellenza dedicati e da medici appositamente formati. UniQure istituirà anche un registro dei pazienti per migliorare ulteriormente la comprensione di questa patologia devastante, in merito alla quale non si svolgono abbastanza ricerche, e sugli effetti del trattamento a base di alipogene tiparvovec. L'autorizzazione all'immissione in commercio riguarda tutti i 27 Paesi membri dell'Unione Europea; uniQure sta preparando la richiesta per l'approvazione da parte delle autorità normative degli Stati Uniti, del Canada e di altri mercati.

 

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1 gennaio 2013 2 01 /01 /gennaio /2013 17:33

Sembra quasi che ogni anno le tasse incombenti su di noi debbano assolutamente non mancare, gli italiani le pagheranno tutte essendo buoni cittadini....le pagherò anche io?... certo. Il nostro dovere è sempre al servizio del nostro governo che non manca mai nel farci trovare sorprese per gli stipendi esigui che oramai non crescono più ed invece le tasse...quelle crescono sempre. Ma cosa sono effettivamente? 3 nuove tasse al debutto, ma anche maggiori sconti per i figli e la promessa che gli importi della lotta all’evasione saranno utilizzati per abbattere le imposte a famiglie e imprese. Se il 2012 e’ stato l’anno dell’Imu, il 2013 vedra’ l’arrivo di tre ‘nuove’ imposte e certo non sara’ meno impegnativo per gli italiani. La pressione fiscale, in base alle ultime previsioni del governo, salira’ dal 44,7% dell’anno appena concluso al livello record del 45,3%.

IVIE, TOBIN TAX E TARES – Le nuove tasse guardano soprattutto alla casa e agli investimenti finanziari. Scatta da subito l’Ivie, l’imposta che si paga sul valore degli immobili all’estero, mentre bisognera’ attendere marzo per la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie. A caratterizzare l’anno sara’ pero’ la Tares, la nuova tariffa sui rifiuti che si preannuncia come un balzello di rilievo: si paghera’ da aprile sulla grandezza degli immobili ma mandera’ in pensione la tecchia Tarsu e assorbira’ la Tassa di Igiene Ambientale. Ma a pesare sui portafogli dei contribuenti sara’ l’Iva che a luglio vedra’ l’aliquota salire dal 21 al 22%. Non ci saranno comunque solo note dolenti. Da tenere presente che fino a giugno sara’ possibile usufruire di maggiori sconti sui lavori di ristrutturazione (dopo la detrazione scende dal 50 al 36%) e scattano i nuovi sconti per i figli a carico. C’e’ poi l’aspettativa di un calo delle tasse su famiglie e imprese: il fondo per il calo delle tasse arriva dal 2013 e sara’ rimpinguato con la lotta all’evasione che vedra’ in campo il nuovo redditometro.(ANSA).

Che cos’è l’IVIE ?

 

Non tutti sanno che la tassazione sulla casa colpisce non solo chi è proprietario di immobili in Italia, ma anche chi possiede case all’estero. Esiste infatti una sorta di Imu per le case all’estero, si chiama IVIE,

imposta sul valore degli immobili situati all’estero, ed è già in vigore per cui bisognerà prenderla in considerazione nella prossima dichiarazione dei redditi.

Infatti l'articolo 19, comma 13 e seguenti del Dl 201/2011 come convertito dalla Legge 214/2011 ha disciplinato l'imposizione fiscale sugli immobili prendendo in considerazione esplicitamente anche quelli situati all’estero, destinati a qualunque uso.

Questa imposta colpisce tutti i cittadini residenti in Italia che possiedono o detengono per altri diritti, come l’usufrutto, immobili all’estero, quindi non solo i cittadini italiani proprietari di una casa all’estero, ma anche i cittadini stranieri, comunitari ed extracomunitari, con residenza nel nostro paese e che qui pagano le imposte.

TARES.....

 la TARES o Tassa sui rifiuti e sui Servizi o meglio conosciuta come una nuova Tarsu che prenderà il nome di Tassa sui rifuti e sui servizi o Tarsu e la Tassa di igiene ambientale o Tia e che potremmo chiamare sinteticamente TARES o RES o tares, fate voi, gli appellativi si ricnorrono di studio in studio e che qui cerchiamo di farvi conoscere con una guida fiscale per capire come si calcola, chi sono i soggetti incisi dal tributo, quali sono le scadenze e se dovremmo assistere ad un incremento dell’imposizione derivante dai rifuti oppure a qualche agevolazioni in più.

Chi deve pagare la Res, Tares o nuova Tarsu o Tassa sui rifiuti e sui servizi

In attuazione del decreto sul federalismo municipale e al fine di accorpare la tassazione sui rifiuti tale norma impone a tutti i soggetti (persone fisiche e giuridiche) che hanno case abitazioni, locali commerciali e non, aree coperte e scoperte e qualsiasi unità locale e non, in grado di generare rifiuti solidi urbani e che la detiene, la possiede, a qualsiasi titolo deve versare tale imposta seconodo le modalità indicate nel seguito. Sarà poi di particolare importanza capire nell’ambito dei diritti soggettivi che insistono sul singolo bene chi sia effettivamente il soggetto obbligato al pagamento, non prevedendo in questo ambito la solidarietà nel pagamento del tributo. Il driver per capire il soggetto obbligato è pertanto il possesso e non la proprietà come avviene per l’attuale Tia o Tarsu.

 

La tipologia dell’immobile e anche la zona censuaria in cui si situa l’area o unità locale potranno determinare, a seconda dei comuni, maggiorazioni o agevolazioni nel pagamento della Res.

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30 dicembre 2012 7 30 /12 /dicembre /2012 23:49

La donna duranta il parto, ha sempre affrontato un dolore insopportabile: in poche possono poter dire di essere riuscite a apartorire senza complicazioni e la possibilità di poter ridurre almeno un minimo quel dolore, è sempre stato chiesto dalle neo mamme in caso di assoluto bisogno. L' iniezione di cui parlo è chiamata ''epidurale'' e riguarda la concreta possibilità di avere una soglia un minimo più bassa durante il parto. L' epidurale diventa gratuita e, soprattutto, garantita. Si chiude con un'ottima notizia il 2012 e con lode il lavoro del ministro della Salute Renato Balduzzi, che ha lavorato sull'elenco dei Livelli Essenziali di Assistenza, i cosiddetti Lea. Questa tecnica anestesiologica determina un'analgesia parziale del corpo, permettendo alla gestante di mantenere uno stato di coscienza vigile ed una respirazione spontanea. Oggi, ad esempio, il parto indolore è accessibile – spesso solo nelle ore diurne – solamente nel 20% delle strutture ospedaliere della penisola, e di sovente previo pagamento (da 50 a 250 euro negli ospedali pubblici e fino a 2mila euro nelle cliniche private).


Nella nuova lista dei servizi essenziali prende posto anche l'epidurale che diventa così un diritto per tutte le partorienti. Fino ad ora poco più del 10% delle mamme italiane riusciva ad ottenere l'anestesia al momento del parto, contro il 70% nel Regno Unito, il 60% in Spagna, il 35% in Francia, il 30% in Germania. Il motivo era spesso la mancanza di anestesisti, non sempre presenti nelle strutture, e assenti negli orari notturni, dove invece si concentrano i parti.

Ben l’85% delle mamme, quindi, continua a partorire senza poter usufruire dell’epidurale nonostante già diversi anni fa il Governo sancì il diritto donne di scegliere come mettere al mondo un figlio, senza tuttavia stanziare le risorse adeguate.

L'infusione è permessa da un sottile sondino, posizionato grazie alla puntura di un ago in sede lombare.La tecnica determina un blocco epidurale continuo, con effetto sedante sulle terminazioni nervose che si originano dal midollo spinale. Rispetto all'anestesia generale classica, la quantità di farmaci utilizzata è notevolmente ridotta.

Ad oggi meno del 20% delle strutture ospedaliere garantiscono un sevizio di anestesia 24 ore su 24, nonostante anni fa il Governo italiano abbia sancito che è diritto delle donne scegliere come e dove partorire. L'epidurale sarà garantito negli ospedali pubblici giorno e notte e il prezzo (che fino ad oggi variava dai 50-250 euro per il pubblico ai 2.500 euro per il privato) sarà gratuito.
«Non si poteva più aspettare. Una scelta di civiltà», commenta Francesca Merzagora, presidente dell'associazione O.N.Da, l'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna.
 

Effetti collaterali

 

Oltre ai casi di parziale o totale inefficacia della procedura, esistono effetti collaterali materni e/o fetali.

Le ricerche effettuate concordano sulle tipologie degli effetti collaterali, mentre sussistono dei dati discordanti solo in merito alle percentuali di riscontro di tali effetti nei campioni studiati.

I dati non sono sovrapponibili, perché è determinante la manualità degli operatori, ma soprattutto sono difformi i protocolli ostetrici ed anestesiologici utilizzati nei reparti sanitari.

Gli effetti collaterali sono molteplici, ed è bene che ogni utente ne possa essere correttamente informato.

Possiamo dividere a grandi linee le problematiche come legate alla mancata o parziale efficacia dell'anestesia, agli effetti materni ed a quelli fetali.

Quello che appare come un chiaro denominatore comune in tutte le ricerche effettuate sull'epidurale è l'aumento dei tagli cesarei e dei parti operativi con ventosa e forcipe.

Avendo una posizione molto critica nei confronti dell'uso di tale tecnica, abbiamo deciso di presentarVi solo quanto appare dalle informazioni fornite alla propria utenza dalle strutture sanitarie che quotidianamente eseguono l'epidurale nei reparti di ostetricia e ginecologia.

 

Effetti collaterali:

- Bradicardia fetale (rallentamento della frequenza cardiaca fetale).

- Riduzione della forza contrattile uterina (temporanea e non)

- Rallentamento della progressione della parte presentata(difficoltosa discesa del corpo fetale nel canale del parto).

 Nella pratica ostetrica, questi fattori determinano come conseguenza un aumentato ricorso al:

- Taglio cesareo

- Forcipe o ventosa ostetrica

Occorre sottolineare che l'aumentato ricorso al parto operativo determina a cascata l'aumento delle patologie materne e neonatali.

 

Altri effetti secondari

 

- Ipotensione materna (abbassamento della pressione sanguigna materna).

- Lombalgie conseguenti alla puntura lombare.

- Cefalea. Può durare da alcune ore ad alcuni giorni e necessita di riposo a letto con eventuale terapia farmacologia.

- Reazioni allergiche ai farmaci utilizzati.

- Infezioni in sede locale od estese al sisteme nervoso (queste ultime sono evenienze molto gravi ma fortunatamente rare).

 Occorre comunque sottolineare come l'anestesia epidurale sia ritenuta molto più sicura rispetto all'anestesia generale.

Per questo motivo l'esecuzione di questa pratica è consigliabile in caso di intervento chirurgico, fatte salve solo alcune specifiche controindicazioni.

 Ritornando all'applicazione nel corso del travaglio e parto, rileviamo come frequentemente sia sottaciuta l'implicazione psicologica della tecnica.

L'analgesia infatti, non permette alla donna di sviluppare per intero il processo psicofisico della procreazione.

La psicologia ha messo in evidenza come l'accettazione della separazione dal proprio figlio "fantastico", è la condizione necessaria per poter accogliere il figlio reale, e ciò è permesso dall'esperienza del travaglio.

Questo processo di accettazione determina la successiva partecipazione attiva materna (le spinte in espulsivo).

Il dolore ha pertanto un importante ruolo nell'esperienza del parto, il disconoscerlo o addirittura ritenerlo superfluo, testimonia una scarsa attenzione alle dinamiche umane.

Tale atteggiamento evidenza inoltre l'approccio arrogante della tecnica, irrispettosa dei fisiologici travagli umani, quest'ultimi caratterizzati anche dalle fisiologiche debolezze e dalle difficoltà dell'animo.Anziché sostenere, supportare e rendere evidente l'importanza del ruolo materno, si preferisce ripercorrere vecchie strade del passato già a suo tempo abbandonate: l'analgesia nel corso del travaglio e parto.La demedicalizzazione del parto è il tangibile risultato del faticoso impegno profuso dalle donne, da alcuni operatori sanitari e dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

L'epidurale è ora diventato lo strumento di marketing ostetrico, fa infatti leva sulle insicurezze e le paure delle gestanti. Non approfondire, ed ancor peggio, sottacere i conseguenti disturbi della relazione della madre e del piccolo, sono un comportamento poco etico e professionale.

Solo ponendo l'attenzione alla relazione maternoinfantile è possibile individuare le influenze negative dei parti "castrati sensorialmente". L'aumento delle crisi depressive del post-partum, le riduzioni delle percentuali delle madri che allattano e le purtroppo meno evidenti difficoltà nelle relazioni dell'epoca infantile, sono le evidenze riscontrate nelle madri sottoposte a trattamenti analgesici nel corso del travaglio.

 Occorre inoltre stigmatizzare la diffusa abitudine di ritenere assolutamente sicuri gli interventi sanitari.Ogni procedura ha insito un rischio.Pertanto è fondamentale l'attenta valutazione del rapporto vantaggi vs svantaggi.La donna deve poter fare delle scelte in modo consapevole grazie ad un'informazione corretta, obiettiva ed esaustiva.

 fonte

 

 

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29 dicembre 2012 6 29 /12 /dicembre /2012 20:06

TM news

 

Se la violenza sulle donne è sempre stata una delle più gravi forme di mancanza di rispetto verso la vita stessa,  che l' essere umano è stato artefice e carnefice, sembra che la svolta per l' ennesima violenza perpetrata nei confronti di una ragazza in India scuote il mondo che vuole un cambiamento definitivo. In India, un colosso della pace che tutto il mondo ricorda, Gandhi inventava la tattica della resistenza passiva Guida spirituale dell'India, nella sua lotta per l'indipendenza contro il dominio coloniale inglese:  Mohandas Gandhi, soprannominato Mahatma, cioè “la grande anima”. Nato a Porbandar, sulla costa nordest del mar Arabico, nel 1869, Gandhi si laureò in giurisprudenza in Inghilterra; poi a ventiquattro anni, andò ad esercitare la professione di avvocato in Sudafrica. Qui vivevano molti emigrati indiani, che erano trattati come razza inferiore e subivano soprusi e ingiustizie da parte dei coloni europei. In difesa dei loro diritti Gandhi attuò con successo una tattica di resistenza passiva, un metodo di lotta politica non violento, che consisteva nel rifiutare l'obbedienza alle leggi ritenute ingiuste e contemporaneamente nell'accettare, senza ribellarsi, le pene che queste leggi stabilivano. La ribellione che innescò una storica condizione di seguire un uomo che delle armi non ne faceva un atto di forza ma della propria fede invece si, in questi ultimi periodi bui della vita delle donne sembra risvegliarsi una dovuta difesa della propria vita che deve essere riconosciuta a livello globale e soprattutto nelle persone che è ora che accettino il fatto che la donna è una persona e non un oggetto di desiderio.

  Sonia Gandhi, scende in piazza insieme ai diritti per la vita e l' inizio tanto atteso sembra essere questo.La morte della giovane ragazza violentata ha prodotto un effetto domino che solo Sonia Ghandi sembra frenare.  La giovane e' stata stuprata da sei uomini ubriachi mentre viaggiava insieme a un amico su un autobus; dopo la violenza, e' stata picchiata con barre di ferro e poi scaraventata fuori dal veicolo, mentre l'autobus era ancora in marcia, una caduta che le ha provocato gravi lesioni interne. I sei, tra i quali anche l'autista del bus, sono in stato di fermo e compariranno dinanzi alla giustizia il 3 gennaio, sull'onda della pressione popolare che chiede un processo rapido."I nostri pensieri sono con la giovane donna che lotta per la vita", ha detto la signora Gandhi. "Il nostro unico desiderio è che lei si riprenda e torni presto con noi e che non si perda tempo nel portare davanti alla giustizia coloro che si sono macchiati di questo barbaro crimine", riporta il Times of India.

 Nella sua prima reazione pubblica dopo l'incidente, la Gandhi ha annunciato di aver annullato le celebrazioni per il 127esimo anniversario della nascita del partito, che cade a fine dicembre, e non ha voluto formulare auguri per il Nuovo Anno. "Non ci saranno festeggiamenti perche' i nostri pensieri sono con la giovane donna che sta lottando per la vita dopo una brutale aggressione", ha dichiarato la Gandhi, citata dall'emittente, Cnn-Ibn. "Il nostro unico desiderio", ha aggiunto la carismastica vedova Gandhi, "e' che si riprenda e torni a noi e che si portino senza indugi davanti alla giustizia gli autori di questo atto barbarico". Decine di giovani, soprattutto studentesse e studenti universitari, si sono raccolti ieri nel centro della capitale indiana New Delhi, per l'ennesima volta nelle ultime due settimane. Volevano manifestare contro le aggressioni sessuali, lo stupro, gli uomini che odiano le donne, la polizia che non le difende: giovani e ragazze, alcune in uniforme scolastica. cartelli che dicevano «vogliamo sicurezza», «vogliamo giustizia», o «il mio corpo, i miei diritti». Da due settimane manifestazioni così si susseguono a New Delhi, da quando il 16 dicembre una giovane donna è stata selvaggiamente pichiata e violentata da sei uomini su un autobus dove era salita insieme a un amico, a sua volta pestato brutalmente. La giovane, una studentessa paramedica, è da allora in rianimazione in condizioni gravissime e ieri è stata trasferita a Singapore per cure più specializzate. 

Negli ultimi giorni però le manifestanti non sono riusciti a muoversi dal Gate of India, monumento nel cuore della zona più ufficiale della città: a fronteggiarli c'erano barricate e cordoni di polizia in pieno assetto antisommossa, con lacrimogeni e idranti. Le ragazze hanno cercato di forzare il blocco al grido «riconquisteremo la nostra libertà», ma alla fine il corteo non si è formato. La scorsa settimana proteste simili erano finite in scontri, e da allora la zona degli uffici governativi è off limits per i manifestanti. 
E' la prima volta che New Delhi assiste a un'ondata di proteste così ampia su una questione come la violenza sessuale. In gran parte è stata una reazione spontanea a un caso così feroce, e riflette la rabbia di tante donne, soprattutto giovani e studentesse. Ovviamente sull'indignazione pubblica suscitata dall'ennesimo stupro sono saltati anche diversi partiti politici: l'opposizione di centrodestra ha lanciato gravi accuse al partito di governo, il Congress, che non sarebbe in grado di fare fronte a una questione di legge e ordine - in alcune manifestazioni sono comparsi cartelli con il disegno del cappio e appelli alla castrazione o alla pena di morte contro gli stupratori. «Il fatto è che la cultura dominante riguardo alla violenza sessuale è terribilmente arretrata», commenta Kalpana Sharma, giornalista di Bombay che nella sua ultima rubrica chiede «cosa succede agli uomini indiani?». La violenza sessuale non è certo cosa nuova, ma in una megacittà come New Delhi, osserva Sharma, è relativamente nuovo che tante giovani donne siano nelle scuole, nel lavoro, nello spazio pubblico: e si scontrano con una cultura maschile che non le rispetta. «La società urbana è in transizione, e le donne ne pagano il prezzo». Il governo indiano avvierà entro breve una banca dati contenente nomi, foto ed indirizzi delle persone condannate per reati sessuali che sarà accessibile al pubblico attraverso un semplice collegamento internet. E' ora che si cambi decisamente modo di fare giustizia: con ll' informazione su internet, è solo il primo passo.

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24 dicembre 2012 1 24 /12 /dicembre /2012 23:42

In tutti questi anni passati, ho notato sempre di più un allontanamento dagli insegnamenti cristiani non solo nella ricorrenza del Natale ma in ogni altra festività legata alla propria religione. L' ateismo incrocia sempre più le nostre strade e nonostante i ''credenti '' non vogliano ammettere la loro falsità nei confronti della propria fede, continuano a far finta di niente, allontanando sempre di più il vero significato che queste feste hanno. I regali sono divenuti il nuovo simbolo della nascita di Gesù e fare un cattivo regalo, è divenuto una mancanza di amore verso il prossimo. Il vitello d' oro diviene nuovamente vincitore sulla carne e la vera essenza dela religione cristiana continua a modificarsi...in base alla nuova era. Il Natale non è più vissuto come lo si vorrebbe: oggi è importante il bene materiale ma...in molti ci siamo dimenticati del perchè dobbiamo festeggiare la nascita di Gesù.

 
LA NASCITA DI GESU'
L'annunciazione
 
Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei.

La figura di Gesù viene insegnata nelle scuole e nel catechismo, elementi fondamentali che spiegano nei dettagli cosa ha potuto fare un solo uomo, cosa ha creato, cosa ha insegnato a un popolo che si sentiva abbandonato a se stesso, senza più una speranza in cui rifugiarsi. Il messaggio base che è stato insegnato è molto semplice: Aiuta il tuo prossimo, Ama il tuo prossimo.

In questi giorni tutti sono concentrati sulla festività del Natale, si fanno gli alberi di natale, si compongono i presepi, si acquistano i regali. La festa è associata alla nascita di Gesù, quindi in ricordo dei regali fatti dai Re Magi al piccolo nascituro tutti si scambiano doni e auguri, ma cos’è il Natale ? Forse non tutti sanno che questa festività non è quello che sembra, ma le origini sono ben altre…

 

Il giorno del solstizio d’inverno cade il 21 dicembre, teoricamente le giornate cominciano ad allungarsi di nuovo, ma l’allungarsi delle giornate diventa evidente dopo 4 giorni circa. Quindi esattamente il 25 dicembre è evidente la rinascita del sole, le giornate diventano più lunghe e più calde, quindi il sole ha un nuovo Natale. Analizzando la parola Natale sappiamo che significa letteralmente nascita, gli antichi romani usavano festeggiare questa rinascita del sole con la festività del Sol Invictus il 25 dicembre.

Tale decisione fù poi ripresa e ufficializzata nel 337 da parte di papa Giulio I, rimanendo invariata fino ai nostri giorni.
Ma oltre a queste informazioni che metto in vista, siamo alle prese con una crisi silenziosa che sta facendo abbandonare il vero CREDO cristiano per colpa della ricchezza che badate bene, non mi riferisco a soldi in abbondanza, ma nel piccolo di noi stessi con i regali classici che facciamo tutti gli anni.

Cosa è il Natale e cosa rappresenta per te? Un pranzo ben equipaggiato con molti viveri da mangiare e una discreta quantità di regali che siano al passo con i tempi? In molti hanno risposto di no, hanno dato risposte coerenti con il Natale ma ci mettiamo tutti in un angolo quando una sola domanda viene chiesta nella sua semplicità: ''cosa hai dato per chi è meno fortunato di te? ''. Senza risate, senza doppi sensi...solo questa domanda. Il Natale può essere ricordato in tanti modi: scegliamo una buona azione per qualcuno che non conosciamo che non ti chiede niente. In tanti rispondono all' appello della buona azione; si inizia con una...comprare un paio di guanti a chi chiede l' elemonisa, una coperta, 10 euro, offrire un pranzo senza essere di manica larga, bastano anche 8 euro( dipende da dove ti trovi), per ricevere qualcosa che niente ti può appagare come un grazie sincero. Un grazie che vorrei paragonarlo, quando tu dai un regalo scelto e comprato tra tanti oggetti e dato a qualcuno che probabilmente ha già quel regalo a un altro grazie come riportato prima, a qualcuno che può veramente aver bisogno di un piccolo regalo. Se queste era dell' acquario può essere un risveglio per la coscienza delle persone, basta fare piccoli passi, piccoli gesti che dimostrino a te stesso che un piccolo regalo, anche non comprato da nessuna parte ma regalato perchè non serve più, può essere un regalo che fà la differenza, un regalo a te stesso che ti riavvicina per pochi attimi alla tua fede, al tuo NATALE.

 

 

 

 

 

 

 

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14 dicembre 2012 5 14 /12 /dicembre /2012 18:12

http://media.larena.it/media/2012/12/04_4_are_f1_89_a_resize_526.jpgIncredibile, si pensava ad uno scherzo, invece e' proprio cosi'! Il Papa ha piu' di 2 milioni di seguaci anche su twitter, dopo neanche 2 giorni dall'iscrizione! Sicuramente sono dati destinati a crescere esponenzialmente, fatto sta che di questo passo diventera' il piu' Followato di tutti!

Nel frattempo fra i tweet, gli utenti si sbizzariscono ed escono fuori le idee piu' stravaganti, e quella che piu' e' saltata all'occhio e' stato quello di voler far saltare l'account del Papa segnalandolo come Spam!

Mi chiedo personalmente delle domande: Cosa , perche' e per quale motivo il Papa e' su twitter?

Qualcuno saprebbe dare una spiegazione logica?

L'approdo su Twitter del Papa è andato davvero bene, sorprendendo prima di tutto lui stesso. "Ci ha stupito la risonanza mediatica mondiale" ha spiegato oggi Monsignor Carlo Maria Celli, responsabile dell'evoluzione tecnologica del Pontefice che ha studiato la nazionalità dei follower: "sono soprattutto inglesi, spagnoli e italiani. i tedeschi sono in numero minore, mentre ci ha stupito che ci siano tanti arabi. Quando spiegavo al Santo Padre cosa significasse avere tanti follower e l'effetto del ritwittaggio nel mondo, il Papa ha capito perfettamente ed era consapevole che ciò aveva una possibilità comunicativa eccezionale".

Benché anziano il Papa è "perfettamente consapevole della possibilità comunicativa eccezionale di Twitter" ma non è ancora pronto per Facebook. "Facebook ha una dimensione molto più personale - ha spiegato Celli - mentre Youtube e Twitter sono più istituzionali".

E chi scrive i tweet del Papa? E' vero che lui nemmeno li legge? No assolutamente "tecnicamente i tweet li scrive qualcun altro ma lui li deve approvare. Se così non fosse non si tratterebbe di un tweet del Papa".

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11 dicembre 2012 2 11 /12 /dicembre /2012 23:29

2012. Ci siamo. La fine del mondo attesa per questa fine d'anno sembra sempre più vicina. È stata immaginata in tanti, forse troppi modi. Si è parlato di scontri planetari, capovolgimenti disastrosi del campo magnetico e tempeste solari che, a onor del vero, proprio in questi giorni ci stanno facendo preoccupare. Solo un assaggio? Staremo a vedere. Nel frattempo però la Nasa non rimane inerme. Anzi, ci rassicura e ci fasapere che la famigerata fine del mondo pronosticata dai Maya sarebbe sono una grossa burla, diffusasi grazie ai media.

maya fine

L'agenzia spaziale statunitense, nel tentativo di sfatare miti e leggende, ha allestito sul proprio sito una serie di domande e risposte. Inoltre, è disponibile in rete un video di circa 3 minuti nel quale lo scienziato Don Yeomans fornisce delle spiegazioni scientifiche sull'argomento: il 21 dicembre 2012. Ma per dirla con le parole della Nasa, tale data non sarà altro che il coincidente solstizio d'inverno. Proprio come ogni anno. Come hanno avuto modo di spiegare gli scienziati, la Terra esiste senza troppi grossi sconvolgimenti da circa 4 miliardi di anni. Ma, soprattutto, non ci sono prove scientifiche di fatti e fenomeni che minaccino l'esistenza planetaria nell'anno in corso.

Come si legge tra le righe della Nasa, "l'idea di uno scontro della Terra con un altro corpo celeste è pura fantasia. Non esiste alcun pianeta Nibiru o pianeta X che stia avvicinandosi a noi e che potrebbe colpirci tra 11 mesi. Così come non è accaduto nulla nel maggio 2003, quando lo scontro con il pianeta individuato dai Sumeri sarebbe dovuto avvenire". E ancora: "Se Nibiru o il Pianeta X fosse reale e diretto verso la Terra nel 2012, gli astronomi lo avrebbero dovuto vedere da almeno dieci anni e adesso sarebbe visibile a occhi nudo". Dunque, pare certo che questo minaccioso corpo celeste non esiste.

E sarebbero falsi anche quegli scenari che chiamano in causa corpi celesti reali come, ad esempio, Eris, il pianeta nano che orbita nel Sistema Solare esterno. Secondo le profezie, tale pianeta sarebbe in rotta proprio contro la Terra. "Il punto più vicino alla Terra che Eris potrebbe raggiungere dista 4 miliardi di miglia", specifica la Nasa.

Tuttavia, come ci sono studi che pare confermino le profezie Maya, ce ne sono anche altri collaterali che sembrerebbero smentirle. Uno studioso australiano, Sven Gronemeyer, della Trob University, aveva Fornito una nuova lettura dei testi dell'antico e impenetrabile popolo Maya. Secondo lo studioso, l'iscrizione descriverebbe il ritorno dell'enigmatico dio maya Bolon Yokte. Questo divino ritorno coinciderebbe con la fine del 13esimo periodo di 400 anni, ovvero il 21 dicembre 2012. Nulla di apocalittico, dunque. Semplicemente segnerebbe il termine di una fase di 5.125 anni dall'inizio del calendario maya. Ma come noi possediamo un 1 gennaio sul calendario, anche per i Maya era auspicato un nuovo inizio, sostengono gli studiosi. Inoltre, non c'è possibilità che alcuna delle catastrofi previste o in qualche modo avanzate si possano verificare.

Tuttavia, nonostante rassicurazioni e spiegazioni plausibili, un'immagine è stata in grado di intimorire nuovamente gli animi. Si tratta di uno scatto di Hector Siliezar che, durante un viaggio in Messico, avrebbe ritratto la piramide di Kukulkán, sulla penisola dello Yucatàn. In essa appare un fascio luminoso. Molti sostengono che si tratti semplicemente di un effetto ottico o del cellulare dal quale è stata scattata. Nulla di profetico, dunque. Ma tutto molto suggestivo.

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10 dicembre 2012 1 10 /12 /dicembre /2012 23:22

Sembrava uno dei tanti giri di parole che non portassero a nulla di reale ed invece,secondo quanto si apprende, tutti ii gestori delle pompe di benzina hanno deciso di confermare l'agitazione, che dunque partirà dalle 19 di domani fino alle 7 del 14 dicembre sulla rete ordinaria.Lo sciopero comprenderà il blocco anche del  'no RID day' e lo stop dei pagamenti con bancomat e carte di credito.

Sciopero benzinai confermato per il 12 e 13 dicembre

Il tavolo di oggi, al quale sono state invitate anche le compagnie petrolifere, era stato convocato la scorsa settimana, al termine della riunione con i gestori di Fegica Cisl, Figisc Confcommercio e Faib Confesercenti. Il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, in questi giorni, ha quindi tentato di far riavvicinare le parti, evidentemente senza successo. Secondo fonti sindacali presenti al tavolo i petrolieri avrebbero "chiuso ogni spazio alla trattativa".

Lo sciopero, come i gestori avevano del resto previsto nei giorni scorsi considerando praticamente inesistenti i margini per una trattativa, è dunque confermato.

Lo sciopero seguirà i seguenti orari:
Rete ordinaria: dalle ore 19 dell’11 dicembre alle ore 7 del 14 dicembre
Rete autostradale: dalle ore 22 dell’11 alle ore 22 del 13 dicembre

Il Garante sugli scioperi ha chiesto il rispetto dei servizi minimi, mentre il Codacons ha ricordato che, secondo la deliberazione n. 01/94 del 19.07.2001, anche durante lo sciopero “le stazioni di servizio in funzione nell’autostrada dovranno rimanere aperte in misura non inferiore ad una ogni cento chilometri” e che “per la rete della viabilità ordinaria urbana ed extraurbana, dovrà essere mantenuto in servizio un numero di stazioni di rifornimento non inferiore al 50 % degli esercizi aperti nei giorni festivi secondo i turni programmati”.

Contestualmente all’agitazione, è stata indetta anche una manifestazione nazionale a Roma il 12 dicembre.

 

 

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8 dicembre 2012 6 08 /12 /dicembre /2012 23:09

Se in questi anni il fondo lo abbiamo visitato e sperimentato...quest' anno grazie ai governi passati, il buon dottor Monti, premier dell' Italia in ginocchio attuale con più problemi che garanzie, a quanto pare ha deciso che...la decisione del Pdl di porre in Senato la pregiudiziale di costituzionalita’ sull’accorpamento delle province e’ stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non che la decisione di Mario Monti non fosse gia’ maturata ieri. Il presidente del Consiglio, Mario Monti, aveva gia’ comunicato ai suoi ministri l’intenzione di rassegnare le dimissioni dopo l’ok alla legge di stabilita’. Ma quel passaggio della nota del Quirinale in cui si chiede “un’accelerazione in tempi brevi” delle leggi di stabilita’ e di bilancio fa presupporre anche la possibilita’ di uno scioglimento anticipato delle Camere rispetto alla ‘road map’ prevista in un primo tempo. A questo punto, fanno presenti fonti ministeriali, non si esclude neanche l’ipotesi del voto a febbraio e un nuovo gior di consultazioni da parte del presidente della Repubblica.

Del resto dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e’ arrivato subito un invito a varare celermente il provvedimento. “Siamo prontissimi, stringendo i tempi”, e’ la risposta di Alfano. Il presidente del Consiglio ha formalizzato le sue intenzioni dopo la posizione del Pdl, constatando nelle parole pronunciate dal segretario di via dell’Umilta’ “un giudizio di categorica sfiducia nei confronti dell’esecutivo”. Il Pd e l’Udc avevano invocato nell’incontro al Colle un alt alla politica delle mani libere del Pdl. E il no del Pdl ad alcuni provvedimenti sul tappeto, in primis l’accorpamento delle province, misura che era richiesta anche dal Capo dello Stato, e’ stato percepito dal Capo del governo come un ulteriore segnale di un tentativo di logoramento. Dietro le quinte piu’ di un ministro, riferiscono fonti ben informate, ha avallato la decisione di Monti, incoraggiandola.
“Non ci dovra’ essere nessun galleggiamento”, viene ripetuto. L’obiettivo e’ comunque quello di tenere il Paese al riparo da una crisi, evitando strappi e lacerazioni che potrebbero arrecare un ulteriore danno all’Italia. Ma la decisione di Monti viene interpretato da fonti ministeriali come la determinazione a creare un distacco dalla fase politica che si e’ aperta con l’inizio della campagna elettorale. L’auspicio dei ‘filomontiani’ e’ che il Professore possa utilizzare questo spazio che si apre per lanciare una sua candidatura e mettersi a capo di una sorta di Ppe italiano.

 Anche ieri, secondo quanto si apprende, ci sono stati contatti tra alcuni ministri, in primis Passera, Ornaghi e Riccardi, e quell’ala del Pdl che vorrebbe sostenere l’attuale presidente del Consiglio anche dopo la legislatura. Un’area che per il momento comprende Cl, gli alemanniani e altri ‘big’ del partito e che potrebbe ingrandirsi qualora il premier decidesse di scendere in campo. Un passo avanti di Monti e’ atteso soprattutto dai leader della Lista per l’Italia. Non solo da Pierferdinando Casini e da Gianfranco Fini, pure da Luca Cordero di Montezemolo che in questi giorni, ragionando con i suoi, ha legato la stessa presenza di una lista alla discesa in campo di Monti.

Bisogna assolutamente evitare che l’Italia ricada’ nella situazione precedente quando, prima di questo governo, ha rischiato di essere il detonatore che poteva far saltare l’Eurozona. Lo ha detto il premier Mario Monti, intervistato dal canale francese Bfm Business a margine di un convegno a Cannes. Più tardi il premier è tornato sulla situazione italiana: ‘Sarei felice se noi non avessimo bisogno, nonostante le recenti piccole ‘crespaciones’ (increspature, ndr) come direbbe il mio amico Almunia, di usare questi strumenti’.

 Al termine del suo intervento alla conferenza del ‘World Policy’, in corso a Cannes, il premier ha concesso un’intervista al canale finanziario francese Bfm Business. L’intervistatore ha chiesto al capo del governo: ‘Berlusconi ha annunciato la sua ricandidatura. Lei ha appena detto che quando e’ arrivato al governo l’Italia rischiava di essere il detonatore che rischiava di far saltare l’Eurozona. Ritiene ancora che ci sia questo rischio?’. ‘Bisogna assolutamente evitare che l’Italia ricada in questa situazione’, ha risposto Monti in francese. ‘E sono convinto – ha aggiunto – che qualunque sia il colore del governo che verra’ dopo di me, la saggezza degli uomini e delle donne della politica italiana prevarra’. Sono certo – ha proseguito – che non ci sara’ la tendenza a distruggere quel che e’ stato fatto in termine di messa in sicurezza delle finanze pubbliche. Resta pero’ enormemente da fare in termini di crescita’.

 

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1 dicembre 2012 6 01 /12 /dicembre /2012 23:04

anonymous israele

Anonymous, il gruppo di hackeristi noti in tutto il mondo web per gli attacchi cibernetici contro i loro nemici, trova un nuovo bersaglio nel presidente della Siria e nel black out  delle telecomunicazioni.Così il gruppo anonymous, dichiara guerra al Governo Siriano sui siti ufficiali del regime. Gli hacktivisti hanno infatti “maledetto” il presidente Bashar al-Assad colpevole del black-out sulla rete e del blocco delle comunicazioni: una di quelle azioni che manda letteralmente in bestia Anonymous e che scatena inevitabili attacchi informatici. D’altra parte gli 84 indirizzi IP della Siria sono stati resi irraggiungibili rimuovendo di fatto il paese dal web (dati Renesys): “Essenzialmente hanno tolto la spina dalla corrente del web – spiegano gli Anonymous – come scoperto in Egitto dove Mubarak si era comportato nello stesso modo, non è un danno che può essere riparato facilmente. È una mossa disperata di un regime morente“. Da qui l’azione che cerca di isolare a sua volta tutto ciò che è legato a al-Assad, che segue la battaglia virtuale contro Israele per proteggere la Palestina.

Due settimane fa, infatti, avavevamo ancora assistito a un attacco “politico” da parte degli hacktivisti di Anonymous che questa volta se la sono presa con Israele con l’operazione #OPIsrael in difesa di Gaza. Lo scontro in Medio Oriente ha chiamato le truppe virtuali che si oppongono alla volontà del governo israeliano di bloccare la connessione alla Rete nella Striscia di Gaza. È una vera e propria minaccia: “Se lo farete conoscerete la piena e incontenibile rabbia di Anonymous, come per gli altri governi non ne uscirete indenni”. Sono stati poi attaccati due siti come Falcon-s.co.il e Advocate-israel.com vicini al Governo e sono state diffuse indicazioni per i palestinesi per realizzare una connessione analogica sostitutiva.

Ma Anonymous erano stati protagonisti di un altro attacco informatico contro un governo, lo scorso aprile. Si era attaccato il network di siti ufficiali della Formula 1, che sono rimasti oscurati per qualche ora a causa di un’intrusione del gruppo di pirati informatici. Il motivo di questa protesta online? E’ ancora una volta il tanto discusso GP di Formula 1 in Bahrain, che l’anno scorso non si era corso per sensibilizzare l’attenzione mondiale sui crimini compiuti dal Governo nella soppressione della rivolta popolare, mentre quest’anno è ritornato a essere in programma nonostante la situazione non si sia stabilizzata. Vittime i siti ufficiali F1 come www.f1.com e F1-racers.net, che sono rimasti oscurati per qualche ora prima di essere riportati alla normalità. Per quale motivo si è oscurato uno spazio, anzi due, così importanti e istituzionali? Ancora una volta gli Anonymous hanno preso di petto una questione prettamente “politica” che nulla c’entra contro major o etichette cinematografiche e musicali.

Come si poteva leggere nella dicitura del testo pubblicato, riportata anche all’interno del sito del ministero dell’Interno del Bahrain, caduto sotto i colpi degli attacchi informatici più o meno nello stesso frangente: “Il popolo del Bahrain ha combattuto contro l’oppressione del regime del re Hamad bin Al Khalifa per oltre un anno. Si sono registrati omicidi per le strade, aggressioni, gas nelle abitazioni, danneggiamenti a proprietà private da parte della polizia e sequestri. Il Regime continua la sua azione brutale ogni giorno e peggiora. Per questo motivo il GP del Bahrain andrebbe boicottato, perché i proventi dell’evento finanziano queste oppressioni“. Gli Anonymous hanno ricordato anche lo sciopero della fame che ormai prosegue da 70 giorni da parte dell’operatore umanitario Abdulhadi Alkhawaja, “Non è colpevole di nessun crimine, è perseguito solo per aver invocato il rispetto dei diritti umani per la popolazione“. Un intento lodevole, questa volta, per gli Anonymous che lo scorso 31 marzo sembrava potessero attaccare anche i giganti del web, ma si era capito subito che era solo una bufala.

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